Israele dichiara guerra a Babbo Natale

Babbo Natale non è gradito al Grande Rabbinato d’Israele. Come ogni anno, i padroni di alberghi, ristoranti e altri locali pubblici erano stati avvisati che sarebbe stato meglio evitare abeti, berretti rossi e altri pupazzi a forma di Babbo Natale nelle decorazioni in occasione delle festività di fine anno. Questo avvertimento è stato accompagnato da una minaccia appena velata. «Abbiamo intenzione di rendere pubblico l’elenco degli esercizi che non ne terranno conto e di invitare in seguito a boicottarli», ha dichiarato alla stampa Ofer Cohen, direttore della «lobby per i valori ebraici» de Rabbinato.
Detto in altre parole, i ristoranti trasgressori potrebbero vedersi ritirare il certificato rilasciato dal Grande Rabbinato, il quale verifica periodicamente che la cucina servita risponda alle strette esigenze delle leggi alimentari della religione ebraica. Vedersi ritirare questo prezioso documento potrebbe costringere certi locali pubblici, soprattutto a Gerusalemme, a chiudere per non poter accogliere gli ebrei osservanti. Da notare che l’offensiva del Grande Rabbinato riguarda in ugual misura il veglione di San Silvestro, molto più festeggiato di Natale.
Abeti molto diplomatici
Sul fronte diplomatico, gli anatemi scagliati dal Grande Rabbinato hanno provocato quest’anno qualche turbamento. L’ambasciata d’Israele in Vaticano ha ricevuto appelli ecclesiastici, giornali cristiani hanno chiesto spiegazioni. Più inquietante: deputati del Congresso americano si sono rivolti ai diplomatici israeliani accreditati a Washington per esprimere le loro riserve, secondo il quotidiano Yédiot Aharonot. Il dossier è quindi salito in «alto loco» al ministero degli Esteri che si è rivolto al Grande Rabbinato. Preoccupato per una possibile crisi, il suo direttore generale Oded Weiner ha cercato di smussare gli spigoli. Ha precisato che negli hotel potranno svolgersi feste di fine anno senza che il loro certificato di «buona condotta» alimentare sia messo sotto torchio, purché i veglioni si svolgano in stanze chiuse.
Dettaglio curioso: il ministero degli Esteri israeliano non ha dato il buon esempio in questa battaglia. Come ogni anno, si è assicurato che le migliaia di diplomatici accreditati in Israele ricevano un abete prima dell’arrivo di Babbo Natale.
(Gerusalemme 23 dicembre 2009, Marc Henry per Le Figaro)

Una cristiana in preghiera nella chiesa della Natività a Betlemme.













Loro, si sa, sono il “popolo eletto”.
Il popolo eletto dal dio della Bibbia fra tutti i popoli che, in quegli anni mitici, abitavano il nostro già allora povero ed inospitale pianeta.
In quanto “popolo eletto”, Loro sono anche i “più giusti”: sono il popolo più “morale” (altrimenti, in quali altre forme si manifesterebbe la preferenza divina?!): un vero e proprio esempio per tutti gli altri popoli della terra.
Così, per indicare solo un esempio, l’esercito sionista di occupazione della Palestina evita in tutti i modi di confondersi con quello nazista: i neonati, scelgono di farli morire ai posti di blocco negando il transito verso gli ospedali che potrebbero curarli e guarirli, anziché, come facevano i militi nazifascisti (naturalmente “non eletti”), passarli sùbito per le armi.
Che “nobiltà”, che “raffinatezza”, che “manifestazione di ripudio della violenza sanguinosa e gratuita”, che “esempio di civiltà”, di “stile”…!
Che i crimini dei sionisti siano, in un cero senso, “diversi” dai crimini dei popoli e degli individui su cui il dio della Bibbia non ha fatto cadere il proprio favore è confermato da un episodio abbastanza recente.
Sono state le agenzie di stampa inglesi a rendere noti i dettagli di quella che si presenta come una massiccia operazione anti-corruzione avvenuta in USA nel New Jersey: una scioccante storia di riciclaggio di denaro sporco e traffico di organi umani.
Organizzato, udite udite!, da alcuni rabbini! Come ha riportato il New York Times, “si tratta di vendite illegali di parti umane”.
L’FBI avrebbe fatto irruzione in alcune sinagoghe ed arrestato alcuni rabbini, uno dei quali, tale Yitzchak Levi Rosenbaum, è sospettato di traffico di organi umani. Reso possibile da trattative condotte nel corso di cene avvenute in cantine o in scantinati.
L’accusa riguarda un’attività decennale nella vendita di reni provenienti dallo sfruttamento di donatori poveri e malati, i quali sarebbero stati convinti a donare un rene per la somma di 10 mila dollari (l’organo sarebbe stato successivamente rivenduto dal rabbino per 160 mila dollari!).
Ma non erano i comunisti, almeno a detta di Superviagra-Berlusconi quelli che mangiavano i bambini?!
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Non ci capisco nulla di religione e ne so ancora meno. Di certo io tifo per la coerenza ed il buon esempio, non certo per i dogmi, gli anatemi e le scomuniche. Quindi questo divieto non mi piace. Con tutto il rispetto per questo popolo che ha dovuto sopportare l’insopportabile..
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Qualcuno fermi il delirio razzista di Luca P.!
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Non ci vedo nulla di razzista in quello che ha scritto.
Ormai qualsiasi cosa uno scrive a sfavore di Israele o degli ebrei se lo vede tornare indietro con accuse di razzismo.
Grande rispetto e solidarieta’ per quello che hanno patito, ma finiamola di ottenebrarci le menti .
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http://www.radioislam.org/protocols/indexit.htm
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Quando si comincia a criticare Israele (lo Stato non la nazione ebraica), subito si accodano antisemiti di tutte le risme. Doctorenry ha trovato che l’intervento di Luca P. sia «un delirio razzista», Puke58 «non ci vede nulla di razzista». Forse Luca P. dovrebbe spiegarsi meglio per non dare adito a dubbi. Di sicuro è censurabile invece il post di un lettore, di cui preferiamo tacere il nome per quanto si sia firmato, che ci ha inviato il link del sito di Radioislam in cui si parla dei Protocolli dei Sette Savi di Sion. Ecco quella che non vogliamo conoscere è l’opinione degli islamici che sposano le deliranti tesi di quel falso storico antisemita. Ci preoccupa parecchio che la persona che ci ha inviato tale post abbia ricoperto e ricopra cariche pubbliche. Anche da lui ci aspettiamo spiegazioni. Grazie. Per ora è censura. Su qualsiasi vagito antisemita che cerchi di farsi ascoltare da questo sito sarà sempre anatema.
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Bravo editore.
La tua non è censura.
E’ buon senso.
E’ democrazia.
Democrazia è l’unione delle parole popolo e potere.
Potere significa, tra l’altro (D.Oli) ambito sottoposto all’esercizio di un’influenza o di un dominio per lo più assoluti; avere la facoltà morale o materiale di agire.
Finiamola di credere che democrazia significhi licenza (Platone).
E, magari, proprio come fa l’editore, da un lato informiamoci, dall’altro, finalmente, agiamo. Con la forza della ragione e la ragione del diritto.
Grazie e Buon Natale
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Su questi argomenti,il limite tra Stato e Nazione ebraica diventa molto sottile e labile.E l’antisemitismo mascherato da antisionismo prende subito piede. Come dire che kamikaze islamici e Autorita’ Nazionale Palestinese(e/o Hamas) sono tuttuno!
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“Per ora è censura. Su qualsiasi vagito antisemita che cerchi di farsi ascoltare da questo sito sarà sempre anatema”. Caro Editore, chiamiamola autocensura, la peggiore delle censure. Definire Maometto pedofilo, Papa Ratzinger nazistello, irridere quotidianamente la Cristianità è laica libertà di pensiero. Tutto bene, tutto giusto. L’equilibrio saluta e se ne va.
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Laico, cresciuto nel cattolicesimo professo la fede cattolica. Condanno la violenza, onoro e rispetto le vittime di guerre, terrorismo, persecuzioni genocidi ecc… Ho ritenuto inserire nel dibattito, per conoscenza senza commentarli, i protocolli, controversi e opinabili come gran parte dei documenti storici portati a conoscenza di noi contemporanei. Proprio in questi giorni, è best seller in Israele un libro che mette in discussione Re Salomone, i territori di provenienza e le loro origini.
cordialmente
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“Basta odio ed estremismo”. Criminalizzare una nazione per le nefandezze (non ancora provate) di un rabbino fà rabbrividire. Come sostenere che tutti i sacerdoti sono assassini per un fatto successo a Vignola (quello sì successo purtroppo). Equilibrio, che parola sconosciuta …. la storia, che difficile interpretarla ….. la religione, basata sui dogmi spesso ottusi …. un blog, capace di far scontrare diversi moduli di pensiero. Editore, non so chi ha fatto cosa ed è stato censurato, ma il principio non mi gusta. A meno che il giudizio non sia che avesse l’intenzione di buttare cacca senza concimare.
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Quello che mi piace della Bibbia è che non ti nasconde nulla.
E, per Bibbia, intendo il Vecchio Testamento.
Rapita Dina, la figlia di Giacobbe, i fratelli organizzano un sottile quanto vile tranello per mettere a ferro ed a fuoco (ferro ignique vastare e Borrelli, duemila e più anni dopo, dirà di spargerci il sale) la popolazione colpevole e liberare la sorella. Giacobbe li maledirà.
Ma, al contempo, nel VT si legge il libro di Giobbe che, forse prima di Socrate, instaura una specie di metodo maieutico ove lui e tre suoi amici dissertano sul destino dell’umanità.
Dio entra nella storia con tutte le contraddizioni della realtà.
Odio e amore, crudeltà e pensiero. Nulla ti nasconde e, forse meglio di qualsiasi altra religione, ti dice com’è e come non è. Sta a te cambiare le cose e sarai responsabile di ciò che farai.
I comunisti mangiavano i bambini poichè, dopo la revolution, ci furono anni di carestia nera.
Un intelligente libro di una ricercatrice storica italiana, edito dal Mulino, racconta come i prigionieri italiani in Russia scostassero con pertiche i corpi dei compagni caduti nei pozzi d’acqua per riuscire ad abbeverarsi. Non c’era pietà poichè la sete spegneva la luce del sentimento.
Passati a milioni per camini (ero con altri cento, canta Francesco) adesso impediscono le cure ai bambini palestinesi.
E’ una Bibbia che ritorna. E’ una Bibbia che ti richiama. Alla lettura ed alla meditazione. Non alla sentenza. Ma alla comprensione profonda dei fatti.
Ti racconta tutto, accadimenti di più di duemila anni fa.
Rileggi, medita e poi scegli cosa meglio quel libro di dice di fare.
Dopo, nulla in te sarà come prima.
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Caro China et alii è la paura della censura che vi scandalizza o la (morbosa) curiosità che vi attizza? In ogni caso, visto che l’interessato si è scoperto da solo, eccovi accontentati: è Gianfranco Biolzi, ex assessore ed attuale consigliere del comune di Salsomaggiore. La propaganda antisemita di un sito islamico l’avete voluta voi. Ed è l’ultima volta che facciamo da traghettatori a venditori di pericolose baggianate razziste, non mi interessa se si professa cattolico, devoto a Padre Pio, tollerante, iscritto alla San Vincenzo o altro. Ed è l’ultima volta che un sito pubblica ciò che non condivide o si sente in dovere di giustificarsi verso chicchessia. Un sito privato fa e pubblica quel che ritiene opportuno. Chi si ritiene censurato può rivolgersi altrove. Non mancano infatti blog e siti di tutte le razze e per tutti i razzisti. Augh, ho detto.
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Ah, è Biolzi dunque, avrei dovuto sospettarlo. Il leghista perde il pelo ma non il vizio. Terre nostre, il gruppo di cui è esponente unico nel consiglio comunale salsese, puzza di Heimat, concetto imparentato con il nazismo e riecheggia Cosa nostra. Meglio che si rivolga a quelli di Casa Pound, se hanno un sito.
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Paolo Paolo …ridammi le mie legioni……..
I comunisti che mangiavano i bambini…….basta con ste stronz@te.
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Antisemitismo=Antisionismo=Antiamericanismo=Complicità con il terrorismo=Rifiuto della modernità in quanto tale.
Premettendo che le parole, cosi come gli avvenimenti, hanno uno sviluppo, un’evoluzione storica, sento la necessità di riflettere sul mutato significato di concetti quali antisionismo, ma soprattutto antisemitismo. Se da un lato, infatti, il significato lessicale del termine semitico rimane immutato (“agg. [pl. m. -ci] dei semiti; che si riferisce alla loro storia, alla loro civiltà: popolazioni semitiche; cultura semitica lingue semitiche, famiglia di lingue che comprende, tra le altre, l’ebraico, l’aramaico e l’arabo e ha come caratteristiche comuni la radice triconsonantica e un sistema verbale a due tempi”), dall’altro il suo antitetico, l’antisemitismo, è diventato un preciso riferimento all’adesione verso le teorie naziste (ma non solo) sulla “razza” ebraica.
Chiunque si rifaceva alla storia del nazismo e delle persecuzioni perpetrate nei campi di concentramento verso gli ebrei, discriminandoli per razza e religione, poteva essere tacciato dell’infamante accusa di antisemitismo. Dalla nascita dello sionismo alla fine dell’ottocento il termine sionista si riferisce al movimento politico che raccoglieva l’aspirazione religiosa degli ebrei a tornare nella terra promessa, proposta che, inizialmente, non raccoglieva nemmeno il consenso della grande maggioranza degli stessi ebrei. In seguito ai successivi sviluppi storici e con la nascita dello stato di Israele, la ridefinizione degli scopi e del ruolo del movimento avvenne nel senso del consolidamento del nuovo stato.
Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, Israele si afferma come colonna strategica statunitense in Medio Oriente, e accentua il suo ruolo di persecutore del popolo palestinese contro le proprie legittime aspirazioni. Il termine antisionista, assume, in questo contesto, una precisa critica alla politica imperialista di questo stato. I mass media, su spinta degli stessi israeliani, ma anche delle comunità ebraiche di tutto il mondo, hanno iniziato a tacciare di antisemitismo chiunque si contrapponesse alla politica imperialista dello stato di Israele. Si assiste dunque alla volontaria sovrapposizione di due termini che hanno significati diversi.
Evidentemente questo metodo, intenzionalmente provocatorio da parte degli stessi ebrei che dovrebbero avere l’estremo interesse a salvaguardare il significato storicamente determinato di antisemitismo per custodire la memoria di quei fatti tragici, è teso a difendere la politica imperialista di Israele con una copertura “morale” e “storica” (lo stato di Israele è lo stato degli ebrei, chi attacca Israele attacca ogni singolo ebreo), ma sconta un limite storico che verrà a galla inevitabilmente.
È logico che nel momento in cui l’accusa di antisemitismo viene estesa a dismisura, essa, da un lato annacquerà la condanna insita nel suo significato e, dall’altro, addirittura, trasformerà l’essere antisemita in qualcosa di legittimo. Infatti, le comunità ebraiche tacciano, oggi, di antisemitismo coloro i quali difendono i palestinesi, i libanesi e tutti i popoli oppressi: allora il motivo stesso per cui il termine è stato coniato perderà della sua statura morale. E i veri antisemiti (quelli che veramente sono razzisti nei confronti degli ebrei) saranno riabilitati in quanto mischiati nel calderone generale. Conviene agli ebrei optare per questa propaganda? Questi sono comunque problemi che non mi riguardano da vicino.
Mi riguarda da vicino, invece, il fatto di poter esprimere la critica allo stato imperialista di Israele indipendentemente dagli insulti che mi possono affibbiare e dalle scomuniche della propaganda. In Italia ce ne accorgiamo molto di più rispetto ad altri paesi europei, avendo una vasta rete di disinformazione sull’argomento che va da una parte alla sua opposta, sia in parlamento sia negli schieramenti: dalle spie dichiarate (come l’ex ambasciatore israeliano Gol che ha contribuito a chiarire inoppugnabilmente quanto la politica italiana sia asservita a quella statunitense, visto il livello di prostrazione raggiunto in maniera bipartisan nei suoi riguardi e di fronte ai suoi attacchi all’integrità della politica nazionale, attacchi, ricordiamo, di un rappresentante di uno stato straniero) a quelle scoperte al servizio dello Stato o degli Stati (Uniti) che fingendo di fare i giornalisti pubblicano pezzi pornografici (vero Betulla Farina, Allam e compagnia cantante?) che occultano il loro vero obiettivo, cioè la giustificazione di uno Stato che da decenni affama un popolo, di uno stato che non rispetta le minime convenzioni internazionali e le decine e decine di risoluzioni delle Nazioni Unite. Chi disprezza chi? Chiudo e mi taccio per un bel po’.
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Ben detto , editore. Non è la curiosità che mi attizza, libero di pubblicare quello che ritieni, ma non considerare incapaci i tuoi lettori nel discernere tra la storia e lo sberleffo etnico. Letto e disapprovato. Puzza ma non concima.
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