Io alla cena c’ero. E, come l’infame Franti , ho riso dei comunisti

Pubblicato da Redazione il 23 dicembre 2009 in Costume, Società, Tempo libero |
VELINE«A un certo punto, come obbedendo a un segnale inviato con gli ultrasuoni, le ragazze presenti in sala si alzarono dai loro posti a tavola e cominciarono a ballare tra di loro».


Quando scrivo per NC non mi documento. Vale a dire che non ripasso le notizie od i concetti oggetto del tema che compongo. Li scrivo così come li ricordo, nel bene e nel male.

Sicché i commenti dei lettori e delle lettrici apportano neve fresca e sono metri coi quali misurare la mia capacità di comprendere.

Tre le cose che mi hanno colpito durante l’ultima cena, ultima nel senso di recente.

Non riesci a far capire che Achille Occhetto e compagni/e del Pci sbagliarono, eccome.

Perché non vollero capire che, una volta destituito il Caf, occorreva aprire i serragli ai votanti, semplici votanti socialisti, orfani del Capo, sì, ma anche vittime di quel golpe bianco organizzato dal più forte partito della sinistra europea occidentale. Riformarsi nella più grande casa socialista, una volta ammazzato il lupo nero.

Berlusconi lo capì e scese in politica.

Eppure continuammo a mangiare, sviluppammo le libagioni, argomentammo con fervore incoraggiato dalle chicche.

Persone diverse, opposte culture, differenti età, esperienze, convinzioni.

NC deve continuare, così come prosegue da almeno cinque anni. Fu un argomento. Ma anche una conclusione.

Abissale il confronto con Fidenza Square. Lì non si ragiona. Non si parla. Si pone l’obiettivo al di là dell’ostacolo. Sono tutti Derossi.

Io sono Franti, quello che ghigna al passaggio dei mutilati e storpi di Caporetto.

«Franti, l’infame, sorrise»,  fotografa Enrico, il protagonista di Cuore.

Umberto di tipo Eco lo rivalutò in un famoso capitolo del suo Diario Minimo.

Franti sorrise perché non capiva la ragione di tanto scempio, spiegò il semiologo (che, come tale, conosce il significato dei segni, della comunicazione, delle parole e del comportamento umano mediato dalla lingua scritta).

Così faccio io.

Ariso Polocchi, il Franti che sputa sugli ex comunisti Pci. Ma non solo.

Nessuno mi ha bocciato, respinto, cacciato. Mi ha solo fatto osservare il suo pensiero, diverso dal mio.

Poi, una nota.

Qualcuno disse che NC è fatta in massima parte da chi indossa i pantaloni di velluto a coste.

Guardai i miei: erano a coste di velluto.

Promosso? Applaudito? Ringraziato? Sviolinato? No, affatto.

Eh, perbacco, c’est la question, ma très chère demoiselle! dice il nonno alla piccola Toni (mi pare) nell’incipit dei Buddenbrok.

La quistione (<- Gramsci dixit) era se NC doveva occuparsi di quistioni locali oppure non solo.

La quistione abbracciò la vigliaccheria presunta, il tranello architettato, la trappola tesa ai redattori di NC così come è tesa ai volatili nel bresciano ed agli scimpanzé nelle foreste. Persone che compaiono, hanno lo scoop e, lesti come volpi, scompaiono. Non li vedi più. Persone che, anche, non ti salutano più  e ti negano l’intervista. Il livore, il rancore, l’acredine ed il rincrescimento. Figli di dei maledetti. Lo strapaese, insomma.

Scese, infatti, l’argomento Capece-Callegari. Ed il brasato. Vino non ne mancava ed oliava la discussione.

Concordo anch’io che la Lina è una bella donna, elegante come la descrive Clifford. E penso che sia altrettanto intelligente e coraggiosa. La sostenni, una volta.

Ma, nei suoi panni, avrei scritto che non potevo far di più poiché tagliarono e tagliarono i fondi alla cultura, poiché il controllo di gestione impera, verga, straccia, taglia ed elimina. Povero controllo di gestione! Nato per indicarti ciò che rende e ciò che no, è usato solo come forbice. L’investimento in cultura non apporta ricchezza. Ed allora, il Franti che è in me mi dice che preferirebbe stare al freddo, in casa, per risparmiare sul costo del metano e sul costo della San Donnino (multiservizi?) ma per avere festival locali che attraggano più gente valorosa e colta di outlet dell’ingordigia. Che peccato! Volevo scrivervi degli interessi della www.gruppodivittorio.it e della http://www.gruppodivittorio.it/Web/Content.aspx?XRI=11 ove si parla di abitare e gusto ma hanno tolto l’immagine del maestro elementare che non voleva fare il maestro elementare. Mi hanno tolto il sale della polemica e gli argomenti a favore della conclamata cecità dei gruppi imprenditoriali ex Pci. Tutti rigorosamente coop, scarl, soc.coop.agr.

La segretaria solerte che indica liste nere o liste bianche ci sta. C’è sempre stata. Non ne rimasi sorpreso. Mi sorprende che Lina non parli. Eppure, su L’Informazione di Parma, sostenne che proviene da una famiglia per la quale la politica onestamente intesa è un valore. Come la mia. Democristiana la sua, mi pare, socialista la mia. Ma vale il coraggio del confronto, sempre. E comunque. Valeva la pena, Lina, di passare dall’altra parte della barricata? Non soddisfa di più sbugiardare i compagni/e di partito quando se lo meritano?

500, 600 al giorno sono i mouse che cliccano sul sito. Gli indici che premono il clic. I copia ed incolla mentali che vogliono sapere. E  leggono. Avidi. A proposito, fu vero che si oscurò il sito in Comune? Adesso è stata ripristinata la visione? Ma perché devo pagare le tasse ad un Comune che oscura? E Berlusconi? Un doppio peso ed una doppia misura?

Fidenza Square può anche vantarne il triplo, forse,  ma non è quaestio di quantità. Franti divide et impera. Nunc et semper. In saecula saeculorum. Amen.

Data l’ora tarda, per me, raccolsi i miei panni e me ne andai mentre il dibattito proseguiva. Va sempre a finire così.

Solo un rammarico. Di non aver conosciuto Puke58. Un sospetto ce l’ho ma è debole.

Arrivederci.

Ariso Polocchi.

PS. Ariso Polocchi fu un partecipante alla cena. Ove lui, il vile Franti, disse all’editore: «Son forse io?». E l’Editore rispose: «Tu l’hai detto». Un mormorio si alzò dalla tavola.

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14 Commenti

  • avatar Editore scrive:

    Nello smistamento della posta, una foto destinata ad altro e una didascalia proveniente da un racconto di fantascienza sono finite per sbaglio in testa a questo articolo. Ce ne scusiamo con i lettori, con Ariso e con i commensali tutti. Cercheremo di rimediare al guaio nel più breve tempo possibile.

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    Ariso Polocchi, ti vedo in forma…
    Sei come un diesel, motoristicamente parlando.
    Hai iniziato a carburare alla cena adesso sei in temperatura giusta e puoi andare AVANTI ;-)

    ..Franti….solo gli stolti non hanno capito Franti e come giustamente hai ricordato, Umberto Eco è’ riuscito a spiegare chi era Franti e perchè Franti si comportava o meglio era costretto per forza di cose a comportarsi “da Franti”.
    Franti è il vero personaggio centrale del libro Cuore.
    Senza Franti il libro Cuore non avrebbe senso.

    Ad un certo punto nel tuo intervento parli di ” CONTROLLO DI GESTIONE”. ( è sempre una dei tanti volti del Leviatano) che taglia, controlla quanto costi, in che centro di costo sei allocato… etc.etc.

    BENE DOMANDA AI LETTORI :
    Con un mio caro amico e collega di lavoro STIAMO ROMPENDO LE PALLE IN TUTTA LA PROVINCIA NEL RIPETERE QUESTA DOMANDA:
    QUANTO COSTA IL CONTROLLO DI GESTIONE?
    QUANTO COSTA MANTENERE QUESTO APPARATO?
    IL COSTO CHE CI COSTA A NOI TUTTI, PER MANTENERE IL CONTROLLO DI GESTIONE E’ CONSONO ALLA SUA UTILITA’?

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    p.s.

    ANCHE TU COME BONNET E BARBANERA, HAI SEMPRE PORTATO I PANTALONI A COSTE DI VELLUTO!!!

    …nON E’ CHE FRA 20/30 ANNI MI RISALTI ANCORA FUORI CON STA STORIA DEI PANTALONI DI VELLUTO A COSTE? ( ma le coste sono piccole o grosse? ) ;-)
    Un caro saluto.

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  • avatar Editore scrive:

    Chiunque abbia partecipato alla cena di Nave Corsara è invitato a inviare articoli e post. Pertinenti e impertinenti.

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  • avatar Giovanni Capece scrive:

    io e Lina avremmo partecipato volentieri alla cena se non vi fosse stata la concomitanza del consiglio comunale, mi pare però di capire che … non siamo mancati. Io comunque lunedì sera avevo i pantaloni di velluto a coste. Per il resto
    mi consola il fatto che non avete mangiato gli “anolini” in brodo, mi sarebbero mancati molto!

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  • avatar Ariso Polocchi scrive:

    Ringrazio il signor Giovanni Capece per il suo commento di rara e preziosa cortesia e la sua signora Lina.
    La foto mi va benissimo…timido com’ero allora, non avrei avuto il coraggio di avvicinarle.
    Mi sentivo inadeguato davanti a tanta gaiezza, di carne e di spirito.
    Ma il desiderio imperava e l’alter ego mio non mi parlò per anni.
    Comunque fu andata, vada ed andrà (o sarà andata), le ragazze sono bellissime.
    Non togliete quella foto, non sono diventato nè voyeur nè feticista.
    Divenni un ammiratore. Platonico.
    Non restai tale.

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  • avatar sciacallo scrive:

    Questo invito a scrivere, rivolto a chi a partecipato alla cena, e quindi SOLO a chi ha partecipato, altro non è che l’ennesimo volgare attacco complottottistico plutocratico, fazioso, fascista e partigiano. Quindi io che non son venuto (non pervenuto per motivi non dipendenti da volontà) sono senza parole, ovvero mi adeguo alla fatwa e solennemente prometto che alla prossima cercherò di esserci. Valaben?

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  • avatar Ariso Polocchi scrive:

    Io portavo i pantaloni di velluto a coste e li indosso ancora poiché non prudevano all’interno della gambe così come quelli di lana.
    Coste larghe e coste strette.
    Meglio se Wrangler.
    I figiccini li portavano poiché faceva tendenza e conformità con la giacca pure essa a coste. Di velluto.
    Si “smarcavano” dai loden, dai RayBan e dagli eskimi cappelluti.
    Dietro, nella tasca, una copia piegata de La Città Futura.
    No al conformismo.
    Sì a Franti.
    Il cervello ne guadagna.

    PS. Mi viene un dubbio. Non è che a forza di sbugiardare gli ex PCI diventerò come Goebbels: “sbugiarda, sbugiarda, qualcosa resterà”?

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    Io Blu Genova Roy Roger a tubo (perchè allora, costavano meno della metà dei Levis) e perchè non andavano a finire dentro la catena della bici o del motorino.
    Giubbotto Blu Genova, sempre della Roy Roger ( per gli stessi motivi economici riportati prima). In inverno NON CLARK (perchè costavano come il chinino) ed Eskimo By Pippo.
    Concordo con il buon Ariso : W FRANTI!

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  • avatar F-S DOC scrive:

    Ma…Sig. Capece, lei poteva abbandonare la sua consorte ed andare alla cena.
    E’ lei (sua moglie) l’eletta, non lei (Capece).

    Comprendiamo che “l’amor non è polenta”, ma ogni tanto un po’ di sana libertà non guasta, ad entrambi ! (ed anche, memori di post precedente, agli spettatori del CC).

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    “I votanti socialisti vittime di quel golpe bianco organizzato dal più forte partito della sinistra europea occidentale”Questa sentenza di Ariso Polocchi (tutti sappiamo chi è anche per la sua prosa elegante) mi sembra già di averla sentita dal Cav.Berlusconi e C.Per cui “l’odiatore” Di Pietro artefice importante di quel misfatto giustizialista deve essere stato,per logica conseguenza un membro del suddetto partito.Di Pietro un Comunista? La prosa va bene ma questa analisi storica mi sembra proprio che non ch’azzecchi molto,tanto per usare il verbo del nostro odiatore……..

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    Che il “Contadino di Montenero di Bisaccia” abbia picchiato a senso unico è storicamente provato.
    Infatti, gli unici ritenuti colpevoli alla fine di Tangentopoli furono Cusani del PSI e Carra della DC.
    Tutti gli altri sono tutt’ora ancora presenti nel Parlamento Italiano.
    Hanno cambito 2000 partiti, hanno fondato 4000 partiti, hanno detto, hanno fatto ma sono ancora lì seduti tutti quanti chi a destra, chi a sinistra chi al centro.
    Tutti perfettamente intercambiabili per le future elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali.
    Qunado si trattò di picchiare il PCI, s’inventò il “lancio della toga” e sbarcò in politica.
    Paragonare Belusconi politico a Craxi politico è una bestemmia.
    Inutile continuare a ripetere la storiella ” Berlusconi è figlio di Craxi”
    (politicamente parlando).
    Due mondi diversi, due figure diverse, due spessori politici nettamente diversi.
    Craxi, con i tantissimi suoi difetti sia politici sia caratteriali, fu veramente uno statista internazionale, Berlusconi, non me ne abbia lui ed i suoi giannizzeri…non lo è stato, non lo è, e mai lo sarà.
    Come imprenditore niente da dire ma ha una confusione di fondo : LO STATO NON E’ E MAI SARA’ UNA S.P.A.

    LA COSTITUZIONE ITALIANA NON E’ UNA RELAZIONE FINALE DI BILANCIO CHE DEVE ESSERE STILATA DA UN IPOTETICO DIRETTORE GENERALE.

    Due grossi errori fece Craxi:
    1) Non utilizzò ai vertici del PSI l’ala sinistra, preferendo arruolare transfughi dell’ex PCI e dell’ex DC o ex di qualsiasi altro partito, ma non chi era stato sempre socialista o proveniva da famiglie socialiste, in quanto difficilmente controllabili. Molto meglio assegnare una carica importante ad un ex. Avrai sicuramente una testa di legno, uno yes man in più, ma sicuramente avrai un buon soldato in meno.
    Costrui un “esercito” composto di tanti generali ( quasi tutti ex di qualchecosa) e da pochi soldati.
    Si sa che quando hai pochi soldati, potrai vincere della battaglie ma sicuramente perdi la guerra.
    Così è stato.
    Seppe però unificare il Partito Socialista, cosa che non riuscì mai a nessun altro ma nel momento del bisogno, venne abbandonato proprio dai transfughi. Era logico : erano mercenari e si comportarono da mercenari.

    2) SECONDO GROSSO ED IMPERDONABILE ERRORE: scappò, espatrio non come e per i motivi di Sandro Pertini, lasciando allo sbando un Partito ed i suoi militanti.
    Si pose al di sopra della Legge Italiana, rifiutando il processo, scegliendo la via della fuga, abbandonato proprio dai suoi generali.
    Come ci insegna la storia, i suoi generali si arruolarono prontamente chi nelle file dell’ex PCI chi nelle file dell’ex DC prima, di Berlusconi poi.
    Questa scenetta mi ricorda molto la fine del processo farsa di Norimberga ai gerarchi nazisti.
    Vennero processati e condannati una dozzina di gerarchi ( come se solamente una dozzina di uomini potessero aver fatto una guerra mondiale), tutti gli altri vennero assolti ed arruolati nelle file dell’ex DDR oppure nelle file degli States.

    La colpa di tutti i mali d’Italia venne riversata sui soldati socialisti.
    Gli ex socialisti che ora sono nel PDL si sono illusi di rifarsi una verginità persa e quasi sicuramente mai avuta, gli ex socialisti che ora sono nel PD meno L…stessa storia.

    Entrambi dovrebbero semplicemente vergognarsi: dicevano di credere in un’idea, l’hanno abbandonata, non hanno saputo affrontare le vere responsabilità, le hanno scaricate vigliaccamente sulla truppa ed ora chi da una parte chi dall’altra pretendono ancora d’insegnarci cosa è la politica.

    Il buon Contadino di Montenero di Bisaccia, non me ne abbia, ma fa parte pure lui del Leviatano, vuole solo avere controllo su più parti di esso.

    Il Socialismo è un grande fiume nel quale tutti possono attingere acqua per bere e pescare per mangiare, mai però rivendicarne la proprietà e maggior diritti rispetto ad altri.
    Cosi’ fece Mussolini, così fece Hitler, così fece Stalin.
    Non fu l’idea di partenza sbagliata, furono le persone che distorsero e piegarono questa Idea ai propri voleri …..
    Ma non era più Socialismo……erano voleri di persone geneticamente deviate dall’Idea Madre che nulla più avevano a che fare con l’Idea Socialista.

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    ..SARA’ UNA RISATA CHE VI SEPPELLIRA’…

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  • [...] perché alla cena ho parlato con lui e mi sembrava una brava persona, ma quanto scritto su: Io alla cena c’ero. E, come l’infame Franti , ho riso dei comunisti da Capitano Achab, meriterebbe una solerte risposta da chi il craxismo l’ha vissuto in pieno [...]

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