Con la scusa dell’occupazione si favorisce la speculazione

Pubblicato da Redazione il 20 dicembre 2009 in Speculazione edilizia, Urbanistica |

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Questo edificio non è stato costruito nel rispetto  dei parametri originariamente previsti dal Piano regolatore, ma il consiglio comunale l’ha ugualmente approvato.

L’imponente palazzo che ci accoglie all’uscita del casello dell’autostrada in direzione di Fidenza, e  dopo un paio di monumentali rotonde, non rispetta i parametri originariamente previsti dal piano regolatore. Non può sfuggire anche ai meno attenti che il complesso è fuori scala con quel poco che resta del paesaggio circostante e con lo standard della costruzioni vicine che non sono cosa da poco: l’outlet Fidenza Village e la futura Città del gusto. Anche la vicinanza  del torrente Stirone avrebbe consigliato di mantenere un’adeguata zona di rispetto dal torrente.

Gli atti amministrativi che hanno portato a tale risultato sono i seguenti:

Pratica 232/2002. Permesso a costruire per la realizzazione della nuova sede amministrativa e direzionale ditta Furia: «Motivazione principale per cui è stata presentata la richiesta è data dalla esigenza della ditta di avere una  sede amministrativa di adeguata rappresentanza che contribuisca a rafforzare l’immagine di azienda moderna». Costruita altrove avrebbe dato di sé  un’immagine meno moderna?

Pratica 148/2003. Permesso a costruire  per realizzazione di un parcheggio.

Pratica 165/2003. Permesso a costruire per la realizzazione della nuova sede amministrativa direzionale della ditta Furia srl.

Pratica   39/2008. Permesso a costruire per la realizzazione cabina Enel a servizio insediamento produttivo.

Pratica 446DIA/2008. Denuncia inizio attività con variante a pdc 148/2003 (opere urbanizzazione primaria) e pdc 165/2003 (nuovo fabbricato).

Pratica 500DIA/2008. Denuncia inizio attività per opere di completamento per lavori non ultimati nei termini dei titoli abilitativi del comparto scheda 7.3.

Pratica 84IP/2009. Insegne pubblicitarie per striscione temporaneo «Centro direzionale Elios – Furia – Affitta spazi per attività commerciali, uffici dal 30/09/2009 al 31/12/2010». Un «temporaneo» lungo tredici mesi.

Per ricondurre il progetto alla legalità si è resa necessaria una delibera del consiglio comunale che ne ha sanato il contrasto con i parametri edilizi e urbanistici previsti dal Piano regolatore vigente.

Si sono rovesciate le parti. In materia edilizia, il consiglio comunale approva quello che l’Ufficio tecnico comunale decide e delibera. È stato così durante la passata amministrazione, abbiamo motivo di credere che sarà così anche con la nuova.

Il fatto è avvenuto il 17 luglio 2003. Si espressero a favore Massimo Tedeschi (sindaco), Luigi Toscani, Paolo Antonini, Giancarlo D’Angelo, Davide Vanicelli, Rita Sartori, Sigismondo Ferrante, Giorgio Costa, Ennio Maffini, Luciano Tomasetig: contrari solo   Stefano Gandolfi ed Enrico Mambriani, mentre il consigliere Scudieri Luigi si astenne. Scelsero di uscire dall’aula prima della votazione i consiglieri di minoranza Michele Rainieri, Benvenuto Uni, Lino Bonatti, Paolo Mario Calza e Stefano Denti.

Questo comportamento, normalmente seguito dall’allora minoranza in materia urbanistica, può configurarsi come comoda connivenza con le decisioni della maggioranza guidata da Massimo Tedeschi.

Le motivazioni del provvedimento, il cui testo completo può essere letto comodamente da casa cliccando sul sito del Comune, sono da ricercarsi nei «risvolti di interesse generale contenuti nella richiesta, in rapporto agli aspetti economici e occupazionali correlati all’eventuale realizzazione dell’insediamento».

La scusa dei vantaggi collettivi, come quello di aumentare l’occupazione, è la leva decisiva per le decisioni più controverse e l’alibi per certi guasti. Tanto nessuno va poi a verificare se sono effettivamente migliorati «gli aspetti economici e occupazionali».

Il relatore in consiglio comunale fu Luigi Toscani, presidente del medesimo. Manca nella delibera accenno al parere della commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, organo  consultivo in materia di qualità urbana e architettonica  e paesaggistico ambientale.

Tutto bene quel che finisce peggio, un edificio costruito per diventare la sede amministrativa e di rappresentanza di un’azienda moderna e con ventilati risvolti positivi occupazionali si presenta alla nostra e altrui attenzione con uno striscione che propone a terzi l’affitto di spazi configurando un’operazione di speculazione immobiliare a tutti effetti. Come tale avrebbe dovuto rispettare i parametri del Piano regolatore, ma ormai anche la nostra città non è diventata che una «variante», indipendente dal buon gusto e dalla vivibilità.

Ambrogio Ponzi


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