Riusciremo ad accontentare don Camillo?
(foto di Marco Gualazzini)
Sono le 4 e mezzo del mattino e sono appena tornato dall’ultimo incontro con don Camillo. Con Luca stiamo correndo contro il tempo per riuscire a montare il film per venerdì 18 dicembre, la sera della proiezione.
Chiamiamo film quello che è un dvd, ma dovremmo chiamarlo colossal perché ci troviamo a dover selezionare e mettere in bell’ordine cinquanta minuti tra decine di ore di girato. Lo stesso problema cui si trovò di fronte William Wyler alle prese con il montaggio di Ben Hur.
E intanto continuano a telefonare per offrirci testimonianze, per chiederci di aggiungere qualcosa, per implorarci di togliere un’affermazione un po’ troppo forte. Promettiamo e cercheremo di mantenere.
Andiamo a prendere un caffè per restare svegli e il barista ci offre un vecchio Vhs con un’apparizione di don Camillo della durata di tre secondi. Meno delle famose comparsate di Hitchcok. Lo ringraziamo e vedremo di accontentare pure lui.
E poi c’è chi ha il video sull’installazione della campana nella chiesa di San Pietro e chi si presta a portare in giro le locandine. Come al solito, quando si fa il nome di don Camillo, rullano i tam tam e si mette in moto la catena della solidarietà.
La cosa ci spaventa da una parte e ci gratifica dall’altra.
Ci aspettiamo gran pubblico ma temiamo di non essere all’altezza delle aspettative quando, nell’auditorium di San Michele, che don Gianemilio Pedroni ci ha generosamente offerto, si farà buio in sala e sullo schermo ventitrè fortunate persone, dall’anziana madre di don Camillo agli amici di vecchia data, dagli ex scout (ma uno scout può essere ex?) alle donne straniere che sono state ospiti della sua casa, dai confratelli al fratello, racconteranno lo straordinario personaggio con cui hanno fatto un pezzo di strada insieme.
Torneremo sull’argomento e vi terremo informati a mano a mano che il giorno si avvicina. (i. s.)

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