Niente onorevoli, niente supertreni

Pubblicato da Redazione il 7 dicembre 2009 in Politica, Servizi pubblici, Società |

StazioneFidenza nei 60

In questa stazione fermavano un sacco di treni, che non erano mai in ritardo e non venivano mai soppressi. Nelle altre immagini (foto di Edoardo Fornaciari), la stazione di Fidenza come si presenta oggi. 

Vanno dicendo in giro che un altro effetto della nuova giunta è la soppressione di certi treni che andavano diritti a Roma, senza bisogno di rincorrerli a Parma o a Bologna.

Il nuovo sindaco Mario Cantini e l’assessore ferroviere Giuseppe Comerci si sarebbero resi colpevoli di quest’altra marachella: non avrebbero fatto abbastanza per mantenere quel paio di fermate al dì dell’Eurostar di cui ancora godevamo. Le solite panzane messe in giro dagli spodestati, che usano problemi serissimi per randellare i rezdori della città (naturalmente gli altri hanno fatto lo stesso prima di loro, fino a giugno, il che la dice lunga sull’interesse della classe politica per il bene collettivo).

In pochi mesi, di strumentalizzazioni della sinistra ai danni della destra (i centri sono illusioni ottiche e foglie di fico) ne abbiamo viste tante: dalla paventata centrale nucleare «a nord di Fidenza» alla Solveko passando per vieberenini e tangenziali. E ora i treni, che Mario Cantini, figlio di Arturo capostazione negli anni Sessanta e Settanta, lascia sfrecciare indisturbato per chissà quale regolamento di conti freudiani con la figura paterna dal berretto rosso (rosso!), con fischietto e paletta.

Imputare le mancate fermate degli Eurostar e altri supertreni alla negligenza del figlio del ferroviere che fu sindaco (altra pendenza da lettino psicoanalitico?) è una miseria morale e una presa in giro di noi cittadini che pendiamo dalle grandi labbra dei politici. La verità sui treni che quando intravedono Fidenza accelerano, e fischiano per unire la beffa al danno, è un’altra. Lasciatevela raccontare in una frase da uno che i treni li rincorre da un quarto di secolo: senza onorevoli, a Fidenza i treni non fermano. Fine della storia.

stazione_pensilina_ruggine_cartello

Di nuovo c’è solo il cartello. Tutto il resto è ruggine e una tromba da comizio anni Cinquanta.

L’ultimo con questo potere è stato Massimo Tedeschi e per fortuna che è durato poco, se no pure lui, poveretto, avrebbe dovuto fare le spese di una stagione ormai al tramonto, quella dei supertreni che fermavano a Fidenza-per-Salsomaggiore-Cremona-Fornovo si cambia. Gli era rimasto l’Eurostar proveniente da Bergamo che lo raccoglieva pietosamente sul quarto o quinto binario dove arrivava arrancando e sempre con quel quarto d’ora di ritardo che perdeva per non mettere sotto le galline a Castione de’ Marchesi. A salire c’erano sempre e solo lui, il suo portaborse, più un prof dalla faccia tosta che insegnava a Parma e non aveva abbonamento idoneo ma sapeva che l’avrebbe fatta franca perché da qui al capoluogo, una decina di minuti, nessuno lo avrebbe controllato.

Quel treno è sopravvissuto a Tedeschi anche troppo per i gusti di quella Trenitalia che da anni proclama di voler tagliare rami secchi, razionalizzare, ristrutturare, reistradare. In nome e nell’interesse dell’alta velocità, s’intende, cioè di chi prende il treno a Milano, Bologna o Firenze. Tutti gli altri sono avanzi obsoleti della prima repubblica ferroviaria, pendolari cui provvede qualche dirigente di terza fila delle ex Ferrovie statali in combutta con l’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri. E questo signore dal pizzetto sale, pepe e noce moscata al naso, a ogni cambio di stagione dell’orario viene a dirci, girando la frittata a modo suo, che di meglio non si poteva fare e avere per noi forzati dell’andata e ritorno quotidiani.

Naturalmente le sue balle, recitate con l’abituale aria tronfio e il tono infastidito, sono smentibili da chiunque faccia uso del servizio ferroviario regionale, soprattutto in direzione di Milano. A lui, invece, va bene. Da quando è impiegato al vertice della Regione Emilia Romagna è stato ripristinato un treno bello comodo che va da La Spezia a Bologna senza soluzione di continuità e che lo raccoglie a Collecchio (sì, a  Collecchio), dove abita. Ma queste sono quisquilie di noi invidiosi pendolari di serie zeta, sempre più abbandonati e abituati a viaggiare su carrette che neppure lo Zimbabwe vorrebbe in regalo, il cui stato di manutenzione (si fa per dire) è dovuto al 50 per cento a Trenitalia e per l’altra metà agli abusi dei lazzaroni che se ne servono, ivi compresi i signori in giacca, cravatta e giornale economico-finanziario.

Treni_passeggeri_2

Questo signore crede che i treni cambino i sedili tutti i giorni, come lui si cambia le mutande. (Foto da telefonino)

Ma torniamo a bomba. Cioè ai supertreni che disdegnano la nostra bella cittadina.

Nel corso del tempo, i partiti hanno alimentato l’idea che gli amministratori comunali purché si diano da fare, possono ottenere grandi risultati per la collettività come resuscitare le fabbriche decotte incontrando il presidente dell’Unione industriali, rilanciare l’agricoltura con i mercatini e i cartelli sulle valli dei sapori, deviare il giro d’Italia sventolando la Gazzetta dello sport e, naturalmente, fermare i treni. Ma neanche stendendosi sui binari. Reato gravissimo: interruzione di servizio di pubblica utilità o qualcosa del genere. Però bisogna fare finta. Per la plebe che ti ha eletto e crede nei tuoi poteri. Per quei furbastri dell’opposizione che sanno bene della tua impotenza ma sono sempre lì appostati per tenderti il trappolone, a farti figurare come quello che non si sbatte.

stazione_monitor_soffitto_umidità

Il silicio è nell’umidità dei muri, oltre che nel computer che governa il monitor.

E allora, noblesse obblige, il sindaco e un assessore o due si vestono a festa, scarpe gialle e cravatta coloro lingua di gatto, per scendere a Roma. Dove sono ricevuti da un sottosegretario o anche meno del ministro che di professione fa l’ascoltatore. Li ascolta sorridendo, li rassicura, si fa consegnare le loro credenziali e li licenzia con molti sorrisi e tanti salamelecchi. Avanti un altro che la fila è lunga. Un po’ come fa Cantini, che dicono si comporti con i suoi postulanti da vero signore. Fine della storia. Apprenderemo poi dai giornali che Trenitalia farà quel che vorrà. Se neanche la temibile associazione dei pendolari piacentini, una delle lobby più potenti del Norditalia, riesce a ottenere il ragionevole, figuratevi tre scalcinati amministratori calati a Roma da Borgo San Donnino. Sveglia ragazzi, smarcatevi dalle balle dei politici. Non date credito a una politica fatta ancora con i capponi di Renzo Tramaglino. A chi vogliono darla a bere? Non vai da nessuna parte se l’onorevole  non ce l’hai.

Stazione_indicazione_aggiunte

Indicazioni, ordini e contrordini, precisazioni e aggiunte. Chi ci capisce qualcosa è bravo.

Quando c’era il senatore Adolfo Porcellini, cara lei, allora sì che i treni si fermavano. E in via eccezionale persino il Settebello (il Frecciarossa dell’epoca) per prendere a bordo il presidente tunisino Burghiba. Era la pacchia. Erano gli anni in cui, alle sette della sera, a Fidenza fermava un treno con una carrozza della Compagnie des Wagons Lits in coda, che a Milano sarebbe stata agganciata al treno per Parigi-gare de Lyon, arrivo alle sette del mattino. Questa sì che era Fidenza in Italia e nel mondo, ragazzi. L’ultimo onorevole autorevole è stato il socialista Giulio Ferrarini, grande elettore di Cantini, che preferì però mettere il suo nome e il suo peso al servizio delle strade. Fu lui, con il pretesto delle Colombiadi, a inventarsi i primi svincoli e raccordi, garbugli asfaltati tra la via Emilia e il casello dell’autostrada. Dicono per dare lavoro alla classe operaia di un certo imprenditore. Da vero socialista.

Alla decadenza della stazione di Fidenza ha contribuito infine la progressiva crisi del termalismo salsobromoiodico. Lo stesso Tedeschi, che dopo la breve parentesi a Montecitorio, è ora sindaco di Salsomaggiore, i curandi milanesi preferisce farseli spedire direttamente dalla collega Letizia Brichetto Moratti in pullman. E allora ragazzi, lasciate che la stazione di Fidenza muoia in santa pace. Non vedete com’è ridotta? Non date credito alle portentose medicine palliative dei vari dottori Dulcamara.

stazione_fontanella

Una volta da questo «cestino» dei rifiuti usciva l’acqua. Sì, era una fontanella.

Al rilancio dei treni, delle ferrovie, delle stazioni, dei portabagagli e di tutti gli annessi e connessi bisognava pensarci a tempo debito. Quando i treni forse non marciavano proprio in orario ma erano di certo una cosa un po’ più seria. Al servizio ferroviario è stata applicata la stessa ricetta della scuola: quella pubblica (trascurata dai governi) per tutti; quella privata per i figli dei ricchi. E i treni? Freccerosse per chi abita nei punti nevralgici del Paese e frecce rotte per quei citrulli dei pendolari che si ostinano a prendere il treno anziché infilarsi in un eccitante e up-to-date ingorgo autostradale.

Ma che obsoleti questi gretti pendolari che non gliene frega niente dell’Eurostar che va a Roma.

Ivano Sartori

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21 Commenti

  • avatar Carduzzonnammorato scrive:

    Eurostar per Roma: il caso arriva in Parlamento
    L’amministrazione comunale di Fidenza si è attivata contro il provvedimento
    L’amministrazione comunale di Fidenza si è immediatamente attivata al fi ne di scongiurare l’ipotesi che la società Trenitalia sopprima due treni Eurostar, che effettuano il collegamento tra Fidenza e Roma. L’assessore Giuseppe Comerci ha ottenuto l’interessamento dell’onorevole Claudio Barbaro, che ha presentato un’interpellanza al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Altero Matteoli. La soppressione dell’Eurostar n.9459 che parte da Fidenza alle ore 8.46 e dell’Eurostar 9460 che parte da Roma alle 15.45, a favore della nuova linea ad Alta Velocità, penalizzerebbe infatti il Comune di Fidenza, che non potrebbe più benefi ciare dalle fermate intermedie. “Il Comune di Fidenza – si legge nell’interpellanza – conta oltre venticinquemila abitanti e rappresenta, da un punto di vista geografi co, un importante centro di collegamento con la località termale di Salsomaggiore, con la città di Parma e con le principali aree d’interesse storico e artistico della regione. Eliminare un collegamento ferroviario diretto tra la città di Fidenza e la città di Roma penalizzerebbe l’intero comprensorio, costringendo migliaia di cittadini a trasferimenti intermedi ingiustifi cati, arrecando un danno all’economia turistica della zona, che sarebbe privata di un servizio utilizzato ogni giorno da migliaia di persone”. L’onorevole Barbaro chiede quindi al ministro Matteoli “se non consideri opportuno invitare la società Trenitalia a riconsiderare l’opportunità di privare il Comune di Fidenza del collegamento diretto con la città di Roma, recependo le istanze di una comunità che rischia di subire un grave disagio, oltre che un grave danno economico e d’immagine”, si legge nell’interpellanza.

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  • avatar elena scrive:

    Si vede che Bersani e Migliavacca si servono della stazione di Piacenza…….

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  • avatar Germano Panigari scrive:

    L’onorevole Giuseppe Verdi, quando era deputato del Regno, prendeva il treno per Roma a Fiorenzuola d’Arda, che raggiungeva da Sant’Agata in calesse. C’è una targa nell’atrio della stazione a ricordarlo.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Trenitalia, sopprimendo il treno di quelli che contano o di quelli che hanno pensato di poter contare, ha seppellito l’illusione della nuova grande Fidenza. Insomma nessuno di Trenitalia si è accorto che subito fuori dalla stazione stava sorgendo un centro direzionale con tanto di torri e di strutture ricettive esclusive (un albergo che alla fine non verrà fatto)? Forse quelli di Trenitalia sapevano già che nelle torri al massimo si sarebbero potuti fare i contratti di allacciamento gas ed acqua o ritirare i sacchetti del verde per gli sfalci ricordandoci la nostra vocazione contadina.
    Chi poteva fermare l’Eurostar se non quelli di San Michele Campagna? Ma quelli di Trenitalia la sanno lunga, tranne alcuni peones padani nessun pezzo da novanta si ferma a fare acquisti all’outlet o al Village per ripartire per la capitale il giorno dopo. Forse potrà aiutarci a ripristinare la fermata il Villaggio del Gusto una volta terminato. Illusione i culatelli se li fanno recapitare direttamente a Roma e così i culatelli viaggiando su normali treni hanno il tempo eventualmente di finire la stagionatura. Peccato signori abbiamo perso, da tempo. Poco furbi o troppi furbi? “Ma Fidenza risorgerà più grande e più forte di pria!” (Petrolini o se preferite Proietti).

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  • avatar Wolfgang A. M. scrive:

    vedi ambrogio i culatelli (sostitutivi, come dicono quelli di trenitalia, dei polli di renzo) glieli recapitano direttamente (nome censurato dall’editore) e (nome censurato dall’editore) ogni volta che scendono a roma… come totò e peppino a milano

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Invito tutti a verificare sul sito di Trenitalia che non c’è più un solo Eurostar, nemmeno quello delle 6 del mattino, che fermi8 a Fidenza.
    La scelta della compagnia di escludere Fidenza dall’alta velocità è quantomeno miope, visto che Fidenza ospita uno snodo ferroviario pari a quello di Parma, visto che da noi partono linee per Salsomaggiore, Cremona e Livorno-via Fornovo, mentre Parma, allo stato attuale, non ha nemmeno la linea diretta per Suzzara. Oltretutto, se la scelta è stata fatta per abbreviare i tempi di percorrenza riducendo le soste, non si vede perché il treno dovrebbe continuare a fermare a Parma, Reggio e Modena. La sola Reggio sarebbe più che sufficiente, trovandosi a metà strada tra Bologna e Piacenza.
    Invece no: si è deciso di escludere Fidenza, togliendo l’unica fermata nei 50km che separano Piacenza da Parma, mentre dalla purtroppo per loro ex Pétite Capitale in giù il treno ferma ogni 25km. Oltretutto escludendo una stazione pratica, molto più facile da raggiungere in macchina e con parcheggi ben superiori rispetto alle altre, che serve una cittadina turistica da rilanciare come Salso e una zona commerciale che attira milioni di persona ogni anno, per non parlare dell’area di interesse storico ed enogastronomico compresa tra l’Arda e il Taro.
    Ora, è mai possibile che la nostra amministrazione comunale non possa diventare capofila di tutte quelle realtà delle province di Cremona, Piacenza e (per ora) Parma che da questa scelta scellerata è stata danneggiata? Invece che andare a Roma in gita di piacere, non sarebbe possibile prendere il telefono e sentire tutti quegli amministratori e, soprattutto, i rappresentanti di questi territori nei consigli regionali (a partire dal vicepresidente del consiglio regionale Villani) e in parlamento? Sbaglio, o il segretario del PD, che io ho sostenuto e votato alle primarie, è stato sempre eletto e supportato nel collegio di Fidenza? Non è possibile per i nuovi amministratori fare come fecero i vecchi, quando salvarono la stazione Fidenza, che stava per far la fine di quella di Anzola nell’Emilia?
    E allora su! Poche chiacchiere!
    Se servirà, vi daremo una mano anche noi. Ma, attenti, perché Fidenza non vi perdonerà se dimostrerete anche in questo caso l’inerzia e l’insipienza che ha caratterizzato la vostra opera fino ad oggi.

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  • avatar elena scrive:

    Sono fiorenzuolana perciò confermo che la targa è apposta in stazione.
    Per di più, da tradizione orale della mia famiglia tramandatami dalla nonna, ho appreso che il mio bisnonno portava i bagagli all’On. Verdi.
    Ma erano altri tempi ed altri Onorevoli…….

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  • avatar Costantino V scrive:

    Battaglia persa quando si è autorizzato il passaggio della linea dell’alta velocità senza cautelarsi e senza prevederne le conseguenze.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Wolfgang, quello che lei dice è una calunnia che si crede protetta dall’anonimato. Cerchi altrove e più vicino a lei chi le merita.

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  • avatar fb scrive:

    Mi scusa per la domanda a latere, che esula un tantino dall’importanza principale dell’articolo; ma, essendo di Salso, quando ancora usavo il treno -vulgo dictus Littorina- dai primi anni ’50, da Salso per Fidenza, c’erano addirittura i diretti per Milano e Bologna, strapieni, un lusso ed un’avventura, per noi bimbi, verso Nord o Sud, con un mezzo direttamente dalla nostra cittadina. Quando si giungeva, all’andata o al ritorno, all’altezza della zona in cui sorge ora il Simply, il trenino si corica su un fianco in modo pauroso, dato che così l’obbliga a fare il binario, che segue una curva da autodromo di Indianapolis. Proprio qualche giorno fa, dal parcheggio del Simply, io ed altre persone, abbiamo visto arrivare da Salso il metrò e siamo rimasti con il fiato sospeso, nel vederlo inclinarsi a 45° verso di noi; qualcuno mi potrebbe spiegare il motivo tecnicoer cui ad initio i binari sono stati costruiti in quel modo? Era necessario o è stata una svista dei costruttori, cui si è cercato invano di rimediare, un po’ sulla scia della pendenza della Torre di Pisa?

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  • avatar Leopold M. scrive:

    Herr Ambroeus, lasci perdere quel linguacciuto di mio figlio, che c’è di male a omaggiare qualcuno con un culatello? Un salume non è corruzione. Avete ben altri sistemi e mezzi voi in Italia che non un innocuo Geschenk. Io ricordo che tutte le volte che io e miei figli scendevamo da Salisburgo portavamo sempre un ricordo della nostra terra ai nostri amici italiani. Che so, una palla di neve, un soffio gelato, una sviolinatina… Non sia così severo con la nostra classe politica.
    Suo Leopold

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  • avatar Editore scrive:

    Ringrazio Ambrogio per la pronta segnalazione dell’indebita chiamata in causa dei due rispettabili amministratori, cui porgiamo le nostre scuse e ribadiamo la nostra stima. Oportet vigilare, i mestatori sono tra noi.

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  • avatar shoeless scrive:

    Verificate che hanno proprio soppresso il 9457 che era il Bergamo Roma T.ni, invece probabilmente gli ES che fanno fermata a Parma e Reggio, escono dalla AV a Piacenza, e continuano probabilmente sino a Bologna, perchè dalle notizie in mio possesso, non sono ancora attive le interconnessioni di Fidenza, Parma, e Modena, pertanto basterebbe far perdere 10 minuti ai due ES che passano già sulla linea tradizionale.
    Saluti

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  • avatar Fidentino-Salsese DOC scrive:

    La questione e’ molto complessa.
    Il Bergamo-Roma non esiste piu’.
    I bergamaschi per andare a Roma devono girarsi verso Milano.
    Mentre al mattino c’e’ un nuovo Brescia-Roma, che pero’ passa via Verona-Bologna.
    Il problema e’ che invece a Parma da qualche mese sventolano il fatto di avere finalmente l’alta velocità.
    Fino al 12/12 avevano 2 eurostar che gli permettevano di andare e tornare da Roma in orari accettabili, ora hanno uno solo Frecciarossa !! Bel passo avanti.
    Sara’ anche per le spinte di Parma che hanno tagliato i treni a Fidenza ?
    Probabilmente no, ma spesso a pensar male non si sbaglia….
    Pare anche che la stazione di Fidenza perderà altre corse.
    La linea Milano – Livorno, che contava 4 collegamenti giornalieri (se non erro), li vedrà ridotti drasticamente.
    Alcuni collegamenti del mattino, risultano ancora senza prezzo stabilito sul sito Trenitalia.com; cosa sta succedendo ?
    Speriamo in Comerci, ferroviere in servizio; riuscirà ad arrivare direttamente all’ex-sindacalista Moretti per farlo scendere a migliori consigli ?
    P.S. oggi 7/12 il Milano-Livorno partito alle 17.05 da Milnao Centrale, si e’ arrestato per guasto alla motrice vicino a Tavazzano (LO) attorno alle 17.30.
    Il controllore ha avvertito alle 18.05 che i macchinisti avevano richiesto aiuto, dopo aver cercato inutilmente di rimettere in moto il locomotore per oltre un’ora.
    Nel frattempo le luci delle carrozze spesso si spegnevano e si rimaneva tutti al buio !!.
    Il treno e’ ripartito attorno alle 20.00 circa (dopo 2 ore e mezza di sosta campagnola….!!!!), trainato da una motrice di scorta fino alla stazione di Tavazzano, dove hanno fatto scendere i passeggeri per farli salire sul Milano-Livorno successivo.
    Arrivo a Fidenza, tra varie peripezie, carrozze e bagni chiusi, luci spente ecc. ecc. alle 21.19 !!!!!
    Probabilmente, essendo questo un regionale, non ci spetta nemmeno il rimborso.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Che dire del Moretti che sventola come un successo le 3 ore e qualcosa per la tratta Milano-Roma e poi d’orario un regionale impiega 1 e 48 minuti per i 60 km della Milano Piacenza.
    Un solo commento: VERGOGNA e mi piacerebbe vederlo una volta su questi regionali sporchi e in ritardo.

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  • avatar Fidentino scrive:

    Vorrei dire al sig. Ambrogio che i treni Eurostar non sono (anzi, non ERANO) affatto un servizio per “quelli che contano”!
    Il servizio Eurostar è un servizio indispensabile di collegamento per tutto il Paese, è frequentato da persone qualsiasi (non da VIP) che hanno la necessità di raggiungere per lavoro o per svago Firenze, Roma, Napoli. Non parlo di onorevoli ma ad esempio di militari, studenti, rappresentanti, turisti, ecc…
    Tanto è vero che l’eurostar è sempre pieno come un uovo, purtroppo con tanto di persone sedute per terra, proprio come nei treni dei pendolari. A Fidenza è sempre salito/sceso un numero non indifferente di passeggeri, segno che il servizio per il nostro territorio era indispensabile e apprezzato.
    E’ ovvio che Cantini e/o Comerci non ci potranno far nulla, però perché non indagare sulla decisione delle ferrovie? Perché Fidenza è stata esclusa? Veramente non si poteva fare niente? Non si poteva “fare sistema” come terre verdiane ad esempio ?

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  • avatar Fidentino-Salsese DOC scrive:

    Lasciamo perdere le terre verdiane, scritto in minuscolo volutamente.
    Servono a ciucciare i soldi ai comuni piu’ grandi e basta !
    Il loro peso “politico” e’ RIDICOLO !!!

    Certo e’ che i 2 Eurostar che fermavano a Fidenza davano un servizio non indifferente ai viaggiatori che volevano raggiungere Roma.
    I tempi di percorrenza erano leggermente superiori a quelli sventolati oggi, ma piu’ che accettabili.

    Piuttosto, e’ da valutare che le ferrovie danno priorità ora solo alla FrecciaRossa, quindi tutto il resto passa in secondo piano.
    Gia’ il fatto di fare dei treni che escono dall’Alta Velocità per raccogliere passeggeri sulle tratte normali gli dà fastidio !!

    Parma da mesi aveva cominciato ad insistere con Trenitalia per avere un’Alta Velocità ed ha raggiunto il suo obiettivo ma, come scritto oggi anche in prima pagina sulla Gazzetta, ha ottenuto il risultato di perdere un collegamento diretto con Roma.

    Alla fine….l’unica maniera per ottenere qualcosa e’ avere delle conoscenze, e sicuramente i tempi per muoversi sono ben diversi.
    Se Cantini e Comerci si sono mossi ora, forse – e dico forse – potranno ottenere qualcosa per l’orario estivo !!!

    P.S. e quelli di Cremona non diranno nulla ? Senza il Bergamo-Roma anche loro dovranno recarsi a Milano, Parma o Piacenza per andare a Roma !!!

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  • avatar shoeless scrive:

    In effetti sino aquando non saranno attive le interconnessioni e la stazione AV di Reggio Emilia, prevista per 2010, i tempi di uscita sulla linea tradizionale(non chiamiamola linea lenta come sulla arezzo roma prima della direttissima), saranno penalizzanti, ma ricordiamo che il problema della AV AC è la cronica mancanza di convogli, visto che gli unici politensione sono gli ETR 500 2v e i nuovi ETR 600 che però Alstom non ci consegna perchè non vengono pagati.
    La vedo dura anche per l’estivo….

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  • avatar Fidentino-Salsese DOC scrive:

    Allora…visto che e’ colpa dell’Alstom, perche’ Trenitalia non ha lasciato i 2 eurostar come ora ?
    Non chiedevamo di andare sulla nuova linea AV; ci bastava arrivare a Roma in tempi decenti senza dover cambiare da qualche parte, col problema delle coincidenze che non coincidono !!!

    Vorremmo proprio capire perche’ non lasciare i 2 treni come prima !!!!

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  • avatar shoeless scrive:

    Semplice caro concittadino, perchè non c’è a disposizione materiale rotabile politensione per fare tutte le tratte, pertanto hanno raschiato il fondo del barile, e con le tracce orarie che danno il maggior gettito, devono mettere tutti i convogli possibili.
    A proposito, leggete il libro di Gatti, Fuori Orario, è illuminante anche per chi come me lavora nell’ambito ferroviario da oltre 20 anni…..

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  • avatar Antonio Avanzini scrive:

    Nel gennaio 1996 avevo partecipato ad una discussione sulla TAV da cui era emersa una relazione. Ne estraggo un brano:

    “… prendiamo brevemente in esame la situazione dei treni-navetta che tutti i giorni trasportano migliaia di pendolari verso le grandi città, per esempio sulla linea Bologna-Milano. Essi sono solitamente sovraffollati e non raramente in ritardo, nonostante le basse velocità (sul tratto Parma-Milano la media è intorno agli 80 km/h per i treni interregionali, molto più bassa per i regionali). Essi presentano d’inverno una notevole varietà di carrozze ghiacciate o bollenti (quasi nessuna a temperatura “normale”), sedili spesso sfondati e sempre lerci, porte esterne talora inutilizzabili, e così via. Questi treni quali cambiamenti subirebbero? Quanto migliorerebbe in puntualità, velocità commerciale, comodità, qualità globale del servizio il traffico regionale ed interregionale, a seguito dell’entrata in funzione della linea AV sul medesimo percorso? Noi siamo convinti che il miglioramento sarebbe, nella più favorevole delle ipotesi, irrilevante, ma a volte CI VIENE IL DUBBIO CHE UN PEGGIORAMENTO SAREBBE QUASI INEVITABILE. Ne abbiamo la quasi certezza consultando documenti ufficiali della TAV S.p.A. Negli Elementi di ecobilancio comparato 1994 leggiamo che “l’alta velocità, attirando passeggeri dalla linea ferroviaria tradizionale, libera le tratte attualmente dedicate al traffico nazionale e le rende così disponibili al TRASPORTO DELLE MERCI e al trasporto regionale dei passeggeri”. Il presidente della Confindustria Luigi Abete riecheggia il medesimo concetto in un’intervista pubblicata sul periodico della TAV, In arrivo: “L’Alta Velocità, prevalentemente destinata al trasporto passeggeri, potrà consentire, tra l’altro, di liberare sulle direttrici a maggior volume di traffico la rete convenzionale per il TRASPORTO DELLE MERCI (…)”.
    Il disequilibrio tipicamente italiano tra il trasporto su gomma e quello su rotaia nella movimentazione delle merci, dovrebbe dunque essere risolto dalla rete convenzionale, già peraltro al limite di saturazione e gravata da una serie di disservizi, dei quali abbiamo tentato di fornire qualche piccolo esempio? Si crede davvero di potenziare in modo significativo il traffico merci utilizzando linee già congestionate? E si ritiene possibile, su quelle stesse linee, fornire anche un più efficiente servizio per i viaggiatori? E ancora: che cosa significa liberare la linea convenzionale dal traffico nazionale? I treni a lunga percorrenza, espressi ed intercity, che fermano nelle stazioni della linea normale, come ad esempio Parma, Fidenza, Piacenza, come potrebbero passare sulla rete AV, che prevede fermate soltanto a Milano, Bologna, Firenze, ecc.?”

    Com’è la situazione a quasi 14 anni di distanza? Tutte quelle domande stanno per trovare una risposta chiara e netta. I treni dei pendolari sono nelle stesse condizioni di allora, se non peggio. Il trasporto merci non è ancora stato potenziato. I treni a lunga percorrenza pian piano spariranno dalla linea convenzionale, dove non si fa più manutenzione vera da tempo, né sui treni né sulla rete.

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