E adesso gli inaffondabili dell’Utc danno l’assalto alle colline

Pubblicato da Redazione il 7 dicembre 2009 in Fidenza territorio comunale, Speculazione edilizia, Urbanistica |

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Dopo aver cambiato volto alla campagna attorno alla città ormai diventata periferia della periferia o villaggio commerciale, l’edilizia si spinge sulle prime colline. L’episodio più recente è la costruzione di una serie di edifici sulla costa che porta a Siccomonte in posizione dominante dal punto di vista panoramico. Si tratta di una forzatura del Prg e del regolamento edilizio certamente ben congegnata in un ambito di intervento in cui la funzione pubblica di controllo è inesistente per un motivo molto semplice: l’operazione è stata condotta senza delibera della giunta comunale ma sulla base di atti gestiti dall’ufficio tecnico in completa autonomia. La presentazione dei progetti è avvenuta nel periodo in cui la commissione per la tutela del paesaggio era direttamente presieduta dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale che rivestiva pertanto la duplice figure di controllato e controllore.

Si tratta di quattro edifici sul crinale della collina che porta a Siccomonte di tipologia costruttiva dubbia in quanto non riconducibile ad una finalità strettamente legata all’uso agricolo. Abbiamo appurato che in data 5 maggio 2009 è stata presentata denuncia inizio attività per installazione recinzione e cancelli mentre in precedenza il 21 aprile 2009 era stata presentata pratica di restauro e risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell’azienda agricola.

I lavori sono praticamente finiti, totalmente per quel che riguarda fondazioni e murature, mentre risulta in corso la coibentazione delle coperture. Le evidenti difformità tra il costruito e le precedenti motivazioni dei lavori hanno poi portato alla richiesta di variante al progetto di costruzione 101/2008 per realizzazione di fabbricato accessorio. Leggendo le licenze edilizie risulta che il responsabile Utc del provvedimento è Luigi Frazzi e che, attenzione, l’abitabilità risulta necessaria. Quest’ultimo requisito a mio avviso non è in linea con una motivazione dei lavori di «restauro risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell’azienda agricola».

Le istruttorie di competenza di Utc sono tuttora in corso e non poteva essere altrimenti per vari motivi: non c’era l’urgenza come nel caso della demolizione di villa Panini, non è il caso di prendersi troppe responsabilità.

Dalla normativa urbanistica vigente l’intervento non si configura come «restauro risanamento conservativo di tipo B», ma si tratta a mio parere di un intervento di nuova costruzione. Stabilire poi che questo sia corretto o meno sulla base delle leggi e dei regolamenti comunali non è certo di mia competenza e mi limito pertanto ad evidenziare la precarietà ed elasticità dei regolamenti stessi e delle procedure che dovrebbero garantire la tutela del territorio.

L’alterazione del paesaggio è evidente dall’esame del materiale fotografico prodotto.

A titolo di curiosità e non solo, propongo anche la foto delle costruzioni del cosiddetto Villaggio del Sole in costruzione in via Togliatti prima della rotonda di Lodesana-Vaio: le dimensioni della costruzioni sono le stesse dei quattro edifici di Siccomonte. Mi attendo che per questi ultimi prima o poi siano richieste ulteriori varianti con cambiamenti d’uso.

Ambrogio Ponzi

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Il cosidetto villaggio del Sole di via Togliatti, la tipologia costruttiva è identica a quella delle case costruite sulla costa di Siccomonte.

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3 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Ambrogio, cado dalle nubi, come Checco Zalone; io ogni mattina vado da casa mia, in via Gobetti, a Vaio, a pepè, per sgranchirmi gli zebedei, e quindi vedo, rivedo e stravedo quelle costruzioni; ero convinto che fossero stalle modello o porcilaie post-moderne, dalla forma e dalle dimensioni. Tu invece mi dici ora che sono abitazioni per esseri umani; trasecolo. Non ci andrei ad abitare ma nemmeno se spinto sull’orlo del senzatetto. Ma come si può concepire un obbrobrio del genere, sembrano le casette dei Tre Porcellini o quelle sbilenche che disegnano i bimbi dell’asilo, sono deprimenti, con quei toni di ocra e bianco alternati, come dei pezzi duri gelati al gusto mandarino-limone. Sei sicuro che non siano dei pagliai o dei fienili? Secondo me, i costruttori, progettatori, architetti, ingegneri e geometri, impegnati negli erigendi edifici in questione, sono rimasti suggestionati, se non folgorati, dalla lettura del libro di Orwell, “La fattoria degli animali” ed hanno dato alle abitazioni di quella zona un tocco che discende e proviene dalla lettura succitata e dai protagonisti del romanzo.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Non ci sono commenti. Questo è il vero scandalo ambientale che si sta perpetrando ai nostri danni senza che nessuno intervenga. Il cemento è il veleno subdolo che inquina tutto l’ambiente e che pochi osteggiano, persi a rincorrere anidride carbonica ed effetto serra.

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  • avatar Fidentino-Salsese DOC scrive:

    Mi raccomando, state attenti a non incolpare nessuno di “decollinizzazione”, perche’ si rischiano denunce….. (Salso docet)

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