A proposito di industria chimica, chi si ricorda di Bhopal?

Pubblicato da Redazione il 6 dicembre 2009 in Ambiente, Economia |

INDIEN BHOPAL GIFTGAS KATASTROPHE 1984

Il 3 décembre 1984, una fuga di gas libera 40 tonnellate di isocianato di metile, prodotto utilizzato per fabbricare pesticidi, e semina la morte attorno all’azienda.

Venticinque anni fa, una fuga di gas tossico dall’impianto industriale dell’Union Carbide India Limited (Ucil) a Bhopal, filiale indiana di uno dei giganti americani della chimica, provocò migliaia di morti.
Da 8 mila a 10 mila, secondo il Centro pubblico di ricerca medico indiano (Icmr). Le cifre ufficiali parlano di 3500 morti. Ancora oggi, 100 mila persone sarebbero affette da malattie croniche dovute alla contaminazione delle falde freatiche.

INDIEN BHOPAL GIFTGAS KATASTROPHE 1984 FOLGEN

Sordido lavoro di commemorazione, venticinque anni dopo la catastrofe. In un ospedale di Bhopal, sono esposti i volti delle vittime della fuga di gas, fotografati immediatamente dopo le autopsie.

India Bhopal

Nel 1999 il famigerato impianto è stato acquistato dall’azienda americana Dow Chemical.

INDIEN BHOPAL GIFTGAS KATASTROPHE 1984 FOLGEN

Secondo Amnesty international, 25 mila persone sarebbero morte dopo anni di contatto con i rifiuti tossici lasciati nei dintorni dell’officina.

INDIEN BHOPAL GIFTGAS KATASTROPHE 1984 FOLGEN

I sopravissuti, oggi colpiti continuansi a chiedere giustizia e indennizzi alle autorità indiane.

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3 Commenti

  • avatar fb scrive:

    La Dow Chemical è la terza industria mondiale chimica, dopo BASF e DuPont. La Dupont inviava regolarmente a mio padre, negli anni ’50 e ’60, laureato in chimica industriale, storpiandone il nome da Giulio Bifani a Giulau Bifaiu, la rivista mensile dell’azienda; in copertina, a caratteri cubitali: “A better life with a better chemistry!”. Per la Dow, il suo presidente, l’australo-greco-statunitense Andrew Livens,, ha inventato il motto secondo il quale missione dell’azienda sarebbe: “To improve what is essential to human progress by mastering science and technology”. La Dow produceva napalm e il defoliante Agent Orange, con la Monsanto Company, durante la guerra nel Vietnam, e plutonio per bombe H, dal ’51 al ’75. Produsse anche il DBCP, un nematodicida che rese sterili gli operai irreversibilmente. ed il Chlorpyrifos, virtualmente un pesticida, ma nella realtà gas nervino letale. La Dow non è una realtà lontana da noi; a Correggio esiste uno stabilimento ed una divisione commerciale, che producono e commercializzano i pannelli blu per isolamento termico, acustico e termico, da usare in edilizia, chiamati Styrofoam, in polistirolo espanso estruso. Si producono, e ciò è allarmante, anche colle speciali, sigillanti ed adesivi. Sul sito si ripete il motto di A. Livens, specificando che la Dow vende per 54 mld. di dollari annui ed è ben attenta all’ambiente ed alla salute. Nonostante ciò, quei “malfidenti” di Amnesty International, hanno redatto,il 15 ottobre c.a., un appello, che ho subito firmato, a Mr. Livens, perchè si decida a bonificare il sito di Bhopal e risarcisca le vittime superstiti e malate e i parenti delle migliaia di morti avvelenati nell’84. La Dow ha anche messo sul mercato un mais OGM, insieme alla Monsanto Co., il 1507; spero che le pannocchie, lesse o fritte, di questa boiata, condite con burro di arachidi, OGM pure loro, se le pappino tutte i buongustai yankees e buon pro gli facciano!

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  • avatar perlaprecisione scrive:

    venni a conoscenza delle vicende di Bophal grazie al bellissimo libro di Dominique Lapierre. Altra cronaca di tragedia annunciata

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    …E di SEVESO e MEDA? Chi si ricorda?

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