Come missili puntati contro il cielo
Il 57,47 per cento degli svizzeri ha detto no alla costruzione di minareti nella Confederazione.

L’impossibile intesa. Mouwafac el-Rifai, imam della moschea di Losanna, e Oskar Freysinger, scrittore ed esponente dell’Udc, il partito che ha promosso il referendum contro i minareti.
Minareti atomici. Con una maggioranza di due a uno, gli abitanti del cantone svizzero del Vaud hanno rifiutato che la centrale nucleare di Mühleberg resti in attività oltre il 2012.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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An dit inscì el Calderoli e el Castelli che la Svìsera la m’ha dà ancamò una lesiùn de vita a nuàlter terùn de m.., basta cun ‘sta prupaganda de imam in camisa de not e barbasùn, lur e i sò donn, tucc cuèrt cun di lensò da la testa ai pè, che vaghen a dà via i ciàpp! El Castelli la dit inscì che dès el vor picà in su la bandèra, su no se verda u triculùr, anca una bela crusàssa, granda e grossa cumè el crapùn del Rubèrto.
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Commenti scherzosi a parte, la Svizzera usa come collante per tenere insieme le sue numerose anime linguistiche, culturali e religiose, l’interesse economico e finanziario. L’unica vero rammarico, espresso dai governanti svizzeri dopo i risultati del referendum, è la preoccupazione di ritorsioni economiche esterne dai Paesi islamici e di boicottaggi dall’interno, da parte dei 400mila musulmani presenti in Svizzera, che hanno già dichiarato di voler costituire un Partito islamico elevetico. Del resto, fino a tempi non troppo lontani, in Svizzera ci fu nel 1620 il famoso Sacro Macello di Valtellina, dove furono fatti a pezzi i protestanti svizzeri nemici dei cattolici valtellinesi. Lo spirito conciliante elvetico fece sì che nel 1782 a Glarona si bruciasse l’ultima strega d’Europa, Anna Goeld, e nel 1845 si scontrarono, anche se per breve, nella Guerra del Sonderbund, ancora una volta, cantoni protestanti contro altri cattolici. I vescovi cattolici svizzeri sono scontenti, e con loro anche il Vaticano. Io trovo assurdo questo divieto, per di più motivato dal fatto che i minareti sarebbero simboli del radicalismo socio-politico-culturale islamico. Il quale, semmai, sarebbe da ascrivere a chi del Corano e dell’Islam fa una religione fondamentalista ed un’ideologìa estremista.Che c’entrano i minareti? Sarebbe come se all’Arci Taun proibissero di distribuire i volantini dei programmi cultural-musicali e l’uso di impianti di amplificazione. Ma gli aficionados non continuerebbero forse a frequentarlo?
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mmmh…
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Hannibal Lecter, invece di mugolare guardando la carne rosea e tenera della Foster, dopo tutta la faticata che ho fatto per spiegarmi, mi rispondi solo con un “mmmh”? Mbeh, mboh, mbah…
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Conosco molto bene la realtà Svizzera. Vedo che tu hai argomentato bene alcune pagine della di loro storia. Tranquillo, niente accadrà di serio. Gli svizzeri sanno controllare molto bene il loro territorio.
Il Cannibale
ps: mi piace l’accostamento ad Hannibal Lecter
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