Solo la concorrenza può salvare le Terme di Salso
Il consigliere comunale di Salsomaggiore Gianfranco Biolzi, autore della lettera inviata a Nave Corsara.
Egr. redazione,
mi sono avvicinato recentemente a questo blog, apprezzandone i contenuti e la partecipazione, specialmente sui temi che riguardano il borgo. Essendo salsese, ho seguito i puntuali interventi sul territorio della città termale, che mi hanno ricordato i primi anni novanta, quando in piena tangentopoli presi atto dell’italica realtà: quando tutto sembra cambiare, tutto torna come prima. Allora vennero riscontrate n. 24 palificazioni nei lavori di ampliamento del cimitero civico, mentre l’amministrazione comunale ne aveva pagati n. 32 di dimensioni maggiori. Si risolse tutto in una bolla di sapone. La mia intenzione odierna, però, è di aprire un confronto sulla madre di tutte le battaglie per la città di Salso: Terme spa. Dopo aver consultato il bilancio 2008, riportato integralmente su www.biolzi.it, i frequentatori del blog potrebbero intervenire,non tanto per infierire, ma per contribuire propositivamente alla quadra del cerchio. Nel frattempo vi trasmetto alcune considerazioni, naturalmente da condividere o criticare.
L’errore della politica locale,è l’aver continuato a concedere la disponibilità e la esclusività delle attività termali alle due società, anziché favorire una pluralità di soggetti anche in concorrenza tra loro. Il comune, quindi la comunità locale, deve trarre beneficio dalla proprietà dell’acqua termale, cedendone l’utilizzo previo corrispettivo a tutte le imprese che, avendone i requisiti, possono utilizzarla per le loro attività. L’esclusività concessa sinora, ha invece impedito lo svilupparsi di altre attività d’impresa che in seguito avrebbero potuto sopperire alla crisi irreversibile della società Terme spa che sta trascinando con sé l’economia indotta.
La crisi della società, si è evidenziata quando le situazioni debitorie non disponevano più di una copertura da interventi extra gestionali e la sopravvivenza ha potuto protrarsi cedendo beni immobili,rami d’azienda e accumulando debiti, tanto da raggiungere la situazione pre-fallimentare di oggi.
Questa breve disamina,viene comunicata, non tanto per partecipare alla sagra del tiro al bersaglio di dirigenza e soci, ormai facili da colpire, ma per sostenere che le attività termali hanno un futuro se si rompe il connubio fra termalismo (inteso come l’insieme delle attività d’impresa determinate dall’utilizzo dell’acqua termale) e società Terme spa.
È inderogabile attivarsi per:
1) Acquisire la proprietà dell’acqua termale e del palazzo monumentale Berzieri (ipotecato).
2) Chiedere la messa in liquidazione della società Terme spa, favorendone l’acquisizione da parte di una società costituita ad hoc o di un eventuale acquirente; prima del sopraggiungere di situazioni più gravi.
3) Promuovere la costituzione di società locale di investimenti in attività in grado di produrre reddito.
Il limite di alcune proposte, comprese quelle della giunta e dei sindacati, sta nell’attenzione alla sola società Terme spa prolungandone l’agonia, anziché impegnarsi nel favorire il sorgere di altre imprese che sappiano fare uso del grande patrimonio delle acque termali per produrre reddito e lavoro.
Leggendo i dati statistici, si evince che il tempo dei grandi numeri e dei trattamenti termali unificati non esiste più, mentre si moltiplicano domande di nicchia diversificate a cui si deve rispondere con strutture di dimensioni adeguate, come alberghi con propri impianti interni capaci di rivolgersi a specifiche categorie sociali o socio-culturali.
Il sistema termale salsese, così com’è strutturato non ha futuro, per questo occorre un’amministrazione locale in grado di promuovere il cambiamento necessario, stimolando ed assecondando idee innovative. Serve la presunzione di iniziative capaci di produrre lavoro e reddito,fuori da concetti clientelari e assistenziali, ma dentro rigide regole economiche.
Cordialmente
Gianfranco Biolzi
Chi è che ci ha scritto













Ho cercato il “bilancio 2008 riportato integralmente” ed ho trovato solo dati di estrema sintesi. In ogni modo sono sorpreso dalla bassa incidenza dei costi del personale rispetto al totale dei costi che ammontano complessivamente a circa 30 milioni di euro escludendo gli oneri finanziari. Vedo anche che l’incremento dell’indebitamento non si discosta significativamente dalla perdita d’esercizio, il che farebbe supporre che gli ammortamenti non sono di importo significativo ma manca il dato come manca il dato degli investimenti effettuati. Questo è tutto quel che si può capire dai pochi dati che ho trovato sul suo blog, che comunque confermano lo stato comatoso sia gestionale che finanziario. Penso tuttavia che il destino delle Terme debba essere valutato in rapporto anche al reddito che può generare alla città nel suo complesso per le attività indotte. La soluzione indicata di una società ad hoc non garantisce il risanamento delle terme e la cessione ad un terzo acquirente non è detto assicuri una ricaduta positiva alla città, anzi più probabile il contrario. La promozione poi di una società locale di promozione degli investimenti presuppone che si abbiano idee molto chiare su dove incanalare le risorse, altrimenti c’è il rischio di un altro carrozzone inutile. Ritengo tuttavia corrette e tempestive le sue proccupazioni.
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Ambrogio,
“bilancio 2008 riportato integralmente”, lo trova nei link del blog roll riportato sulla sinistra del sito.
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Trovato, grazie. L’avvenuta fusione con le Terme di Tabiano complica il confronto tra i due anni, ma probabilmente complicherà anche eventuali azioni di risanamento. Confermo tuttavia l’impressione che nel breve termine sia possibile una cura dimagrante dei costi diversi da quelli del personale, per azioni più incisive è necessario disporre di dati certi disaggregati per attività. Sono comunque d’accordo che, vista la situazione, occorre tentare un diverso approccio al termalismo.
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L’intervento dell’esemio Gianfranco lo trovo particolarmente centrato. La cura doveva e poteva essere molto più concreta che una schizofrenica vendita ad ogni costo di ogni bene raccattato all’interno del bilancio.
Qual’è il bene “non costoso” che si trova alle Terme? L’acqua… vero? E perchè non la si è venduta? Con la stessa (poca per la verità) si fanno decine di prodotti costosi e poco remunerativi, la si lavora con processi costosi ma poi non si hanno margini economici… perchè? Non è meglio venderla così com’è? Costi bassi con rendimenti alti!
Altro elemento da chiarire: perchè ci si ostina a gestire un “carro” ingovernabile con criteri meramente “politici”? Diamo a soggetti terzi (imprenditori con “I” naiuscola) la gestione e lasciamo le proprietà immobiliari ad una società del Comune. Risultato? Proprietà immobiliari di assoluto valore e valorizzate dal gestore; proprietà dell’acqua; rendita certa (affitto immobili e gestione); rendita a lungo termine (gestione acqua).
Gianfranco ha colto nel segno! Meditate su queste proposte…
Il Cannibale
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Al di là di quello che dice e non dice il bilancio il dato significativo sono il calo delle presenze. Queste determinano gli scarsi ricavi.
Vedo che il signore che si fa chiamare il Cannibale dice cose piuttosto sensate confermando quanto va dicendo il Biolzi da tempo.
Perchè le Terme non cedono l’utilizzo dell’acqua? Cosa significa averne il monopolio e poi non avere significativi ritorni?
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Credo che quanto espresso dal Sig. Biolzi sia estremamente chiaro e fotografi alla perfezione la situazione sia delle Terme che dell’ indotto. Mi pare che non ci sia alternativa alla messa in liiquidazione della società con l’ acquisizione della proprietà dell’ acqua al comune. La situazione di monopolio ha di fatto impedito ad altri di avere spazi per realizzare nuove iniziative. Il sig. Ambrogio pone giustamente il quesito della ricaduta sull’ indotto. Ebbene bisogna dire che questa non c’è più tanto che le attività collegate, sia commerciali che alberghiere, sono in disarmo tanto che le cessazioni sono all’ ordine del giorno. Bisogna cambiare non si può solo pensare a far sopravvivenza una realtà che costa alla collettività senza produrre reddito indotto. Anche la società di investimento locale mi pare una idea molto interessante se guarda ad investire in attività remunerative specie le risorse locali diversamente destinate a deposito bancario o a titoli comunque spesso a rischio. Penso che il progetto BIOLZI incontri consenso stimolando anche suggerimenti migliorativi se esistono
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La liquidazione della società è un atto imprescindibile. Da qui possono nascere le soluzioni sollevate dal Biolzi.
A mio modestissimo parere le soluzioni tecniche di base (che possono trovare suggerimenti propositivi) dovrebbero essere:
1) Costituzione di società pubblica immobiliare;
2) Costituzione di società di gestione termale;
3) Costituzione di società “delle acque termali pubbliche”.
I passi successivi?… aspetto commenti e proposte.
Il Cannibale
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Se l’interesse è dimostrato dal numero degli interventi che si leggono su questo blog… Salso e le Terme sono spacciate!
Caro Biolzi… ti vedo il don Quijote de Salso!
Il Cannibale
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