Attaccate a ‘sta banana

A Roma per il vertice della Fao, il leader libico Gheddafi ha voluto ai suoi piedi uno stuolo di giovani donne carine, alte almeno uno e settanta, taglia 42, tacco 10, per impartire loro una lezione sul Corano e farsi intervistare. Un’agenzia di hostess (nel senso buono del termine) gli ha fornito il compiacente pubblico. Paga: 75 euro lordi.

Berlusconi affascinato da un’amazzone di Gheddafi.
A Pechino, dove si trovava in visita ufficiale, il presidente Barack Obama è stato fatto oggetto di domande da funzionari del partito comunista travestiti da studenti. Lui ha fatto finta di niente ed è stato al gioco.
Perché queste messinscene così pacchiane? A che pro? Perché le democrazie occidentali si prestano a ridicolizzarsi con la sceneggiata della democrazia?
La politica è fatta sì di grandi bugie e di grande spettacolo, ma qui si è scaduti nell’avanspettacolo con guitti, ballerine e travestiti.

Gheddafi e Berlusconi, due amiconi.
Silvio ha tracciato il solco. Si parla già di metodo Berlusconi. Macché Actor’s Studio, macchè metodo Stanislavskij, qui sono il Bagaglino e i Legnanesi a fare scuola.
Da questi due episodi discende un insegnamento di cui Repubblica dovrebbe fare tesoro. La prossima volta che intende fare dieci domande al premier non incarichi l’irsuto e scorbutico Giuseppe D’Avanzo di porgergliele, ma una schiera di allegre smutandate. Allora sì che avremo rispetto e risposte.
Magari l’interrogato scenderà in pista per attaccarsi come un vagoncino al trenino delle fanciulle intonando una delle sue canzoni preferite, «Ma ‘n do’ hawaii se la banana non ce l’hai».
Nessuno ha capito l’intimo degli italiani meglio di Alberto Sordi e Silvio Berlusconi. (Mara Meo)
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Scriveva Malaparte, ne “La pelle”: “Gli organi genitali hanno sempre avuto una grande importanza nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano. La vera bandiera italiana non è il tricolore, ma il sesso, il sesso maschile.” Cui possiamo aggiungere, per Silvio ed il Beduino tendonato, quel famoso detto che “Tira più un pelo di f… che un carro di buoi”. A me poi sembra chiaro che Gheddafi ha di berlusconi la stessa considerazione ed il medesimo apprezzamento che può concepire per un vecchio dromedario azzoppato e spelacchiato; non lo degna mai di uno sguardo, dato che quello del colonnello è sempre e dovunque fisso oltre la linea dell’orizzonte umano, verso mondi ultraterrestri, che solo a lui si disvelano, vestito sempre com’è da Mago Otelma. La moracciona opilenta che Silvio, con il suo solito savoir faire anglosassione da brianzolo d’osteria, accoglie con grugniti di oiacere, è poi la figlia del graduato dietro al Cavaliere. La bellona degna solo di uno sguardo di commiserazione Berlusca, mentre il padre alza il pugno sulla sua inutile zucca: “Ma anvedi ‘sto gran fijo de ‘na mignotta, aoh, che me fa lo sdorcinato proppio co’ mi’ fijia, mortacci sua, mò t’aggiusto ‘na mazzata su ‘sti capellacci de plastica, aoh!”
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Non c’è proprio nulla che accomuna fatti così diversi.
Berlusconi ha organizzato una festa nella sua abitazione privata lasciando liberi i propri ospiti di invitare, a loro volta, delle amiche (ed è così che sono state presentate le ragazze sconosciute intervenute). Niente modelli fisici prestabiliti, niente orge particolari, niente droga, niente di niente. Solo una banalissima festa.
Il beduino Gheddafi, dall’alto della sua civiltà, che cosa ha fatto? Ha chiesto (in pratica, ordinato) la presenza di ragazze che rientrassero in certi canoni anagrafici e fisici stabiliti da lui. Si è comportato come se avesse partecipato ad un mercato del bestiame o come se avesse acquistato delle ciabatte per interposta persona.
In omaggio alle prescrizioni del corano.
Valutando in euro 50 netti la presenza-prestazione -da quando si usa pagare degli invitati?- di tali ragazze, ha sprezzantemente dimostrato quanto poco le tenesse in considerazione.
Sempre secondo il corano, copia del quale è stato distribuito quale gadget alle ragazze che in questo modo hanno buttato alle ortiche la propria dignità. E l’hanno pure considerato un privilegio.
Ma la cosa più spregevole è che i soliti moralisti abbiano considerato l’episodio talmente normale da non meritare alcun tipo di protesta contro l’evidente affronto fatto, in primo luogo, alla dignità di tutte ragazze italiane.
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Giuliana ma è proprio così grande il tuo odio per i musulmani e l’ammirazione per Berlusconi? Va bene tutto ma descrivere le serate di Berlusconi come le stai descrivendo tu non lo farebbe nemmeno l’avvocato Ghedini. Se mi dici che lui nel suo privato può fare quello che vuole capisco ma stendiamo un pietoso velo sulle sue feste. Per quanto riguarda Gheddafi, che non apprezzo per altri motivi, non sarei comunque così drastica come sei tu. Comunque non mi risulta fossero minorenni, ha pattuito una cifra come ricompensa. Loro hanno accettato ed posti pubblici di potere, Nessuno dei due rappresenta comunque il mio ideale d’uomo. Le donne e gli uomini non si pagano ma non possiamo vedere il male sempre e solo dalla stessa parte.
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Gheddafi era in cerca di belle giovani ragazze italiane da istruire alla religione mussulmana e le ha dovute pagare. Da brave italiane non si convertiranno certo per 50 euro. Le novelle giovani italiane sono accorse non per fede ma per necessità magari dettate da bisogni non propriamente primari.
Giuliana il suo italiano suona alle mie orecchie come le sbraitanti urla tedesche degli anni 39-45 e come i grandi silenzi italiani dello stesso periodo, interrotti qua e là dai tentativi di Matteotti di far sentire il proprio pensiero in Parlamento. In entrambi i casi sappiamo come sono finite le cose. Il fatto che lei sia in buona compagnia mi preoccupa assai di più.
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Giovanna- io non ammiro sempre e comunque Berlusconi, a parte il riconoscimento di una grande forza d’animo di fronte ai tradimenti di coloro dai quali ci si sarebbe aspettata lealtà, ma lo difendo perché lo ritengo prima di tutto una vittima di chi dell’odio contro di lui ha fatto la propria e unica ragione di sopravvivenza politica.
Nello stesso tempo ritengo che per un preciso disegno politico il pericolo islamico sia volontariamente sottovalutato e colpevolmente non riconosciuto come tale.
Mi resta incomprensibile come, mentre da una parte si permettono e si favoriscono sollevamenti di piazza per la paura immotivata di un ritorno al fascismo, dall’altra le stesse persone spalancano le porte al nazismo (o islamismo, che poi dei principi del nazismo è stato la fonte).
Non so se hai avuto modo di leggerlo, probabilmente no, ma in un altro mio intervento avevo esposto tutte le evidentissime analogìe (che non sono farina del mio sacco) tra nazismo e islamismo.
P.S. In questo momento non ricordo il cognome, ma è stata la persona che ha portato con sè la D’Addario a dichiarare di averla presentata alla festa come sua amica e di averle rimborsato a titolo personale le spese sostenute (es. viaggio…), fatto del quale Berlusconi non era a conoscenza.
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Io a casa mia se organizzo feste gradirei sapere chi viene…
Quando mai il padrone di casa non conosce chi entra dalla sua porta?? ahhh!!! solo nel caso di Berlusconi… lui non è mai coinvolto… è sempre colpa degli altri…
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I razzisti sono convinti che il gruppo al quale appartengono (per religione, nazionalità, lingua o tutto quanto insieme) sia superiore al gruppo che gli sta di fronte. Questo credendo e facendo credere che esistano disuguaglianze di ordine fisico e di ordine culturale. Ciò da loro un sentimento di superiorità nei riguardi degli altri.
Ma le religioni non sono razziste, è l’uso che ne fanno gli uomini che, talvolta, viene nutrito di razzismo.Le guerre di religione sono frequenti, ma il Corano come il Vangelo e la Thorà sono tutti contro il razzismo. Il Corano dice che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio e sono differenti secondo l’intensità della loro fede.Nella Thorà si dice”se uno straniero viene a stare con te non recargli molestia, sarà per te come uno dei tuoi compatrioti e tu lo amerai come te stesso. La Bibbia insiste sul rispetto del prossimo, cioè di qualsiasi altro essere umano. Nel Nuovo Testamento è detto: vi ordino di amarvi l’un l’altro”.
Confondere l’Islam con la politica è tipico degli integralisti, fanatici che pensano di essere i soli a possedere la verità. Essi sono pericolosi perchè non danno valore alla vita altrui. In nome del loro Dio sono pronti ad uccidere come a morire:molti sono manipolati da un capo.
Come diceve De Gaulle “l’odio è talmente più facile da affermare che l’amore!”. E’ più facile diffidare e non amare piuttosto che amare qualcuno che non si conosce.Generalmente il razzista ama molto sè stesso, tanto da non aver più posto per gli altri.Lo straniero non reclama il nostro amore ma il nostro rispetto che implica necessariamente l’essere ascoltato. Amore e amicizia possono venire dopo. In altre parole il razzismo si sviluppa grazie alle idee preconcette sui popoli e sulle loro culture e alla pratica dela malafede.
Sappiamo tutti che il razzismo ha preso tante volte dimensioni di tragedia, portando allo sterminio. Hitler decise di eliminare dal pianeta gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, i “malati”. Quanto agli arabi, egli li considerava come “l’ultima specie dopo i rospi”.
Il razzista non ama gli altri, siano essi ebrei, arabi, neri…..
La storia ci insegna che le minoranze etniche sono spesso state perseguitate: armeni, ebrei, serbi musulmani, tutsi ruandesi.
Quanto agli ebrei è bene ricordare che mentre in Europa avveniva lo sterminio in Marocco, re Mohammed V aveva rifiutato di consegnarli al maresciallo Pétain che li reclamava per poterli mandare ai campi di concentramento impegnandosi a proteggerli come tutti i cittadini marocchini.
La lotta contro il razzismo deve essere un riflesso quotidiano. Se uno lascia correre e lascia dire permette al razzismo di prosperare e svilupparsi. Se non si reagisce e non si agisce si rende il razzismo banale ed arrogante. Nessuno ha il diritto di umiliare un’altra persona.Ciascuno ha diritto alla sua dignità. Con il rispetto di ciascuno si rende omaggio alla vita in tutto ciò che ha di bello, di meraviglioso, di diverso e di inatteso.
Si da testimonianza del rispetto per sè stessi trattando gli altri con dignità.
Non ci sono parole più belle e più semplici di quelle di Tahar Ben Jelloun qui sopra riportate per rispondere al parallelismo fatto da Giuliana tra islamismo e nazismo.
Elena Francani
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Elena, intanto bisognerebbe bene intendersi sulla parola “razzismo”, basata sulla convinzione pseudoscientifica che esistano etnìe biologicamente e geneticamente inferiori ad altre, invece, superiori. Non mi pare sia questo il caso dell’Italia e dei suoi abitanti, meticci e bastardini da millenni, purtroppo o per fortuna. Parlerei piuttosto di xenofobìa nel suo significato etimologico di “paura dello straniero”, spesso non a torto, visti i soggetti che arrivano a fiumane qui da noi, o, ancor più correttamente, di etnocentrismo culturale, cioè della gelosa rivendicazione dell’identità di una comunità, unita al tendenziale atteggiamento di chiusura verso l’Altro da sè, in difesa dklla specificità della propria cultura. Anch’io, allora, rifiuto la promiscuità facilona e becera ed il meticciato buonista tra il patrimonio etico e culturale italiano od europeo e quelli di altre civliltà o culture che dir si voglia.La creazione di una società multietnica è già in atto, qui da noi, il multiculturalismo incontra invece ostacoli inevitabili e logici, ed è inutile spingere sia da una parte che dall’altra, con buonismi, calabrachismi, accoglienze insensate di tutto e di tutti, retromarce, recessioni, negazioni, oscuramenti della nostra cultura a favore di altre; sto pensando, ad es., a quelle maestrucole d’assalto che negano il Presepe e le festività pasquali in classe, per non offendere gli alunni di altre fedi. E ciò quando nessuno glielo richiede, a queste allupate ed infoiate di multiculturalismo fai-da-te. Io non sono per il separatismo etico ed etnico-culturale, ma nemmeno mi pare logico abbandonare tratti, segmenti, aree e volumi della mia cultura a favore di altre, senza alcuna reciprocità, fra l’altro. Il mio sapere classico-umanistico è per me, lo so bene, uno dei tanti sul globo terracqueo, ma io vivo in questo brodo biologicio primordiale, con grande lbertà e godimento, da decenni. Rispetto tanto le altre cultitre, non ne sento affatto il bisogno e la mancanza, almeno per ora. Le guardo e le ascolto, ma da lungi, come un bel paesaggio, un panorama edificante, una musica estasiante, una composizione iconica dai meravigliosi colori. Poi però torno alla mia casetta, la quale, per piccina ch’essa sia, a me pare una badìa, saluto i vicini di casa dalla finestra e mi rituffo nel mare in cui mi sento un pesce dentro l’acqua, sua propria di lui medesimo.
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Elena- A me sembra che più che riferirsi all’islam, lei si riferisca a ciò che immagina sia l’islam e dia credito alla solita balla della religione di pace con la quale i bravi imam delle moschee tentano di rendersi credibili in occidente.
Personalmente trovo blasfemo il solo fatto di accostare il cristianesimo all’aspetto religioso dell’islam, attribuendogli così una dignità che non ha.
Tutti gli uomini sono uguali di fronte ad allah, ma solo nel senso che tutti sono obbligati a considerarsi sottomessi a lui e alla sua volontà.
Che l’islam sia incompatibile con la democrazia lo hanno ammesso apertamente più di una volta gli stessi musulmani, il concetto di superiorità della nazione islamica viene predicato e rafforzato nelle moschee durante le preghiere del venerdì, dove viene ribadito anche il concetto che non esiste una legge terrena superiore alla shari’a (i principi ai quali si ispira la shari’a sono la negazione di quelli sui quali si basa la nostra Costituzione). Ma davvero non sa ancora nulla di islam?
Se poi presta un attimino di attenzione, si accorgerà che questa grande religione di pace si sta facendo strada in tutto il mondo, nessun continente escluso, con la forza persuasiva delle armi, degli attentati o semplicemente -temporaneamente-anagrafica.
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Giuliana, ti amo. Ti voglio bene perchè non sai che le puttane d’alto bordo (le escort) non son mai pagate dai clienti ma da chi vuole compiacere un cliente.
Pratica in uso nelle aziende nelle sere antecedenti la stipula di un contratto, a maggior ragione un uomo potente come il Premier trova molte disponibilità in merito. Che non lo sappia ? Certo, ogni trentenne si innamora di un settantacinquenne incartapecorito. Moralmente ineccepibile. Poi vorrei capire cosa intendi per fascismo e nazismo. Ma non ce l’ho con l’icona beat che comanda senza controllo i mezzi di informazione (e tutti gli sponsor che li sorreggono), certo è limitativo. Lui rappresenta in modo esponenziale l’italica mentalità. Ce l’ho, invece, molto, con l’italica mentalità. Autolesionista in molti casi, visto che il potere d’acquisto e la qualità della vita di molti italiani sono drasticamente peggiorati negli ultimi 10 anni. La colpa è di Prodi, ma non solo.
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Nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita “superiore” o “inferiore” a un’altra.
Più analiticamente si possono distinguere diverse accezioni del termine:
1. storicamente rappresenta un insieme di teorie con fondamenti anche molto antichi (ma smentite dalla scienza moderna) e manifestatesi in ogni epoca con pratiche di oppressione e segregazione razziale, che sostengono che la specie umana sarebbe un insieme di razze, biologicamente differenti, e gerarchicamente ineguali. Tra gli ispiratori ideologici degli aspetti contemporanei di questa teoria vi fu l’aristocratico francese Joseph Arthur de Gobineau, autore di un Essai sur l’inégalité des races humaines (Saggio sulla diseguaglianza delle razze umane, 1853-1855). Nel XIX secolo quello che sarebbe stato poi definito razzismo nel secolo successivo ebbe rilevanza scientifica, al punto da venire oggi chiamata dagli storici razzismo scientifico. Intorno al 1850 il razzismo esce dall’ambito scientifico e assume una connotazione politica, diventando l’alibi con cui si cerca di giustificare la legittimità di prevaricazioni e violenze. Una delle massime espressioni di questo uso è stato il nazionalsocialismo.
2. in senso colloquiale definisce ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche. In tale senso, però, sarebbero più corretti, anche se sono raramente usati nel linguaggio popolare corrente, termini come xenofobia o meglio ancora etnocentrismo
3. in senso più lato, e di uso non appropriato, comprende anche ogni atteggiamento passivo di insofferenza, pregiudizio, discriminazione verso persone che si identificano attraverso la loro regione di provenienza, cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico, accento dialettale o pronuncia difettosa, abbigliamento, modo di socializzarsi o altre caratteristiche.
Grazie FB, a scanso di equivoci posso sostituire la parola razzismo con discriminazione. Spero così si possa intendere meglio il ragionamento.
Elena
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Non volevo fare il pignolino puntiglioso, Elena, ma non mi pareva nemmeno, a parte certi buzzurroni leghisti dal nome ben noto, che si possa parlare, qui da noi, di razzismo, anche perchè è innegabile che, se certi zanzaroni-tigre o tafanoni fastidiosi cominciano ad infastidirti, perlomeno la voglia di grattarti ti viene. Non dico di ricorrere all’insetticida, trattandosi di esseri umani, ma è ora anche di finirla con i rosarii, le novene,le giaculatorie ed i tridui dell’accoglienza più totale ed indifferente, e di insistere nel voler integrare, a forza, gente che non ha nessuna voglia di farlo con la nostra cultura ed il nostro modus vivendi, per svariati motivi, politici, religiosi, etici, sociologici. E’ come pretendere che una capra nasca senza corna ed un porcello senza il grugno o la coda a ricciolo o che una rosa puzzi di sterco ed un giglio emani fetore.
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Nella nostra società manca il rispetto reciproco e questo indipendentemente dal credo, dalla quantità di melanina contenuta nell’epidermide, dalle abitudini alimentari etc.Quanti italiani sono maleducati, buzzurri, irrispettosi sia tra di loro che con i “diversi”? Noi siamo i primi a non saper vivere nel rispetto della convivenza civile, vuoi vedere che gli altri si sono in realtà già ben integrati?
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