L’ultima, scaltra, mossa di Massimo Tedeschi

«Su, non t’abbiocca’, Checco, ce so’ qua io».
Reggetevi forte perché la notizia ne ha del credibile: Massimo Tedeschi, che da quasi quattro anni occupa la poltrona sempre più traballante di sindaco di Salsomaggiore, sta per traslocare. Non tremino gli abitanti di Pellegrino né quelli di Alseno, non pensa di candidarsi nelle liste dei loro fortunati comuni per esportare buchi nell’acqua e grattatine alle ascelle del cielo.
No, trattasi di sanmartino politico. Voci insistenti, e alcune pure degne di fiducia, dicono che stia per passare armi e bagagli, cioè lui e i suoi lunghi paltò, nel costituendo partito di Francesco Rutelli. Se si fionda potrà figurare tra i fondatori, così come poco più di due anni fa fu tra i padri fondatori del Pd di Fidenza.
I nostri scaltri lettori si chiederanno dove sia la notizia. Sanno bene che Tedeschi è democristiano da sempre e che già tentò di iscriversi alla Dc di via Bacchini a metà degli anni Settanta e sarebbe accaduto se Italo Mambriani non lo avesse dirottato (chissà perché) verso la sede del Pci nella parallela via XX Settembre.
E allora, insistono nel chiedere gli insaziabili lettori di Nave Corsara, dov’è la novità? Nessuna novità solo una conferma. Quel Massimo, che tutti davano per colpito e affondato durante una delle sue amate naumachie, galleggia più che mai. Fatti due conti, appurato che nel collegio di Fidenza, Salso e vincolati nessuno gli fa ombra e gli può tener testa, considerato che l’eventuale compagno di partito Giuseppe Cerri è un po’ bollito e che a Elvio Ubaldi basta e avanza Parma, che cosa gli impedisce di diventare il proconsole di Cicciobello Rutelli nelle Terre Verdiane? Ben studiata, vecchio Max. Adesso sì che il Pd dovrà fare i conti con te, dopo averti chiuso nel ripostiglio delle scope riservato ai seguaci sconfitti di Dario Franceschini. Volevamo suggerirtela noi, questa mossa, ma siamo arrivati un attimo troppo tardi.

«Hai portato la domanda d’iscrizione? Famme un po’ vede’. Bravo, bravo… sei promosso luogotenente. Mo’ me devi fare un piacere. C’è uno scocciatore che mi sta alle costole, me lo dovresti scarica’».

«Checco, lascia perdere quel noioso di Romano e le sue piste ciclabili. Guarda le mie figurine con le missitalie nude che fanno il bagno nei miei mari d’oriente… carucce, eh?».

«Ecco, mo’ te rimetti in tasca la tua cartina e smammi. Ando devi annà? A casa. Torni a Bologna in bicicletta. Checco non te vooole, è inutile che insisti. Capito? Sciò».












