C’è un tempo per agire e un tempo per riflettere

«Ehi, facciamo qualcosa per l’Afghanistan».
Il Presidente statunitense Barack Obama non ha ancora deciso nulla sull’invio di rinforzi in Afghanistan. I suoi generali sul campo reclamano 40 mila uomini supplementari, che si aggiungerebbero ai 68 mila militari già dispiegati. Nello staff presidenziale, le opinioni sono contrastanti. Per certuni l’invio di altri soldati non farebbe che rafforzare la dipendenza di un governo afgano che non ha dimostrato ne volontà né capacità di agire. La stampa accusa Obama di tirarla troppo per le lunghe. Una decisione è attesa non appena il presidente avrà concluso il suo viaggio in Asia.
Tag:Afghanistan, Barack Obama
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Dopo Corea e Vietnam, gli Usa, incapaci di capire la lezione della storia, anche dietro l’esempio del’ingloriosa ritirata dell’Armata Rossa -di vergogna-, hanno ostinatamente, con pertinacia e protervia, inserito sul tronco della loro storia di inutili e dispendiosi interventi militari, l’ultimo miserando innesto. Esso finirà tragicamente, con migliaia di morti ammazzati da una parte e dall’altra, senza risolvere nulla, se non di ingrassare ed ingrossare le tasche dei fabbricanti e mercanti di ordigni bellici, tra cui l’Italia occupa le prime posizioni. Gli americani, di solito, riescono, ma non sempre, a vincere le battaglie -armati fino ai denti come sono- ma perdono spesso le guerre; inoltre non possiedono assolutamente capacità diplomatiche, dato che sono o di un’ingenuità infantile o seguaci imperterriti della risoliuzione delle faccende globali a scazzotatte, come ai tempi del Far West. E forse non si sono ancora accoorti che da qualche tempo non hanno davanti a loro tribù sparute e malarmate, come quelle di Geronimo o Toro Seduto, ma eserciti di guerriglieri ben organizzati,addestrati, determinati, a volte fanatici, che non arretrano di un cm., conoscono bene il terreno e se ne fanno iun baffo di droni, missili teleguidati ed “intelligenti” e forse anche di armi nucleari, se venissero usate. Loro combattono, a torto o a ragione, per la loro terra, per ideali anche perversi, ma ben radicati; i soldati USA con quale motivazione vengono spediti in quell’ammaso di rocce, sassi e polvere?
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