C’è un tempo per agire e un tempo per riflettere

Pubblicato da Redazione il 19 novembre 2009 in Politica, Satira, VIgnette illustrazioni caricature |

Obama_Afghanistan

«Ehi, facciamo qualcosa per l’Afghanistan».

Il Presidente statunitense Barack Obama non ha ancora deciso nulla sull’invio di rinforzi in Afghanistan. I suoi generali sul campo reclamano 40 mila uomini supplementari, che si aggiungerebbero ai 68 mila militari già dispiegati. Nello staff presidenziale, le opinioni sono contrastanti. Per certuni l’invio di altri soldati non farebbe che rafforzare la dipendenza di un governo afgano che non ha dimostrato ne volontà né capacità di agire. La stampa accusa Obama di tirarla troppo per le lunghe. Una decisione è attesa non appena il presidente avrà concluso il suo viaggio in Asia.

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1 Commento

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    Dopo Corea e Vietnam, gli Usa, incapaci di capire la lezione della storia, anche dietro l’esempio del’ingloriosa ritirata dell’Armata Rossa -di vergogna-, hanno ostinatamente, con pertinacia e protervia, inserito sul tronco della loro storia di inutili e dispendiosi interventi militari, l’ultimo miserando innesto. Esso finirà tragicamente, con migliaia di morti ammazzati da una parte e dall’altra, senza risolvere nulla, se non di ingrassare ed ingrossare le tasche dei fabbricanti e mercanti di ordigni bellici, tra cui l’Italia occupa le prime posizioni. Gli americani, di solito, riescono, ma non sempre, a vincere le battaglie -armati fino ai denti come sono- ma perdono spesso le guerre; inoltre non possiedono assolutamente capacità diplomatiche, dato che sono o di un’ingenuità infantile o seguaci imperterriti della risoliuzione delle faccende globali a scazzotatte, come ai tempi del Far West. E forse non si sono ancora accoorti che da qualche tempo non hanno davanti a loro tribù sparute e malarmate, come quelle di Geronimo o Toro Seduto, ma eserciti di guerriglieri ben organizzati,addestrati, determinati, a volte fanatici, che non arretrano di un cm., conoscono bene il terreno e se ne fanno iun baffo di droni, missili teleguidati ed “intelligenti” e forse anche di armi nucleari, se venissero usate. Loro combattono, a torto o a ragione, per la loro terra, per ideali anche perversi, ma ben radicati; i soldati USA con quale motivazione vengono spediti in quell’ammaso di rocce, sassi e polvere?

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