Mari d’Oriente e paludi salsesi

Pubblicato da Redazione il 18 novembre 2009 in Ambiente, Costume, Salsomaggiore |

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«Tu non ci crederai, ma mi mancano tanto i Mari d’Oriente di Salsomaggiore… no, non sono proprio fatto per i Mari del Sud».

Ho fatto un balzo sulla sedia quando mi è capitato sotto gli occhi il reportage dai Mari d’Oriente di Salsomaggiore pubblicato dalla Gazzetta di Parma a firma di Marco Del Freo.

Sono rimasto colpito dalla prosa ironica e leggera del giornalista che si è visto trasformare il desiderio di un’innocente evasione in una discesa agli inferi della burocrazia e del dilettantismo. La moda delle spa e delle beuaty farm mal digerita.

Sono rimasto stupito dallo spazio che il giornale parmigiano ha riservato al servizio: un’intera pagina. Inevitabile un punto interrogativo sulla testa: perché? Non ho trovato risposte. Per dirla tutta, forse non le ho cercate bene. Sono di quelli che si accontentano dei resoconti. Le interpretazioni, sempre ideologiche, non mi affascinano. Le lascio ai cervelloni.

A fornirmele ha però provveduto, in capo a qualche giorno, La Snavra, sito locale, organo della Rete civica salsese. In un articolo madido di insinuazioni, la redazione accusa Del Freo di essere al servizio dei nemici del sindaco collaborando a oscuri complotti della solita sporca reazione: forse la Spectre o quella mentre criminale del professor Moriarty, sopravissuto alla scomparsa di Sherlock Holmes, o più probabilmente l’infernale Quinlan.

Non è che i senapini siano amici di massimo Tedeschi, però colgono l’occasione al volo per dare ai gazzettieri di ogni risma una lezione di metodo politico e di patriottismo salsarolo. L’incauto e ingenuo Del Freo, che voleva solo concedersi una giornata di riposo, sciaguattando in acque profumate e ristorandosi con surrogati di bagni turchi, si ritrova spruzzato da schizzi di liquami sollevati da una baraonda indigena. Per fortuna, annusata  l’aria che tira e i peti che volano, se ne sta zitto e si mette in disparte. Nei giorni successivi, seguono depliant illustrati che le Terme Berzieri e l’amministrazione comunale spacciano per smentite, mentre allupati leader del Pdl fanno scarpetta in questo sugo salsobromoiodico con aggiunta di sale e senape.

La Snavra, per quanto abbia dato la stura a una dietrologia suggestiva e forse non del tutto priva di fondamento, sbaglia a prendersela con il povero Del Freo la cui sventura è quella di essersi trovato nel posto sbagliato al momento giusto. Cioè sulla linea di fuoco di avverse fazioni, di opposti campioni del tiro a segno.

È giunta anche alle nostre orecchie la voce che il sindaco di Salsomaggiore Massimo Tedeschi e il presidente dell’Unione parmense degli industriali, Daniele Pezzoni, non siano più quegli amiconi che furono in passato e per lunga pezza. Capita. Pure a noi è parso che il brillante manager, il cavaliere del lavoro e presidente operativo della Siram non spenda più tante parole come un tempo per trarre Salso dalle sabbie mobili in cui sta affondando. Non siamo curiosi al punto giusto da chiederci il perché e il percome. Se sono crisi sboccheranno.

Far discendere però da questa ruggine tra due sgarblòn di San Michele chissà quale macchinazione che coinvolga il mite Del Freo è diffamazione che grida vendetta al cospetto dell’Olimpo tutto.

Per quel che ne sappiamo, e per quel che si dice in giro, Del Freo è un giornalista ex milanese che si è innamorato della nostra contrada al punto di decidere di appendervi il cappello. Svolge attività intellettual-agricola. Ha aperto una biblioteca del viaggiatore che le istituzioni gli invidiano. Si batte perché le colline tra cui si è insediato rimangano tali e quali erano il giorno in cui se ne è incapricciato. Ha difeso dai soliti demolitori-costruttori l’area del golf e la scuola della frazione. Ospita Premi Nobel e altri nobili personaggi che gli danno man forte nella non facile pugna.

Noi che abitiamo nel circondario o che, come me, da quelle parti è nato e cresciuto, dovremmo essergli grati per quel che sta facendo. Spettava a noi darci una mossa per difendere il difendibile. Abbiamo scelto la fuga dalla campagna e ora quelle campagne sono custodite da altri in fuga dalle città. È un mondo bizzarro che non sempre sa quel che cerca, ma va bene così.

Questi scambi culturali servono a conoscersi meglio. Io ho scoperto in Milano tratti di un provincialismo che non immaginavo, per esempio una certa credulità sulla bontà e genuinità di tutto ciò che non è milanese. Del Freo avrà scoperto che il carattere degli emiliani non è tutto culatello e bonomia con una bella grattugiata di parmigiano sopra. I sorrisi e le pacche sulle spalle sono spesso avvolti in un involucro di calunnie, pettegolezzi e malizie. Che diventano micidiali quando sono di matrice politica. Se il collega se ne è accorto, avrà già preso le contromisure e assunto gli antidoti, che consistono sostanzialmente nel tenersi alla larga dai nostri politicanti. Non può venirgliene che pace e bene.

Sono grato a Del Freo per quel che fa per la valle di Contignaco, che spero comprenda anche Sivizzano e Pie’ di Via, dov’erano le mie radici. Certo lui metterà gli ulivi e qualche altra strana coltura dove un tempo maturava il grano e si segava l’erba medica tre volte l’anno. Pazienza. Sempre meglio qualcosa che nasce del cemento che seppellisce e fa morire.

Sta in campana, Marco.  (i. s.)

Si ringraziano per la loro cortesia Marco Del Freo e il direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi che ci hanno consentito la ripresa dell’articolo. Per leggerlo, si ricorda che bisogna cliccare sulle prime righe in rosso. E lo stesso si deve fare per andare a quello della Snavra.

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17 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Guardando la splendida vignetta, coronata di fiori rigogliosi in boccio, prorompenti da corolle dai colori estenuati ed estenuanti,che i due bietoloni non degnano della minima attenzione, sulla scia forse del “Toujours perdrix!”, li ho immaginati assimilabili alle icone di un paio di assessori nostrani, assisi ad un tavolino da bar, circondati da esotiche immigrate, dopo che, in forza del decreto-legge Cantini-Tanzi, la zona di San Michele assumerà l’aspetto solare di una spiaggia tahitiana. Cosa che si realizzerà dopo i numerosi blitz delle Forse Riunite dell’Ordine Verdiano e Borgsàno, che avranno spazzato via tutto il lerciume e sudiciume stratificatosi durante le ere geologiche delle invasioni barbariche. Le bibite sono tutte rigorosamente analcoliche; uno dei due assessori “fuma” solamente una sigaretta di cioccolata ed il loro abbigliamento proviene tutto dai negozi dell’Outlet. Gli alberi sullo sfondo sono in plastica, dato che quelli veri sono stati tutti abbattuti, per evitare che gli immgrati ci sgancino sotto i loro bisogni. I pareos delle bimbe poppute sono stati disegnati e cuciti presso un esclusivo laboratorio-boutique di Salsomaggiore, i fiori tra i capelli corvini delle ragazze sono crisantemi, offerti per l’occasione dalla ditta ATTIMA, che cerca di rientrare dalla finestra dopo essere stata licenziata dalla porta principale. Le pale del ventilatore sono ferme, dato che, per rinfrescare l’ambiente, sono sufficienti le arie che si danno i due amministratori.

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  • avatar Bini scrive:

    Ecco che Del Freo, dal suo Rancho Comancho di Contignaco, diventa figura battagliera, pura, che combatte contro il lerciume politico di Salso. Che strano, però, che in quindici anni di presenza a Salso il Del Freo si sia da poco destato dal torpore, con idee meritevoli ma spesso portate in modo alquanto bizzarro.
    Ricordo il Del Freo animatore, con Villani, dell’associazione Bazzoni. Che fine ha fatto? E il Del Freo animatore di incontri per salvare la scuola di Contignaco? A quanto ne so è riuscito a rimanere da solo anche qui. E l’associazione Bellavalle? Anche qui, a sentir dire gli abitanti “autoctoni”, nell’associazione sarebbero rimasti solo Del Freo, moglie, due stagisti e qualche amico da contare con le dita di una mano.
    Vedo che Del Freo è molto bravo a vendersi, sa fare il suo mestiere, e l’articolo sul Berzieri è davvero fatto bene e condivisibile, anch’io ho riscontrato le stesse lacune nel servizio termale. E’ il trattamento dato dalla Gazzetta che mi scandalizza, vuol dire proprio cercare di affossare Salso, danneggiandola politicamente: ma così si mettono in difficoltà prima di tutto i salsesi che vivono in questa città e che duramente ci lavorano!
    A quanto sembra anche Del Freo ha a cuore il proprio lavoro, magari non quello di giornalista ma quello che ha a Contignaco, con il suo Rancho Comancho: siamo sicuri che tutta la paura del Golf non sia solo dovuta a perdere clientela per la propria attività economica? (di cui si trovano le informazioni qui http://www.ninedellobo.com/rancho-comancho) Gli alloggi del Golf non potrebbero creare concorrenza alle camere che Del Freo mette a disposizione nel suo bed & Breakfast? Forse sono solo dubbi infondati ma alle volte ci penso, perchè stranamente vedo che le persone prendono conoscenza del “territorio” solo quando hanno attività economiche e interessi che si basano su questo.
    Così come per alcuni personaggi politici di centrodestra che hanno terreni nella vallata adiacente a quella del Golf e che probabilmente vorrebbero veder classificati i loro, al posto di quelli previsti, per ricavarci un bel gruzzoletto…. ma questa è un’altra storia.

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  • avatar Franco64 scrive:

    Signor Bini : ci dica mo lei invece cosa fà ? quali interessi lei coltiva? per assumere tale dicitura su Del Freo e usare il tipico linguaggio del “pigliamolo per il culo” tanto il popolo bove non può capire…. capirà solo quello che dico io !.
    Tutti hanno interessi nel nostro territorio.. Rancho o albergo o appartamento o solo una misera stanzetta sudata con i propri soldi… ma questi sono affari per tutti e se il paese va male ( e mi sembra che siamo tutti d’ accordo ?) VA MALE per tutti non trova signor Bini ? e non solo nella Bellavalle, ma anche a Cangelasio Scipione o Marzano Tabiano o in centro città. O forse lei appartiene a quelli che non vedono come siamo messi ? caro siamo tutti coinvolti e non solo lui dal suo Rancho Comancho…. lei non ha nulla dà difendere signor Bini ?. Cordiali Saluti da un Salsese che ci ha provato e tiene duro…

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  • avatar Doctorenry scrive:

    Mo sta mo ben a sentir che quescto scignor Bini l’e’ uno dei Modenesci che sccomandassano alle Terme veh!
    O magari uno della Snavra che professionalmente dovrebbe curare gli interessi dei lavoratori termali,ma non riuscendoci perde il tempo ad indagare su di me e su Sperlari,trovando pure il tempo di attaccare Vernazza oltre a Del Freo!
    Continui ad indagare nel frattempo signor Bini,indaghi,indaghi!

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  • avatar fidentino-salsese DOC scrive:

    Eggià…il ragionamento non fa una grinza…
    Per non affossare Salso, la Gazzetta non avrebbe dovuto pubblicare l’articolo di Del Freo.
    Mica funziona cosi’….caro Bini.
    Bisogna che le cose si sappiano, che la gente conosca, altrimenti sembra sempre tutto bello e tutti si possono fare belli nonostante i problemi.
    Visto che anche lei afferma che i disservizi ci sono, come pensa di contribuire alla loro risoluzione ?
    L’articolo di Del Freo ha messo a nudo una situazione pessima, di cui adesso qualcuno sarà costretto a farsi carico.

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  • avatar fb scrive:

    Franco64 e Doctorenry, proprio stasera leggevo, sulla Gazzetta, che, in centro a Salso,chiuderanno una diecina di negozi, soprattutto di abbigliamento. C’erano i mesti commenti di Vernazza e di Marzolini, che constatavano il lento declino della città termale. Certo, purtroppo i tempi cambiano, le cure costano sempre di più, alloggiare per il periodo necessario a Salso o a Tabiano non è facile, dal punto di vista economico. Ricordo la vecchia Salso del Corso dei Fiori, del Corso Mascherato a Carnevale, del Concorso Ippico, dei viali Romagnosi e Matteotti, gremiti di gente, dai VIP ai meno abbienti, i negozi strapieni, da marzo a fine novembre, e poi ancora nel periodo natalizio. Mi venivano alla mente le gare di tiro al piccione su al Poggio Diana, i tempi della camomillina Colombo e della focaccia dolce della Pasticceria Tosi, inimitabile ed insuperabile. Non è rimasto più nulla? A volte, girando per Salso, mi sento un survivor da film di SF, in periodo post-atomico, da The day after. I negozi prestigiosi di un tempo -Ricotti, Mangoni, Biazzi&Ottoboni,Cortellini ecc…- non ci sono più, oppure si sono striminziti, e dentro ci sono volti sconosciuti; per i viali, incontro qualche mio coetaneo, od altri salsesi, vecchi come Matusalemme. Ci salutiamo e loro iniziano le geremiadi, le lamentazioni, le recriminazioni. Come nel film “Gli ultracorpi”, pare che il tessuto cittadino architettonico ed umano della Salso di un tempo sia stato sostituito da qualcuno e qualcosa che gli somiglia e basta, ma senz’anima, snervato, disumanizzato. La Casa del Bambino, che ricordo piena di grida festanti di bimbi, è una larva indecente di se stessa, il Porro e Valentini si son ridotti a scheletri svuotati, il Grand Hotel Milano ed il Central Bagni tacciono, forse per sempre. Pare che tutto il paese si sia richiuso tristemente su di sè, come un ombrello scuro. E mi chiedo se è quello il paese in cui siamo nati in quattro fratelli, dove ho vissuto, studiato, lavorato, amato, sofferto, gioito e pianto per 48 anni.

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  • avatar fb scrive:

    Mi correggo, 58 anni; la matematica non è mai stata il mio forte, mi hanno rimandato due volte, come Sergio Caroli, del resto!

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  • avatar marco del freo scrive:

    O be’, a proposito di ricordi.
    Ricordo quando organizzavo a Salso i camp di Football con Dan Peterson e Marco Bogarelli, portando qui centinaia di ragazzi ogni anno, a metà anni ’80, passando splendide serate tra belle ragazze e allegre compagnie.
    Ricordo quando portavo in giro sulla Diligenza i bambini per le vie di Salsomaggiore o quando facevo loro scoprire cavalli e mondo di Tex nelle grandi feste organizzare a metà anni ’90.
    Ricordo le centinaia di Over ’40 di football portati qui nei primi 2000 per i camp in preparazione per il Jurassic Bowl.
    Ricordo le centinaia di pagine, le ore di trasmissioni in cui per le cose fatte si è scritto e detto di Salsomaggiore, senza che nessun conto all’amministrazione venisse mai presentato.
    Ricordo però anche le cose meno belle, quelle discusse per anni in privato con gli amici amministratori e tecnici/responsabili comunali, quelle che lasciavano presagire l’avvento delle nostalgie di cui si parla spesso qui nel sito e a Salso. Ricordo altri progetti preparati, da me e dai miei amici pagati, e da altri abbandonati in fasce. Le cose che nessuno si è preso la briga di considerare in questi anni e che hanno ahimè dato i frutti che vediamo.

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  • avatar Bini scrive:

    Vede, signor Franco, io sono un semplice insegnante di telecomunicazioni in pensione che ha tempo da perdere e che cerca di vedere più in la del suo naso.
    Ecco, io in matematica sono sempre stato bravo perchè nel mio settore le leggi fisiche e matematiche sono alla base di insegnamenti più complessi. Quindi, a volte, cerco di trovare assonanze, di provare a guardare oltre, e mi viene voglia di condivdere le opinioni. Per questo ho scritto questo commento su Del Freo, perchè trovo delle assonanze tra le sue uscite recenti e quello che accade a Salso, che non mi convincono. Tutto qua

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  • avatar Pietro Pedretti scrive:

    Certo che insinuazioni così meschine come quelle sollevate dal sig. Bini non scalfiscano la dura pellaccia di Marco e sopratutto il suo cuore , io , e come me tutti quelli che amano e ripettano questi luoghi e queste colline non possiamo altro che ringraziare colui che li stà difendendo.

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  • avatar marco del freo scrive:

    Caro Ivano, credo sia tu i.s., mi ero perso le tue righe riguardo Sivizzano e Piè di Via: stai tranquillo. Il progetto Bellalavalle non segue confini amministrativi ma morfologici: gli amici delle Università tengono in considerazione quel che va dalle creste di San Vittore a Ovest a quelle della Grotta a Est, dal Canate a Sud alla strettoia di ingresso appena sotto Gavinell a Nord (scommetto che qualcuno andrà subito a verificare di quanti gradi abbia sbagliato nella generalizzazione).
    Per quel che riguarda gli olivi, una nota. In Valle e nei dintorni (Cangelasio) ci sono già molte centinaia di piante in avvio di produzione: molte nascono da talee di essenze parmigiane vecchie di centinaia di anni. Mauro Carboni, responsabile per la Provincia di Parma del progetto olivi (Provincia con cui collaboriamo costantemente) ha individuato in un documento del 1258 la prima traccia di queste coltivazioni nelle colline del Ducato. In questo caso, quindi, stiamo recuperando quel che già c’era: una filiera oltre dieci volte più redditizia, a maturità, di quelle del frumento e dell’erba medica dal punto di vista economico. La prossima settimana in un incontro con diversi proprietari interessati, si deciderà quante altre piantarne la prossima primavera nelle zone già visionate dai tecnici (anche un solo olivo in più sarà un successo).
    Il rosmarino è di casa ovunque, in valle. Mia figlia e mia moglie hanno scelto una varietà particolare, questo sì: buona al punto da finire in foglie secche sul mercato giapponese.
    L’Echinacea viene dagli Stati Uniti e anch’essa finisce in Giappone, per ora: presto anche in Italia.
    Il peperoncino, questo sì, viene di via, ma pure via ritorna, nei vari prodotti che le mie donne stanno approntando con aziende di Salso e altrove.
    Prodotti di nicchia, vero, ma che fanno conoscere Contignaco in giro per l’Italia e per il mondo. Altri, in valle, stanno cominciando a sperimentare cose nuove e i risultati arrivano, stai certo.
    Per questo come Biblioteca stiamo lavorando, gratuitamente, per aiutare chi si aiuta. Per esempio, ad accogliere i turisti stranieri l’anno prossimo potranno esserci persone che hanno imparato o migliorato il loro inglese nei corsi gratuiti di Maggie, alla Pieve. Altri, magari, li avranno ospiti nelle loro stanze di albergo diffuso o al desco delle giornate che si vanno organizzando usando quasi soltanto prodotti della Valle stessa. Il tutto mentre si continueranno a radunare sportivi, camminatori, appassionati di natura, di scienza o di letteratura, in tutte le piccole e grandi attività che in valle già ci sono o nasceranno. Sappiamo per esempio che un amministratore ha chiesto la bozza fornita a Io sto con la Mariola delle nostre ipotesi di lavoro riguardanti la Scuola di San Giovanni nel quadro generale della Valle: contiamo se ne faccia buon uso. Così come contiamo si muova con gambe proprie il concorso di arti figurative “perdere la bellezza”. Se poi dovremo dare ancora una mano, siam qui.
    La Valle, per finire, è anche benedetta, nella sapienza di chi ci vive e nella scienza di chi la studia, da un clima particolare che consente appunto colture diverse dalle usuali, ma non per questo meno interessanti e concrete (anche economicamente).
    Questo per dire che la terra è madre e chi la ama e la conosce può trarne non certo ricchezza, ma solidità economica e piacere di vivere certo, senza violentarla, ma ringraziandola per che ci offre, quando la trattiamo bene.

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  • avatar fidentino-salsese DOC scrive:

    Ma…Marco…tu conosci bene Bogarelli ? Ora grande capo a SI ?

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  • avatar Franco64 scrive:

    Signor Bini :
    Prendo atto di quello che lei scrive e che ha tempo da perdere…(ognuno lo impiega come meglio crede) mi creda io non conosco personalmente Del Freo anche se ricevo le e-mail della Bellavalle…ma mi sembra “detto” da miei conoscenti che si stia muovendo bene (mi interessa molto il progetto Unesco Salsomaggiore e Territorio anche Bella valle ). La nostra zona essendo stata “Isolata” si presta molto a divenire una oasi di tranquillità e molte altre cose… Visto che abbiamo una storia dietro. Certo non abbiamo più le eccellenze di una volta, ma abbiamo molte persone che hanno contribuito a fare di Salsomaggiore quella che era 20 anni fà e che ora “perdono tempo” a scrivere sui vari Blog e altro. Noi siamo stati quelli che hanno “fatto” Salsomaggiore in vari modi certamente e con diverse specializzazioni e contribuendo a fare si che i nostri figli abbiano un futuro migliore del nostro e non siamo certo per vederla distruggere ancora di più di quanto non sia ora anche come ambiente cittadino e verde parchi ect.. e ripristinare i vecchi e meravigliosi palazzi che abbiamo e non farne dei nuovi senza minimamente seguire la nostra storia.
    Quando però una città non è più in grado di fornire “Indotto” per il futuro servono altre strade per affiancare l’ esistente, ma non è certo quello visto fino ad ora e concordo che abbiamo “dormito per circa 25 anni” con i soliti personaggi che piangono sempre in prima pagina, ma che non mollano minimamente lo “scranno” pensando a torto di essere incolpevoli – quindi ben vengano i Del Freo; anzi ce ne fossero di coltivatori di Peperoncini Ulivi Unesco ect…
    Anzi lei signor Bini che dichiara di aver tempo da perdere perché non si unisce con la signora Del Freo per un corso di Inglese in fondo come lei si dichiara un Insegnante esperto di Comunicazione farebbe comodo ai futuri collegamenti della nostra città. Io dal mio ufficio in “garage” parlo regolarmente con la Cina, Usa, India, Tokyo, Onu, e Commissione Europea … (skype naturalmente)
    In fondo tanto per vedere altre il mio naso.. ho portato il nostro sindaco a New York…e cercare di cambiare questa città collegandola o almeno ponendola alla attenzione di altre 319 (erano) città e Metropoli del Mondo…è finita male, ma è lo stesso.. almeno ci ho provato facciamo tutti cosi proviamo e forse riusciremo a creare almeno dei lavori nuovi per le future generazioni mantenendo la Città almeno con cosi tanto verde e dei palazzi ricostruiti seguendo le nostre linee Liberty. La invito a dare uno sguardo leggendo bene i commenti :

    http://www.wtccityofsalsomaggioreterme.blogspot.com/

    e poi anche, se vuole :

    http://www.heli2000.pr.it/

    Cordiali Saluti Franco – ora 65

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  • avatar Franco64 scrive:

    E meno male che ci sono i Blog altrimenti saremmo ridotti veramente male non trova signor Bini ? .

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  • avatar marco del freo scrive:

    Contravvengo (senza eccezioni, che regole sono?) alla mia abitudine di non rispondere a chi non usa nome e cognome. Perchè? Perchè il DOC in questione mi dà simpaticamente occasione di ricordare un paio delle belle persone che ho conosciuto qui e là per il mondo.
    Sì, conosco Marco. Diciamo che con Bogarelli negli anni un paio di cose le abbiamo fatte: a parte i camp e un po’ di football in TV, anche Jonathan con Ambrogio Fogar, in carta stampata.
    Oltre a molte belle risate e qualche giorno triste per cose inevitabili che sarebbero state più accettabili con altri tempi e modi…
    Con Dan, maestro di ogni e di più, ci siamo rivisti anche di recente per un servizio su una rivista americana, ma poco prima per altri camp, di basket, che proprio da Salso si sono allontanati. Fu uno dei pochi a sostenermi ai tempi della mia avventura nel football oltreoceano, quando il fatto che io stessi facendo qualcosa per goduria e sfida personale ma a vantaggio di tanti veniva preso da quelli che parteciparono ad affossare il football nostrano come protagonismo dettato da chissà quali interessi…
    Sounds familiar?

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  • avatar elena scrive:

    Ai tanti signori Bini sparsi quà e la a Salso e tra le colline voglio portare anche il mio personale contributo. Nel marzo 1997 ho organizzato a Salsomaggiore un workshop di uno dei maggiori tour operators a livello europeo : un week end di studio per addetti ai lavori del settore turismo. Erano presenti oltre un centinaio tra agenti di viaggio, operatori e dirigenti di compagnie aeree ed enti del turismo di vari paesi extraeuropei(Cina, Mauritius, Malesia, Stati Uniti) e una delle principali assicurazioni operanti in campo turistico.
    Questo tour operator aveva appena lanciato sul mercato italiano la programmazione Stati Uniti/Canada. Marco ci ha ospitati GRATUITAMENTE al Rancho Comancho benchè non fosse nemmeno iniziata la ristruttutazione che lo avrebbe fatto diventare quello che tutti possono vedere oggi anche attraverso il sito http://www.ninedellobo.com.
    Questo perchè già da allora aveva percepito che l’enorme potenziale del nostro territorio in campo turistico (benessere, medicina termale ertc) doveva essere coltivato di pari passo con l’ambiente, il paesaggio circostante e con le tante attività sportive che si sarebbero potute sviluppare dando nuova linfa ai flussi turistici diretti al nostro distretto del benessere (equitazione, cicloturismo, mountain bike, nordik walking etc etc etc…..).
    A Salso si presentavano due opzioni: calcare i passi già tracciati dagli altri paesi europei in questa direzione oppure no. Le scelte compiute sono sotto gli occhi di tutti. Le responsabilità non sono unilaterali: ognuno ha contribuito al declino economico della città. Categorie economiche e Pubblica Amministrazione da quando le Terme di Salsomaggiore e di Tabiano (con tutto il patrimonio ad esse collegato) sono diventate di proprietà degli Enti locali territoriali.
    Condivido con Marco l’interesse volto a tutelare il nostro territorio ed a prospettargli nuovi orizzonti di sviluppo turistico nella certezza che i due aspetti siano assolutamente inscindibili ed interdipendenti.
    La collaborazione di 12 anni fa, la bellezza di questo territorio e l’intenzione di contribuire in prima persona al suo sviluppo mi danno ancora oggi nuova linfa e nuove motivazioni per continuare a lavorare. Giorno dopo giorno, passo dopo passo. Saremo forse pochi ma la voglia di lavorare non ci manca, le motivazioni e gli stimoli neppure. Non obblighiamo nessuno a fare ciò che non vuole o che non condivide. Chiediamo solo di non fare ulteriori danni perchè spesso questi si rivelano irrecuperabili.
    Dimenticavo, chi volesse conoscere meglio i progetti già in corso di attuazione può contattarci .

    Elena Francani

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  • avatar elena scrive:

    Il mondo è terribilmente vuoto se uno bada solo ai monti, ai fiumi e alle città.
    Ma se qua e là conosciamo qualcuno che pensa e sente come noi e che, anche se lontano, è unito a noi in spirito, questo rende la terra un giardino abitato.”
    (Johann Wolfgang von Goethe)

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