Lettera aperta al Signor Sindaco di Fidenza

Egregio dottor Mario Cantini,
stavolta con l’ordinanza anti-fumo (ma solo in certe zone) e anti-alcol (solo in zona San Michele), l’ha fatta grossa. Mi correggo: l’ha fatta piccola, ma l’ha sparata grossa. È comprensibile il suo desiderio di dare qualcosa in pasto ai suoi elettori in capo a quattro mesi di governo, ma non era la parte più bassa dell’elettorato che avrebbe dovuto assecondare.
Non potendo colpire i supertecnici artefici dello scempio urbanistico (distruttori di villa Panini e consiglieri occulti per l’elevazione di palazzi sesquipedali dagli esiti fallimentari), che anzi tiene accanto sé come suoi preziosi collaboratori nonostante il repulisti promesso in campagna elettorale, se ne ricava che lei si accontenti di perseguire i piccoli trasgressori. Qualcuno direbbe: perseguitare. Non avendo potuto offrirci l’arrosto, ci propone la guerra al fumo e ai fumi dell’alcol. Fumus persecutionis? Troppo comoda.
Mentre cementificatori e corruttori al di sopra delle parti provocano danni irreparabili alla città, alcolisti e tabagisti li creano quasi solo a se stessi. Sono indecorosi, d’accordo, ma da qui a farne l’oggetto di una crociata, il capro espiatorio e il trofeo da mostrare al popolo ce ne dovrebbe correre.
Non è da lei cercare rifugio nella mera repressione, sia per la sua storia di ex comunista ed ex socialista (suppongo libertario), sia di figlio d’arte di Arturo, che fu sindaco da tutti stimato e apprezzato per il suo rigore, ma anche per la sua larghezza di vedute. Se qualcuno vuole restringere le sue, non si faccia mettere sotto solo perché non ha un partito nazionale alle spalle. Ha un movimento civico. Non le basta? Vuole forse imitare Pietro Vignali senza passare per Elvio Ubaldi, lui sì capace di una linea tutta sua?
Non prenda provvedimenti che vanno contro la sua coscienza. E poi, vede, prima ancora che vergognoso, il suo proibizionismo è ridicolo e inefficace. Come qualsiasi misura fondata sul divieto anziché sulla prevenzione. Non mi aspetto che lei si metta a fare il moralizzatore come un assessore della precedente amministrazione che scambiava le sue prediche per formule magiche e il detto per il fatto, però prima di passare alle sanzioni avrebbe dovuto pensare alle soluzioni.
Si ricordi che lei è un amministratore prima che un poliziotto. E certe incombenze sanno svolgerle meglio gli agenti di Ps e i carabinieri che i vigili, borghigiani o verdiani che siano. Non ci dia l’impressione che il Comune, prima impegnato in una campagna di autofinanziamento con autovelox e semafori intelligenti, pensi ora di fare cassa mettendo le mani nelle tasche di tabagisti e alcolisti. Da un punto di vista finanziario la perdita sarebbe secca.
Dallo sceriffo di Nottingham, che rubava ai poveri per dare ai ricchi, siamo forse finiti nelle mani di qualcuno che è una via di mezzo tra Torquemada e il famigerato Edgar Hoover? Credo di conoscere il suo punto di vista: lei vuole impedire che una finestra rotta o un angolo della città cosparsa di cocci di bottiglie si trasformino in un ghetto. Nobile preoccupazione su cui il sarcasmo non è lecito e l’ironia sarebbe una facile scappatoia. Però non sarebbe intelligente accontentarsi di questa politica dell’immagine che confonde lo sguardo e assopisce la coscienza. Primo, perché tabagisti e alcolisti emigrano facilmente da una zona all’altra e lei ogni volta dovrebbe rivedere l’ordinanza. Inoltre, perché questa misura «liberticida» stride fortemente con un’altra eccessivamente «liberista» varata poche settimane fa: la concessione alla Solveko di raddoppiare il volume dei suoi presunti veleni.
A proposito, sulla supposta pericolosità di tale azienda, l’assessore Giovanni Carancini non ci ha né spiegato né rassicurato. Sarebbe perciò il caso che, insieme ai dirigenti della Solveko, si presentasse alla città e rispondesse alle nostre domande e alle ansie dei più. Il comunicato copia e incolla che l’assessore ha diffuso, e di cui dubitiamo che lui stesso abbia capito qualcosa, non ci ha affatto tranquillizzati. Anzi ci ha offesi per il modo oscuro in cui è stato redatto, per il suo latinorum che ci suppone sudditi devoti e beoti.
Come vede, Egregio Signor Sindaco, sarebbero state parecchie le cose da fare e da dire prima di rendersi irritanti ed esporsi al ridicolo con un’ordinanza che porta la sua firma. Anche se le mani che l’hanno guidata sono almeno due o tre. Non si lasci guidare, sia lei a guidarci. Con salda stima personale e precaria fiducia politica
Ivano Sartori
cittadino di Fidenza, giornalista professionista e redattore di www.navecorsara.it a tempo perso ma, si spera, non buttato via













Caro Sartori condivido in toto il tuo intervento e ti ringrazio per aver trovato le parole giuste per esprimere un disagio che si prova davanti a scelte come questa. Che nel giardino di San Michele ci fossero dei problemi erano mesi che lo sapevamo ma nessuno ha mai cercato di fare qualcosa. Hanno cercato l’azione eclatante, quella che sta portando Fidenza su tutti i giornali e i blog. Hanno sparato con un bazooka quando forse bastava una pistola. Fare i propri bisogni in luogo pubblico, fare schiamazzi di notte, picchiarsi e urlare forse era già proibito e non era necessaria un’ordinanza che proibisca anche di sedersi sulle scale o sui bordi delle aiuole o addirittura di fumare. E non serve sapere che il Sindaco non ha firmato lui l’ordinanza ma il suo vice Stefano Tanzi perchè la Giunta la guida lui. È l’ennesima prova di una volgarità che faccio fatica ad accettare. Iniziata con lo show al cimitero, proseguita con l’attacco ignobile al dr Francesco Ghisoni che ha avuto il solo torto di rivendicare più trasparenza e informazione sulla Solveko e adesso con questa ordinanza. Siamo solo a circa sei mesi dall’inizio.
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Voglio che il sindaco punisca anche gli sganciatori di peti negli ascensori condominiali, specie quelli del mio condominio, extracomunitarii, del pianterreno; lo so che loro non usano l’ascensore, ma ci scommetto -me l’ha detto uno della Lega!- che fanno apposta ad aprirlo, mollano l’aerosol, poi scappano via a suonare il tam-tam, invece del tum-tum, e a sghignazzare come scimpanzè.
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Ho un dubbio. Si dice che le squadre dei boy scout sono composte da “quindici bambini vestiti da cretini guidati da un cretino vestito da bambino”; alla battuta, è obbligatorio ridere, non discutere seriamente se tutti i boy scout sono cretini o se lo sono tutte le loro guide. Così va il mondo.
Scrive Sartori “prima di passare alle sanzioni avrebbe dovuto pensare alle soluzioni”. Già! Come sempre , ritorniamo alla questione dell’uovo o della gallina. Di soluzioni, comunque, nulla.
Dico anche, conoscendo e stimando Ivano e Giovanna, che chi oggi afferma di preferire la società multietnica e si fa promotore della democrazia multiculturale, deve almeno avere la consapevolezza dei problemi che questo presenta, preparandosi a convivere con il conflitto e, di conseguenza, con la crescita esponenziale di ostilità sistematiche e indiscriminate nei confronti degli stranieri.
Mi guardo intorno, svanite le euforie postmoderne sulla pacifica convivenza dei più diversi stili di vita, anche i fautori più combattivi dell’apertura multiculturale sono costretti ad ammettere che il futuro di queste società non è un letto di rose, c’è sempre una Lepanto incombente.
Comunque, se Babilonia è la città del futuro, rendere vivibile Babilonia dovrebbe essere lo scopo della politica del futuro perché, se è vero che nella diversità c’è una ricchezza è anche vero che occorrerebbe domandarsi quali sono le condizioni economiche, sociali, istituzionali, culturali che devono sussistere perché la sfida si riveli produttiva.
In questo contesto le strategie di accoglienza non possono essere perseguite fino alla soglia della messa a repentaglio della sicurezza dei cittadini tutti.
L’ordinanza del nostro sindaco, al di la del contenuto ma anche grazie a quanto vi è contenuto, ha finalmente aperto il dibattito sul “che fare”, facendo.
Il divieto di fumare o di sedersi su un cordolo di marciapiede diventano simboli, strumenti del comunicare e non vanno sprecati con la critica fine a se stessa.
E’ la stessa radicalità delle sfide che caratterizzano questo momento storico (dal crocifisso al burca) a conferire inevitabilmente carattere utopico a un pensiero che lavori all’identificazione di strategie di risposta. Ma, lo dico consapevole delle difficoltà, stretto tra anarchia dei possibili e tirannia dell’impossibile, questo pensiero saprà riscattarsi da una condizione d’impotenza solo mescolando pragmatismo e utopia.
Fumando la prima sigaretta della giornata, seduto su un cordolo di marciapiede, con una bottiglia di birra in mano, aspetto quest’alba di un giorno nuovo e l’altrui indignazione -questioni di estetica- mi fa sorridere.
Daccapo?
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Caro Bernard,
(ma devo proprio chiamarti così?) grazie per la stima. Ricambio. Scusami però se non mi scompiscio dalle risate per la battuta sugli scout. È da oltre quarant’anni che sento questa brillante boutade di George Bernard Shaw.
Esauriti i salamelecchi e pagato il dazio d’entrata, veniamo al sodo.
Primo non farmi il predicozzo spiegandomi la difficoltà di una società multietnica. Le so e da un bel po’. Solo gli ingenui o chi è animato da un eccesso di fede nella forza della predicazione può credere più ai propri sogni che a una realtà che si incarica di trasformarli in incubi. Ammucchiando popolazioni e religioni oltre una certa soglia non si fa che accumulare tensioni destinate a esplodere. Possibile che i Balcani e la deflagrazione della ex Jugoslavia non abbiano insegnato nulla? Possibile sì. L’emigrazione è una necessità, si dice, per noi e per gli emigrati. Certo. Loro fanno i lavori che non vogliamo più fare noi. Verissimo. Non vogliamo più farli noi i mestieri servili, che li facciano loro. Siamo così arrivati al paradosso dei padroncini, dei borghesucci, spesso di sinistra, serviti e riveriti da camerieri, facchini, badanti che, per reazione o chissà perché, voteranno (una volta che potranno votare) a destra. Gianfranco Fini l’ha capito. Quelli del Pd, no.
Secondo, mi stai facendo perdere tempo a dirti cose che sai benissimo. Perciò non stiamo a spiegarcela tra di noi che, sia chiaro, siamo su opposte sponde politiche e non certo per inconciliabili visioni sulla problematicità degli emigrati (che i cretini chiamano «migranti» conferendo loro uno status di precarietà ancora maggiore).
Da tutte queste considerazioni e da molte altre che si potrebbero fare, per esempio sull’unicità e sull’irriducibile spigolosità dei musulmani, non discendono necessariamente le misure prese dal sindaco. Che sono stupide, cioè inefficaci, demagogiche e fatte solo per incantare i boccaloni. Al di là dei suoi intenti.
Fai uno sforzo di immaginazione. Cerca di figurarti uno di questi extracomunitari beccato da un vigile a infrangere uno dei tanti divieti elencati dall’ordinanza sull’area tabù di San Michele e immagina che il tapino debba pagare una multa di trecento o cinquecento euro. «Concilia?» gli chiede la guardia in perfetto stile Alberto Sordi. Come no?! E senza frapporre indugi il contravventore mette mano a un ben pasciuto portafogli, in cui custodisce il ricavato di un’intera giornata di illeciti, per mettere nelle mani del tutore dell’ordine da tre a cinque o più bigliettoni. Magari gli lascia la mancia. Dici che andrà così? No? E allora che succederà?
Tutto si incanalerà nella solita procedura: saranno chiamati i carabinieri, che interrogheranno il malcapitato, vaglieranno la sua posizione, gli intimeranno di non farsi più vedere e poi lo lasceranno libero. Vorresti che fosse associato alle carceri di via Burla? E bravo. A spese nostre. E quali spese. E solo perché ha bevuto una birra seduto ai bordi di un’aiuola spelacchiata? Allora sono più ragionevoli (ed economiche) le mie prevenzioni o le tue punizioni?
Vedi il contravventore di San Michele non è come quello beccato sul treno senza biglietto che viene fatto scendere sic et simpliciter. Qui la sanzione deve essere pagata, se no la minaccia senza la pena rivela che il sindaco e il suo braccio armato sono impotenti. Incapaci di farsi rispettare, vengono ridicolizzati. E tutti si accorgono che il re è nudo. Mentre noi Cantini lo avremmo preferito, se non proprio in pigiama e vestaglia, perlomeno in mutande.
Quindi caro Bernard, lascia perdere i comizi sul futuro di una società senza rose né altri fiori che né io né tu annuseremo. E vieni al dunque, al concreto, qui e oggi. Che fare? Un consiglio: studiate, prima di parlare. E pensateci tre volte prima di mettere nero su bianco. Possibile che in giunta siate tutti cervelloni di tale fatta? Possibile che non ci sia uno con la testa sulle spalle e i piedi per terra? Gli extracomunitari si ritrovano ai giardinetti di San Michele; gli extraterrestri, in una certa sala del municipio.
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Rispondendo sia a Sartori che a Bernard, oso scrivere, in ordine di comparizione, prima a Bernie poi a Ivano: anche a me i boy-scouts non piacciono, nemmeno un pochino, ma forse perchè, a torto o a ragione, specie di recente -cosa che forse non accadeva invece negli anni ’50 e ’60-, li associo a CL, AGe, Agesci, compagnucci della parrocchietta, curatoli e compagnia bella, tutte associazioni che farei chiudere subito, se potessi. Quanto alle soluzioni, è pur vero che bisognerebbe essere forse figli di un dio minore, perlomeno, per averle a portata di mano, sull’argomento della multietnicità e dell’integrazione. Io ho ormai un’età per cui la subirò passivamente; stavo benissimo a crogiolarmi nella mia cara cultura classica, rinascimentale ed anche un poco cristiana, che amo tantissimo; di quella islamica, se devo proprio essere sincero, non me ne può fregare di meno e non ne sento affatto la mancanza. Quale che sia il metallo che fonde nel crogiolo della mia cultura, lo preferisco puro, non mischiato ad altri in un guazzabuglio incomprensibile e forse anche inutilizzabile. Devo comunque onestamente riconoscere che gli escrementi umani sono ugualmente spiacevoli da scaricare nelle pubbliche piazze e vie, parchi o parchetti, puzzano molto anche quelli dei giovani VIP fidentini. Onde ragion per cui, dobbiamo sanzionare tutti gli sporcaccioni ed i rumorosi, per tutta Fidenza, anche nell’esclusivo viale 1° Maggio.
Sartori ha tutte le ragioni sulla impossibiltà di sanzionare i contravventori, specie se poveracci, immigrati o migranti che siano. Ma quale agente di polizia municipale o delle Terre Verdiane si azzarderebbe a rischiare una mano di botte o peggio, andando a discutere con iun gruppo di avvinazzati, cacanti e piscianti, nostrani o forestieri? La soluzione mi è ignota, non riesco nemmeno a concepirla nell’anticamera del cervello; comunque, con le punizioni, le sanzioni e simili, non si risolve un bel niente, fino a questo ci arrivo. Più in là, no; se avessi in saccoccia la trovata magica, la venderei a caro prezzo. Ma siamo sicuri poi che ci sarebbe qualcuno disposto a comprarmela, sia qui, in piazza Garibaldi, che giù a Roma, od anche all’ONU? Finchè c’è guerra, c’è speranza, diceva giustamente quel titolo di un film con Alberto Sordi. In tempo di pace non si concludono, invece, affari lucrosi.
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Ho letto sul sito di repubblica di Parma questa lettere del signor Sartori e posso solo dire e ribadire che approvo, approvo e approvo.
Sul sito del Comune suona comunque strano il testo dell’ordinanza richiamata dal Sindaco ma firmata dal Vicesindaco. Boh…
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Vorrei potermi districare sull’argomento rivendicando il diritto per chiunque di sedersi su un muretto, di bersi una birra e di fumarsi una paglia. Ma sarei fuori tema. Ritengo che non verrò mai multato perchè fumo una sigaretta appena uscito dall’oratorio. Vorrei pensare che la legge viene fatta per dissuadere i vicini abitanti (via Ghiozzi ?) a dar cattiva mostra di sè nella molto frequentata via Berenini. E vorrei persino pensare che bisogna dare alle forze dell’ordine maggiori mezzi per far rispettare le regole della pacifica convivenza. Poi guardando il servizio su Canale 5 mi accorgo che quello che vedo io lo vedono anche i giornalisti della Berlusconiana TV. Ma allora non capisco proprio a cosa serve sta legge comunale. Qualcuno me lo spiegherà.
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E’ innegabile l’esistenza di tantissimi ragazzi italiani maleducati che si considerano esonerati dal mettere in pratica ogni più elementare norme di convivenza civile, perché sanno che dai loro comportamenti scorretti non riceveranno alcuna punizione.
Allo stesso modo è innegabile che l’abitudine ad utilizzare quali armi improprie cocci di bottiglie appositamente rotte sia caratterizzante di certi gruppi di immigrati, i quali, più bevono più diventano violenti e ingestibili.
Considerando l’elevato numero di associazioni che si prendono a cuore i problemi degli immigrati, quale spiegazione danno a questo fenomeno? Sono stati fatti dei sondaggi che aiutino a capire meglio le motivazioni per poi affrontare i problemi alla radice? Questi comportamenti potrebbero essere espressione di situazioni di sofferenza e disadattamento per la lontananza dal proprio paese d’origine; oppure questi immigrati potrebbero essere convinti che in un paese come l’Italia, dove la loro semplice presenza viene considerata una risorsa, la libertà di fare ciò che vogliono e senza alcuna regola rientri sempre e comunque tra i loro diritti; oppure questi comportamenti potrebbero essere segno di disprezzo e insofferenza verso un paese che è espressione di una civiltà molto diversa da quella dalla quale provengono.
E se queste motivazioni trovassero conferma, le soluzioni sarebbero molto diverse da quelle affidate alle proprietà taumaturgiche di un’ordinanza surreale.
L’ordinanza è chiaramente inapplicabile, per cui è destinata al fallimento prima ancora che possa decollare.
Punto primo: dove mai si potrebbero reperire le pattuglie di vigili, soprattutto nel cuore della notte o alle prime luci dell’alba, pronti a cogliere di sorpresa e sul fatto i trasgressori?
Punto secondo: la reazione immediata più probabile degli extracomunitari -sempre in gruppo-ubriachi, come esperienza insegna, sarebbe quella di riempire di botte gli incauti vigili, buttarsi a terra e gridare all’aggressione razzista. Non pare infondata l’ipotesi che i vigili di una fantomatica pattuglia, fatti velocemente due conti, possano considerare più opportuno fingere di non avere visto nulla e decidano di tirare dritto. Chi potrebbe biasimarli?
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Caro Bernard mi rendo perfettamente conto delle difficoltà che incontra un’amministrazione ad affrontare il tema dell’integrazione tra persone di cultura diversa. E’ un problema che non è nato a Fidenza e non credo che troverà lì una soluzione. Penso però che occorre stare attenti a quello che si fa perchè una figura ridicola può essere più pesante dell’attesa di un certo periodo di tempo per trovare una soluzione. Tanto più, mi viene da dire, che fretta c’era? Il bar da cui acquistano le bibite è chiuso e il freddo non incoraggia le persone a bivaccare. Che a San Michele ci fosse questo problema era noto da tempo. Ricordo che una volta ne hanno parlato anche in Consiglio senza peraltro trovare soluzioni. Abito vicino al luogo incriminato e sento i commenti della gente. A me sarebbe piaciuta una soluzione da “intelligence”, in grado di utilizzare da una parte la diplomazia coinvolgendo i servizi sociali e le associazioni di volontariato e dall’altra le forze dell’ordine che fuori dal branco – parlassero con i leader dei vari gruppi (che per quel che so sono quasi tutti del centro e sud america) per responsabilizzarli e perchè no spaventarli su eventuali incriminazioni. Non sarebbe da escludere nemmeno una bella illuminazione e le telecamere. Forse sono una sognatrice ma credo che con un’ordinanza inapplicabile non si migliorerà l’integrazione a Fidenza. Da altre fonti ho comunque appreso che a Fidenza esistono altri posti in cui bande di ragazzini rendono pericoloso passeggiare per la città non solo lì.
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Gentile Galli , non focalizziamo il discorso solo nei giardinetti di S.Michele , dove pare impazzano i sudamericani e gli Africani, ma vediamo oltre.
Mi riferisco ai Giardini del Quartiere Luce a lato della scuola Collodi dominio di Nordafricani e di gente dell’Est , o dei giardini del ponte romano in mano sempre ai soliti Nordafricani e Balcanici, eccccccccc………..
Mai visto come sono ridotti i luoghi su indicati dopo il loro bivacco?
La situazione diventa allora grave .E’ inutile IMHO mediare con questa gente che non ha voglia di integrarsi ne’ tanto meno di attenersi alle regole del vivere civile .
Spiace dirlo ma l’integrazione e’ morta ancora prima di nascere .
Per cui o si adeguano o se ne tornano a casa loro .
P.s. Ma da “antico” elettore di sinistra perche’ devo essere messo in condizione di sentirmi , se non proprio razzista , almeno xenofobo ?
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….Xenofobia?….
…Stando al tuo ragionamento chi non potesse dimostrare come minimo ( non dico le famose 7 generazioni) 3/4 generazioni di Borghigianità dovrebbe essere preso a calci in culo e rispedito nel suo paesello natio….
E sto parlando di Borgo San Donnino non di Fidenza…
Giusto ?
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First they came for the Socialists, and I didn’t speak up, | because I wasn’t a Socialist. || Then they came for the Trade Unionists, and I didn’t speak up, | because I wasn’t a Trade Unionist. || Then they came for the Jews, and I didn’t speak up, | because I wasn’t a Jew. || Then they came for me, and there was no one left | to speak up for me. (la variante che si trova nella maggior parte dei manifesti e poster in lingua inglese).
Prima vennero per i socialisti, e io non alzai la voce | perché non ero un socialista. || Quindi vennero per i sindacalisti, e io non alzai la voce | perché non ero un sindacalista || Quindi vennero per gli ebrei, e io non alzai la voce | perché non ero un ebreo. || Quindi vennero per me, e non vi era rimasto più nessuno | che potesse alzare la voce per me.
Martin Niemöller
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Una provocazione per fb.
Non ti piacciono gli scout? è un tuo diritto, però se ci pensi bene anche tu sei uno scout. Cosa fai scrivendo su questo sito? Indaghi ed “esplori” la realtà cercando di definirla. Ora uno scout è un esploratore quindi anche tu sei uno scout che ti piaccia o no….
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Caro Puke58 lei con il suo intervento è venuto a darmi ragione sul fatto che una ordinanza fatta solo per i giardini di San Michele non ha senso perchè come ben dice anche lei a Fidenza i luoghi in cui questa gente si trova a bivaccare sono tanti. Impedire loro di incontrarsi a San Michele vuol dire spostare il problema ma non risolverlo. Io credo che l’integrazione non sia ancora iniziata ma non potremo comunque farne a meno. L’immigrazione è un fenomeno inarrestabile con cui dovremo abituarci volenti o nolenti. Fintanto che noi popoli ricchi deteniamo il 75 per cento delle risorse assisteremo all’ingresso di stranieri nel nostro paese. Credo che l’unico modo per risolvere il problema sia quello di garantire una giustizia valida per tutti. Le leggi ci sono basta solo farle rispettare ma farlo davvero non solo per gettare funo negii occhi alla gente. E’ proprio convinto che riusciremo a fare a meno di loro? Ci sono molti figli nostri disponibili a fare i muratori, i vaccari, i netturbini, i necrofori? E quanti di noi così buoni, religiosi e pii saranno disponibili a fare le badanti? E’ già difficile reperire gli infermieri che sono laureati, rispettati e pagati dignitosamente ma che hanno una professione dura, faticosa. Penso che dobbiamo smetterla di sognare che riusciremo a far tornare a casa gli stranieri e che invece sia ora di tirarsi su le maniche e creare le condizioni di una convivenza civile.
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Gli scouts non inquadrati in corporazioni religiose parrocchiali mi piacciono, sono dgli esploratori nel vero senso della parola, come intendi tu; quelli invece composti dai compagnucci della parrocchietta non mi piacciono, ed usare questo verbo è un grazioso eufemismo, per non incorrere in querele, quindi prova tu ad immaginare quali sentimenti io nutra per gli scouts “cattolici”, dalle Coccinelle e Lupetti su fino alle guide adulte. Ragion per cui, io forse sono uno scout, ma a-religioso, non facente parte di Agesci, Age, CL e simili, per carità, gli preferisco gli islamici più fanatici.
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Salve a tutti, sono un ragazzo di 18 anni che scrive per la prima volta su Nave Corsara;
Secondo me Cantini non è partito con un’idea sbagliata, ma lui o chi per lui l’ha posta in modo oserei dire ridicolo ed inconcludente. Mi spiego meglio:
non è un segreto che ogni sera da almeno 5 o 6 anni a questa parte alcune persone (non so se siano sempre le stesse) si ritrovano nel parchetto adiacente a San Michele Vecchio a bere birra, ascoltare musica e schiamazzare;non mi da fastidio il fatto che ascoltino musica arabeggiante (che peraltro da aspirante musicista di professione apprezzo) o che abbiano un’aria completamente trasandata; mi dà molto fastidio, quasi schifo, il fatto che quando che passo in quella zona (intesa zona adiacente S. Michele), guardando in quella direzione, io vedo gente ubriaca, o che comunque sta bevendo con attorno a sè bottiglie per terra, o ancora sta venendo alle mani, o addirittura che sta urinando sul muro della vecchia chiesa.
Concludendo, è certo che per quella zona bisogni fare qualcosa, ma questa ordinanza mi sembra scritta un po’ troppo frettolosamente e e troppo generalizzante:
1- Capisco il fatto che gli individui nel parco bevano ma vietare alla gente l’aperitivo o l’ammazzacaffè (divieto di servire alcoolici dalle 20 alle 7) mi sembra eccessivo.
2-Se ipoteticamente mi sedessi sul bordo dell’aiuola di S Michele ad aspettare un amico e nel frattempo magari fumassi una sigaretta non vedo il motivo di una multa.
Per il resto sono completamente d’accordo:gettare la spazzatura nei bidoni, non passare in macchina con Gigi D’ Agostino a volume 99, non bivaccare sbevazzando nel parco e di conseguenza non bere alcolici in luoghi pubblici, perché oltre ad alterare la psiche e di conseguenza a rischiare risse e accesi diverbi, obiettivamente “sta molto male”.
Grazie mille e ne approfitto per fare i complimenti ai creatori ed ai gestori del sito “Nave Corsara”!
Pietro Brunetto.
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Adesso pure lo sfratto al circolo ARCI TAUN…. ma perchè?? sta circolando rabbia nel sangue di questa amministrazione… Come mai tutto questo odio?
In piazza il giorno della vittoria di Cantini avevo letto uno striscione con scritto
“FINALMENTE FIDENZA E’ DI TUTTI”
Cantini dichiarava di rendersi conto che Fidenza è divisa in due…
Behh… dopo queste ultime notizie penso che Fidenza sia in mano a persone che non sono in grado di gestire la cosa pubblica.
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Mah secondo me bisogna avere un po’ di pazienza…dopotutto è la prima amministrazione di centrodestra dal dopoguerra, è “normale” che prendano decisioni che all’apparenza possano sembrare strane, proprio per il fatto che Fidenza è divisa in due, politicamente parlando.
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A fb
Senza entrare nel merito della questione tengo a sottolineare che si deve essere contro ogni tipo di fanatismo, sia scoutistico ammesso che ci sia in certe situazioni,sia quello islamico, sia dove esso si manifesti in qualsiasi forma. Tengo a precisare che lo scoutismo, che a livello internazionale prevede anche la areligiosità del ragazzo che deve poter credere liberamente nelle sue convinzioni, tende a formare prima di tutto la razionalità dell’individuo. Per cui se uno è un fanatico, cioè un irrazionale cioè un cretino non è per definizione neanche uno scout. Detto questo ti confermo il giudizio per cui siamo in definitiva tutti scouts compreso quel George Bernard Shaw autore di qualla famosa battuta. Per la serie chi la fa, l’aspetti…
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