Buttafuoco e il richiamo ancestrale della ciccia
Pietrangelo Buttafuoco (Catania, 2 settembre 1963), prima nel comitato centrale del Msi, poi in An, giornalista di diverse testate e trasmissioni televisive, è ritenuto un intellettuale di destra.
C’è tutto l’eros italico e berlusconiano in questa pagina iniziale del nuovo libro di Pietrangelo Buttafuoco, siciliano come il merlo maschio Lando Buzzanca, come lui fascista, giornalista di Panorama, subliminale difensore e cantore delle gesta erotiche del suo editore. Alle donne e agli uomini snaturati dalla «civiltà aggraziante dei diritti civili» la non ardua sentenza sul libro. Leggetelo tutto fino alla feccia, se potete. A noi, incorreggibili schifiltosi, sono bastate due pagine.
«Fu con una certa severità che la natura stabilì la regola: un uomo maturo deve abitare presso il corpo di una femmina più giovane. E uomo maturo sta per maschio forte, predatore alfa. È la natura che insegna all’uomo come rastrellare un forziere di beni primari per sé, per lei e per la prole. Quella derivata dall’utero di lei, proprio il luogo in cui il signore s’è accasato. Quando un uomo penetra una donna, infatti, l’amante avverte il richiamo ancestrale della ciccia. Per dirla con un ammonimento rabbioso: mangiare carne, comandare carne, fottere carne.
Sotto la crosta soffusa di sentimento si nasconde la fisiologia. Tutti vogliono dimenticarlo in virtù della civiltà aggraziante dei diritti civili e dell’emancipazione dallo stato di natura, ma quando un uomo guarda una donna, questo maschio è già stato scelto da questa stessa dama affinché lui, il signore maschio, cavaliere nella ventura dell’esistenza, costruisca il blasone della sopravvivenza per entrambi. E per la semina scaturita da ambedue. (…)
«La donna con le gambe, lo stile, le belle braccia, gli occhi e il calcagno prepotente è la macchina più che compiuta dello Spirito e non vuole essere compresa, bensì presa». (da Pietrangelo Buttafuoco, Fimmini, ammirarle, decifrarle, sedurle, Mondadori, 152 p. 18,50 euro)
Vi è bastato? Tutto sommato, vorremmo lo leggeste il libro. Essendoci arrestati dopo le prime due pagine, magari ci siamo perse le parti migliori. Segnalatele e le pubblicheremo.













Da quel poco che ho letto,qua e là, Buttafuoco -personaggio che pare uscito, paro paro, da un romanzo di Vitaliano Brancati- scrive formalmente bene; sono i contenuti ad essere più che discutibili, provenendo da un siculo purosangue maschilista, alla Ferrara, -il suo Mentore-. Ad Ottoemezzo, nell’estate 2007, mentre la Sardoni poneva quesiti intelligenti e pertinenti, non faceva che sparare battute penose. Non bisogna comunque dimenticare che il desso è filosofo teoretico(?). Sempre lui, in un’intervista, dichiarò che, tra le altre cose, avrebbe importato in Sicilia Herr Jorg Haider; gli piace molto anche il personagggio di don Vito Corleone e, su un blog di ultradestra, ha anche redatto un inno “commovente” alla Divisione Folgore. Ce l’ha a morte con i palermitani, “sù presuntùusi”, ha dichiarato, e con Internet e Wikipedia, perchè lo definiscono “amante della lirica e delle donne”; forse la dichiarazione, tutt’altro che offensiva, nasce dal fatto che, all’interno del florilegio delle sue opere, figura un inserto, su “Il Foglio”, titolato “Madamine, il catalogo è questo”, parole tratte dal libretto dell’opera di Mozart “Don Giovanni”. Ivi il medesimo elencava donnine allegre e facili della nostra storia contemporanea e recente. Non scordiamoci poi del fatto che è stracarico di premi letterari, tra cui il famoso, inimitabile e prestigiosissimo “Candelora d’oro”, assegnato a Catania a chi illustra i meriti della città della Trinacria.
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Pietrangelo Buttafuoco è una delle migliori teste pensanti di questa povera Italia. L’idea di importare uno Jorg Haider in Sicilia è assolutamente geniale quanto apparentemente provocatoria. Io, nel mio piccolo vado oltre. Ritengo Leni Riefenstahl la piu’ grande regista di tutti i tempi e, provocazione per provocazione, penso, senza incorrere nei rigori della legge Scelba, che la grande Leni abbia avuto piu’ carisma di Albertina Soliani e Carmen Motta messe assieme. Come penso e affermo, passando di arte in arte, che la scuola elementare Rosa Maltoni ora De Amicis sia, semplicemente e non tanto, piu’ bella e costruita meglio della scuola verde Ongaro. Citando la Arendt è veramente la banalità del male.
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FG, scusa, ma, pur dandoti ragione, nel complesso, trovo poco pertinenti i paragoni che mi vieni a condurre tra personaggi diversissimi tra di loro, sia per l’epoca storica che per mansioni, cultura, collocazione professionale, realizzazioni e progetti pubblici e privati. Intanto è appunto solo una provocazione la boutade dell’importazione di un Haider in un paese che dista dall’Austria anni-luce, non solo geograficamente,ma sotto ogni aspetto, storico, culturale, antropologico, climatico,socio-politico-economico, sia nel bene che nel male. Se poi mi vai a condurre un confronto tra la Riefenstahl e Carmen Motta e la Soliani, è come sparare sui passerotti. Leni era una donna bellissima, sportiva, geniale, con uno sguardo magnetico, che già 80 anni orsono, senza essere spalleggiata da movimenti sedicenti feministi, era in competizione vincente con tanti maschioni dell’epoca, che non per niente la ostacolarono in tutto e per tutto, nella sua carriera; pensa che il padre imprenditore l’aveva destinata a succedergli nella conduzione dell’azienda. Inoltre era un’artista dell’immagine veramente poliedrica, una pietra miliare della composizione visiva mediatica spettacolare e dell’estetica dinamica.Ha pagato per tutti, ben peggiori di lei, per la sua adesione, non fanatica, al nazismo dei primordii, facendo da capro espiatorio anche per gente ben più coinvolta di lei con la Germania nazista. Ora, FG, se la confronti con Motta e Soliani, stendiamo un velo pietoso, sotto tutti i punti di vista. Le due scuole elementari fidentine da te citate rispecchiano due diverse concezioni dell’edilizia scolastica, distanti decenni tra di loro, non puoi operarmi parallelismi, divergenze, paragoni. Anche a Salso ci sono le vecchie e le nuove scuole elementari, costruite secondo criteri totalmente opposti; se ti devo dire la mia, preferisco anch’io, come te, i vecchi edifici, ed anche i maestri e le maestre di un tempo.
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Caro fb la tua risposta nel complesso mi è piaciuta. Non conosco il tuo curriculum di pensiero ma mi rallegra il fatto, grazie fondamentalmente alla propria intelligenza, che sempre meno persone risiedono a Piazzale Loreto e dintorni. Tornando al tema Buttafuoco era evidente il paradossale paragone fra la nostra amata Leni e le signore parlamentari del Democratic Party, partito americano di sinistra in Italia. Sono meno d’accordo sul considerare le due strutture scolastiche messe a paragone, due concezioni diverse dell’edilizia scolastica. Sarebbe come dire che la merda d’artista di tale Manzoni (se ci fosse il coraggio, una volta si definiva virile, oggi non so, di definirla arte degenerata non sarebbe male e pagata recentemente in un’asta oltre 100.000 euro…) rappresenta un diverso concetto di arte rispetto al David di Michelangelo. No, una è, l’altra no. Parlando di arte e dintorni sarebbe interessante dibattere sull’estinzione definitiva della mia (non di nascita ma di affezione) Salso, frutto di evidentissimi deficit culturali della propria classe politica postbellica. La bellezza, diceva Rilke, è il gesto involontario proprio di una personalità. Per l’appunto.
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Entusiasmante. Non è bello ciò che è bello, ma che è bello, che è bello, che è bello. Per quanto concerne le concezioni di architettura classica e l’essenzialismo degli anni ’70 nulla da eccepire. Ciò che è funzionale non necessariamente è bello, mentre ci sta il viceversa. Poi sull’arte moderna (che per anni si è nutrita di provocazione e ancora non ha smesso) trovo che le chiavi di lettura richieste per comprenderla sono un buon alibi per proporre quaalsiasi schifezza come artistica. Tranne ovviamente qualche caso di genialità sporadica. Ci sono degli angoli di Berlino dove convivono meravigliosamente il classico e il moderno. Ritengo peraltro che anche nell’arte figurativa ci sia pieno di opere perlomeno mediocri, mentre trovo che la De Amicis abbia degli enormi scaloni poco funzionali. E’ quindi vero tutto e il contrario di tutto.
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FG, gli edifici scolastici di un secolo o quasi fa erano solo dei contenitori di alunni, con classi smisurate in area e volume; nel ’51, in 1^ Elementare, eravamo in 40 a Salso, alle vecchie scuole. Ora sono in metà ed hanno aule più ridotte ed anche aule speciali, per l’educazione artistica e musicale, le proiezioni filmiche e per la TV e così via. C’erano, allora, altre concezioni pedagogico-didattiche. Quanto a Salso, non osare scrivere che è in decadenza, che si sta spegnendo, che è governato dalla criminalità organizzata, né tantomeno ti puoi permettere di sfiorare anche solo con un fiore i suoi abitanti, altrimenti ti tiri addosso le ire funeste di Doctoroìenry. Mi ricpìordo che un albergatore ed un operatore turistico, salsesi, della vecchia guardia, avevano denunciato, sulla Gazetta, in due diversi interventi, le condizioni disastrose di Salso, che sono sotto gli occhi di tutti, proprio per l’inerzia e la mancanza di iniziativa delle giovani leve di Salsus Major. Ma non bisogna dirlo, meglio operare come lo styruzzo, che nasconde il capino sotto la sabbia, mentre gli danno fuoco per farlo arrosto! Chi critica Salso, come nei paesi totalitari, è nemico del popolo e deve esre tacitato, estromesso, esiliato. Lasciamoli morire in pace, ‘sti poveri salsesi, guai a criticarli ed a spronarli, in qualsiasi modo!
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Bravi maschietti, scappate, scappate… Ma tu ferdinando gotri non avevi mandato una lettera a nave corsara anni fa dicendo di essere comunista, un vero comunista, e adesso sei fascista? fascista o comunista, sempre uno che lavora in banca, o sbaglio?
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Cara Ester o come in realtà ti chiami posso confermarti che anche quando non erano in funzione gli etilometri mai mi sono proclamato sic et simpliciter comunista. Aggettivo che indiscutibilmente merita rispetto politologico soprattutto , parlando di cose italiane, prima che le ali estreme di tale movimento scegliessero scientemente la difesa dei trans e di Vladimir Luxuria anziche’ dei palestinesi e di Arafat. Se mi sono definito comunista forse mi riferivo a Nicola Bombacci uno dei fondatori del Partito Comunista Italiano fucilato a Dongo dai resistenti a busta paga degli angloamericani. Piu’ cattivella e insinuante la tua affermazione sul fatto del lavoro in banca. Ti garantisco che non ho contributo al crac Lehman nè ho mai conosciuto Bernard Madoff. Se vuoi fornire una impostazione ideologica alla velata accusa ti rammento che la rivoluzione sovietica fu fondamentalmente finanziata da banche tedesche. Non mi pare che i compagni di Parma abbiano e stiano manifestando grande rispetto e sensibilità politica verso un gruppo che si richiama, almeno nominalmente, a un grande poeta e teorico della lotta contro il potere usurocratico finanziario come Ezra Pound. Facendo la corsa a sinistra (o a destra) troverai sempre uno piu’ a sinistra e piu’ puro di te. Quanto alla prima parte del tuo discorso: “Bravi maschietti, scappate, scappate…” non capisco a chi si riferisce. Se al libro di Buttafuoco non ho ancora avuto il piacere di leggerlo. Quindi astensione dal giudizio.
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Orrore, orrore, una signora che ci dà dei maschietti pavidi. Scappiamo, scappiamo, ma non di fronte a provocazioni politiche.
Ma, provocazione per provocazione, da dove escono queste femminucce annuncianti che è il cromosoma a crear le differenze del pensiero ?
Mahhhh
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Ester, sono il tuo Assuero; se mi inseguirai, io non fuggirò, ma ti aspetterò a braccine spalancate. Non lavoro in banca e della destra e della sinistra, quando si tratta di Esterine, non me ne può fregare di meno!
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