Il massacro di Fort Hood per immagini

Un ufficiale americano di origine palestinese, il maggiore Nidal Malik Hassan, che temeva di essere destinato in Iraq o in Afghanistan ha aperto il fuoco nella più grande base dell’esercito statunitense, uccidendo tredici soldati e ferendone una trentina prima di venire fermato da una poliziotta.

«I miei pensieri e le mie preghiere vanno ai feriti e alle famiglie di coloro che sono morti», ha dichiarato alla televisione il presidente Barack Obama.

Con i suoi 880 kmq di superficie, più o meno la stessa di New York, Fort Hood è la base più estesa dell’esercito americano. Ospita diverse decine di migliaia di soldati e migliaia di civili.

Numerosi civili e militari si sono presentati negli ospedali per donare il loro sangue.

«L’inchiesta è in corso, ma le prime informazioni confermano che il tiratore era uno solo e che è stato colpito da diverse pallottole. Tuttavia, non è morto, come era stato annunciato in un primo momento. È stato arrestao e le sue condizioni sono stabili», ha annunciato il comandante della base, generale Bob Cone (nella foto).

Il massacro rischia di avere un effetto deprimente sulle forze armate stressate dala violenza dei combattimenti, dalla frequenza e dalla durata delle missioni in Iraq e in Afghanistan, dodici mesi consecutivi, interrotti da un solo permesso di quindici giorni. Questi dispiegamenti a ripetizione sarebbero all’origine di un’impennata dei suicidi nell’esercito americano. Attualmente sono 280 i militari che si sono tolti la vita.

Il comandante Hassan ha aperto il fuoco verso le 13,30, ora locale, impugnando un’arma per ogni mano, in un edificio dove molti soldati si stavano sottoponendo a esami medici prima di essere inviati in missione in Iraq o in Afghanistan.

«Parecchi soldati hanno reagito rapidamente e hanno chiuso le porte dell’auditorium», ha spiegato nel suo rapporto il generale Bob Cone, spiegando che una civile era stata la sparare sull’aggressore, mettendo fine al massacro.

Un cugino del tiratore ha assicurato alla televisione che Nidal Malik Hassan (nella foto) si era lagnato più volte con i superiori delle molestie e degli insulti subiti per le sue origini. «Aveva assunto un avvocato militare per tentare di risolvere il problema. Era disposto a rimborsare lo Stato pur di lasciare l’esercito, era ormai al limite della sopportazione. Inoltre, aveva saputo che sarebbe stato spedito in Iraq entro la fine del mese».
Il dolore, l’angoscia, le preghiere












In carica...
Ma in USA sono tutti matti, e matti, oltrettutto, armati di tutto punto,smaniosi di far fuoco alla prima occasione; solo là si ripetono, a getto continuo, imprese del genere, con scolaretti impazziti, muniti di mitra, granate, cannoni e bazooka, che sparano a scuola e nei campus. Gente con il cervello drogato dalle cavolate abnormi ed infami della loro TV demenziale, che accende l’inferno in chiese, supermarkets, per strada, dalle finestre e dai balconi di casa; serial killers cannibali, che cucinano, con cura e zelo, manicaretti a base di corpi umani. Solamente ai loro militari capita di continuo di sparare sui civili, su Calipari, di tranciare cavi delle funivie, di ammazzarsi con fuoco amico, di cozzare con aerei ed elicotteri del proprio esercito in uno spazio immenso come quello dell’Iran. Se il futuro del mondo è quello che ci viene offerto, a scadenza continua, dal modus vivendi americano, preferisco rimanere in Italia, magari anche qualche decennio fa,nei mitici anni ‘60.
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A Salso?
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In qualsiasi posto in cui tu, Wafer, sia a 500 km. di distanza da me, perlomeno. Se io a Salso, tu allora a Vipiteno.
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Bah…Un commento più superficiale e di parte ( da incartapecorito antimilitarista di origine sessantottina) non poteva essere dato.
Ma ancora una volta, il Prof. fb ha la ricetta giusta, è lui quello che ti dice come stanno le cose. Gli americani sono i cattivi. I buoni sono gli italiani, negli anni sessanta. Cioè lui.
Chissenefrega se ogni anno in Italia muoiono per mano della mafia un numero pari ai morti della guerra del Libano. Chissenefrega se in Italia negli anni settanta c’è stata una sorta di guerra civile tra sinistri e destri con un bel pò di morti ammazzati a sprangate, bruciati vivi, uccisi a colpi di chiave inglese quando non, molto più pacchianamente, a colpi di pistola (ricordi la P38?) o mitra (lo Skorpio, lo ricordi?).
Chissenefrega se sempre in Italia dopo il ‘45 c’è stato un “repulisti” durato due anni, che oltre ad assassinare ex fascisti, ex militari della rsi, ex combattenti e basta, ha eliminato una serie infinita di innocenti, nei modi più turpi e brutali.
Ma per fb, figlio di una famiglia borghese benestante nella Salso italiana degli anni d’oro, tutto questo non esisteva. Lui stava bene per cui, signore e signori, fottetevi. La storia che dovete bervi è quella di fb. Punto e basta.
Gli americani sono cannibali… Suona un pò come il comunista che mangia i bambini… che tristezza. Ancora qui siamo, e ti definisci uomo di cultura…
Il resto che hai scritto non vale la pena nemmeno di un commento.
Però lasciami ricordare solo questo: se tu puoi ricordare i tuoi anni sessanta con nostalgia, pensa che lo devi un pò al cattivo, armato, cannibale, spara civili, distruggi elicotteri, tagliacavi, uomo nero, babau, cacasotto, piscialetto, succhiamoccolo dell’uomo americano.
E, ben inteso, non sono un americanista.
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Io non fornisco ricette, non sono onnisciente e tuttologo come qualche altro di tua conoscenza. Non ho mai apprezzato il ‘68, che ho visto con i miei occhi in azione a Milano, fino al ‘73, Capanna, Curcio e P38 compresa, in Via De Amicis, a 100 m. dal mio collegio universitario. Dove ho mai scritto che tutti gli yankees sono cannibali e cattivi? Inoltre continuo a ripetere a Giuliana di considerare il pericolo, in Italia, non degli islamici, ma delle organizzazioni criminali come mafia, ‘ndrangheta e camorra. So bene che cosa è successo in Italia, dal ‘45 al ‘49, me lo concederai, spero, con le Volanti Rosse in azione nel Triangolo della Morte, anche se non mi scordo quello che avevano fatto prima i fascisti, dal ‘22 a ‘45. I miei non erano dei borghesi marci benestanti, ti sbagli, e cerca bene di non mancare loro di rispetto; eravamo in sette in famiglia, non abbiamo mai nuotato nell’oro. Io non faccio bere niente a nessuno e delle tue commeserazioni me ne faccio un baffo. Sei solo un povero arrogante, altezzoso e presuntuoso, altro che attribuire a me l’autonomina ad uomo di cultura! Gli americani, poi, ci hanno liberato dai nazisti, ma ci hanno chiesto, in contraccambio, parecchie cosucce, non temere, che nessuno, e tanto meno loro,ha mai fatto niente per niente, gli USA non sono mai stati la Croce Rossa o la Caritas! Prendi una dose di colagogo ed epatoprotettore, che non potranno che giovarti. E come eredità dai mei genitori della Salso “ricca” degli anni ‘60, ho se non altro ricevuto un’educazione sostanziale, non solo formale, in base alla quale non insulto e non disprezzo chi non conosco nemmeno, come hai fatto tu, invece, nei miei confronti.
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Quoto dall’intervento di fb del 9 nov ore 16.05(la precisazione e’ essenziale,visto il dilagare degli interventi del suddetto:
“……E come eredità dai mei genitori della Salso “ricca” degli anni ‘60, ho se non altro ricevuto un’educazione sostanziale, non solo formale, in base alla quale non insulto e non disprezzo chi non conosco nemmeno, come hai fatto tu, invece, nei miei confronti……”
Salvo riquotarlo per alcune righe scritte 2 centimetri piu’ sopre:
“..Sei solo un povero arrogante, altezzoso e presuntuoso….”
Alla faccia,signor fb…..
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Devo riconoscere nel bene e nel male che la guerra ontologica è stimolante. Avrei non voluto seguire la retorica cattedratica di FB, ma il pensiero benpensante (cacofonico da dirsi ma lui ce l’ha così il pensiero) che riesce a distillare è coinvolgente. Per me i cattivi sono i russi, ma anche i Congolesi. I buoni sono gli indiani, che facevano i parrucchini e non i parrucconi. Nelle differenze l’arricchimento del pensiero. Spesso, mica sempre. Pace e bene.
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Fantastico. fb soffre di uno sdoppiamento di personalità. Prima dice una cosa per poi negarla sfacciatamente (forse quando qualcuno prova a contraddirlo) poco dopo.
Perchè non cambi in Dr.Jekyll il tuo “nick”, e poi rispondi come Mr. Hyde, quando te la vedi brutta? Ma forse ci hai già provato, perchè il tuo stile è inconfondibile e ti hanno già scoperto.
Purtroppo per me, ti ho conosciuto. Ed allora, da giovane, eri forse piacevole, o mi eri del tutto indifferente. Ora, sinceramente non ti capisco come persona se sei ciò che scrivi. Ma ho una sensazione a pelle, e non è piacevole.
“Borghesi marci benestanti”…che espressione!… Questa dove l’hai presa? Dal Mein Kampf?! Ma faciteme ‘u piacere!
Abbi il coraggio di ammettere da dove nasce questa espressione. Poi uno la può accettare o meno, ma lascia scegliere a noi e lascia che i commenti ti rovinino addosso, perchè questo è quello che vuoi, non è vero? Poter rispondere e scaricare la tua Skorpio, sempre carica.
Non dài ricette? Ma cogli il tono del tuo primo intervento, in questa “stanza”!
Ma ti rileggi, ogni tanto? Ti riconosci, in quello che scrivi? Ti rendi conto che prima lanci il sasso poi ritiri la mano? Ti rendi conto di quanto siano ipocrite le tue difese? Lo vedi che hai scritto, sugli americani?! E’ lì da leggere!…
Ancora una volta, l’unico commento è: bah….però no. No. Non ti si può lasciare libero di scorrazzare saltando e farneticando da un argomento all’altro. Ho deciso: ti dichiaro guerra. E tutte le volte che lo riterrò opportuno ti sparerò addosso. Per il bene della comunità (ed il mio, soprattutto). E’ ovvio che mi aspetto una risposta al fuoco pari o maggiore, perchè solo così salta fuori veramente il tuo “essere guerriero”! Forza fb, metticela tutta, altrimenti rimani da solo a contartela, costringendomi a leggerti e basta, senza intervenire, e ciò mi rattristerebbe assai! Non aver paura di darmi del fascista, comunista, terrorista, qualunquista, trombettista, fancazzista… coraggio! Arrogante altezzoso e presuntuoso mi fanno il solletico ( tra l’altro, un pò lo sono).
Avevo e ho ancora un grande rispetto per i tuoi genitori. Se non altro per il ricordo che ho di loro.
Per te…ho un pò meno rispetto. Si capisce?
P-S- Per tutti e soprattutto per i moderatori del sito: sono del tutto Fuori Argomento, e me ne rendo conto. Per questo vi devo delle scuse.
Ma se mi mettete: “fb. La sua storia dalle origini ai giorni d’oggi”, giuro che ve lo tengo aperto per almeno un anno. Facciamo due.
Altrimenti mi ritiro, in buon ordine e da buon soldato. Ma con l’onore delle armi.
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Già uno che QUOTA qualcuno o qualche cosa, mi fa venire il voltastomaco, in quanto non conosce il lessico italiano, nelle sue connotazioni dirette od indirette; è un termine in voga tra gli intellettualoidi di serie B e i borghesi fasciocomunisti di serie C., sbagliatino -nomen omen-. Che cosa muove Nicolino, se non un preconcetto ed un pregiudizio malevolo verso il sottoscritto, di cui non si capisce bene l’eziologia nevrotica, dopo una farneticante ed isterica presa per i fondelli di ogni cosa che scrivo e che penso, archetipo della sua modestia ed umiltà intellettuale e sentimentale? Nicolino, datti una calmata, del tuo apprezzamento o meno,nulla me ne cale, anzi, se tu mi apprezzassi, sarebbe un gran brutto segno, dubiterei delle mie qualità intellettuali e culturali. Se non ti va di leggermi, cambia canale; se ti siedi su un chiodo, ci rimani con le chiappe incollate sopra per uno o due anni, come minacci? Ora fatti un decotto di valeriana, biancospno e camomilla, e se poi ti senti di rispondermi ancora, fallo pure, non posso e non voglio impedirtelo, ma non ti risponderò più. Primo, perchè non faccio la guerra a nessuno, magari abbaio, ma non mordo; secondo, ho da impiegare il mio tempo in faccende ben più importanti. Ad avvicinare certi materiali della tua composizione, ci si rimane sempre invischiati; l’invidia per l’uomo positivo si nutre sempre della misera speranza ch’egli farà una brutta fine. Meglio pochi, ma buoni: rari nantes in gurgite vasto.
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SALSOMAGGIORE 10 NOVEMBRE 2009 ore 00.30
gentile redazione nave corsara,
ho visto le foto e letto l’articolo,
mi chiedo:
questa strage è o no da considerarsi effetto collaterale di guerre in atto nel pianeta?
mi chiedo:
i 280 soldati suicidatisi quest’anno sono vittime di guerra?
queste domande a cui do risposta affermativa, sono da ricollegarsi ad un precedente Vs servizio inerente i soldati feriti (con relative foto molto forti).
La guerra è orribile ricordiamolo sempre!!!!!!! noi comuni cittadini possiamo esprimere opinioni e cercare di farlo nella maniera piu corretta-educata possibile, in quanto se siamo violenti tra di noi (anche solo verbalmente) seminiamo violenza che ai grandi livelli verrà germogliata in guerre vere !!!!
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Anch’io chiedo scusa per l’off-topic,ma sono costretto a riquotare fb,nel suo ultimo intervento qui sopra delle 23.33:
“…Già uno che QUOTA qualcuno o qualche cosa, mi fa venire il voltastomaco, in quanto non conosce il lessico italiano, nelle sue connotazioni dirette od indirette; è un termine in voga tra gli intellettualoidi di serie B e i borghesi fasciocomunisti di serie C., sbagliatino -nomen omen-….”
Non so se il voltastomaco di fb derivi dalle scemenze che va scrivendo ovunque in questo sito o da qualche problema di tipo gastroenterologico.
Mi picco invece di conoscere il lessico italiano,anche se il mio stile di scrittura non e’ cosi’ aulico , magniloquente ed infarcito di latinorum come quello del Sergio Caroli de noantri!
Il fatto che mescoli a volte locuzioni tratte dall’”inglesorum” con l’italiano,mi qualifica almeno in senso piu’ moderno rispetto al nostro professore in pensione.
Ad majora…
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Il primo commento di FB era abbastanza eccessivo (va bèh! lasciamo stare che poi smentisce quello che scrive prima…sarai mica il Berlusca???). Tu FB eri quello che si era scagliato contro i parà della folgore divertendoti a nominarli con “simpatici” nomignoli… dimenticando che prima di essere soldati sono persone. Persone che fanno un lavoro rischioso.
E’ verissimo: “le guerre sono brutte” ,ma il tuo modo di commentare certi fatti è sopra le righe.. il pacifismo è ben altra cosa.
Sono i soldati o i governanti il problema delle guerre?
Gli U.S.A. hanno i loro lati negativi, ma hanno anche quelle sfaccettature fantastiche che qui in Italia ci siamo sempre sognati..
Viva la Pace! No alla guerra… Basta scrivere questa frase.
Saluti
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Eli, Eli, lamma sabactani? Signore, perdona loro, perchè non sanno quel che si fanno! Editore, ti hanno dato del pubblicatore di scemenze del sottoscritto; che faccio, rinuncio a scrivere altre cazz… o ci pensi tu ad eliminarmi dal consesso della Nave? Se non altro, editore, non scrivo, come Caroli, cui mi compara sbagliatino, qual’è, con l’apostrofo, mètre a penser invece di maitre à penser, Atlee al posto di Attlee, querelle al plurale senza la S e non continuo a citare frasi dai “Promessi Sposi”, non insulto chi mi fa rilevare eventuali errori, e, surtout, non ho mai usato il pluralis maiestatis riferito a me stesso. Ah, e quando sbaglio per davvero, lo riconosco e chiedo scusa. E’ un’altra cosa che mi hanno insegnato i miei genitori,quelli che Nicola stima molto più di me. Avete visto che ho anche scritto una parola in francese ed un’altra in aramaico, oltre a quelle in latino e in inglese? Sono stato bravo? Premio Pulitzer subito!
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Voglio riconoscere che c’è una capacità insita in certi individui di farsi detestare, ma anche di riuscirci con molte persone. Ad analisi mia ci riescono perchè quello che affermano ha buone fonti di verità. Solo che i medesimi sostengono qualsiasi tesi e anche quella opposta solo per il piacere di dimostrare la stessa. Un esercizio difficoltoso e inutile ma che soddisfa il proprio ego. Quello che non colgo pienamente è il continuo ricorso all’autodefinizione. IO SONO oppure IO NON SONO (in tanti ne hanno già un idea sull’argomento). Su questo blog si dovrebbero analizzare argomenti senza coinvolgimenti personali. Il soggetto non dovrebbe essere LA VITA DI FB. Faccio ricorso anche io all’editore, perchè gli permetta di continuare a scriverci su sè stesso, possibilmente insultando tutto ciò che lo circonda e tutti gli interlocutori che lo contraddicono. Mi sto affezionando.
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CHINA65, ma se tu operi un intervento qualsiasi, a qualsivolgia livello ed in tutti i modi che vuoi, non sei tu, appunto, a farlo? Ed allora con quale pronome personale ti vuoi definire? E a quale esperienza preterita ti riferisci, se non alla tua, fatta anche, però, di incontri e di pareri di tutti quelli con cui hai avuto modo di dialogare? Devo forse registrare le opinioni di altri gabellandole per mie o viceversa? Cogito, ergo sum, dubito ergo sum. Tu stesso scrivi usando la prima persona singolare IO, espressa o sottintesa; siamo tutti ego-centrici, ego-isti. ego-tici, l’importante è non distribuire dello scemo a chiunque e non prevaricare alcuuno. Se io scrivo A su un’argomento, rispondimi B, se ne sei convinto, che male c’è? Ma io non dirò mai che sei uno scemo e spero che tu mi contraccambi della cortesia. Non ti sei accorto che da un po’ non si fa che andare sul personale del sottoscritto in modo un po’ troppo pesante? Ti pare giusto e corretto? Nessuno conosce nemmeno se stesso, bene e a fondo, capirai il pretendere di catalogare ed etichettare un estraneo totale. Se io qui adesso scrivessi che sono gay, orgoglioso di esserlo, ladro, assassino, stupratore, fancazzista, ignorante totale ed odiatore di chi è colto, tu allora subito ci crederesti ed aggiungeresti altre contumelie a quelle di cui mi son fatto carico spontaneamente? Siamo isole, non arcipelaghi ed ognuno crede di essere l’ombelico del mondo. Ciao, CHINA, cominciamo a parlare magari di qualche altro argomento che non del sottoscritto, polvere della polvere tra miliardi di abitanti del pianeta.
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«Se io qui adesso scrivessi che sono gay, orgoglioso di esserlo, ladro, assassino, stupratore, fancazzista, ignorante totale ed odiatore di chi è colto…».
IO sono gay, signor Fb, e da come mi assimila a ladri, assassini, stupratori eccetera adesso capisco un po’ di più della sua mentalità.
Più parla più si tradisce. Lei è riuscito a fare di vittime innocenti e della peggior feccia un solo fascio. Ma lei con chi sta?
Mi chiamavano Wafer in collegio, dai preti, per la mia fragilità. Lì ho dovuto subire le peggiori violenze sessuali. Forse anche lei, in quei frangenti, data la sua libido altrove abbondantemente manifestata e considerato il suo punto di vista sui gay, sarebbe stato dalla parte degli stupratori. Dico allora, non adesso che la televisione l’avrà trasformata in un ometto politically correct. Usa il cervello, pardòn, le dita, come una vanga. Senza badare a quel che scrive e a chi offende, salvo fare repentine retromarce. Stia attento, sia in avanti che alle sue spalle ci sono baratri in cui rischia di precipitaaaaaaaaareeeeee!
Non suo Wafer
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Un momento; sei tu a pensare che io accomuni quanto ho elencato in un’unica congerie di negatività. Sai benissimo anche tu che i gay sono soggetti a persecuzione proprio dai benpensanti tutti casa e Chiesa, categoria cui non appartengo. Vieni a dire proprio a me male dei preti,io, che non li sopporto, proprio per i motivi che tu hai giustamente fatto rilevare, oltre ad altri che mi sono capitati personalmente o che ho visto perpetrare su amici e conoscenti, non di natura sessuale, ma di quelle che ti uccidono dentro. Nefande azioni in cui essi sono esperti da secoli, nella loro gesuitica pratica di pugnalarti alle spalle in modo soft e mellifluo e di farti il vuoto attorno. Ho citato i gay proprio perchè, avendoli difesi spesso, su un altro blog, so che sono disprezzati dai più; mi ero sentito chiamare femministo, femminiello, altro che non rierisco, perchè di una volgarità infame, minacciato di castighi divini da chi era convinto, nel 2009, che il gay è un pervertito, che si può sanare, come dice Povia del suo Luca. Magari mi sono meno simpatici gli zooerasti, i pedofili e i necrofili, quelli sì; ma i gay non mi suscitano nessun disprezzo. Ce ne sono stati e ce ne saranno a migliaia tra poeti, artisti, letterati, scienziati, pensatori; rimuoverli dal patrimonio culturale umano significherebbe sicuramente ed irrimedibilmente menomarlo. Ho avutio anche degli amici che erano gay; purtroppo, come dici, tu, presentavano delle gravi fragilità emotive, ma non li ho mai presi in giro, come facevano invece tanti altri idioti. Potrei anche scrivere che facevo l’idraulico, il lattoniere, il fanghino, l’avvocato, il notaio, il magnaccia. Quanto dico, lo ribadisco, non faccio marce indietro, se non in casi estremi; quando pigio sulla,tastiera, faccio precedere il pensiero ai polpastrelli. Ma sai, si sbaglia un po’ tutti, una volta, può capitare di vangare. E ti assicuro che la mia libido,anche se indirizzata altrove che non la tua, rientra in parametri normali; e se non altro è genuina e sincera, ostentata senza problemi nei giusti termini e limiti. Non faccio come certi ipocriti baciapile, con il capino chino a terra,la scucchia estroflessa, le manine giunte sul davanti,frequentatori di sagrestie e curatoli, che negano a parole i loro formidabili appetiti genitali, ma poi solo quelli soddisfano in abbondanza, tipo i pretini che tu hai citato. Per ultimo, sappi che anche un mio strettisimo parente, che era stato messo in un collegio cattolico, ne era stato in fretta rirtirato, dato che vi imperversava un superiore con chiare tendenze pedofile. Forse anche lui usava un grembiulino su cui stava ricamato: “Non lo fo pel piacer mio, ma per far piacere a Dio!”
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Eh no, caro, troppo facile e inutile cercare di uscire dall’imbarazzo con un’apologia dei gay fabbricata su due piedi e menando il can per l’aia con quell’abilità che solo tu hai di cambiare le carte in tavola fin che non ne viene a te (scusami se sono passato senza volere al tu, ma sento che pure in te c’è qualcosa di wafer). Mi hai messo nel mazzo e lì rimango. Ripudiato ed emarginato come Jean Genet, Fassbinder e tutti gli altri. Che per te, immagino saranno sempre e solo dei culattoni o culani, anche se ora non usi più quei termini. Non avertene a male se ti ho pizzicato, a me ormai non fa più male. Complimenti per come sai fare le frittate dopo aver rotto le uova e per come sai girarle e rigirarle. Ti è mai successo, avendo così tante personalità, di non riconoscerti? Confesso che ti invidio.
Quasi tuo
Wafer
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Wafer, questa accusa proprio non la accetto assolutamente, perchè fatta sì, questa, sui due piedi, è infamanta, becera e laida, non riferito a chi me la fa, beninteso, ma in se stessa. Io non ho mai osato nemmeno pensare di rivolgere certi appellativi ai gay e, ripeto, me ne sono invece sentiti tirare addosso di ogni specie, quando, a fronte dei soliti maschioni machi di destra o di certi taleban- cattolici, difendevo la categoria degli omosex, come legittima da milioni di anni. E poi, Wafer, hai ragione nel darmi, e non me offendo affatto, un po’ del Wafer; nessuno di noi è maschio o femmina al 100%, per fortuna; chi sbraita e sputazza al vento di esserlo, è uno stupido, così come chi definisce l’omosessualità una malattia, da cui è possibile guarire..Nel corso della mia vita, sono stato, due o tre volte, avvicinato da gay; avevo tra i 15 ed i 16 anni, quindi erano dei pedofili, prima che gay. Ed anche allora non mi sono terrorizzato, non sono andato da un lattoniere per le solite mutande di ferro, non mi sono munito di aspersorio per esorcizzare il diavoletto tentatore. Gli ho solo, con calma, ripetutamente spiegato che avevo altre attrattive, diverse dalle loro. Capirai, ero al mare, circondato da belle bimbe che sprizzavano feromoni per ogni dove, ed io precorrevo già allora quelli della Lega, dato che ce l’avevo sempre… Ma anche dopo non ho mai schivato od evitati quei tipi e loro hanno smesso con le avances e siamo rimasti in conmpagnia a divertirci per Moneglia. E non accetto nemmeno l’etichetta di volgare voltagabbana e voltafrittate ed accompagnatore di cani per i cortili. Che me ne verrebbe in taca a dire che non disprezzo chi è gay? Forse avrei vuto maggiori approvazioni se avessi affermato il contrario, dati i tempi. Alla lista che mi hai compilato, aggiungi allora anche Saffo, Marco Aurelio, Leonardo, Michelangelo, Alessandro Magno, Cesare, Platone, Vattimo, Cecchi Paone; già mi piace meno Busi, che spesso è volgare, gay od etero che sia. Concludo assicurandoti che, per l’unica personalità che possiedo, forse anche un po’ strampalata, al di sopra o al di fuori delle righe, dai benpensanti, perbenisti, borghesucci e rosarianti varii taleban-cattolici, non ho avuto che malignità, proprio perchè sempre schietto e genuino -forse ai limiti dell’ingenuità- e schivo dei conformismi idioti della maggiornaza non silenziosa, ma osannante e mormorante tridui, novene e giaculatorie.
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«Capirai, ero al mare, circondato da belle bimbe che sprizzavano feromoni per ogni dove, ed io precorrevo già allora quelli della Lega, dato che ce l’avevo sempre…».
Ma sì. Ma sì. Sei sempre stato un vero ometto con i suoi bei gioiellini tutti a posto, però questo tuo ripeterlo, uffa… E tutto questo tuo raccontarti: io qui, io là e di su e di giù… Ma sei sicuro che interessi a qualcuno? È un confessionale, il lettino di Freud o un luogo di dibattiti sul vivere civile a Fidenza-Salso questo blog? Io non lo so, ma chi è l’editore, il titolare di una casa di tolleranza neanche tanto bene mascherata? E tu chi sei, la sua maitresse visto che ti vedo dappertutto?
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Signor Wafer,Lei sprizza da tutti i pori lo stesso tipo di intolleranza che i gay subiscono da millenni. L’unica differenza che il suo obiettivo sono coloro che la pensano in modo diverso dal suo e che manifestano la propria opinione apertamente. Siamo nel 2010, ci sono persone con diversa tendenza sessuale, diversa pigmentazione, diversa religione, diversa fede politica e opinioni diverse dalle sue. Tutti hanno il diritto di esistere, di esprimersi come e quando vogliono purchè in modo civile e pacato e nel rispetto delle reciproche opinioni. Forse mi sono distratta un attimo e non siamo più in un paese democratico? O forse non lo siamo mai stato?
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fuori tema? no !
la mia sincera ed incondizionata solidarietà ed amicizia a wafer.
il linguaggio violento è l’anticamera di fatti violenti, lo penso veramente e purtroppo credo che la storia ed il quotidiano ce lo confermino.
il disprezzo o peggio la finta tolleranza e l’indifferenza non portano poi i governanti a poter tranquillamente dichiarare guerre nel pianeta?
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Wafer, nei tuoi interventi di oggi, 10 novembre, ore 13.31 e ore 16, di chi hai raccontato, di te o di di qualche astronauta sovietico? Tu hai citato le TUE disavventure collegiali, io le MIE, in ambiente spiaggistico. L’editore è un editore e basta, è venuto alla luce che oramai le case di tolleranza erano sul viale del tramonto, non lo vedo come psicanalista -è troppo fondamentalmente onesto ed anche molto impaziente- ed io tutto farei tranne che la maitresse. Chi si è finora confessato su questo blog, ed hai fatto bene, sei solo tu. Ciao, Wafer,da uno, come fb, che non è certo un torrone, come saldezza umana di fronte alla malignità umana.
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Caro effebino, vedendo che hai tanti nemici, dovresti avere quindi tanto onore…Mah! Vabbè.
Piuttosto, parliamo di te. Parliamo del fatto che non abbiamo -mi permetto di citare tutti quelli che hanno partecipato a questo BLOG (blog è latino?… Oddio!!!! E se fosse inglese??? Ma allora è più vicino alla terra di quello che pensavamo!) perchè mi sembra che abbiano le mie stesse perplessità, su di te. Ma non ti montare la testa. Non sei un caso di genio incompreso. Sei solo un pò fuori di melone (out of the melon). O forse sei solo fuori.
Innanzitutto, vorrei farti notare la differenza dei tuoi interlocutori, che mi sembrano decisamente più umili e meno sparasentenze. Loro si interrogano (pure io). Tu hai le risposte a tutto. E se fossi interessante da leggere, potresti essere il nuovo vate, il nuovo idolo delle folle, esagero? il nuovo Kaiser. Ma non lo sei. Non per i contenuti, che sono anzi ricchi di citazioni e molto dotti, ma perchè della tua cultura non ce ne facciamo un fico secco.
Qui, in questo blog (per me è un argomento), potevi esprimere la tua opinione sugli americani che sono diversi (anche in negativo, per l’amor di Dio), che la guerra è uno schifo (ma ancora si fanno, e c’è qualcuno che la deve fare). Che i ragazzi americani (come quelli italiani) non hanno ideali, non hanno mete, non hanno coraggio, non sanno affrontare la vita. Ti avremmo ascoltato e poi avremmo scritto la nostra opinione. Chi a favore, chi contro, chi a metà; chi nero, chi bianco, chi grigio.
Ma sei partito in quarta, hai fatto il giro di Monopoli e non sei nemmeno passato dal Via. E hai offeso, in ordine di apparizione:
1. Gli USA che sono tutti matti; i loro scolaretti impazziti muniti dell’armamento medio di un marines (e qui già ti ripeti perchè gli scolaretti sono in USA);
2. Wafer, dicendogli di andare a Vipiteno (n.a. Wafer, tranquillo, a Vipiteno si sta bene) prima ancora di rispondergli;
3. Sbagliatino perchè (orrore!) ha “quotato” invece di citare; Nell’esercito italiano, dove stai tranquillo non sei stato chiamato mai, grazie a Dio e a tutti i Santi, si usa “quote” e “unquote” da parecchi tempo, perchè da parecchio si lavora insieme ai nostri amici europei, americani, russi, etc.;
4. CHINA65 perchè si è permesso di entrare nel campo a lui più congeniale (quello dell’ IO), dicendio che LUI bla bla bla…
5. Wafer una seconda volta paragonando l’omosessuale all’assassino fancazzista etc. della tirata di cui sopra;
7. I Paracadutisti in un altro argomento (blog, come lo chiami tu. Poi dicci, tu che sai tutto, da dove deriva la parola blog)
8. Gli Alpini in un altro argomento
10. I preti e il clero in genere;
11. i borghesi benestanti, che per questo motivo sono marci (un borghese NON deve essere benestante, sennò ci corre il rischio della putrefazione, eh…)
12. non in ordine di apparizione: il sessantotto
13. la musica classica e lirica;
9. Tutti noi, offendendo la nostra intelligenza: dicendo che lui non offende mai nessuno (ecco: qui mostri il tuo coraggio da leone…), piuttosto lui si sente offeso…Dicendo che non insulta chi non conosce… conosci Wafer? CHINA65? SBAGLIATINO? Libero Cittadino?…Dicendo che non ha tempo da perdere, ma i primi commenti ai BLOG (blog? suono cacofonico), di tutti i Blog, sono suoi. E se non riesce ad avere la prima posizione, state certi che ha la seconda. Al massimo la terza. Dopo molla, perchè essendo in basso corre il rischio di non essere letto…
Però…C’è un però, cari compagni dell’altra sponda, e bisogna riconoscerlo a bieffino: lui ama i “mitici” anni ‘60 italiani. A Salso. Oh, mica roba da micio micio bao bao.
Mi permettete di invitarvi a riflettere su questo aspetto, che risulta, alla fine, l’unico appiglio che noi abbiamo sul personaggio?
Buonanotte fb. Fai sogni d’oro.
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Peccato che un tema così sia stato affrontato in modo così superficiale da scadere sul personale senza un minimo tentativo di analisi più seria. Con questo non voglio dire che avremmo raggiunto delle conclusioni, ma almeno avremmo evitato di offenderci. Ero presente nell’aprile ‘45 all’arrivo in questa nostra terra delle colonne degli “Americani” e ricordo il senso di liberazione dall’incubo della popolazione al loro arrivo. Il senso che trasmettevano era di ragazzi che, lontano da casa, sentivano la loro missione. Oggi la cosa probabilmente è diversa, il sistema di reclutamento non è lo stesso ed essere soldato è ritrovarsi in una nicchia secondaria della società che, nel suo complesso, è interessata ad altre cose: dalla quotidianità, dalla casa, dal lavoro e dai soldi. Nell’ambito poi del sistema del reclutamento forse è stato sottovalutato l’aspetto dell’appartenenza a un credo od ad una cultura, ciò ha creato un conflitto dentro al conflitto. Questo era tenuto in debito conto nell’ultimo conflitto mondiale in cui i nippo-americani furono emarginati ed anche internati, successivamente, in clima di guerra fredda, anche la sospetta appartenenza ideolgica fu motivo di pesanti discriminazioni.
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E’ vero, Nicola, sono fuori di melone da una vita; infatti piaccio o non piaccio proprio perchè sono così, ma se non altro non sono un conformista dell’anticonformismo, sul tipo di certi intellettualoidi di sinistra, che quella direzione non sanno nemmeno dove stia. Mi spiace che abbiano chiuso i manicomi da qualche tempo, altrimenti mi sarei costituito spontaneamente o mi avresti segnalato tu, che sei un “normale”. Si sente sempre che la tua antipatia è dovuta solo e soltanto alla presenza della mia cultura, che ti disturba molto, di cui tu faresti a meno, dato che sei ripieno di cose ben superiori in quantità e qualità, mentre piace ad un sacco di altre persone: non ci avevi mai pensato? Non sei l’ombelico del mondo! E poi tanto non mi stimi affatto, chettefrega allora… E’ vero che non piacciono gli americani, che trovo in genere bamboccioni e volgarotti, arroganti ed antidemocratici, dato che fanno tutto il contrario, da più di due secoli, di quanto scritto nella loro magniloquente, massonica e calvinista Dichiarazione di Indipendenza. Per quanto riguada Wafer e CHINA65, sono capaci di rispondere da soli, senza l’intermediazione di un avvocato difensore della tua stazza. Del lessico in uso nell’esercito asservito agli Alleati, non me ne può fregare di meno; per quanto rguarda preti e paracaditisti, non gli alpini, sono in buona compagnia; prova magari ad elencare le cose e le persone, tu, principe della tolleranza, oltre a me, che non ti vanno e vedrai che lungo elenco, perlomeno pari al mio Per te il ‘68 ha avuto connotazioni e risultati positivi? Buon per te, per me no, posso? Anche qui sono in buona compagnia! Non faccio la gara a dire:Primo! nelle risposte agli argomenti sul blog. Se l’editore mi pubblica, ok, altrimenti, sarà per un’altra volta. Per la musica , ho i miei gusti, come tutti,posso? Tu invece no, ascolti di tutto? Essendo nato nel ‘45, amo gli anni della mia adolescenza e gioventù, come tanti alri, nati prima e dopo di me; posso? E che significa blog, mi meraviglio che tu lo venga a chiedere a uno fuori di melone come me, mentre tu dovresti ben saperlo, quale fonte di ogni sapere umano culturalmente corretto!
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«Signor Wafer, Lei sprizza da tutti i pori lo stesso tipo di intolleranza che i gay subiscono da millenni».
Ommioddio, no, Signora Elena, non mi cataloghi, non mi ghettizzi, non mi penalizzi, non mi demonizzi, non mi esorcizzi, non mi banalizzi, non si sfoghi su di me. Chi o che cosa le ho toccato di così intoccabile da averla punta sul vivo al punto da suscitare la sua amabile ma indispettita reazione? Ioooo intollernte? Intende dello stesso tipo di intolleranza manifestato in questo blog da chi ha fatto intervenire un avvocato per difendere il proprio onore a proposito di certe colline decapitate e amputate? Ommioddio, spero proprio di no. Mi rassicuri, la prego.
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Di solito mi attengo al tema postato. Se sono intervenuta non è quindi per uscire dal seminato. Avessi voluto parlare degli ex assessori all’architettura e urbanistica di Salsomaggiore avrei trovato ampio spazio in altri post ed in altri blog ed ivi sarei intervenuta, così come ho fatto in passato, non trova?
Quindi nulla di contorto, di nascosto…….Tutto nero su bianco e mi riferivo proprio al suo modo di giudicare le esposizioni altrui su questo blog ed in questo post. Vuole avere la compiacenza di rileggere quanto ha scritto?
Non la catalogo, non la ghettizzo, non la penalizzo, non sono in grado di esorcizzarla, non la banalizzo. Caro Wafer, lei ha fatto tutto da solo.
Non ritenga di avermi poi punta tanto sul vivo. Se sono intervenuta è solo perchè lei ha dichiarato apertamente di essere stato ghettizzato, abusato a causa della sua realtà sessuale. Non riesco a concepire come una persona in grado di dichiarare tutto questo pubblicamente si comporti poi da aguzzino con un altro essere umano solo perchè esprime altrettanto liberamente le proprie opinioni su un argomento. E’ la sua presunta sensibilità ed umanità che non mi torna. Dovrebbe essere ben maggiore, stando alle sue travagliate esperienze di vita. Spero di averla sufficientemente rassicurata. Ora provi a rassicurarsi da solo.
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Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti”
Pier Paolo Pasolini
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Caro bieffe,
è vero che non ti stimo, ma non perchè usi la tua notevole cultura per risondere. E’ che non la usi affatto. Ciò stupisce ancor più per il fatto che sei un professore, o lo sei stato. E se penso che eri così anche ad insegnare, penso che non hai lasciato molto ai tuoi studenti, tranne un cumulo indistinto di nozioni.
Da te, come da tutte le persone di cultura superiore, mi aspetto che invitino, attraverso una visione obbiettiva e approfondita dell’argomento, a ragionare, e quindi ad esprimere il proprio pensiero, indipendentemente dal grado culturale raggiunto. In modo Aristotelico, me lo concedi?
Per cui la tua cultura non mi spaventa. Anzi. Mi stimola.
Per quanto riguarda la mia lista, beh, certo, antipatie le ho e le esprimo (mi pare abbastanza chiaramente, no?…). Però non mi dispiace parlare con chi la pensa in modo diametralmente opposto, senza però basarsi su assiomi assoluti o presunti tali.
No, nemmeno io credo che gli altri frequentatori abbiano bisogno di me, per difendersi. Ma rimane il fatto che tu, non io, li hai offesi. E te l’ho fatto notare.
Intanto incasso la prima vittoria, perchè avevi detto che non avresti più risposto a me. Evidentemente qualcosa che ti interessa c’è, in ciò che scrivo.
Blog: sei stato tu ad usare questa parola, che deriva dall’inglese. se rileggiamo ciò che hai scritto più in alto, ciò stupisce. Punto. Era solo per punzecchiarti.
Invece, tornando all’Argomento, trovo che Ambrogio abbia dato degli spunti interessanti su cui riflettere.
P.S. meno fiele, Franco. E vedrai che sotterreremo l’ascia di guerra.
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Nicola, tu non mi stimi,e basta; non andare cercando poi altre argomentazioni. Inoltre non è vero che io solo sarei quello che offende; come puoi ben capire, sentirsi dire che non si è stimati, così, in toto, tout court, brutalmente, è un’offesa gratuita, molto spiacevole, soprattutto se, a coscienza esaminata e riesaminata, posso almeno dire di non aver mai compiuto azioni maligne contro il mio prossimo. Ne ho ivece subite, anche se, per fortuna, non parecchie, ma non porto rancore nè tanto meno medito vendetta. Sono sentimenti che, effettivamente, fanno più male a chi li coltiva che non a coloro cui sarebbero rivolti. Come fai a dire che non uso la mia cultura da quattro cose che ho scritto qui, su questo argomento specifico, per poi offendermi ulteriormente, profondamente e volutamente, asserendo che non ho lasciato che un grumo di aride e grame nozioni in eredità ai miei aunni? Ma tu che ne sai del mio lavoro per 38 anni, sempre portato avanti con passione, meticolosità, onestà etica e culturale? Ho avuto l’onore di sentirmi dire da tanti miei ex-alunni che gli avevo insegnato tanto, non solo per la scuola, ma anche per la vita, e ciò mi valeva ben più del magro stipendiuzzo da statale; ho ancora contatti con gente che ha passato i 40 e 50 anni, con piacere, rispetto reciproco e grande nostalgia. E dai miei alunni ho imparato tanto anch’io, essere umano adulto, e ne ho avuto anche stimoli culturali. Certo che ho “perso” una battaglia, nel risponderti, ma non me ne dolgo affatto, proprio perchè in te vedo una persona di spessore e qualità inusuali, al di là poi del fatto di stima o disistima nei miei confronti, e non mi sento un vinto od un perdente per una quisquilia del genere. Ed io l’ascia di guerra, con te, non l’ho mai riesumata. Preferirei una fumatina nel calumet della pace, anche se, dopo 19 anni che ho smesso di fumare, mi verrebbero degli attacchi di tosse convulsa.
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Proverò a spiegarmi, Franco. Se vogliamo parlare di cìò che succede nelle basi militari americane, o sui vari fronti dove sono impegnate le loro truppe, credo che sarebbe opportuno valutare per lo meno che cosa spinge un ufficiale a rivolgere la propria arma verso i commilitoni, quando non verso se stesso. Nel ‘84, anno in cui ho svolto il mio servizio nelle T.A. come ufficiale, c’erano stati parecchi casi di suicidio nel nostro esercito, e alcuni casi di morti per uso improprio di arma da fuoco.
Ho parlato con gente che ha fatto l’alpino negli anni a cavallo tra i ‘50 e i ‘60. Nessuno di loro ricorda suicidi, usi impropri di arma, pianti, crisi di nervi, debolezze, tali da dover far intervenire psichiatri o psicologi. Durante la II^ guerra mondiale, parecchi dei nostri compaesani hanno combattuto. Con tutto ciò che consegue a far la guerra. Tornati a casa si sono iscritti all’ANA (se Alpini), che è un’associazione d’arma. E se ti parlano della guerra, ancora adesso puoi scorgere nei loro occhi il lucido che solo le lacrime possono generare. Ma sono lì, con il loro cappello, a ricordare. E quando si ricorda, non si distingue il bello dal brutto. Si ricorda tutto.
Così i bersaglieri, i fanti, la brigata Sassari come i Parà, i Lagunari, il btg. San Marco, i Carabinieri del Tuscania e del Col Moschin. E via dicendo. Nessuna differenza. Anche loro possono vantare onori pari o superiori a quelli degli Alpini…
Qualcosa è cambiato. Qualcosa di profondo, che ha modificato il rapporto dell’uomo con il servizio militare. E oserei dire con le DIFFICOLTA’ in genere.
C’è qualcosa nelle generazioni dopo la tua e la mia, anche se relativamente distanti, che ha influito sulla coscienza di questi ragazzi rendendoli, secondo il mio parere, più fragili. Dappertutto. Non solo negli USA.
E’ qui che entri in gioco tu, e scusa se ancora una volta ti dico che non usi la tua cultura, ma è così. Sentenziare la pazzia degli americani è assioma alquanto discutibile, soprattutto sulla base degli esempi che tu hai riportato (potrei fare lo stesso con l’esercito italiano).
Allora: tu mi dici che erano meglio i mitici anni ‘60 italiani. Dimmi perchè e che cosa hanno di diverso e di meglio dagli anni ‘90/2000, in rapporto alla strage alla base di Fort Hood. Dammi la tua spiegazione, che sarà diversa da chi, ad esempio, ne ha un ricordo solo per esperienza. La tua chiave interpretativa è tanto più importante quanto più la tua cultura ti aiuterà (e ci aiuterà) a fare paralleli con la storia passata, anche quella più lontana.
Credo e ne sono abbastanza sicuro che ciò sarebbe molto più apprezzato che l’assioma assoluto e la scrittura intrisa di classicismi nozionistici.
Non credo che i tuoi studenti ti apprezzassero per la spocchia, la presunzione, l’arroganza.
L’unico modo per superare le barriere politiche, sociali, di età, religione e quant’altro -ed è molto difficile- è riuscire a trasferire qualcosa a qualcuno che di norma non ha voglia di ascoltarti perchè sei diverso da lui. E se l’hai fatto con i tuoi studenti, puoi farlo anche qui dove tra l’altro, c’è una maggiore predisposizione ad ascoltare.
Non fumo più nemmeno io, per cui niente calumet.
Ma rimane il vino, che mi sembra di aver capito -anche se non ne sono certo- che non ti dispiaccia.
O ho capito male?
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Nicola, come vedi, da brave persone, un po’ focose, all’inizio, poi ci siamo aggiustati su una linea di dialogo molto più urbana, da persone civili ed educate, che non significa smielate e sdolcinate. Sono d’accordo con quasi tutto quanto dici, tranne su alcune tue asserzioni. Puoi negarmi che solo negli USA, in conseguenza dell’arsenale di armi da fuoco detenuto dalla stragrande maggioranza degli abitanti e della facilità estrema con cui ci si può dotare di armi micidiali, solo là, ripeto, assistiamo serialmente ad episodi del genere, più tra i civili che non tra i militari, con gente impazzita che spara a raffica contro passanti innocenti e indifesi o compagni di scuola e docenti? Nicola, siamo su un blog,non sull’Enciclopedia Britannica o Treccani; quando ho affermato che gli americani sono tutti matti, mi riferivo, chiaramente, a episodi simili, come commento all’argomento proposto. Ti ho già risposto per gli anni ‘60; per me ed i miei coetanei, Salso o New York che fosse, sono stati quelli dell’adolescenza e gioventù, con tutto il piacevole carico di sogni, progetti, desiderii, che si sono poi sbriciolati strada facendo, a volte anche in modo drammatico. Non intendevo allargarmi ad analisi sociologiche a livello nazionale e tanto meno globale, non sono il collega Caroli gazzettiere. Scrivo in un certo modo perchè per me ogni scritto è una piccola opera d’arte, da limare ed abbellire in ogni dettaglio; e poi, Nicola, vengo dal Classico, ok, forse sono troppo barocco, fors’anco rococò, ma è il mio stile spontaneo,quando scrivo, non è che ci gioco per fare la ruota da pavone e smerdare chi mi legge. Quando parlo, sono un’altra persona; sono l’unico, qui sopra, ad avere confessato le mie flatulenze ed i miei meteorismi, specie in una certa occasione di degenza a Vaio, anche se accompagnato da vasti cori di altri suonatori di Brema. Non sono mai stato spocchioso, presuntuoso ed arrogante con dei ragazzi che andavano dagli 11 ai 16 anni; non sono così meschino e stupido, come invece parecchi colleghi, che, per farsi valere, arricciano il naso, sporgono il labbruzzo inferiore e guaradno gli alunni dall’alto in basso. Ho avuto, come allievo, parecchi di questi imbecilli, ho sempre evitato poi di seguirne le orme e di imitarne l’esempio deleterio. Il vino, Nicola, mi piace assai, non ci rinuncio mai a tavola, e basta, però; prefrisco il rosso, fermo o frizzante, a seconda dell’accompagnamento gastronomico. Vado matto per la Fortanina unita a torta fritta, con culaccia, salame di Felino e spalla cotta calda.
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Eccolo, il lato umano, veramente credo che sia importante non sentirsi solo contro tutti, da sociologo da strapazzo qual mi sento, trovo che questo lato che ci mostra FB, meno provocatorio e più conciliante, appartenga in ugual misura al fustigatore di malcostumi che ci è apparso prima. Lode alle persone intelligenti che trovano nei rapporti umani la miglior via per farsi ascoltare, lode all’esperienza che sempre ci sarà preziosa per leggere gli accadimenti sotto una luce più antica. Che volete, sentirsi amati val più di mille polemiche.
Nella diversità l’arricchimento. Spesso. Pace e bene.
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CHINA, non sono umano, ma figlio di dèi minori; e tu non sei un sociologo da strapazzo, ma solo un essere pensante e dubitante, come tanti, o pochi, privilegiati.Io non provoco, espongo idee, impressioni, sensazioni, che possono trovare chi le accoglie ed apprezza o meno. Se fossi un fustigatore di malcostumi, come i Flagellanti medioevali, dovrei farlo con me stesso e ne avrei anche il coraggio, se solo vedessi che la stessa cosa fanno anche tanti altri, che se lo meritano forse anche di più. Non voglio tanto essere amato, quanto vorrei riuscire a comprendere e ad essere compreso, il che sembra facile, come diceva l’omino della Moka Express, ma non lo è. Quando mi accorgo che la polemica è giunta al calor bianco, non mi va di continuare ad offendere, sia pure in modi soft ed eufemistici, e di essere contraccambiato di egual moneta. Il fatto poi di pretendere di catalogare in modo definitivo una persona solo da quanto scrive su un blog, ed oltrettuto su un ben determinato argomento, è molto arbitrario e restrittivo. Se io, te, Wafer e Nicola ci potessimo incontrare di persona, penso che non sorgerebbero problemi e non ci pesteremmo come materassi, come abbiamo fatto finora qui sulla Nave.
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Ragazzi, come mai nessuno di voi ha preso in considerazione l’ipotesi più realistica che ha motivato questa ennesima strage accomunandola a tutte quelle che, piccole o grandi, avvengono quotidianamente in nome di allah?
-L’attentatore di Fort Hood predicava il Corano invece che medicina ad una conferenza medica-
-Musulmani a New York celebrano la morte degli americani di Fort Hood-
-Massacro di Fort Hood: «Un atto di “jihad improvvisa”»-
-I colleghi del jihadista di Fort Hood avevano visto i segni premonitori, ma non hanno detto nulla per timore di sembrare bigotti-
Se siete interessati a leggere i brevi articoli che accompagnano i titoli, potete farlo su
http://italian.faithfreedom.org
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Buongiorno Franco.
Credo che questo sia l’inizio di un dialogo più tranquillo, sereno e profondo. Anch’io vengo dal classico, ma le mie scelte successive sono state diverse…
“Qui si parrà la vostra abilitate”, diceva qualcuno che ovviamente non ricordo. Però è un punto di partenza per tutti. Bene.
Rispondo prima a te, Franco, e poi a Giuliana.
Ti do atto che sia un paese armato, dove succede che qualcuno spari sulla folla o cose simili. Paese talmente libero che queste notizie sono divulgate globalmente con dovizia di particolari. Gli U.S.A. (e non l’America, da qui in poi) sono forse troppo liberi sotto molti aspetti, alcuni dei quali discutibili, almeno per noi italiani. In altri paesi succede lo stesso, anzi di peggio. Ma le notizie vengono smentite o tacitate. Allora credo più nella pazzia di molti ma non di tutti, piuttosto che credere che negli USA tutti hanno il grilletto facile, e che la stampa ci dia in pasto ciò che comunque fa più notizia di altro. E il sangue, comunque sia, ne fa sempre tanta.
Conosco ragazzi che stanno facendo il servizio militare in Afghanisthan. Loro potrebbero dare un’interpretazione ancora diversa dell’accaduto. E qui rispondo a Giuliana.
Perchè nessuno, oltre ai compagni musulmani, pur sapendo, non ha dato l’allarme? Davvero nessuno se ne è accorto? Perchè nessuno non si preoccupa più del suo compagno di branda?
Se volete uno spaccato dell’esercito USA, guardatevi Buffalo’s Soldiers, oppure REDACTED, oppure Nella Valle di Elah. Non sono solo Musulmani a causare stragi. Ambrogio aveva azzeccato il problema, o comunque l’aveva accennato. Se qualcosa nel sistema di reclutamento cambia, cambiano i soggetti che saranno i nuovi soldati. Se il reclutamento prevede un “posto” retribuito ed è l’unico che puoi trovare, tu diventi un soldato. Magari senza addestramento. Magari senza una valutazione psicologica adeguata. Fare il soldato è o dovrebbe essere una missione. Come fare il medico. Cinicamente se volete, ma l’intervento militare è un intervento per porre fine ad un situazione malata, o per alleviarla.
Magari non ci sono più le motivazioni e gli ideali che spingevano ad arruolarsi, da una parte o dall’altra del conflitto, come nella seconda guerra mondiale.
Se poi guardiamo alla religione, forse la cosa si complica ancora di più. Capisco il reclutare un musulmano come soldato semplice , ma addirittura ammetterlo all’Accademia Militare come ufficiale mi sembra per lo meno strano. Che siano cinque anni di corso o solo due, la guerra con il medio oriente era già iniziata. Il futuro Ufficiale sapeva, così come il suo comando, che sarebbe potuto finire su quel teatro di guerra…
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Nicola, però mi dici a quale livello di libertà, democrazia, fratellanza ed uguaglianza, a quale grado del raggiungimento della felicità è giunto, nonostante e a dispetto delle belle parole roboanti dell’inizio della Dichiarazione d’Indipendenza, dopo più di due secoli, un Paese, come gli USA, in cui il servizio sanitario al cittadino é adeguato e commisurato al suo ceto e censo ed è ferocemente regolato dalla legge del profitto più accanito? E’ una nazione che si è fatta grande, oltre che con il sudore di tanti suoi cittadini ed immigrati, anche con il sangue genocida ed etnocida che ha sterminato gli amerindi e le loro culture, riducendoli a sparuti gruppi di poveracci drogati ed alcolizzati. Dopodichè, mettiamo in conto anche una schiavitù abominevole sui neri, operata e continuata per tre secoli, che ha irrimediabilmente spopolato e distrutto la popolazione costiera dell’Africa equatoriale occidentale, condiamola con la discriminazione razziale che continua imperterrita e perversa negli States del Sud, tra le croci di fuoco del KKK, simbolo della mentalità WASP più becera. Purtroppo, Nicola, il calvinismo, la fede ottusa dei quaccheri e dei mormoni ed il puritanesimo più integralista, continuano a permeare la mentalità del cittadino medio USA, che sacrifica ogni cosa al Dio Dollaro del “In God we trust”, al raggiungimento ed al mantenimento forsennato del successo ad ogni costo. Se lo raggiungi e lo mantieni, allora, come predicava il grande “profeta” Calvino, Dio ti ama e ti dimostra la sua benevolenza e la premonizione del premio eterno già su questo mondo. Se invece sei debole, povero, malato, non hai la pecunia per pagarti una bella e solida assicurazione sanitaria, crepi nel marciume organico, inorganico, morale e civile; Dio, già nella tua vita terrena, ti ha escluso dagli Eletti e ti punisce del fatto di non aver raggiunto i più alti traguardi, da bravo self-made man yankee, del successo e del trionfo patrimoniale. Quel verso che hai citato è del canto II dell’Inferno, quando Dante invoca l’assistenza delle Muse e del suo ingegno e gli si raccomanda: “…qui si parrà la tua nobilitate.” Appena dopo Dio, per me,Dante.
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Gli americani, che popolo becero. Ma anche i russi, che popolo becero. Mi pare di cogliere nel mal vivere del popolo al freddo un opposto ma simile malcontento di non equilibrio, un abissale disuguaglianzaa sociale. Gli equilibri, ahinoi, non sono congeniali al genere umano. Quando si pensa che un manager anni 70 prendeva 10 volte un operaio (in Italia) e ora prende 50 volte un operaio, urlo alla disuguaglianza. Teorema: quando cadde il muro (e il sistema russo) ci convincemmo che il liberismo economico (leggi il capitalismo avanzato) fosse l’unico ordine sociale possibile. Ora pare che ci accorgiamo che quel sistema non era plausibile e anche l’America torna verso moderne forme di uguaglianza sociale (legge sulla sanità ad esempio). Ora vorrei che dal mio teorema voi dimostraste (in forma retorica) l’esattezza o l’infondatezza. Come non si dice più da anni: apriamo il dibattito.
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CHINA, detto così, a spanne, se non altro, la Russia poi divenuta URSS, non è mai stata una democrazia e non ha mai preteso di essere considerata tale, fin dai tempi del suo sorgere come Stato, più asiatico che europeo. Nel ‘17, dallo zar Nicola II erano passati allo zar Lenin e poi Stalin, ora siamo giunti a Putin, sempre con i soliti sistemi in vigore da secoli da quelle parti. In America del Nord erano emigrati perseguitati politici e religiosi e gente che, insomma, cercava la libertà, in ogni senso,che ha fondato Philadelfia, la città che ama la fratellanza. Gli americani poi si credono sempre guidati da Dio, più che dagli uomini, e pare che il loro Personal Jesus abbia ordinato loro, da più di due secoli, di portare la luce della democrazia e dell’uguaglianza, le loro particolari, però, in tutto il mondo, barbaro ed incivile,abitato da trogloditi antidemocrarici e tiranni. Ciò sempre accompagnati da eserciti armati fino ai denti, dato che ’sti cavernicoli attorno a loro si ostinavano, spesso, a non volersi piegare ai loro beneveoli voleri; e bisognava giustamente punirli! I russi, invece, quando mai hanno voluto esportare la loro rivoluzione, se non in Afghanista, dove le hanno prese di santa ragione? Certo, aiutavano con ogni mezzo i paesi satelliti ed amici del comunismo, ma soprattutto in funzione antiamericana. E non se ne giravano per tutto il globo terracqueo, convinti di portare la civiltà dovunque, in nome di quel God a stelle e strisce, che gli yankees hanno sempre in bocca:”O, my God!”, ad ogni momento.
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Grazie Franco per avermi ricordato di chi erano quelle parole.
Dunque: la materia si fa spessa. Ho un’estrema simpatia per i Nativi Americani, per la loro cultura. E per il fatto che i futuri Stati Uniti erano casa loro. Erano in genere popoli fieri, guerrieri, per lo più, tanto è vero che la maggior parte di quelli rimasti sono proprio di tribù che sapevano combattere. Combattevano anche tra di loro. Forse, senza l’intervento dell’uomo bianco e dei lunghi bastoni, la storia di quei popoli sarebbe arrivata a noi in modo diverso, ma non è detto che alcune, se non la maggior parte delle tribù, sarebbero state annientate, e con loro la loro cultura.
La tribù dell’uomo bianco, proprio perchè animata da princìpi di uguaglianza, giustizia, libertà, ha trovato giusto combattere per imporre la propria giustizia e ottenere la libertà che in patria non aveva ottenuto. A scapito, ovviamente, dei nativi. Non bastò il loro valore, non bastò il loro coraggio. Essi furono annientati, oltre che dal fuoco delle armi, dalla corruzione e dall’alcool e da altre “tradizioni” tipiche dell’uomo bianco.
Che si è dimostrato, che lo si voglia o no, il più forte. Per i neri la storia è stata anche peggio, perchè trascinati via dalla loro terra. Lì il gioco è stato anche più facile.
La storia lo insegna: contro le armi la cultura può ben poco. Per contro, si può dire che hanno portato uno sviluppo tecnologico, scientifico, sociale (sì, anche sociale) di tutto rispetto. E’ solo adesso che il modello capitalistico sta per subìre una revisione totale perchè si è scoperto che non va bene. Allora facciamo bene a pensare ai poveri nativi Americani e Africani, a ciò che è stato fatto dappertutto contro di loro e contro la Terra, con inquinamenti di ogni tipo e natura. Ma a quei tempi, i nostri avi, italiani inglesi francesi e compagnia bella, cosa hanno fatto per impedire che ci fosse questo sviluppo storico? Niente. Perchè allora era giusto così. Per molti è giusto ancora adesso.
Afghanisthan. Credete che i Russi abbiano perso perchè incapaci? O che ora non si abbiano le capacità per finire un conflitto così assurdo quanto, a mio parere, inutile? La risposta è no alla prima, sì alla seconda. Ma i sistemi da utilizzare sarebbero fuori da ogni possibilità di comprensione, per chiunque.
Frustrazione. Senso di inutilità. Scarsa considerazione. Mancanza di una guida, sia materiale che spirituale. Questo provano per primi i soldati impegnati in quei conflitti e noi, di fronte alle assurdità dei conflitti, dichiarati o meno, legittimati da regole dettate da furia omicida, quando non solo (solo?) economica.
Vogliamo parlare del Tibet? Vogliamo parlare del Kashmir?
Caro Franco, anche se fa male, ma devi ammettere che nella storia, con rare eccezioni che io non ricordo, ha sempre vinto il più forte. E con lui la sua regola.
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mmmmhhhhh il mio teorema era basato non sugli interventi militari (dimenticando alcuni interventucoli della Russia sugli stati che sono usciti dal loro “dominio”), ma sulla giustizia e sui modelli sociali del dopo guerra fredda (dal dopo la caduta del muro, per delimitare la tempistica). In particolare sostengo nella tesi che l’equilibrio rimbalza tra gli eccessi. Questo non per necessità sociologiche o storiche, ma per capire quello che succede o succederà in Italia e qua da noi, visto che importiamo i modelli americani in ritardo. Cosa ci aspetta, in conseguenza, è interpretabile da quello che succede oraa in altri lochi. O no ?
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Nicola, quanto mi hai scritto mi ha riportato alla mente con quale entusiamso ed ammirazione, al Classico, ci facevano tradurre il De bello gallico e facevano apologie e panegirici di Alessandro Magno, Carlo Magno e Napoleone, tanto per citare alcuni condottieri considerati luminosi esemoi da seguire e benefattori dell’umanità. Cesare ha estinto intiere tribù celtiche, Alessandro non ha fatto che massacrare nemici per anni, Carlo era un rozzo talebano paracristiano paganoide, Napoleone ha contribuito validamente a ridurre la demografia europea. Che poi, anche nelle epoche più recenti, ci siano state ricadute positive dopo ogni guerra, non toglie che, come dici tu, andiamo avanti a stragi di Stato, omicidii seriali, killeraggi etnici, etnocidii programmati con cura.Hitler è stato la coscienza sporca dell’Europa e del mondo, ha osato là dove altri, per ipocrisia, non erano ancora entrati a piè pari, sempre abilmente celando le loro malefatte. Ho letto che i Belgi, in Congo, hanno fatto fuori 10 milioni di indigeni, diettamente od indirettamente, tra morti ammazzati, di fame, di sete, di stenti, di soprusi nelle piantagioni da loro controllate.
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Per me il vostro è stato un dibattito tra wafer mal mascherati. Anche da noi in caserma ce ne sono tanti. Ma perché fingete che vi importi del mondo, quando non fate altro che bla bla su di voi? Mi auguro che l’editore torni a un sito senza post, cioè senza parassiti. Abbiamo bisogno di certezza, mica di chiacchiere.
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Renato, ti voglio bene come se fossi normale. Normale come coloro che cercano la verità sul Giornale o sull’Unità. L’editore certo gode che ci sia gente che cerca le verità confrontandosi col vissuto e non coi giornali.
Pace e bene.
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CHINA, brutto parassita,la smetti di forarmi l’epidermide col tuo pungiglione succhiasangue, che è mezz’ora che mi gratto dappertutto? Tra te, Nicola, Wafer &co., son tutto una bollicina rossa! Adesso spero solo che l’editore mi dia un po’ di Autan spray, e non Raid per tutti quanti.
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Eh…certo che in cinque o sei siamo stati capaci di creare un bel casino (confusione). Ma almeno ci siamo confrontati. Non è forse questo il senso di questo forum? Altrimenti sarebbe una sorta di monologo periodico, senza possibilità di contradditorio.
Renato B., mi piacerebbe sapere a quale intervento ti sei fermato, perchè la fase “io” “tu” è stata superata. Forse si poteva evitare, forse no. Ma adesso -salvo tirata d’orecchi del Direttore- mi sembra che si vada via bene…
Parli di caserma? Bene, porti una divisa. Dàcci il tuo punto di vista. Quali sono le certezze che cerchi? Sei sicuro che Nave Corsara sia stata creata per questo?
Parassiti a chi? E perchè?
Suvvia, siamo qui per discutere, non per organizzare l’attacco decisivo a suon di bombe a mano.
A parte che io non ho ancora identificato il GRANDE NEMICO DEL BENE GLOBALE, per cui, non identificandolo, rischierei di sparare alla carlona.
E poi vogliamo lasciare Wafer in pace dove sta, una buona volta? Vabbè vah…
Ciao Franco.
Mi sembra che alla fine mi dài ragione, sul discorso del più forte e sull’uso delle armi. E poi ci sono quelle non convenzionali. Ci sono altri sistemi più subdoli e forse anche più efficaci… E non li usano gli eserciti.
Valori come Disciplina, Onore, Dignità, Rispetto, Senso di appartenenza, Spirito di sacrificio, Solidarietà, Cameratismo, Onestà, Correttezza, Coerenza, sembra che non facciano più parte dell’ambiente militare. Di nessun ambiente. Sembra che uno strano morbo abbia colpito in profondità. C’è una mutazione genetica in atto, e colpisce dentro e fuori dagli eserciti, anzi gli eserciti non sono che gli specchi di ciò che succede all’esterno.
Per CHINA. Noi italiani abbiamo dimenticato di essere tali perchè l’erba del vicino, da che ho cognizione, è sempre stata più verde. Salvo nelle situazioni critiche, dove l’italiano riscopre un’innata capacità di cavarsela da solo, tipicamente egoistica. Il male ha colpito anche noi, e ha tolto ai più la capacità di una visione di Paese, Stato, Nazione. O Patria, per me.
La mia risposta quindi è: ci arrangeremo, ancora una volta. A caro prezzo, stavolta. Qualcuno si volterà indietro e dirà: ce l’abbiamo fatta. E i molti che ci han lasciato tutto? Beh, ci penseranno le associazioni umanitarie e le onlus…
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