Chi politica e chi no, le macerazioni di un blogger

Pubblicato da Redazione il 7 novembre 2009 in Politica |

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Il punto è che gli onesti non riescono più a trovare corridoi puliti per arrivare alle stanze della politica onesta.

Usiamo immagini facili. I normali iter sono simili a percorsi minati. Prima o poi salti. Sono tunnel oscuri pieni di escrementi, prima o poi ne pesti uno e scivoli nei liquami della fogna.

Ci finisci dentro anche se ti eri messo le scarpe chiodate. Gli altri sono lì per darti una spinta, non per allungarti una mano. Parlo sempre della politica.

Le pagine dei giornali sono lì a ricordartelo tutti i giorni. Non basta essere innocenti. Vedi Marrazzo. Colpevole di nulla, pagherà per tutti. Soprattutto per la sua ingenuità di dilettante prestato alla politica.

Non c’è salvezza nella politica. Eppure ci sono ancora illusi, persone gonfie di autostima, sedicenti puri che si gettano allo sbaraglio. Finiscono martiri che non saranno mai fatti santi. Peccano di superbia. Credono di irradiare virtù salvifiche. Credono che basti il loro arrivo a risanare il marcio e a fare arretrare i malandrini che si coprono gli occhi colpiti da improvvisa e invincibile luce. Hanno visto troppi cartoni animati. Troppa iconografia cattolica post-tridentina. Troppi film con i buoni e cattivi. Quelli in cui più la redenzione è tribolata più è meritata.

La politica non è un film, non è il Sangue del Sacro Cuore Versato dal Salvatore. Non è una favola mistica. È sangue e merda. Eppure continuano ad affluire questi che sperano di renderla più appetibile con una cucchiaiata di zucchero (e mescolare bene).

Se non è nella politica, cioè nella difficile arte di convivere e di decidere insieme il proprio destino, dove sta la soluzione dei nostri mali piccoli e grandi?

Nella religione? Nell’ascesi spirituale? Nell’arte? Nel cinema di Bergman? Nella letteratura? Nelle droghe, vuoi leggere vuoi pesanti? Ancor meno. Altrettante esperienze ci dicono che tutte queste vie, possono aiutare i singoli a darsi una spinta quotidiana, una ragione per alzarsi dal letto, ma non forniscono all’umanità una formula per trovare un capo o una coda alla propria esistenza.

La salvezza è nella stupidità, che altri chiamano credulità.

Decidi a chi e a che cosa vuoi credere e poi gli credi. Sempre e comunque. Qualunque sia il messaggio che ti manda. Mai un dubbio, mai un’obiezione.

Un milione di posti di lavoro? Gli credo, lo voto.

Porteremo la pace e la democrazia in Iraq e Afghanistan? Vi crediamo, siamo con voi.

Ha ucciso tredici persone dopo essersi vestito alla maniera dei suoi antenati palestinesi e aver distribuito i suoi averi ai vicini? Un raptus di follia. Mi hai convinto, deve essere andata proprio così.

Critichi la giunta di Fidenza? Sei di sinistra. Non la critichi? Sei di destra.

Siamo caduti in basso, eh? Dai massimi sistemi e problemi mondiali siamo finiti alla coda di topo delle nostre piccinerie di campanile. Così va il mondo.

Così è la politica. Sempre cieca. Sempre in malafede. Sempre becera. Qualsiasi altra soluzione alternativa è una buona soluzione. Anche un blog. Purché non sia un blog becero che rovista nella spazzatura della politica.

Ho fatto lo sburlone, sbürlòn in dialetto, liquore casalingo tradizionale alla stregua del nocino e del bargnolino. Adesso è, come a me, a macerare. Lo travaso per l’Epifania. Pure questa è una strada. Stretta e piccola. Sconsigliata agli astemi e ai maratoneti da boulevard.

Narciso Putiferio

Mi viene in mente ora che dovreste leggervi un bellissimo articolo di Piero Citati, pubblicato da Repubblica e intitolato «Parlando di Flaubert per dimenticare la politica». Deve avermi guidato, senza che me ne rendessi conto. Alla fin fine, siamo tutti figli di un pensiero altrui. Ecco qualcosa cui abbandonarsi: la catena contagiosa del pensare e del dubitare.

 

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10 Commenti

  • avatar Ambrogio scrive:

    Se la mia ricetta per lo sbürlòn coincidesse con la tua potremmo essere d’accordo su tutto. Ma sicuramente le ricette sono diverse.
    Passando invece alle amenità, alla politica, posso condividere ogni diagnosi ed eccepire sulle conclusioni, ma se ti avvicini alla politica come fosse il “gratta e vinci” potresti anche divertirti, a perdere beninteso.

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  • avatar giuliana scrive:

    Saremmo dunque senza speranza?

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  • avatar fb scrive:

    Narciso,ma ancor più pericoloso che non il criticare le giunte di destra o di sinistra del Borgo, è il permettersi, nel corso di un’amabile discussione, di criticare le gerarchie ecclesiaisticche in toto, dal curatolo di Besozzola o di Iggio al Pontifex Maximus, per il loro modus operandi circa la gestione della cosa religiosa. Vedi subito comparire, sul viso degli attenti o disattenti ascoltatori ed interlocutori, un espressione compunta di sdegno, una smorfia di cruccio, una piega amara di disapprovazione. Ti si fa il vuoto d’attorno; vade retro, Satana! C’è gente che cava, dal marsupio della Spalding o dalla borsetta di Prada, un mini-aspersorio e ti spruzza addosso subito acquasanta, che si fa il segno della croce, si gira sui tacchi e s’allontana veloce dalla tua persona, appestata da un virus ben più maligno della H1N1. Costoro stringono le labbruzze a culo di gallina, chinano il capino e poi, il giorno dopo, raccontano ogni cosa al parroco di riferimento; e quando oserai tentare di varcare la soglia di un tempio sacro, le guardie svizzere parrochiali ti impediranno l’ingresso, incrociando le alabarde. Salviamo dagli eretici, apostati e transfughi le radici cristiane del Parmense! Timeo sacerdotes et crucem ferentes! Questo, del resto, lo pensavano anche tutti quei poveracci, cristiani, musulmani ed abrei, massacrati dai militi rosso-crociati nel corso delle varie spedizioni, sedicenti Crociate.

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  • avatar Narciso Putiferio scrive:

    Non so lei. Ognuno valuti le proprie riserve. Esaurite le speranze, che mantengono comunque un minimo di aderenza con il mondo del possibile, si può dare la stura alle illusioni, ai sogni ad occhi aperti, alle allucinazioni, agli inganni dei sensi, ai miraggi, alle apparenze, alle utopie, ai trompe-l’oeil, alle fate morgane, agli abbagli, ai fuochi fatui… Insomma, attingendo attingendo, si può arrivare fin dove ci sarà concesso di arrivare. Le ripeto, non so lei.

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  • avatar Villiam Vernazza scrive:

    Caro Ivano, ispirato da Citati o no, scrivi comunque da dio! a anche di viaggi, se non sbaglio. E allora il dirigersi alla Politica non si gusta di più se la meta non è l’arrivo ma il viaggio in sè? Poi uno su mille ce la fa, si sa, (mi viene il paragone degli spermatozoi ma non vorrei urtare suscettibilità). Vuoi mettere il provarci e metterci del tuo, con onestà e dignità, s’intende? Quindi speranza ce n’è, anzi, come v’è certezza che non esisterebbe un Citati non ci fossimo noi tanti (escluso te, of course) dilettanti della scrittura, chi conscio, chi meno, dei propri limiti ma ognuno che porta qualcosa. Per cosa, chissà? ma ogni tanto succede.

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  • avatar Zoe scrive:

    Certi articoli sono una trappola.
    Non vorresti rispondere, ma poi non puoi farne a meno.
    Questo è il caso, per me.
    Sarà per quella catena contagiosa del pensare.
    La politica non è di per sé né sporca né pulita più di quanto lo sia qualsiasi altra attività umana.
    Diresti che la famiglia o il matrimonio siano cose sporche?
    Eppure…quanta violenza è nascosta in tante famiglie, quanti rapporti falsi, quanti tradimenti, quanti rapporti basati sulla convenienza, prostituzione non dissimile da quella pagata…
    Diresti quindi che la famiglia è una cosa brutta e spregevole?
    Il commercio le attività economiche, sono indispensabili in una società che non si basa sulla pura sussistenza, e quindi sono utili… eppure quanto c’è anche in esse di imbroglio, di prevaricazione, di abuso?
    Per questo le consideri da buttare?
    La religione, intesa come aspirazione a qualcosa che va oltre il terreno, oltre l’umano, è aspirazione dell’umanità fin dai suoi albori… Ma quanta ignoranza copre, quanto abuso dell’ignoranza a fini di potere?
    Diresti che la religione è sporca?
    La politica, quindi. Né sporca né pulita.
    Sono gli uomini che la fanno, con le loro debolezze, i loro punti oscuri, le loro meschinità, ma per fortuna anche con la loro intelligenza e passione.
    La politica è come ciascuno di noi, come tutti noi.
    Rifiutare la politica è possibile solo se si sceglie di rifugiarsi in un eremo, lontano da tutti.
    Ma anche Tiziano Terzani, quando scelse di farlo, aveva conosciuto e fatto prima tanta politica, e solo dopo, solo nel momento quasi finale della vita volle essere solo.
    La politica è semplicemente avere pensieri, idee, convincimenti, sogni, che riguardano l’uomo e la sua vita con gli altri uomini.
    Poi c’è chi la pratica ogni giorno come lavoro e chi non lo fa ma a quelle idee continua a fare riferimento.
    Quando vado a una manifestazione della CGIL e mi trovo in mezzo a centinaia di migliaia di persone, mi sento unita a loro perchè vedo che i loro occhi brillano per gli stessi pensieri e sentimenti che scaldano il mio cuore. Questa per me è politica.
    Quando pochi giorni fa centinaia di migliaia di persone sono andate a votare per le primarie del pd, ci sono andata anch’io, che pure non faccio parte di alcun partito, ed ho votato Bersani, perché a me come a molti altri è sembrato l’espressione di una politica possibile, che faccia fare qualche passo avanti ad alcune idee che credo giuste.
    Così ci sono andata, anche se nella sede del pd ho incontrato poche persone di cui mi fido e alcune con cui non vorrei aver niente a che fare.
    Non si tratta di essere ciechi e di mettere il cervello all’ammasso.
    Si tratta di sapere, istintivamente, e di sentire anche, che ci sono alcune cose che accomunano tutte quelle persone nella piazza della cgil, e anche gran parte di quelle persone in fila davanti al pd.
    E sono le cose importanti.
    Le cose che uniscono con alcuni e che dividono da altri.
    Esserci a volte è solo una testimonianza. Perché non c’è il tempo e forse neppure la voglia di fare di più.
    Poi magari coloro che sono mandati ad amministrare (che della politica è solo una parte, e forse neppure la principale) non si limitano a sporcarsi un po’ le scarpe, che è inevitabile quando esci di casa, ma proprio si impiastricciano di fango dalla testa ai piedi.
    Allora altri dovrebbero farsi avanti.
    E in realtà questo accade. Altri si fanno avanti.
    Né migliori né peggiori per definizione.
    Si va avanti.
    Inutile rifarsi a modelli del passato.
    Però la politica rimane necessaria, lo dice anche Fruttero nell’articolo di Repubblica che meriterebbe una riflessione a sé (ma la rimando ad un momento meno assonnato).
    Ciao Narciso, salutami Arturo.
    Zoe

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  • avatar Narciso Putiferio scrive:

    È da una vita che non vedo Arturo. Da quando non fate più coppia fissa si è messo con un trans. E sai chi? Superbone, sì quel rincoglionito di Superbon de’ Superboni. Te lo ricordi, abitava con una terribile zia? Hai proprio ragione, anche i sessi sono sporchi. Non sono più quelli di una volta. Io però me ne sto sempre con Piccola Eva. Sarò normale?

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  • avatar Narciso Putiferio scrive:

    Cara Zoe,

    non scrivere a notte fonda. Il sonno nuoce al ragionamento e rende meno lucida la visione delle cose. Che tutto sia un po’ marcio, un po’ sporco, un po’ puzzolente, lo sappiamo bene da quando abbiamo lasciato l’età dell’innocenza. Per dirla con un luogo comune, hai fatto di tutte le erbe un fascio. È vero che dalla mescolanza e macerazione di tante erbe si ricavano ottimi amari come il Centerbe, però bisognerebbe sforzarsi di dedicarsi a un argomento alla volta, Se no, ci si perde e si finisce per concludere con un’altra bella frase fatta: la perfezione non è di questo mondo.
    Ti propongo, perciò, di attenerti alla specificità della politica. A quella sporcizia. Non ad altre. Il mio ragionamento è molto semplice: nella gestione del potere la sporcizia, cioè i colpi bassi, le doppie e triple verità, le ragioni di partito e tutto ciò che i politici italiani, per giustificarsi e farsi belli, addebitano al Machiavelli (quanti hanno letto «Il Principe»?), questa mancanza di igiene, dicevo, nel mondo della politica è fisiologica. Non ci stupisce. Ci sono periodi storici, però, e converrai che il presente è uno di quelli, e converrai pure che dura da troppo tempo, in cui l’immondizia tracima e sommerge la parte pulita. Ci siamo? L’esperienza ci dice (orrore!) che anche la parte che si presumeva linda e inattaccabile è stata infettata. E gli anticorpi sono stati a loro volta annichiliti. Se sei un’attenta osservatrice della cronaca, non avrai difficoltà a dare nomi, cognomi e sigle a queste metafore.
    Di fronte a tutto questo si possono avere diverse reazioni: ci si può strappare i capelli, si può esporre il cartellino del proprio prezzo, si può ficcare la testa nella sabbia (salvo scoprire che è merda, come in un’altra vignetta di Altan), si disseminano trappole, si può fare lo sburlone, si può fare i burloni, si può aspettare il messia. Io mi affido a queste ultime tre soluzioni. Sia chiaro che il messia non è da confondersi con l’uomo della provvidenza: i nostri genitori ne hanno sperimentato uno di tipo A e noi ne stiamo subendo un altro di una specie molto più raffinata. No, il messia è l’evento imprevedibile, suelle prime irriconoscibile, è la Grande Spallata. Mi ero illuso che fosse arrivata nei primi anni Novanta con Mani Pulite, ma il terremoto è terminato prima del dovuto e la terra si è richiusa dopo aver inghiottito una manciata di colpevoli e non tutti di prima fila. La seconda Repubblica continua l’andazzo della prima.
    Il fascismo non è stato fatto fuori dai partigiani, è crollato grazie alla Grande Spallata di una guerra persa. Senza quella disfatta, sarebbe continuato a lungo. Fino agli anni Sessanta e Settanta, probabilmente, come il franchismo. Perché certi fenomeni storici si esauriscano, perché ne comincino altri ci vuol ben di più della mia o della tua buona volontà. Non basta andare a votare per le primarie e ritrovarsi solidali con altri votanti che, poi, ammetti, non ti piacciono più di tanto. Non sopravvalutarti. Non siamo noi a decidere le sorti del mondo. Possiamo tutt’al più dare una mano alla Grande Spallata, ammesso che sappiamo riconoscerla. O cavalcare l’onda, quando arriverà la Grande Mareggiata. Come in «Un mercoledì da leoni».
    Ho la tavola da surf fuori dalla porta. Tengo d’occhio l’oceano. Ci vuole un attimo a indossare la muta. Spero che le gambe tengano. Intanto faccio un largo uso delle dita. Ma anche quelle si stanno anchilosando. Però le primarie, che soddisfazione, gliele abbiamo cantate chiare, eh?
    (…)
    A chi?

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  • avatar sciacallo scrive:

    Va bene, ma io confuto con una frase tratta da “Eroe per caso”. Parole forse non esatte, ma il senso è questo:
    “vedi figliolo, il mondo è fatto di stronzate, migliaia di stronzate stratificate una sopra l’altra, noi possiamo solo decidere a che livello di stronzate appartenere, capito figliolo?”
    R. “veramente no, papà”
    “va beh, lascia perdere.

    Io, vittima designata (leggi dipendente pubblico) di quella politica di cui parli sopravvivo perchè ritengo di essere superiore a questi ducetti. Si tengano i loro dei (denaro e potere), ma poi chi lo dice che comandare è meglio che fottere? Io compatisco le loro miserie e tiro avanti. Forse narciso sono io… Ma quando mi permetto il lusso di dire quello che penso sto da dio, e qualunque cosa accada; “il lavoro rende liberi” e io un lavoro comunque lo trovo. E infine per come la vedo io cerco di guadagnare il pane come dipendente pubblico perchè lo stipendio me lo da’ il popolo italiano, e nessun altro.
    Ah, intanto che piove ci schiaffo pure De Andrè; “e mai che mi sia venuto in mente di essere più ubriaco di voi, di essere molto più ubriaco di voi”.
    Mario Mantovani

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  • avatar sciacallo scrive:

    La primarie sono truccate, con le liste chiuse, come la legge elettorale “porcata”, purtuttavia sono il segno che qualcosa di somigliante ad una opinione pubblica c’è. E se c’è vigila e qualcuno prima o poi ci dovrà fare i conti.
    Va beh, io non ho tavole da surf e m’attacco alle primarie….

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