E se l’aldilà fosse meglio dell’al di qua?
ALLA REDAZIONE DELLA NAVE E AI LETTORI, PER SDRAMMATIZZARE UN PO’
Giuliana Cenci
Tag:2 Novembre, Ricorrenze
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Come ci insegna la Gazzetta da tempo, si deve pur morire perchè noi stessi e gli altri possiamo appurare il nostro giusto valore. Scriveva Alfieri,infatti: “Uom, se’ tu grande o vil? Muori e il saprai!” E non esiste poi nessuna morte naturale,si tratta sempre di un assassinio o di un suicidio, con i quali usciamo di scena da uno spettacolo che, per lungo o breve tempo, ci ha fatto trepidare e ci ha persino appassionato, anche se non ci accorgiamo mai che moriamo senza aver veramente vissuto, sempre a metà dell’opera e con tante cose ancora da terminare. Inoltre, noi pensiamo sempre che siano gli altri a morire; siccome noi non siamo gli altri, non moriremo mai. “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, citava Pavese, gli occhi dei cattivi soprattutto, che muoiono sempre più tardi dei buoni. La morte è la faccia oscura della luna, per cui non ci pensiamo che raramente: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Tutti gli “astronauti” partiti in silenzio per andarne ad esplorare le lontane, grigie lande e gli oscuri confini, non hanno mai fatto ritorno per stenderne relazioni. Come diceva Ungaretti, e forse aveva anche ragione, “La morte\si sconta\vivendo.”
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