I maialini dell’influenza suina

Sul fianco della scrofa: «Panico da influenza suina». I porcellini che succhiano e ingrassano portano i nomi delle grandi multinazionali dell’industria farmaceutica.
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SOTTO TIRO
I LIBERI MURATORI DEL PDL
«A Modena, in vista del congresso, in poche settimane sono arrivati 3200 nuovi iscritti, possibile che Modena così ne abbia quasi 6000 e Bologna solo 4500? Logico che sia andata a spulciare. Eb-bene, ben 600 tessere, cioè il 20% del pacchetto arrivato all’ultimo momento appartengono a persone provenienti da alcune zone della Campania e della Calabria ad alta caratterizzazione mafiosa. Prendiamo il caso del comune di San Cesario, dove conosciamo bene chi sono i nostri elettori. Come è possibile che di colpo gli iscritti al Pdl siano raddoppiati? Gente mai vista a un convegno, a una manifestazione, a un’elezione. E guarda caso tutti i tesserati provengono dalla stessa zona d’Italia (...) Non è un segreto che la provincia di Modena sia un territorio di grande interesse per alcuni dei principali clan camorristici, specie quelli con interessi legati al business dell’edilizia. (…) Sì, ho denunciato al segretario il rischio di infiltrazioni della camorra nel Pdl di Modena». (Isabella Bertolini, deputata del Pdl, da un articolo di Italia Oggi del 10 febbraio 2012)Cerca
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Le grandi industrie farmaceutiche hanno approfittato del panico causato dai primi casi quando il virus sembrava molto più pericoloso di quanto fosse in realtà. Quotidianamente i telegiornali non ci fanno mancare interi servizi sull’argomento e creano ad arte notizie che tali non sono, proprio perché, mentre da una parte le industrie farmaceutiche premono per vendere le enormi quantità di dosi di vaccino prodotte, dall’altra gli stessi medici sono molto perplessi sull’opportunità di ricorrere essi stessi alla vaccinazione. Se i medici non danno il buon esempio, come possono pensare di convincere i pazienti sulla completa innocuità, soprattutto nel lungo termine, di tale nuovo vaccino? E’ su questo punto, a mio parere, che sta il nocciolo del problema.
Oltre le multinazionali, ci sono stati altri che hanno esultato all’apparire e diffondersi del virus.
Approfittando dei primi momenti di panico e soprattutto del termine “suina” con il quale è stata denominata all’inizio tale forma influenzale, hanno pensato di risolvere il problema a modo loro e di estirparlo alla radice.
Secondo l’ideologia islamica il maiale è considerato un animale impuro, ma chi non è musulmano, e magari cristiano, alleva tale animale come fonte di carne per il proprio sostentamento. In Italia, per fortuna, dovremmo avere una legislazione che riconosce agli animali, oltre che agli uomini, il diritto alla non sofferenza. Gli animali, che piangono disperati quando sentono che la morte si avvicina, vengono preventivamente anestetizzati. E questo è stato un grande passo avanti che la nostra civiltà, che oggi è tanto di moda disprezzare, ha compiuto.
In Egitto, paese tra quelli simbolo della “civiltà’” islamica, hanno pensato di approfittare dell’occasione per uccidere tutti i maialini esistenti (naturalmente appartenenti ai non musulmani). Li hanno caricati su dei camion utilizzando delle ruspe, poi li hanno sterminati, ancora vivi, con la calce viva.
Il video è su youtube: “Mass graves for Egypt’s pigs” (sepolture di massa per i maiali egiziani)
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Giuliana,secondo me, ne hanno sepolti alcuni soltanto, gli altri se li sono pappati loro, facendoli passare per carne lecita secondo il Corano. In prima fila c’erano emigrati, tornati in visita al loro paese d’origine, provenienti da Langhirano, Zibello e San Secondo.
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