Cantini e Bernazzoli al Fidenza Village, sommi sacerdoti o pueri cantores?

Pubblicato da Redazione il 29 ottobre 2009 in Costume, Fidenza territorio comunale, Satira |

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Secondo voi, questa qui è gente venuta a Fidenza per vedere il duomo? 

 

«Oltre alle gambe c’è di più» squittiva Jo Squillo nei liquefatti Anni Novanta. Chi pensava il culo, chi le tette, pochi il cervello.

«Bisogna convincere tutte queste persone (i tre milioni di visitatori del Fidenza Village, ndr), potenziali turisti, del fatto che c’è qualcosa oltre lo shopping», ha gorgheggiato a sua volta il sindaco Mario Cantini nel suo ultimo cantagiro all’outlet (ormai gli amministratori è più facile trovarli lì che in municipio). Era domenica 25 ottobre.

«La nostra zona ha tanto da offrire. Abbiamo i castelli, il romanico, la gastronomia, Verdi, Guareschi, le terme, la via francigena…». Sì, la spongata, il culatello, Biagio Pelacani, la valle dei sapori, gli asini che volano… Quante volte abbiamo sentito ‘sta litania dalla buon’anima di Paolo Antonini tra gli sberleffi di Tanzi e accoliti che ora reggono il piviale a Cantini?

Pensavamo allora: magari fosse vero. Ripensiamo oggi: magari. Ma conosciamo i nostri polli, nella fattispecie i pollastroni da outlet, cui null’altro interessa se non arraffare griffe a man bassa, concludere affari o supposti tali, gioirne e tornare a casa con il bottino nel baule dell’auto. Chi fa cento e più chilometri con queste mire, non ne fa uno in più, neanche per andare «Dai Sibani» a Chiusa Ferranda, tant’è che l’ottima trattoria ha una succursale all’outlet.

Non so se Cantini sia mai andato all’Ikea di Milano, prima che si insediasse a Parma. Qualora gli fosse capitato, ci dica se gli è mai passato per la testa, mentre era nei paraggi, di fare una capatina a Brera o tra le guglie del duomo per vedere la Madunina. No, eh?

 

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Questi qui credevano che il duomo fosse quello alle loro spalle. Sono entrati, si sono meravigliati di non trovare l’acquasantiera, ma si sono subito distratti quando la commessa ha loro chiesto «posso esservi utile?». Sì, è stata loro molto utile e hanno trovato anche lì dei capini mica male. 

 

I sindaci di Fidenza, di qualunque colore essi siano, si rassegnino a fare i sindaci di Fidenza, non del Fidenza Village, che è un territorio autonomo, un’enclave con propri sovrani (i manager) e proprie leggi (quelle di mercato).

Domenica 25, a celebrare messa nella cattedrale dello shopping firmato, oltre all’arciprete Cantini, c’era monsignor Vincenzo Bernazzoli. «Bisogna fare sistema con gli altri comuni per promuovere le nostre eccellenze», ha intonato il primo. «Il problema più grosso è che le nostre sono tutte realtà bellissime e, quindi, poco conosciute», gli ha fatto da controcanto il secondo. Con picchi in cui l’assolo sfiorava la stecca: «Abbiamo la possibilità di entrare in contatto con visitatori provenienti da tutto il mondo». Soltanto? E perché non da altri mondi, da altre galassie, dalla quarta dimensione, dai confini della realtà? Bisognerà dare mandato a Gilioli di studiare un parcheggio per astronavi.

Bisogna fare sistema si ripetevano i due, mentre si liberavano dei paramenti sacerdotali.

Quando li sentiamo tutti, di destra e di sinistra, preti di campagna e arcivescovi con il doppio mento, ripetere ossessivamente e quotidianamente questo mantra, il pensiero va difilato ai nostri ricordi di chierichetti preconciliari. Quando, insieme alla devota plebe, ripetevamo formule di cui non capivamo un’acca. Dominus vobiscum, diceva l’officiante. E noi: Et cum spiritu tuo. Però capivamo benissimo l’Ite missa est. Voleva dire: «Andate l’offerta è stata spedita», ma noi l’interpretavamo, come i padri postconciliari: «Andate, la messa è finita». Era il congedo, la liberazione, cui rispondevamo coralmente con un «Deo gratias» che ci sgorgava dal cuore e dallo stomaco vuoto.

Le messe ampollose dei nostri amministratori, invece, non hanno mai fine. Miserere nostri, Domine, miserere nostri. Signore, abbi pietà di noi e di loro.

Signori sindaci, signori presidenti, abbiate pietà di noi e soprattutto entrate pure voi nel mondo postconciliare della messa senza latino. Amen, anzi così sia.

 (Mara Meo)


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A questa signora très chic fanno così male i piedi che è convinta di avere compiuto l’intero percorso della via francigena in un solo pomeriggio. «Mai più», ha giurato, «la volta prossima solo shopping». 


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4 Commenti

  • avatar Capitano Achab scrive:

    Historia magistra vitae :

    Praga anni : 1419; 1618; 1948….

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  • avatar fb scrive:

    Non posso che essere d’accordo con Mara Meo.Vedo che pure lei ha una simpatia folle per quel luogo di perverso sperpero consumistico da parte di orde e mandrie di borghesucci d’ogni livello, pseudoproletari in via d’estinzione, con trend accentuato sulla via di Damasco dell’imborghesimento più becero. Io li definisco “il popolo dei vorrei-ma-non-posso”, dei coatti della griffe ad ogni costo. A volte mi capita di doverci accompagnare, obtorto collo e con sussegueete rigonfiamento patologico delle gonadi, amici e conoscenti. Mi sento addosso un disagio, un prurito epidermico, un’allergìa cutanea, divento improvvisamente un “coglione” comunista, per dirla alla Berlusconi, ma di quelli da Rivoluzione maoista, vorrei essere armato di lanciafiamme per annichilire cose e persone in quel loco. Tutti negozi di roba che ha il solo pregio della griffe, dalle mutande agli assorbenti alla carta igienica, dai calzini al cappellino da scemo patentato, da calzare con visiera sulla nuca. Fra l’altro, l’architettonica dell’Outlet deve essere stata ideata e realizzata da specialisti in cimiteri, loculi, cappelle mortuarie e simili, data la somiglianza sorprendente, specie da lungi, con quella cinta muraria in giallino cadaverico, le entrate con cancelloni, le guglie che paiono quelle delle cappelle cimiteriali. Oltre al Duomo ed al palazzo comunale,proporrei, ai turisti outlettiani, la visita dei Terragli, dei tunnels in zona stazione ferroviaria, delle rotonde, della fontana-abbeveratoio di piazza Garibaldi e degli ultimi negozii di arcaica e vetusta fondazione ed origine, quelli di Negrotti e di Magnani, del distributore di acqua gratuita e della mucca sulla strada per Tabiano.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Non sono molto d’accordo. Mi sembra un ragionamento privo di logica. 3 milioni di visitatori non sono pochi. Se solo l’uno % venisse oltre che per le compere anche per fare un giro nelle terre verdiane, sono 30000 presenze in più.
    Inoltre mi sembra che Cantini e Bernazzoli fossero all’outlet per l’inaugurazione di un punto di informazione turistica dove sarà possibile per il cliente di fretta, prenotare una visita nelle terre verdiane.
    Certo ci vorrà poi l’azione degli imprenditori del settore.

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  • avatar Francesco scrive:

    Per il rivoluzionario maoista: chi è causa del suo mal pianga se stesso!

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