Pulizia etnica elvetica, stop ai minareti

In Svizzera, la destra populista e xenofoba prosegue la sua campagna contro la costruzione di moschee, la cui proibizione sarà sottoposto a voto popolare il 29 novembre.Il Comitato per i diritti dell’Uomo dell’Onu è preoccupato per questo referendum e per la campagna contrassegnata da «inquietanti manifesti», come questo affisso a Zurigo.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Tra un referendum popolare e il termine “pulizia etnica elvetica” credo ci sia ancora una abissale differenza…
Il cosiddetto “comitato per i diritti dell’uomo” all’onu dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni altrove, dove anche solamente la parola Uomo non ha alcun valore.
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I zurighesi sono considierati dalla nazione di lingua e cultura tedesca come lo zoccolo duro delle loro qualità più negative, ad inziare dal razzismo e dalla xenofobìa più bestiale; mi ricprdo del caso, negli anni ’60 o ’70, di quell’italiano scaraventato fuori, a Zurigo appunto, da un bar, dopo una sana razione di botte, e lì lasciato tutta notte a morire assiderato. Solo in Svizzera i lavoratori stranieri, in quegli anni, erano rinnchius in campi simili a Lager, con coprifuoco dalle 21 in avanti. Dentro c’erano bar, cinema, spacci di generi varii, dimodochè tutto quanto i lavoratori spendevano tornava nelle tasche delle ditte in cui lavoravano. Nell’80 andai per 20 giorni in vacanza nei pressi di Bellinzona. Anche gli svizzeri italiani sono simpatici con i forestieri come un cazzotto in un occhio. Un operaio siciliano si era distrutto il cuore per il lavoro da schiavo cui lo avevano sottoposto; abitava in un quartiere-dormitorio di Bellinzona, ocupato solo da italiani, dove vigeva un regolamento di condominio alto come un dizionario, in cui erano minuziosamente elencati orarii ed azioni lecite, da rispettare rigorosamente, pena lo sfratto immediato. Due coniugi medici di Lucerna mi confessarono che la Svizzera era, perloro, solo una gabbia dorata; siccome avevano idee socialisto -non comuniste, per carità di Dio!- erano costantemente tenuti d’occhio nei loro spostamenti e dovevano badare bene a quel che facevano e dicevano, se volevano continuare nell’esercizio della lo professione. Quando tornai in Italia, mi scrissero che avevano poi chiesto loro chi ero e che facevo in Svizzera, di che cosa avevamo parlato e li rimporoverarono per avermi fornito gratuitamente alcuni farmaci. Addirittura mi spedirono la richiesta di pagamento dei medesimi; li mandai elegantemente a cag…per telefono. Per la miseria, ma altro che KGB e STASI!
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tutte palle!
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Ho 50 anni, abito in Ticino a ridosso del confine con l’Italia. Sono di origine svizzero-tedesca, mi considero cittadino di mondo e, per farla breve, sono di sinistra. Non sono quindi d’accordo con questa campagna né con le discriminazioni in genere, ma volete sapere una cosa? La Svizzera è molto più civile e tollerante con gli stranieri, immigrati, richiedenti l’asilo, ecc. dell’Italia. Metto la mano sul fuoco. Lo sapete che un immigrato in Svizzera sta molto meglio di un cittadino poco abbiente in Italia? Venite a vedere se qui le cose non funzionano. Pur essendo un cittadino di mondo che ama l’Italia, mi permetto di usare questa espressione tradotta dal dialetto svizzero-tedesco: “Ramazzate prima davanti alla vostra porta”. Cacchio, avete in casa un presidente fascista che asseconda la mafia e vi permettete di giudicare (senza capirne assolutamente la mentalità… ragazzi, senza voler generalizzare la vedo l’ottusità e la scemenza dei ridicoli italiani che arrivano qua a fare shopping la domenica). Conclusione: bando alle ciance!
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Hai ragione, Pedro, gli svizzeri, specie quelli di etnìa e lingua teutonica, sono sempre stati famosi per la loro accoglienza, affabilità, ospitalità, per la carità cristiana e l’amore verso il prossimo, specie se di provenienza straniera. Siamo tutti dei bugiardi, io, i due medici svizzeri socialisteggianti, gli italiani, gli spagnuoli ed i portighesi che ho incontrato a Bellinzona, gli autori dei libri di testo di geografia e storia, anni ’50-’70, con tanto di foto e testimonianze di operai italiani, del Sud come del Nord, che ripetevano quanto io ho scritto, di vivere come in un Lager; tipo quell’italiano che venne picchiato in un bar a Zurigo, buttato fuori dal locale e lì morì congelato e poi raccolto da uno spazzino locale, che in un primo momento lo aveva scambiato per un fagotto di stracci. Io non sto certo affermando che siano così egoisti e chiusi tutti gli svizzeri, ma certamente una buona parte si comporta così. Vivono con le loro banche aperte a qualsisasi tipo di introito pecuniario, di qualsiasi provenienza, specie se poco chiara, ne hanno fatto la base del loro benessere. Sai forse dirmi tu dove sono finiti i denari ed i preziosi depositati in Svizzera da migliaia di ebrei, morti ammazzati nei varii Lager nazisti e mai restituiti ai pochi superstiti? Ah, ricordo anche di testimionianze di immigrati, tutti bugiardi, non solo italiani, che venivano regolarmente licenziati dopo un lavoro di 11 mesi, così che non potessero mai richiedere la cittadinanza elvetica dopo un certo numero di anni di permanenza, anni fatti di 12 mesi. E mi rammento anche di famiglie, in cui la moglie o i figli avevano trascorso anni ed anni tappati in casa, che scendevano a giocare, a determinate ore, nei cortili interni, in silenzio, onde evitare che i vicini occhiuti, aperti, accoglienti e disponibili,caritatevoli e misericordiosi, li dennciassero alla Polizia, Ufficio Immigrazione. Era infatti vietato il ricongiungiomento familiare, per non riempire di prodotti subumani e di etnìe inferiori i sacri confini dei Cantoni elvetici aperti al mondo, pena la perdita del lavoro e l’espulsine dal Paese. Ma sono tutte balle di italiani fascisti o comunisti, ma pur sempre italiani, puah! Ho raccontato faccende seguite in TV, all’epoca, quella italiana fascista, attraverso documentarii menzogneri della RAI, italiana pure quella.
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