Voglio bene al Pd, molto meno a Bersani che è sempre Pci

Pierluigi Bersani (al centro con la camicia a righe).
di Paolo Siroccchi
No, non ho ascoltato la ragazza del secolo scorso né la Turco. Né altri. Non ne ho bisogno. So pensare con la mia testa.
Ho fatto altro.
Per quattro ore, dalle 21 all’una di notte, qualche settimana fa, ho ascoltato vari interventi di Bersy, a Bologna, a Collecchio, a Genova. Non mi ha convinto.
Quando il Psi sgretolò le sue fondamenta, nel 1992, il più forte, il più organizzato, il Pci per intendersi, aveva l’obbligo prima morale e subito dopo storico di porsi la questione: dove andranno quei tre, quattro milioni di voti? Dovrei assumermene la responsabilità?
Sì, dovevi assumertela e non l’hai fatto. Hai pensato a te stesso ed oggi chiediamo il voto a tutti, ma proprio a tutti, per sapere dove andare.
Non sto dicendo che dovevi trasformarti nella continuità del craxismo, idiota se l’hai pensato. Sto dicendo che dovevi partire dai quei tre, quattro milioni di voti per iniziare una marcia verso una sinistra di governo possibile, costasse anche la rottura con Rifondazione.
La Storia è stata, poi, giudice impietosa con quest’ultima.
Tu, il più forte, il più organizzato, tu avevi le capacità di assorbire quei voti ed adesso, nonostante io odi l’uomo, Prodi, il tuo caro Prodi, forse sarebbe ancora a palazzo Chigi. Miscredenti, pavoni, miopi. Comunisti del k.
Sì, non sei mai stato umile, Pci, né con te stesso né cogli altri.
Dubito seriamente che comunista e democratico siano parole che possano andare d’accordo. Ma io ho preso un’altra via. Io ti ho abbandonato a te stesso. L’ho fatto perché credo nella democrazia, nonostante tu, Pci, lavori per limare questa mia certezza.
Ma guardati attorno, ipocrita. Non vedi che ci si arrampica sulle gru per difendere il posto di lavoro?
Non vedi che nonostante i ladri che tu hai accusato, il popolo italiano ti nega il potere?
Non vedi che nonostante tu pensi di fare del bene, costruisci outlet voluttuosi e centri del gusto lucignolosi e ti dimentichi della storia che hai in casa?
Non vedi che tu, proprio tu, sei più borghese del popolo berlusconiano creando attività ove impera il lavoro a termine?
Non vedi che pendi da un Tremonti qualsiasi per poter dire qualcosa?
Vergognati Pci.
Sputo sulla tua storia poiché a sputi sono accolti, da sempre, i traditori.
Ma io ho votato Marino. Perché sono testardo. Perché se gli parlo da socialista, almeno lui mi ascolta e non sembra avere puzza sotto il naso.
È un chirurgo eh? Non è un politico eh? Ma spero possa piazzarsi bene.
Affinché Bersy la smetta di criticare gli avversari a Ballarò e non mi spiega, mai mi spiega come mai perde sempre.
Voi, Pds, Ds, voi siete gli eredi di voi stessi, marcescibili.
Io ho chiesto l’iscrizione al Pd e voi l’avete concessa. Ed allora vi pesterò i piedi, vi prenderò a calci su queste pagine.
Finché vi sveglierete dal letargo perbenista, qualunquista, spannometrico, un poco fascista, molto buonista, moltissimo dipendente pubblico, ma sempre perdente.
Voi, Ds e Pds, traghettatori di voi stessi nel Pd, lo volete.
Io no. Io sono diverso da voi. Io voglio bene al Pd.
Questo è solo l’assaggio.
Ritorneremo con dati, nomi, indirizzi internet ed un poco di «sentito dire».
A risentirci.

L’espressione trionfante di Pierluigi Bersani, neosegretario del Pd.













Ci hai poco da ridere, Bersani, coi tuoi commilitoni che tornano sempre sui temi ARCInoti delle politiche sociali tolleranti sui gay e sugli extracomunitari (ricordati che ghettizzare e sghettizzare non è operazione sociale concludente).
Ci hai poco da ridere, coi tuoi intellettuali pieni di sè che manco si ricordaano bene cosa ha scritto Marx (non Glauco, grande umorista) ma insistono con la condiscendenza dell’utopia. Ci hai poco da ridere ora che “conflitto di interessi” non si può nominare perchè demodè (ma il problema ci rende la repubblica dei cingalesi). Ci hai poco da ridere ora che “comunista” è diventata un offesa e “fascista” è revisione storica. Ci hai poco da ridere che il multi frastagliato popolo della sinistra auto-referenziale non si riconosce in nessun partito. Guardaci, Bersani, ci siamo persi perchè voi vi siete persi e combattete per un pezzetto del malaffare, mentre il proletariato soffre la miseria dei senza diritti.
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Paolo, io non sono un animale politico, ma un povero intellettuale, o intellettualoide,forse, che usa,bene o male,le manine solo per girare le pagine dei libri e per pigiare i polpastrelli sulla tastiera del PC -che non è il Partito Comunista-. Leggo ed ascolto,anche;in questo caso i varii dibattitit in Tv, con personaggi dei due contrapposti schieramenti. Marino è sicuramente, fra i tre, il Cavalier Bajardo senza macchia e senza paura, ma io sono convinto che, se anche vincesse, durerebbe per il tempo di un breve sogno, illusorio e generoso, ma della consistenza di una fragile e cangiante bolla di sapone, spazzato via dai tifoni maligni provenienti da altre zone climatiche del suo stesso partito.
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caro paolo, sai bene quanto io creda nel dibattito e nel contraddittorio per cui rispetto fino in fondo le tue idee ma leggo nel tono del tuo articolo anche tanto risentimento e questo mi fa male. Ti sei iscritto al Pd, hai votato Marino che è una delle espressioni del Pd. Ora più che mai c’è bisogno che la sinistra, quella buona, quella fatta di gente che lavora. che crede nella solidarietà sia unità perchè tirare fuori ancora tante cose che dividono. Perchè volersi fare del male tirando fuori sempre e solo un passato che è pieno di errori da tante parti. Tu hai votato Marino. E’ vero ha vinto Bersani ma tanti hanno votato come te e allora combatti, tira fuori le tue idee assaporando il gusto di essere in un partito che ha presentato tre candidati di tutto rispetto. Poi per finire scusami ma perchè per offendere il Pci lo accusi di essere dipendente pubblico? Io lo sono ma non mi sento perbenista, qualunquista … per lo meno non più di altri che lavorano nel privato.
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Caro Sirocchi perchè quando ti scrivo non mi leggi ..bene? Stai legittimamente esprimendo i tuoi dubbi sulla convivenza tra democrazia e comunismo.Lo scritto (post) che ho inviato poco tempo fa su un tuo precedente intervento era abbastanza chiarificatore,se non lo fosse dimmi perchè.
“Perchè io sono anche comunista e lo è anche Sirocchi “checchè” ne dica lui…
La mia è ovviamente una provocazione, con però un fondo di verità , che mi permette di fare alcune considerazioni sulla parola “comunismo”. Sirocchi ha dichiarato di essere anti-comunista e ovviamente si riferisce alla mentalità instaurata dal Comunismo Marxista- Leninista che si è impossessato di tale parola utilizzandola per le sue finalità .Il metodo è stato purtroppo che il fine, il mondo più giusto possibile e cioè dare a ciascuno secondo le proprie necessità, giustificava il mezzo con le conseguenze che tutti conosciamo.
Senza fare la storia della questione possiamo dire che la parola Comunismo ha un’origine molto più antica se non altro come concetto. Le parole “comunità”, “comune” e soprattutto “comunione” sono li a testimoniare la comune appartenenza delle cose. Sappiamo ad esempio che nelle comunità cristiane dei primi secoli della vita della Chiesa si praticava il principio di mettere in comunione i beni posseduti da ciascuno perchè tutti potessero avere secondo i propri bisogni.
Esistono società con principi comunisti ( come sopra definito) oltre ai residuati storici come Cuba o la Corea del Nord dove però non c’è libertà politica? Si e sono alcune nostre democrazie soprattutto europee. I nostri welfare ( sistemi di benessere sociale) che offrono una scuola ed assistenza sanitaria uguale per tutti non sono forse principi comunisti in quanto danno a ciascuno secondo i propri bisogni? Ergo se Sirocchi (come credo) è per la scuola e per l’assistenza sanitaria pubblica, anche lui è in parte comunista.(c.v.d).
Come e perchè anche in economia (senza scomodare il “cooperativismo societario” che pure è un principio comunista nato in democrazia cioè in Inghilterra (metà 800) si proceda lentamente verso una società sempre più comunista ne parleremo un’altra volta. Attenzione quindi non buttare via l’acqua sporca con il bambino.”
Vorrei sottolineare il fatto che, come ho già scritto e spiegato su questo sito,che non c’è antitesi tra democrazia e comunismo ,ma tra democrazia e partitocrazia cioè i partiti in assemblea.Su questo poi tornerò sicuramente
saluti
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Paolo ha detto invece una cosa molto vera, e cioè che il Pci è stato un partito capace di grande cattiveria verso il resto della sinistra. Al punto da restare intossicato dai suoi stessi veleni. La storia di questo partito, in Italia, non è finita dato che in sella al Pd è tornato un eminente del Pci emiliano. Vedremo se Pierluigi sarà più lasagna o più arsenico. Certo non gli basterà essere meno antiberlusconiano, com’è nel suo programma, o più pragmatico per resuscitare una sinistra democratica. Ogni tanto ci vorrebbe qualcosa di diverso dall’abbassamento delle tasse sui telefonini per galvanizzare noi giovani. Il fatto poi che Bersani piaccia a Cl dovrebbe far rizzare i capelli in testa.
Pensate che tutto ciò sia di secondaria importanza in quanto prepolitico, postpolitico, apolitico, antipolitico? Non di sola politica si dovrebbe vivere in questo Paese sazio e disperato.
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Povero Tedeschi….
Aveva scommesso sul cavallo sbagliato!
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