Piano Casa, le abitazioni di Fidenza da mettere in cassaforte

Pubblicato da Redazione il 23 ottobre 2009 in Consiglio comunale di Fidenza, Fidenza città, Urbanistica |

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di Ambrogio Ponzi 

Con delibera n. 21 del 16 settembre 2009, il consiglio comunale di Fidenza ha approvato con dodici voti favorevoli e otto astensioni le disposizioni di competenza sull’applicazione della Legge regionale 6 luglio 2009 che comprende le disposizioni in applicazione della legge nazionale più nota come Piano Casa.

Finalità dichiarata:  «Si tratta di misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia definendo misure straordinarie, operanti fino al 31 dicembre 2010, finalizzate alla promozione di interventi edilizi volti a migliorare la qualità architettonica, la sicurezza e l’efficienza energetica del patrimonio edilizio abitativo».

Sulla portata del provvedimento riportiamo uno stralcio dell’articolo di Giovanni Losavio, presidente nazionale di Italia Nostra fino al mese scorso, pubblicato sul sito web dell’associazione: «Analisi critiche che più centri studio hanno compiuto, mettendo in evidenza le diverse applicazioni dei criteri definiti nell’intesa con il governo, talune perfino estensive, altre più giudiziosamente restrittive come quelle delle leggi di Toscana ed Emilia Romagna, che hanno tentato di ridurre a margini decenti gli inevitabili contrasti con le vigenti discipline di piano regolatore (e hanno per altro riconosciuto ai Comuni la facoltà di escludere l’efficacia del piano casa da speciali definiti ambiti del loro territorio). Perché è chiaro a tutti che si tratta di una misura eccezionale con efficacia a tempo determinato (diciotto o ventiquattro mesi) che esonera in previste e regolate ipotesi edilizie dall’applicazione della vigente e più restrittiva disciplina di piano».  

Quel che la legge prescrive

Le misure previste dalla legge regionale e dalla delibera comunale riguardano interventi:

ampliamento su edifici con Superficie Utile Lorda (SUL) non superiore a 350 mq. per un massimo del 20% per ogni unità abitativa e comunque non più di 70 mq. per intero edificio. Tale premialità può raggiungere il 35% e comunque non più di 130 mq. per l’intero edificio nel caso si verifichino particolari condizioni aggiuntive in termini di qualità prestazionali dell’intervento realizzato;

di demolizione e ricostruzione dei fabbricati esistenti con una premialità del 35% della Superficie utile lorda (Sul) esistente e che, in particolari condizioni, può raggiungere il 50% della Sul così come definita dall’art. 52 della stessa legge regionale.

Già la legge regionale esclude interventi per alcune categorie di beni quali:

edifici monumentali, capisaldi tipologici ed edifici di interesse ambientale e/o architettonico, definiti dagli articoli 16, 17, 18 delle norme tecniche di attuazione del Prg vigente. Per tali fabbricati si prevede l’esclusione della possibilità di demolizione e ricostruzione in quanto per le caratteristiche stesse che hanno portato alla loro individuazione sono da intendersi come elementi invarianti nel tessuto urbano.

Si tenga conto che per tali fabbricati, qualora vincolati anche da disposizioni di tutela statali, si deve acquisire l’autorizzazione della competente Soprintendenza ai sensi dell’art.21.4 del Codice «Urbani» (D. Lgs. 42/2004) e in ogni caso gli interventi sono sottoposti alla valutazione della Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio.

A tale categoria di beni dalla possibilità offerta dal titolo III della legge regionale 6/2009 occorre aggiungere anche i fabbricati di via della Vittoria sottoposti a prescrizioni di tutela indiretta con Decreto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna del 3 luglio 2009;

esclude inoltre:

fabbricati  di interesse storico – testimoniale in zona agricola:

interventi sugli altri immobili a destinazione residenziale in zona agricola;

prescrizioni ambientali di carattere architettonico ed edilizio previste dall’art. 37.8.1 e 2 delle norme di PRG per gli interventi in zona agricola. 

Questo, in sintesi, quanto deliberato; un atto dovuto, nessuna voce contraria. In effetti, la discrezionalità riguardava solo possibili ulteriori esclusioni. Maggioranza e minoranza concordi su tutto ma per il gioco delle parti astensione della minoranza. Un gioco noto, che si ripete. Ma qualcosa poteva essere opportunamente e ulteriormente escluso dal dispositivo della delibera e quindi salvaguardato. Teniamo presente che in discussione è il destino del nostro territorio concreto fatto di case, spazi verdi, campagna e città. 

Gli incerti confini del centro storico

La prima esclusione dall’ambito d’applicazione della delibera riguarda i fabbricati del centro storico. Dobbiamo tuttavia rilevare che ancora oggi è definito come Centro Storico di Fidenza la parte di città ereditata dall’Ottocento, vale a dire parte dell’antica Borgo San Donnino. I confini del centro storico rimangono quindi i famosi «terragli» mentre non rientra nel centro storico la vasta area urbanizzata nella prima metà del secolo scorso, vale a dire il periodo primo Novecento comprendente i periodi Liberty, Art Déco e gli edifici costruiti nel Ventennio.

Sono comprese nella tutela le ville e villette di viale della Vittoria per effetto del decreto di tutela del 3 luglio 2009 che, come noto, nasce dalla reazione suscitata dalla distruzione di Villa Panini.

La delibera permette invece interventi di ampliamento per altre costruzioni di non minore importanza e posizionate in via Manzoni, via XXV Aprile, viale Berzieri, via IV Novembre e nella stessa via Gramsci. Ben all’interno quindi della vecchia circonvallazione che ormai deve essere ritenuta centro storico. 

 

fidenza mappaLa delimitazione del centro storico. 

 

Beni altrimenti tutelati

Altro rilievo riguarda la salvaguardia dei beni tutelati. Ora l’elenco di detti beni consiste, tra centro storico, suburbio e campagna, in una sessantina di situazioni con alcune esclusioni anche rilevanti. Pertanto la decisione ancora una volta è stata presa sulla base di informazioni non complete o approssimative, mancando quella ricognizione preventiva del territorio che tutti promettono da anni e nessuno si preoccupa di fare. Alcune omissioni riguardano l’attuale centro storico (Borgo San Donnino, per intenderci). Queste situazioni non rientrano nel campo di applicabilità della legge. Rimane cionondimeno l’esigenza di procedere alla loro identificazione e di promuoverne il decreto di tutela.  Sono a rischio invece quelle situazioni urbane ed extraurbane di interesse storico artistico che, per incuria o incompetenza, non sono protette da decreto di tutela. 

 

Le sorelle di Villa Panini

(queste case non vanno toccate né ritoccate)

 

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15 Commenti

  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Non capisco molto l’intoccabilità della casa di via Zani, quella della gastronomia, che mi sembra sia già stata ampiamente ritoccata e non mi pare risalga a prima della guerra. E vi segnalo quella meravigliosa casa liberty (?), purtroppo abbandonata da anni, che si trova sulla grande rotonda di via Gramsci, alla confluenza tra via Trieste e via IV novembre

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  • avatar Ambrogio scrive:

    In effetti c’è stata un’intrusione che va chiarita. Quella costruzione è “stranamente” coperta da tutela probabilmente per errore o altro evento toponomastico. Se va alla pagina http://fidenza.ponziettore.it/urbanistica.html potrà trovare la spiegazione. Le ville delle immagini sono solo alcuni esempi.

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  • avatar fb scrive:

    Hai ragione, Alessandro, ogni volta che ci passo accanto mi chiedo che fine farà quell’edificio, ora abbandonato. E’ pur vero che si trova in una posizione che attualmente è infame, soffocato com’è tra due strade a traffico serrato, per cui gli eventuali abitanti morirebbero di tumori alle vie respiratorie in breve tempo o si suiciderebbero per l’inquinamento acustico insopportabile. Io lo ricordo, negli anni ’50-’60,abitato da parecchie famiglie, ad ogni piano. Quando mi fermo e gli giro attorno per guardarlo bene, mi trovo a fantasticare sulla storia sua e di chi vi ha abitato per decenni. E’ una di quelle case “vissute”, i cui muri io immagino siano rimasti impregnati delle memorie di chi vi abitò per una vita intiera e vi trascorse migliaia di ore, felici e serene, disperate, drammatiche, forse anche tragiche. E quelle pietre hanno accolto e conservato dentro tutto quanto, in modo indelebile ed incancellabile. Per questo io ritengo che abbattere una casa, come Villa Panini, non sia stato solo uno sfregio alla bellezza architettonica, ma anche l’annientare le generazioni che quelle mura hanno ospitato ed i loro ricordi.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Se state parlando di villa Conforti ex-casa della Francia al suo massimo splendore era tutt’altro che dedicata agli affetti familiari. Comunque andate a pagina http://fidenza.ponziettore.it/VillaConforti.html troverete i dettagli. E’ classificato come “Edificio d’interesse architettonico e/o ambientale”.

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  • avatar Andrea scrive:

    Al sig. ambrogio forse è sfuggito come è vero che la leggere regionale 6 dava la possibilità di tutelare altri edifici. Estendere quelle garanzie…Evitare nuove demolizioni.
    Sig. Ambrogio sa cosa ha fatto l’attuale maggioranza ? (vada a vedere la delibera di giunta di luglio od agosto sul sito del comune.)
    La maggioranza si è appellata al concetto di “non toccare diritti acquisiti” ed ha confermato al 100% ciò che già era scritto nel PRG del 1996. Si quello di Casa Panini. Non hanno messo sotto tutela un solo mattone in più.
    Vede sono queste le cose che accorcieranno la vita di questa amministrazione.

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  • avatar Andrea scrive:

    sig. Ambrogio nei prossimi giorni si affretti a fotografare il prato/giardino dietro l’ex macello. Sparirà tutto sotto 150.000 euro di parcheggio.
    Intanto che c’è faccia due foto all’immensa area verde che circonda il complesso delle scuole medie Zani. Sparirà in gran parte sotto 2.000.000 di euro di parcheggio.
    Bello vero ? 2.000.000 di euro per 120 posti auto. E bye bye giardino della Zani.
    Se prima erano cementificatori adesso sono arrivati gli Unni.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Che al Consiglio Comunale avesse la facoltà di estendere le limitazioni all’applicazione del Piano Casa l’ho detto, forse con la non dovuta chiarezza.
    Comunque senza rinnegare nessun deliberato precedente e senza toccare diritti acquisiti poteva e doveva essere esclusa l’applicazione del Piano Casa all’intero perimetro urbano, entro alla ex-circonvallazione per intenderci. Questo non è stato fatto e nuovi diritti acquisiti (rendite immobiliari) sono state creati da un Consiglio Comunale che dovrebbe avere una maggioranza ed una minoranza.

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  • avatar Puke58 scrive:

    Di fronte alla casa della prima foto dell’articolo ” Le sorelle di villa Panini ” c’e’ la vecchia stazione di posta , per anni usata come deposito da uno straccivendolo.

    La casa e’ stata ristrutturata almeno 15 anni fa’ e pare sia del 700/800.

    Ma qualcuno conosce le casa storiche di Fidenza ?

    :-(

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  • avatar Ambrogio scrive:

    C’era ed era una trattoria. La “ristrutturazione”, se vogliamo chiamarla così, è stata radicale.

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  • avatar Puke58 scrive:

    A fianco Ambroeus a fianco , la casa ora bianca.
    Quella che dici tu era probabilmente la trattoria e l’alloggio dei passeggeri, a lato c’erano le stalle ( io me le ricordo , ora ci sono garages) e i ricoveri dei postiglioni.
    Ma qualcuno che conosce la storia di Borgo c’e’ rimasto ? :-)
    Tutti immigrati ormai ?
    I borsani del sasso sono ormai tutti morti , io sto poco bene……….

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  • avatar Sandròn scrive:

    Mi sa che state parlando dell’osteria della Marletta, che fa angolo (dovrei controllare) e di fianco aveva un berceau, cioè un bersò, di questo sono sicuro… lo so io che sono arioso

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Si, la trattoria della “marlòtta” è la vecchia Osteria della Posta (luogo in cui si probabilmente avveniva il cambio dei cavalli).

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  • avatar Sandròn scrive:

    Se fossi un fidentino purosangue, scriverei «d’la marlöta», ma voi sicuramente ne saprete più di me. Va da sé che non invoco l’arbitrato della Claretta.

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  • avatar Puke58 scrive:

    Continuate a NON capire …………..
    Fate un giro in Via Zani e di fronte alla villa gialla all’interno di cui c’e’ il magazzino di vestiario per giovani……………c’e’ una casa bianca , io intendo quella non la vecchia e ormai scomparsa trattoria d’la Marlota o meno.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Puke58 ora ti sei spiegato bene. In questo caso la ristrutturazione è stata più rispettosa per quel che ho potuto vedere e non distruttiva.
    Se intendi borsani del sasso i nati ante 1927 direi che sono in esaurimento. Per i nati dopo è più questione di qualità che quantità. Guarda, se non l’hai già fatto, il post
    http://www.navecorsara.it/wp/2009/10/07/vecchio-scalone-quanto-tempo-e-passato-quanti-illusioni-fai-rivivere-tu/

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