A Napoli sono tutti portoghesi

Un vagone dell’asettica metropolitana di Dubai, dove tutti pagano il biglietto senza battere ciglio, pena pesanti condanne.
Ho avuto necessità di andare a Napoli e servirmi per la prima volta della metropolitana. Si accede al treno senza passare per i tornelli, che non ci sono come invece in tutte le metropolitane del mondo. Ho percorso per vidimare il biglietto tutte le vetture senza riuscire a trovare l’apposita macchinetta. Mi sono allora rivolto a due anziani compagni di viaggio per chiedere dove fosse. Mi hanno risposto che era sul marciapiede, alla partenza. Io non l’ avevo vista né me l’ aveva richiamata il solito ingorgo che vi si crea. Comunque, mi hanno rassicurato, che se fosse passato il controllore non ci sarebbero stati problemi, avrebbe vidimato lui a penna il biglietto. Il controllore non s’è visto. Alcuni passeggeri avevano, in verità, in mano un biglietto, ma mi è venuto da pensare che fosse sempre lo stesso da chi sa quanti viaggi. Con questa ipotesi ho voluto essere attento al comportamento degli utenti dei bus e tram cittadini. Qui l’obliteratrice c’era, ma a timbrare ero sempre solo io. Ad un mio nuovo compagno ho chiesto come mai nessuno, proprio nessuno, timbrasse. Mi ha risposto che avevano l’abbonamento scolastico. Dopo avergli fatto notare che era improbabile trattandosi di anziani, mi ha esposto la teoria, che forse non era esclusivamente sua, che i biglietti non avrebbero comunque coperto il costo della gestione dei trasporti pubblici. Mi sono così convinto che un’ intera città viaggia gratis. La città di Bengodi esiste. Vorrei molto conoscere, a questo punto, il vero bilancio della Anm di Napoli.
Ezio Pelino














Fino all’anno scorso andavo spesso a Parma e dal quartiere S. Leonardo mi portavo in centro o in Cittadella con il bus; si vede che a Parma ci sono parecchi napoletani o che i parmigiani sono loro simili come gocce d’acqua, perchè nessuno passava a vidimare il biglietto, specie,naturalmente, gli extracomunitari. I quali, se fermati per qualche controllo, sanno bene che basta mettersi ad urlare e a dare in escandescenze, ripetendo al controllore la solita becera manfrina: “Ah, ma du lora rasista, du sì rasista, ce l’hai gu me perghè me nero!”. Come se non pagare il biglietto del bus fosse un privilegio di certe etnìe, alle quali tutto deve essere concesso. A me è capitato di dover pagare invece una multa perchè il biglietto-orario era scaduto da 10 minuti; la prossima volta mi tingo il volto e le mani non di blu, come Modugno, ma di nero.
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A proposito di autobus: in Francia tutti i passeggeri entrano obbligatoriamente dalla porta di fianco al conducente e, se hanno il biglietto (carnet de ticket) lo consegnano all’autista il quale gli rilascia regolare ricevuta; se hanno il tesserino lo devono far vedere all’autista; il resto dei passeggeri compra il biglietto dall’autista che gli consegna resto e ricevuta.
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Tanti a Parma hanno l’abbonamento…..
Anche i napoletani, o i meridionali, che lavorano nel nostro capoluogo.
Comunque evviva l’erba che è diventata un Fascio.
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