Lasciate che i pargoli vengano a me


Guardate queste due immagini, non conoscono nemmeno la legge elettorale, da quando è prevista ai sedicenni? Non c’è niente da fare, non sono capaci. Ciao T.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Alle primarie del PD votano i 16enni come previsto dai regolamenti del PD. Cosa c’è di strano ?
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dirigenti sempre più vecchi ed elettori sempre più giovani, rimbambiti e bambini, il baratro del giovanilismo, demagogia che non aiuta nessuno a crescere, uno spettacolo penoso
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Caro T , sulle dubbie capacità politiche dei dirigenti del pd , purtroppo , spesso devo concordare con te .
Concorderai tu stesso con me , che prima di mandare articoli alla ricerca di scoop inesistenti conviene informarsi.
Per tua informazione alle primarie del pd per regolamento votano i 16enni , ciò accadde anche il 14 ottobre , e mi preme sottolinearti che il regolamento interno di un partito non è la carta costituzionale , per cui quello che tu pensavi uno scoop incredibile non èaltro che un pestone , tra l’altro semplice da evitare , bastava leggere bene prima il manifesto , capire di csa parlava e poi informarsi.
Leo io non condannerei le primarie sono l’unico esempio di democrazia interna ad un partito esistente oggi in Italia.
Lascia stare che Veltroni ha fallito , ma almeno l’abbiamo scelto noi ,e la colpa è nostra.
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Scusate l’intervento fatto da chi ormai i diciotto li ha passati da un po’ e di domenica mattina ha la scusa di non poter andare (sicuramente sbagliando) a controllare all’ufficio elettorale.
Non credo che il punto del post iniziale siano le primarie, ma la eventuale, quanto meno, disattenzione, dell’estensore e il pessimo correttore di bozze del manifesto. Se lo si legge per quel che è, senza pensare alla politica, si vede solo quel che parrebbe un gravissimo errore proprio dal punto di vista di chi crede nelle primarie.
Dallo scritto si dovrebbe infatti trarre la conclusione che siano esclusi dalle primarie i giovani di sedici e diciassette anni.
Questi, infatti, a naso (errore gravissimo, perdonate la domenica mattina…) non dovrebbero poter portare la tessera elettorale, perchè questa dovrebbe essere inviata ai diciottenni in prossimità delle prime elezioni “utili” (a mia figlia, almeno, è accaduto così).
Ma il manifesto dice che bisogna andare a votare con documento di indentità “e” tessera elettorale. Quindi chi non ha entrambe non può andare.
Basta dare una controllata ai regolamenti concernenti la distribuzione delle tessere per sapere se l’errore c’è o no.
Se come sembra ci fosse, sarebbe molto grave
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Ma sapete leggere? Nessuno ha messo in dubbio il regolamento, un partito /movimento può fare le leggi interne come vuole. Volevo sottolineare l’ossimoro del manifesto: “che abbiano compiuto 16 anni muniti di tessera elettorale”. Devo anche spiegare che a 16 anni la tessera elettorale non esiste? Devo sottolineare con la matita rossa che bastava aggiungere e/o “documento di identità”?
Certo è che oltre a essere incapaci nella comunicazione avete la coda di paglia!
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La tessera elettorale e il documento sono obbligatori per chi li ha entrambi. E’ ovvio che per i sedicenni è sufficiente il documento, ma nel manifesto mica si poteva scrivere: “muniti di tessera elettorale (i sedicenni no)”. Suvvia, un po’ di flessibilità! E poi il titolo del post è un po’ ingannevole. Mi sorge un dubbio: non è che il nostro editore è stato il primo a cadere nell’errore di Gino, Leo e Federico?
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Mi illumino d’immenso: ma perché per un minorenne basta un documento d’identità e per un maggiorenne ci vuole pure la tessera elettorale? Non era meglio dire che si era fatta una piccola pestata? Che è ora che qualche testa cada? Metaforicamente… of course!
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Allora, così, per stare ai fatti (sempre senza il tempo e, a questo punto, lo ammetto, la voglia di chiamare l’ufficio elettorale per conferme, visto che ormai il punto è sul valore dello scritto, non sulla sostanza).
Il diritto dice che dove non c’è chiarezza della legge, valgono le parole con cui essa è scritta.
E ciò che è scritto su quel manifesto non consente ambiguità, visto ciò che è “e”, ovvero una congiunzione. Qualsiasi professore di lingua italiana può confermare, ritengo.
Il manifesto dice che chi non ha compiuto sedici anni “e” non si presenta con documento di identità “e” tessera elettorale NON può votare.
Se poi, come purtroppo quasi sempre in Italia e spesso anche altrove, si vuol fare o dire altrimenti, liberissimi.
Ma non diciamo di essere seri… Ammettere i propri errori è l’inizio di un processo di ricostruzione della fiducia che pare essere alla base del programma elettorale dei tre candidati, o no?
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Un’ultima cosa, per la serie siamo critici, ma propositivi.
In italiano sarebbe bastato mettere “o” al posto di “e” per salvare legge, fiducia nella stessa e buon nome degli estensori.
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