Quel disastro infinito chiamato viabilità: è tutto un fare, disfare e rifare

Pubblicato da Redazione il 2 ottobre 2009 in Fidenza città, Urbanistica |

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di Ambrogio Ponzi

In campagna elettorale  il tema affrontato con maggior foga è stato quello della viabilità  di cui il sistema dei parcheggi è parte. Abbiamo visto rispolverare progetti abbandonati da vent’anni, tipo il parcheggio in via XX Settembre; spacciare come nuovi progetti già definiti ma non eseguiti, tipo il raddoppio parcheggio del cimitero (all’esterno); affermare con forza  la conversione delle righe blu in righe a doppio regime, bianco e blu; promettere una tangenziale sud come toccasana contro le code anche se utile principalmente per il traffico Parma-Salsotedeschi e, come diceva Jacovitti «via di questo passo».

Più cautela sul tunnel di via Carducci-via Mazzini da completare visto che l’ingresso al parcheggio privato delle Torri da tempo funziona; nessun accenno ai famosi boulevards fidentini, visto che la speculazione edilizia non ha ancora sviluppato tutti i progetti che alla fine renderanno risibili le possibili realizzazioni, vedi il settepiani di via Gramizzi-via IV Novembre area ex-Esso, tanto per stare nel vago. Nessun accenno al fatto che le code sulla via Emilia per chi proviene da Parma erano dovute alla rotatoria in corrispondenza del supermercato Conad.

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In tanto fervore propositivo da sconfinare nello spropositivo, l’Utc ci metteva del suo inventando direttamente in campo senza progetto rotatorie impossibili, facendo con questo un favore ai futuri sconfitti bruciando le risorse finanziarie rimaste, ma anche un favore ai vincitori mettendoli nella condizione di non dover decidere.

In questi due mesi l’amministrazione ha cercato alcune soluzioni minimali, discutibili, ma indicative di una volontà di intervenire. Abbiamo l’intervento, molto discusso, volto a creare zone di parcheggio sul tratto esterno di via Gramsci  e su via Vittoria, abbiamo la sistemazione di via Berenini a tempo di record, performance consentita dall’utilizzo di mano d’opera volenterosa e con poche pretese sindacali, l’impresa comunque era di quelle canoniche cui molto è concesso.

Stavo per dimenticare l’apertura del tratto di via Mazzini lungo la salita verso la stazione che quando la percorri credi di arrivare a Manhattan, comunque poteva andare peggio e a questo qualcuno starà già lavorando. Non molto quindi riguardo ai bisogni, ma abbastanza per i cento giorni che Enrico Montanari ha concesso.

C’è chi dice che l’intervento prossimo venturo sarà la riapertura al traffico di via Gramsci, stavolta sono i commercianti che si vedono minacciati e la cosa penso vada preventivamente valutata, come si dice quando non si sa cosa dire, nelle «sedi opportune».

Io che non sono commerciante, ho solo un piccolo appunto, grande come una strada, da fare: il progetto era quello di rendere via Gramsci un salotto in continuità non solo ideale con la piazza, per cui via i marciapiedi non servivano. Bene, a meno di due anni servono. Per un politico il fare spesso è fare un danno, quando il fare si sposa al pensare è una cosa diabolica. 

Ci manca solo che riaprano al traffico il tratto pedonalizzato di via Gramsci

Le reazioni, colte al volo, di commercianti e passanti

 

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«Ma non ci sono più i marciapiedi! Li rifaranno? E che cosa faranno delle panchine e degli altri arredi che sono costati tanto? ranno? E il fruttivendolo dove esporrà la sua merce?  Alla mercè dei fumi di scarico delle auto?» 

«Tu che conosci bene l’assessore… perora la nostra causa. Il buon senso consiglierebbe di fare un referendum tra i residenti e i negozianti della via, prima di prendere decisioni avventate».

«Stamattina i miei amici anziani dell’edicola erano in agitazione: pare che a gennaio via Gramsci sarà riaperta al traffico. Siamo sgomenti e pronti alle barricate. Anche i negozianti, tranne due, vogliono l’isola pedonale che ha portato più gente e più clienti.  L’isola e la pista ciclabile fino a Vaio sono le sole cose da salvare di Cerri». 

«Già il giardino di piazzale Matteotti è poco più che un’aiuola, se poi ci fanno girare attorno le auto si salvi chi può, per fortuna io…».

I suggerimenti e i timori provenienti da chi in via Gramsci  ha un negozio o vi abita sono chiari ed eloquenti. Gli amministratori farebbero bene a tenerne conto. Per evitare di commettere gli stessi passi falsi dei loro predecessori. Ala fine, anche chi si è espresso in maniera colorita sarà  disponibile al colloquio e alla collaborazione. Purché il comune abbia un atteggiamento di reale apertura verso i diretti interessati. E poi vi sono casi in cui gli interessi dei privati coincidono con quelli comunali. 

 

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Via Gramsci nel pensiero  e nel lessico comunale (inizio 2008)

«Il recupero del vecchio “cardo” della città romana (via Gramsci coincide, infatti, con il sedime di uno dei due assi fondamentali della città romana secondo le più accreditate interpretazioni storiografiche a partire dalla dottoressa M. M. Calvani) nel tratto corrispondente al centro storico cittadino assume il valore di ricomposizione di più parti urbane.

«Via Gramsci viene sottratta al traffico veicolare e con i lavori di recupero pavimentale viene pedonalizzata facendogli ritrovare una dimensione propria di area destinata all’incontro ed al passaggio pedonale non adatta per dimensioni e caratteristiche all’attraversamento veloce delle automobili.

«Il centro storico ritrova con la realizzazione dell’intervento di via Gramsci una dimensione sua propria che finalmente lascerà percepire a chi l’attraversa il valore monumentale forse meno esplorato (ma più rilevante) dell’area centrale della città: il mantenimento topografico della forma urbis, una sorta di “invariante” che gli interventi già svolti ed ancora da realizzare hanno l’obiettivo di rendere intelleggibile (sic!)».

Chiaro, no? Anzi, «intelleggibile».

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4 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Via Gramsci, vulgo dicta Gramsi, è già pericolosa ora per il traffico caotico di bici, condotte da infernali vecchiette dai capelli azzurrognoli o color arancio e da diabolici ottantenni in braghette corte e berretto da baseball alla Cretinetti, rivoltato all’indietro. I pareri dei commercianti di rue Gramsci sarebbero stati più attendibili se redatti in vernacolo borgsàno, Ambrogio! E le merci del fruttivendolo potrebbero essere utilizzate per scagliarle addosso ai futuri automobilisti. Se la strada sarà riaperta al traffico, consiglio ai commercianti di imitare la soluzione proposta decenni fa da Eduardo De Filippo per coprire di ridicolo un aristocratico partenopeo, altezzoso ed arrogante, in un episodio di “L’oro di Napoli”, cioè un sonoro e prolungato pernacchio ad ogni passaggio.

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  • avatar agnostico scrive:

    Cerri, col prode Varani e lo scudiero Borreri furono strenui sostenitori di mantenere via Gramsci aperta.
    Ricordo l’assemblea alle orsoline in cui dissero che Via Gramsci o si rinviavano i lavori o si sarebbe lasciata aperta al traffico.
    La settimana dopo dalle cronache della gazzetta dal consiglio l’assessore Massari annunciò che i lavori iniziavano e via Gramsci sarebbe stata pedonale.
    Ricordo che incrociai Cerri e gli chiesi chiarimenti… che lui non mi diede.
    Allora cercai Borreri che sull’argomento non volle parlare.
    Io comunque Voto per via gramsci Pedonale! E’ una Favola.
    Sarebbe da far pedonale anche via Berenini.
    Avete notato che via romantica che è diventata ?

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  • avatar fb scrive:

    Io ho un’altra concezione del romanticismo nelle strade, cittadine o rurali ch’esse siano; via Berenini , via Cavour e via Gramsci sono diventate delle piste per gimcane e slalom di ciclisti arroganti e indisciplinati. Senza il minimo controllo degli zelanti vigili urbani o delle Terre Verdiane, in altre faccende affaccendati, si corre perennemente il rischio di venire arrotati come fai spuntare la punta del nasino fuori da uno dei negozi posti ai lati delle due main avenues borgsàne.

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  • avatar Antonio C. scrive:

    Direi che ora Via Gramsci e Via Berenini sono ok. Adesso toccherebbe a Via Cavour che è davvero mal ridotta, sfigata anche dalla presenza di palazzi senza una logica architettonica. Un problema sono le strettoie: la prima in Via Cavour, all’altezza della Strega. Potrebbero spostare le piante e la panchina che sono lì, solo di qlc metro. Al massimo ci si passa in due. Idem per Via Berenini altezza Oviesse: ci sono un bar ed il fotografo che occupano il 50% della sede stradale. E così si è costretti a calpestare quei simpatici sassi della Via Francigena…che mi stanno distruggendo ruote e telaio dei passeggini!!! I miei bimbi mi maledicono ogni volta che faccio quel tratto (poverini, da quando sono nati e si muovono ancora in passeggino, non hanno mai visto il duomo!). Sono d’accordissimo col senso estetico (di vere cose brutte a Fidenza ce ne sono tante), però un pò di funzionalità non sarebbe male. Saluti.

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