Alla battaglia in Parlamento contro l’evasione fiscale il Pd preferisce le beghe di bottega

Pubblicato da Redazione il 2 ottobre 2009 in Politica |

dipietro_coppola_scudo_fiscale

Con coppola e sigaro da padrino, Antonio Di Pietro e altri esponenti dell’Italia dei valori manifestano davanti a Montecitorio per protestare contro lo scudo fiscale.

A che cosa serve un’opposizione che non si oppone? Che è contro lo scudo fiscale in televisione ma non è in Aula nel momento cruciale del voto?

Mancavano 59 deputati del Pd alla camera, mercoledì 30 ottobre, tra cui i due contendenti Dario Franceschini e Pierluigi Bersani e il mammasantissima Massimo D’Alema.

Ne sarebbero bastati 27 per mettere in minoranza il governo.

Dov’erano? A curare il collegio elettorale, a curarsi i calcoli renali, a curare la propria immagine in tivù, ma i più erano impegnati nel gioco del reciproco massacro che è la loro suprema occupazione in vista di quella resa dei conti che chiamano congresso.

Questo loro assenteismo la dice lunga sulle cose che hanno la precedenza negli interessi di questi signori. Prima viene la bottega, da cui dipende il loro avvenire e la permanenza in Parlamento.

Poi viene l’elettorato. Questo bue paziente che li vorrebbe  attaccati alla stanga del loro mandato anziché vederli scorrazzare qua e là dietro cose futili. Ma a quanto pare i loro interessi personali o di partito sono più urgenti della bocciatura di una legge criminale destinata a premiare gli evasori e a ingannare gli onesti.

Non sarà mai troppo presto per la scomparsa di questo Pd, che in molti si augurano dentro quello stesso partito per tornare a respirare, ma che nessuno osa proporre apertamente.

E poi li vedi andare in giro con mine sotto il braccio che neanche i kamikaze di al Qaeda. Osservati dai nostri sguardi agghiacciati per tanta foga suicida. A quando l’esplosione? (ma. me.)

 

Dipietro_coppola

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13 Commenti

  • avatar giuliana scrive:

    Una opposizione che persegua in modo serio e costruttivo il bene del proprio paese dovrebbe opporsi quando è sicura che da un certo modo di procedere della maggioranza potrebbero derivare conseguenze negative. Opporsi è spesso doveroso, come è doveroso formulare proposte alternative. In caso contrario non si è credibili, come nei fatti ha dimostrato di essere questa opposizione. Questa volta, se le assenze non sono dovute a causa di forza maggiore, si potrebbe quasi azzardare l’ipotesi di un debole segnale di rinsavimento: hanno capito che la norma è giusta e non avrebbero avuto un motivo valido per opporvisi. Si è scelto di essere assenti invece di votare a favore.
    Idv vorrebbe lasciare a speculatori e mafiosi la libertà di continuare, indisturbati, a portare i loro soldi in paradisi fiscali per evadere il fisco ed evitare controlli della guardia di finanza.
    La coppola sfoggiata da Di Pietro è solo simbolo di quello che LUI rappresenta.
    Per ora ha sempre rifiutato di fornire chiarimenti sull’origine dei capitali impiegati per l’acquisto dei sui immobili e soprattutto specificare a chi vanno i rimborsi elettorali che dovrebbero spettare al partito Idv (e invece vengono opportunamente accreditati alla società Idv composta da lui, la moglie e il suo avvocato).
    Da notare con perplessità l’assenza vergognosa di molti del centro-destra (sempre che non giustificata da motivi di forza maggiore) e per la quale potrebbe formularsi l’ipotesi inversa: si è scelto di essere assenti invece di votare contro.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Ecco l’elenco degli assenti dal Corriere
    Tra gli assenti, l’Idv Aurelio Misiti, i Pd Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas e Sergio D’Antoni (quest’ultimo ha reso noto che la sua assenza era dovuta alla necessità di sottoporsi a ricovero urgente per accertamenti medici presso la clinica universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna). Nell’Udc gli assenti erano Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri.

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  • avatar libero cittadino 1945 scrive:

    Leggo con sgomento quello che scrive Giuliana… La norma è giusta? dica pure il condono.
    Mi perdoni Giuliana, lei parla di proposte alternative… la proposta alternativa è la LOTTA ALLA EVASIONE FISCALE. I capitali sottratti allo stato vanno fatti rientrare secondo i termini di legge e non con un vergognoso condono. Perchè chi paga le tasse onestamente deve essere il solito coglione di turno e invece chi ha i milioni di Euro sottratti allo stato e il solito furbone? Mi sono rotto di vivere in un paese che mi prende in giro,che non mi tutela, che non fa rispettare la legge.
    Dico.. se Di Pietro deve rendere conto dei suoi capitali… Berlusconi cosa deve fare??????????????????????di quante cose deve rendere conto il “suo” presidente…??? se vuole le faccio l’elenco….
    Mi faccia sapere..
    Cordiali Saluti

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  • avatar giuliana scrive:

    libero cittadino 1945- Per favore, mi risparmi le 10 domande di gossip ripetute come un mantra la cui lettura, dopo le prime righe, non ho continuato, come non assisto neppure sotto tortura a trasmissioni inguardabili condotte da personaggi che fanno della falsità e l’ipocrisia la loro arma migliore.
    Lo stesso Presidente della Repubblica ha dichiarato che lo scudo fiscale NON è un condono.
    La lotta all’evasione si avvale anche di questo strumento per riportare in Italia capitali da mettere a disposizione di piccole-medie imprese e settori in difficoltà.
    Secondo Lei sarebbe meglio lasciarli dove sono?
    Berlusconi è sempre stato un imprenditore di successo, non ha utilizzato la politica per arricchirsi. Era già straricco quando è sceso in campo. Dopo tanti anni che le procure gli stanno alle costole per demolirlo politicamente, ci sarà un motivo per il quale non sono riuscite, vero?
    Se le procure facessero altrettanto nei confronti di Di Pietro, allora potremmo riparlarne. Ma guai ad indagare seriamente.
    I soliti due pesi e due misure.
    Piuttosto, formuli Lei una proposta alternativa, così alla buona, tanto per fare un esempio. Come farebbe a convincere chi ha sottratto allo Stato milioni di euro non dichiarando al fisco le proprie entrate a riportare i propri capitali in Italia?

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Cara Giuliana, temo tu abbia fatto un po’ di confusione sui termini. Il Presidente non ha affermato che lo scudo non è un condono (è abbastanza chiaro che lo è), ma che non è un’AMNISTIA. L’Idv era infatti appellata ad un’interpretazione troppo stiracchiata per sostenere la richiesta al Presidente di non promulgare la legge: i dipietristi equiparavano lo scudo fiscale appunto ad un provvedimento di amnistia che, per essere validamente approvato dalle camere, ha bisogno della maggioranza qualificata dei due terzi. Napolitano firmerà il documento in quanto atto dovuto, perché lo scudo fiscale non viola la Costituzione. Ma questo è ben diverso da una legittimazione politica di un provvedimento sbagliato nella sostanza, nel metodo e, soprattutto, nei tempi. Perché, anche se mettessimo a tacere la coscienza (come hanno fatto i nostri politici) e ammettessimo la superiorità dell’interesse dello Stato a raccogliere denaro in questo momento di crisi, non si capisce per quale motivo il prelievo sui capitali scudati sia solo del 5% e non, diciamo, del 10% o del 20%, cifre che, restando ampiamente al di sotto del normale prelievo fiscale (e del prelievo previsto dagli analoghi provvedimenti di altri Paesi, come il 49% degli USA o il 44% del Regno Unito), garantirebbero più o meno lo stesso ammontare di capitali rientrati, con però una quantità doppia o quadrupla di introiti per le casse dello Stato. Non è nemmeno giustificabile la natura esclusivamente privata del rientro di capitali, anche qui anomalia italiana, per cui non è previsto intervento da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma solo un rapporto tra il cliente e la banca. A causa di ciò, non sarà possibile identificare né l’evasore, né i capitali scudati e la loro provenienza: saranno solo soldi in mezzo a tanti altri soldi. Così, se il nostro furbetto subisse un’ispezione fiscale, potrebbe giustificare qualsiasi genere di evasione con la somma rientrata con questo scudo senza nemmeno essere attenzionato dal fisco. Due evasioni con un condono, dunque. Oltretutto, non essendo il capitale rintracciabile, nulla toglie che l’evasore ritrasferisca immediatamente all’estero la cifra scudata, togliendo allo Stato l’introito fiscale con cui gli esponenti del centrodestra giustificano la manovra. Infine, i tempi. Che senso ha fare un condono del genere prima di aver ottenuto dai paradisi fiscali una lista di evasori da colpire senza pietà? Lo scudo permetterà a questi soggetti, che altrimenti avrebbero pagato in toto, di salvarsi, facendo rientrare i loro capitali prima dell’inizio della procedura fiscale ai loro danni, il tutto nel più completo anonimato. Mi spiace, Giuliana, ma veramente non riesco a vedere in che modo un provvedimento che favorisce tanto gli evasori possa fare il bene del Paese.

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  • avatar libero cittadino 1945 scrive:

    Salve Giuliana,
    per mia disgrazia non ho capitali all’estero, ma se li avessi quanto godrei pagare solo il 5% per farli rientrare e per di più in anonimato…Io pago le tasse fino all’ ultimo centesimo in quanto dipendente. Perchè questi signori anonimi se la cavano solo con il 5%.? Lo sa che in GB e negli USA si paga circa il 50% per farli rientrare? Direi che c’è molta differenza. In un caso è un regalo mentre nell’ altro è la via corretta per fare in modo che chi ha sbagliato paga.
    Ma cosa vuol dire “Secondo lei vanno lasciati li dove sono”?? E’ compito dello stato tramite la guardia di finanza scoprire gli evasori, i conti, i capitali all’estero e farli rientrare con le modalità degne di uno stato SERIO. Questa è la mia proposta.Non bisogna convincere nessuno. Chi truffa lo stato non va convinto ma PUNITO. Dove vuole vivere lei…?? a Bimbopoli? o in uno stato che fa rispettare le leggi?
    Le ricordo il lodo Alfano fatto apposta per far si che Berlusconi non si presentasse davanti ai giudici.
    Ma Berlusconi sarà un cittadino come me? Perchè io sono obbligato a presentarmi davanti a un giudice e lui no?
    Pensi che io non mi riferivo alle domande di repubblica, ma bensì ad altre questioni ben più serie.
    Falsa testimonianza sulla P2 (tessera 1816)
    Accusato di corruzione (caso Mills),tangenti alla guardia di finanza,finanziamento illecito ai partiti- all iberian1-SME Ariosto-falso in bilancio-all iberian2-frode fiscale su caso Lentini-terreni di Macherio-Telecinco-corruzione in atti giudiziari-lodo Mondadori-concussione… e se continuo mi viene il mal di testa.
    Emilio Fede definito il paladino della libera informazione e Biagi cacciato dalla RAI a calci nel sedere.
    Mangano definito un eroe e Marcello Dell’Utri condannato per Mafia.
    Marcello Dell’Utri padre fondatore di Forza Italia.
    Cordiali Saluti
    ps: le allego un link che illustra come Berlusconi è raffigurato all’ estero.
    http://www.youtube.com/watch?v=BW-S9qQCfCE
    Nell’ attesa di una sua risposta
    Cordiali Saluti :-)

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  • avatar Costantino V scrive:

    Ma Giuliana prima di scrivere certe cose, penso che dovrebbe riflettere un poco.
    Se avessero richiesto il pagamento del 50% (forse bastava anche il 30%) sul rientro dei capitali il provvedimento sarebbe stato accettabile (non eticamente, ma pragmaticamente), ma il 5 è una vera presa per i fondelli !!!

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  • avatar giuliana scrive:

    Questo scudo fiscale ha durata molto limitata nel tempo, 15 dicembre. Non so il motivo per il quale l’aliquota sia così bassa, ma probabilmente deve essere tale per potersi raffigurare come incentivo.
    Libero cittadino 1945- Si chiede come mai Lei non può essere trattato come Berlusconi? E’ sicuro che il cambio Le convenga? Per il cittadino comune vale sempre e comunque la presunzione di innocenza. Per il cittadino Berlusconi, dopo che si è occupato di politica, vale sempre e comunque la presunzione di colpevolezza.
    Si demonizza il Lodo Alfano con il quale si offrirebbe temporaneo salvagente alle quattro più alte cariche dello Stato rimandando eventuali processi a fine legislatura. E’ vero che è possibile rinunciare alla sua applicazione, ma in fondo si tratta solo di una forma di legittima difesa attuata con la sospensione temporanea di processi dietro i quali sappiamo tutti che c’è solo uno sporco gioco politico.
    Finora tutte le accuse si sono risolte in un nulla di fatto. Evidentemente le procure hanno molto tempo da perdere e soldi nostri da buttare al vento considerando che il loro maggiore impegno viene riservato ai tentativi di deligittimare un presidente regolarmente eletto. Se l’imprenditore Berlusconi non fosse sceso in politica scommetto che le procure non si sarebbero agitate tanto.
    Lo abbiamo visto al lavoro all’Aquila. Chi avrebbe fatto meglio di lui?
    Ci vorrebbe un Berlusconi anche a Salso. Un Berlusconi? No, Berlusconi e basta.
    Ha dimostrato di essere il migliore. E abbiamo visto all’opera anche i migliori che la sinistra ha saputo mettere in campo.

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  • avatar Guido Giombi scrive:

    “Lo abbiamo visto al lavoro all’Aquila. Chi avrebbe fatto meglio di lui?”
    Sicuramente Giuseppe Zamberletti, democristiano doc che consegnò ad Ariano Irpino dopo soli 60 giorni alcuni prefabbricati e dopo 122 giorni 150 case con giardino. Pensi, all’epoca la Protezione Civile manco esisteva.

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  • avatar elena scrive:

    Zamberletti fu anche commissario straordinario nel 76 ai tempi del terremoto del Friuli……

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  • avatar elena scrive:

    DA http://WWW.MESSINAITALIA.IT DEL 10-04-2009
    TERREMOTO: ZAMBERLETTI, SICILIA ORIENTALE A RISCHIO. MANCA PREVENZIONE
    (ASCA) – Palermo, 10 apr – ”La Sicilia orientale in Italia e’ come la California per gli Stati Uniti. Li’ si aspetta il Big One, il grande terremoto. Qui da noi il Big One atteso e’ quello della Sicilia orientale. Se si verifica provoca almeno 50 mila vittime”. A rilanciare l’allarme, venticinque anni dopo quella profezia, l’ex ministro della Protezione Civile Giuseppe Zamberletti, presidente della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile e presidente dell’Ispro, Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, ricordando che ”in Sicilia i morti potrebbero essere molti di piu’ rispetto alla cifra indicata nel 1984”.
    Intervistato da SiciliaInformazioni.com, Zamberletti spiega perche’ le sua paura e’ cresciuta ed i pericoli per l’Isola si sono aggravati, ”In questi ultimi 25 anni non mi risulta che sia stato fatto qualcosa per attenuare i danni che potrebbe provocare il rischio sismico”, ha detto l’ex ministro della Protezione Civile.
    Zamberletti, infine, denuncia l’assenza della prevenzione: ”Purtroppo nel nostro Paese non c’e’. Passata l’emozione tutti si scorderanno anche del terremoto in Abruzzo. E non e’ solo colpa dei politici, e’ che spesso sono anche i cittadini a non volerne sapere. A volte alla scarsa attenzione dei cittadini – conclude – si sovrappongono interessi e pressioni di gruppi e lobby, come quelle delle grandi proprieta’ edilizie”.

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  • avatar Perino scrive:

    Scusatem, elena e guido, ma voi vorreste farmi credere che l’Italia esisteva anche prima di berlusconi?

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Mi spiace per i salsesi, ma preferirei anch’io che Berlusconi facesse danni solo in un Comune invece che in tutt’Italia. Pensateci, non potrebbe fare decreti, non potrebbe salvare gli evasori, non potrebbe rovinare il sistema penale per sfuggire alla giustizia, ma al massimo fare una deroga al piano regolatore ad personam per costruirsi una villa sulle colline. Solo una cosa sul lodo Alfano: è anche quella una legge ad personam. Mi spiego. Il presidente della repubblica, finché è in carica, è processabile solo per alto tradimento e per attentato alla Costituzione» (art.90 Cost.); e in tal caso «è messo in stato d’accusa dal Parlamento» (non dalla magistratura). I presidenti delle camere sono facilmente sostituibili, se processati, non essendo titolari di alcuna funzione istituzionale. Quindi le loro dimissioni non porterebbero alcun danno alla governabilità del Paese. Tra l’altro, hanno due o tre vice ognuno. L’unico ad avere reale interesse nel lodo Alfano è Silvio Berlusconi che, chissà perché, l’ha fatto approvare in fretta e furia appena prima della condanna per corruzione dell’avvocato Mills. In tutte le democrazie un capo del governo viene sostituito senza drammi, a maggior ragione in una parlamentare come la nostra. Quindi l’argomentazione dell’Avvocatura dello Stato che paventava una crisi delle istituzioni in caso di incriminazione non ha senso. Vorrei poi far notare che il lodo afferma che la sospensione temporanea dei processi “non è reiterabile” se applicata a successive investiture ad altre cariche! Basta che Berlusconi si faccia rieleggere premier, magari con più poteri garantiti da una bella riforma costituzionale ad hoc, per essere intoccabile potenzialmente senza un termine. Infine, se Berlusconi se l’è cavata nei precedenti processi non è perché sia un’anima bella o un perseguitato politico, ma perché o ha trascinato i procedimenti fino alla prescrizione del reato, facendo spostare le sessioni in nome dei suoi impegni istituzionali (e qui mi verrebbe una battuta maligna), oppure perché ha fatto depenalizzare i reati per cui era imputato dalla sua maggioranza. In sostanza, si è salvato solo perché era il presidente del consiglio. Il problema dell’Italia non è dunque che un presidente del consiglio sia imputato, ma che un imputato sia presidente del consiglio.

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