E dopo la sbornia che si fa?

Pubblicato da Redazione il 1 ottobre 2009 in Elezioni 2009 Fidenza, Fidenza città, Video |

L’elegante, composta e poliglotta reazione (chi parla in latino, chi in inglese, chi emette versi belluini) dei dirigenti del Pdl alla vittoria elettorale del giugno scorso, quando il Comune di Fidenza è capitolato dopo 64 anni di giunte di sinistra e centro-sinistra. Tra i festanti si riconoscono il sindaco Mario Cantini, l’assessore Carduccio Parizzi (mentre cita l’Alberto Sordi dei Vitelloni), Michele Rainieri e il consigliere provinciale Manfredo Pedroni.

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2 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Ma che roba, ragazzi, ma non si può; ma non credevo ai miei occhi ed alle mie orecchie! Non so bene che scrivere come commento, sarei censurato al 90%! Le urla e lo slogan, reiterato e straripetuto, di cui non ho bene inteso le parole,sembravano uscire da un convegno di nostalgici riuniti in qualche birreria bavarese. Spero solo che non fosse “A noi!”, io soffro di tappi di cerume alle orecchie, mi si perdoni! Ho sentito comunque che molti giovani sono poliglotti, sparavano frasi in latino, sul doppio brodo Star gettato in acqua calda. Poi devono aver scambiato per un dado Liebig anche Parizzi, poveraccio! Quando lo hanno poi estratto, di carne appunto, e ben in carne!, non ho capito se perdeva dalle braghe acqua o che altro, forse per l’emozione recente. Non ho notato un tipo della Lega che ben conosco, chissà dove si era infrattato! Non c’erano delle gran belle figliole nel mucchio; che siano solo di sinistra quelle carine? E le padane dove erano finite? Ricordo anche di una foto, su un giornale, con un Tanzi che si faceva uno shampoo con lo spumante. Il più morigerato mi è parso Cantini, sempre un po’ con quell’aria hollywoodiana da Mickey Rourke, dopo 9 settimane e mezzo di campagna elettorale. Era anche un po’ pensieroso; forse rimuginava dentro di sè: “Povra me, ragàs, e chi se l’aspettava? E desa sa fàghia, cun cla masa che ad sbraiòn d’in tuti i perti? Ma po dopa im daràn na man da bòn o cosa? Moh, c’al Sgnùr al ma iùta! Admàn mateina a vag a pè, a pièr un candlòn gros acsè, a Funtanlè, che la Madunèina lam guerda sò!” Poi ogni tanto comparivano dei faccioni in primo piano, che muggivano qualche frase, forse già in preda ai fumi dell’alcool, ma sempre e rigorosamente con la erre arrotata e scatarrante di stampo borgsàno.

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  • avatar agnostico scrive:

    la festa io la capisco. mi sembra però lontana anni luce dai giorni nostri.
    la realtà è molto diversa.

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