E pensare che non volevamo morire democristiani

Non volevate morire democristiani? Siete stati accontentati. Non volete morire berlusconiani? Abbiate un po’ di pazienza. La pazienza non è la virtù dei forti ma di chi ha una ragionevole aspettativa di vita. Oltre che degli ingenui e degli ottimisti.
Da quando ho appreso che l’ex socialista Renato Brunetta è stato consulente del tuttora socialista Gianni De Michelis, che oggi lo ricambia della stessa moneta («Quarantamila euro lordi l’anno: praticamente volontariato», precisa l’ex ministro), mi viene da concludere che non si muore più a stadi, per epoche o sotto un determinato regime. Si muore in stato confusionale.
Sapevamo che il Pdl era farcito di socialisti, ma non fino al punto che ci ha ricordato il redivivo ex ministro Gianni De Michelis. Il quale ha elencato tanti di quei craxiani, peraltro ancora in servizio permanente effettivo e tutti sospettabili, da lasciarci allibiti: Tremonti, Sacconi, Cicchitto, Boniver, Frattini, Bonaiuti… Era dai tempi del Caf (Craxi, Andreotti, Forlani) e del pentapartito che non si sentivano tanti socialisti nel medesimo governo.
Ora, se i politici della prima repubblica si sono travasati nella seconda cambiando solo di damigiana, figuratevi la pletora di quelli che s’imboscheranno nel Dopo Berlusconi, che qualcuno avrà la faccia tosta di ribattezzare terza Repubblica per dare l’idea di una svolta che invece non lo sarà.
In quell’avvicendamento «epocale» non si faranno avanti i berlusconiani oggi di spicco, ormai esausti per i tanti giri di valzer, ma quelli di seconda e terza fila. Nomi per ora sconosciuti ai più, come lo era quello di Brunetta nel 1985, quando, a detta di De MIchelis, partorì in una notte un fondamentale dossier che fece fare un figurane al governo arbitro delle trattative tra sindacati e industriali.
Se vi capiterà tra le mani una foto dell’odierno album di famiglia berlusconiano, puntate lo sguardo sui personaggi seminascosti. È lì che si annida il nuovo che avanza. Sarà lì che Casini farà incetta di menti e leader per il suo erigendo Grande Centro.
Sappiamo come andrà a finire. Finirà che moriremo un po’ democristiani, molto berlusconiani, sempre socialisti e con un vago sentore di radicali transfughi. Sì, più a lungo si vive e peggio si muore. Rappezzati di etichette come corridori di Formula Uno. Il gelato misto, il polpettone e la torta mille gusti sono da sempre specialità nazionali. (m. m.)














M.M., hai scordato la pizza capricciosa, quella da gustare per linaugurazione delle mille “correnti” in ogni partito o partitucolo e quella quattro stagioni, ad vitam, però, per chi cambia casacca ad ogni variazione climatica.
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Osiamo dire: socialisti si nasce, mica si muore socialisti. Mussolini la regola, Pertini l’eccezione…..
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socialisti si nasce? non credo
si muore? raramente, forse una volta
direi che come socialisti si vive, e talvolta anche molto bene, perché ci si infila ovunque, come insegnano le storie dei nomi citati nell’articolo e una volta c’erano anche le città da bere
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Chissa cosa ne pensa il mio amico Sirocchi, eh eh eh eh .
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Il titolone di cuore “hanno la faccia come il culo”,e’ sempre comunque molto attuale e sta bene un po su tutto come il jeans.
Che nostalgia quel fogliaccio verde che compravo prima di andare a scuola.
Cari corsari perche’ non rinverdire la famosa classifica ,un po’ volgare ma bella ,delle dieci cose per cui valeva la pena vivere pubblicata su cuore e seguitissima all’ epoca,facendone magari un edizione locale ?
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E Matteotti dove lo lasciamo?
« Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro. »
Nato socialista come Mussolini e morto socialista non esattamente come Pertini….purtroppo.
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Matteotti sta a De Michelis come papa Giovanni XXIII stava a Marcinkus (do you remember, Elena, il trafficone dello Ior?). Qui non si parlava dei Veri Socialisti, nè di Turati né di Nenni, ma neppure di Lombardi o Lelio Basso. Quelli presi di mira mi pare siano i «socialisti» craxiani. Mi raccomando le virgolette, ogni volta che se ne parla. Tra le due sponde dell’abisso c’è una nebbia grigia dove, volendo, volendolo fortemente, si potrebbero mettere gli Amato, i Bassanini, i Martelli, i Formica… ma è tutta gente che non avrebbe sfigurato neppure in altri partiti, come la Dc. Senza offesa, per carità…
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