La fanfara dei fanfaroni è sempre di corvée

Pubblicato da Redazione il 22 settembre 2009 in Politica |

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«In Afghanistan i Tornado possono sparare. Dopo aver informato le Camere, ho dato via libera ai comandanti. A loro valutare». Così il ministro della Difesa Ignazio Larussa all Corriere della Sera del 10 agosto.

«Sulle missioni militari internazionali, La Russa ha ragione. Il codice di pace non basta più», dichiara Roberta Pinotti, responsabile del Pd per la Difesa, il giorno successivo, sempre al Corriere della Sera.

In attesa di nuove norme, secondo Mario Arpino, ex capo delle Forze armate, «bisogna applicare subito il codice militare di guerra, perché si lavora in territori di guerra». E Franco Angioni, che guidò la missione italiana in Libano: «Basta con l’ipocrisia». E pure questo lo abbiamo desunto dalla stessa fonte, stessa data.

Frena uno dei tre candidati alla segreteria Pd, Ignazio Marino. Dice che «se adesso La Russa si accorge che la situazione in Afghanistan è cambiata e invoca una normativa nuova, deve venire a riferirlo in Parlamento, e comunque qualsiasi modifica deve tenere conto del fatto che la nostra Costituzione parla di ripudio della guerra». Sempre dal quotidiano milanese.

Poi c’è un’intervista al ministro Franco Frattini che distingue tra codice militare di pace (lasciato in eredità da Prodi, inadeguato) e codice militare di guerra (che vorrebbe lui). E poi dà un’interpretazione tutta sua dell’articolo 11 della Costituzione*. La solita tesi sulla vetustà della Carta. «Togliamo il velo dell’ipocrisia. Ragioniamo su un mondo che 35, 40 anni fa, o 61 anni fa quando è entrata in vigore la nostra Costituzione, non era neanche immaginabile».

Tutto ciò per poter tornare a sparare anche se non si è attaccati e poter dire guerra alla guerra. Si spara un po’ subito, ma sono «azioni propedeutiche alla pace», perché queste «missioni  (cioè quelle in cui è impegnata l’Italia, ndr) hanno come obiettivo la pace, anche se al momento non è la realtà».

Giù il cappello di fronte a tanta sincerità. Finalmente la guerra viene chiamata con il suo nome.  

E il capo della Farnesina, probabilmente senza rendersene conto, ci sta proponendo la quintessenza dello spirito militare romano: si vis pacem, para bellum, se vuoi la pace, prepara la guerra.

Però questo è quanto i nostri strateghi più o meno improvvisati e i nostri duri a parole pensavano ad agosto. Ora invece si parla di exit strategy e di rientro dei militari a Natale. È bastato che passasse poco più di un mese e che tornassero sei bare a far cambiare loro idea?

Ma veramente pensavano che l’Afghanistan fosse una passeggiata senza costi, un luogo da cui andare a venire senza pagare dazio?

Ecco in che mani erano i ragazzi che sono morti.

* Articolo 11 della Costituzione italiana: «L’ Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

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5 Commenti

  • avatar giuliana scrive:

    Se siamo in guerra occorre applicare il codice militare di guerra. Giustissimo. La guerra al mondo intero -noi compresi- l’ha dichiarata l’estremismo islamico. Non ne ha fatto mistero, ma abbiamo fatto finta di non aver capito. Fare come le anguille non è mai stato così semplice: basta accusare l’America e Israele di tutti i mali del mondo e …voilà…siamo pappa e ciccia con gli estremisti; magari li prendiamo sottobraccio mentre si passeggia, ci convinciamo di essere loro amici e di poter godere del privilegio di non essere attaccati. Il gioco, sporco e vomitevole, può bastare per un po’, ma anche gli estremisti hanno un codice d’onore secondo il quale i codardi, soprattutto se infedeli, si sfruttano poi si sgozzano senza problemi. Un paese senza dignità è quello che si piega ad ogni violenza e ricatto. Un paese senza dignità umilia i propri cittadini se non è in grado di difenderli. L’Onu ha mandato le truppe in Afghanistan, perché è da là che arrivano i terroristi che compiono stragi sia in occidente che negli stessi paesi musulmani nei quali vogliono prendere il potere. I nostri ragazzi sono là per difendere anche noi. Credono e rispondono ad ideali che non sono più patrimonio di tutti. E questo li rende ancora più speciali, ma soprattutto bersaglio di vergognose critiche che non rispettano neppure la loro morte.
    Una cosa mi riesce difficile da capire.
    Se la guerra è contro tutti, compresi i musulmani “moderati”, come mai, tutti quei giovani immigrati musulmani che hanno invaso l’Europa come cavallette, che non mancano di farci capire il loro disprezzo perché ci considerano inferiori, pronti a fare fuoco e fiamme per una vignetta, non sentono il dovere morale di andare a combattere di fianco alle forze dell’Onu contro gli estremisti, dei quali anch’essi e le loro famiglie, nei loro paesi, sono bersaglio?

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  • avatar fb scrive:

    Riuscire a dire ed a proporre qualche cosa di profondamente, universalmente e definitivamente valido per la questione afghana è cosa estrememente ardua.L’uomo della strada, d’istinto, specie dopo l’uccisione dei sei militari della Folgore, vorrebbe senz’altro che i nostri tornassero subito a casa; anzi, sono convinto che tutti, di ogni nazione coinvolta, vorrebbero che i loro soldati abbandonassero quel paese, fatto di polvere e sassi. Poi si ripensa a che ne sarebbe, degli afghani, abbandonati nelle mani di un governo-fantoccio, che sarebbe spazzato via in breve dai talebani. I quali sono solo degli infami ignoranti assassini che non pensano che a decapitare, mutilare, lapidare, con gioia irrefrenabile; si autodefiniscono studenti coranici e non sanno nemmeno leggere, ripetono i versetti del Corano a memoria, specie quelli che inneggiano a stragi e violenze. Evidentemente però il loro Corano prevede eccezioni per la coltivazione del’oppio, quella va bene. Mi immagino come vivrebbero soprattutto le donne ed i bambini in un rinnovato governo talebano, le une attente a non disvelare un solo dito dei piedi, ricoperte da burqa infami, gli altri con il divieto di giocare, di frequentare scuole, di cantare, di fare od ascoltare musica. Ciò perchè, sempre secondo gli studenti analfabeti, è prescritto nel loro Corano. Nei giorni festivi, poi, tutti ad assistere a decapitazioni, tagli di mani ed altro, lapidazioni, impiccagioni, bastonature e fustigazioni. Quanto all’economia, tutti a coltivare oppio, che si aggiunge a quello di una religione pure lei droga e sfregio di un povero popolo abbandonato da Allah e dagli uomini. La Russa è da comprendere, basta guardarlo in faccia, sembra lo spot del perfetto fascista reduce da marce su Roma e dintorni; gli lampeggia lo sguardo quando, in tuta mimetica ed anfibii, passa in rivista la Folgore ed altre formazioni militari di corpi specializzati. E le nostre industrie belliche devono pur dare da lavorare ai loro dipendenti e vendere a più non posso, per sopravvivere: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, di qualsivoglia genere esso sia!

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  • avatar giuliana scrive:

    fb- grande caduta di stile neli’ultima parte. Ti ricordo la sublime lezione del gesto e delle ultime parole pronunciate da un giovane uomo fino ad allora anonimo e sconosciuto, Fabrizio Quattrocchi, il quale, inginocchiato, con le mani legate e incappucciato, ha chiesto che il cappuccio gli fosse tolto per guardare negli occhi i suoi aguzzini prima che eseguissero la sua condanna a morte:”Vi faccio vedere come muore un italiano!”
    Non ha fatto distinzione tra fascisti e comunisti, rossi e neri, destra e sinistra, Bartali o Coppi, cotta o cruda… che piace a tanti, ma che serve solo a schierarci e dividerci.
    Ha parlato di “italiano” come massima espressione di un popolo che di fronte ad un nemico comune deve saper ritrovare la propria unità.

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  • avatar fb scrive:

    Cara Giuli, la mia non è stata una caduta di stile, ma solo una forte divergenza dalle tue posizioni che ti ha fatto perdere il lume della ragione. Divergenza che immagino sia sorta da quando ho osato citare invano il sacro nome di La Russa e quello della Folgore. Quanto ho scritto in precedenza era tutta paccottiglia, evidentemente. Non venirmi poi a citare quale esempio fulgido di eroismo italico Fabrizio Quattrocchi, che aveva scelto di arruolarsi in una società di servizi di sicurezza, la Presidium Corporation, al servizio dell’esercito USA, tant’è che i quattro ostaggi erano forniti di armi americane. La sua morte è stata operata in modo barbaro ed inutile, anche se in circostanze oscure, come sempre nei pastrocchi di politica italiana.Ti ricordo comunque che i caduti di Nassirya non hanno avuto che uno straccetto di Croce al Merito, mentre a lui è stata conferita la medaglia d’oro: perchè? Non era un militare, era pagato profumatamente per un lavoro pericoloso che solo lui aveva scelto ed aveva attorno, fra l’altro, teste calde di ultradestra. I suoi reclutatori sono stati inquisiti ed arrestati per reclutamento di uomini in favore di truppe straniere. La medaglia d’oro a Quattrocchi, richiesta in piena campagna elettorale, da Giorgetta Meloni di Azione Giovani, da La Russa e da AN, serviva solo a crerare eroi di destra da esibire sul palcoscenico nazionale. I familiari dei caduti di Nassirya avevano protestato per la disparità assurda di trattamento tra i loro caduti e Quattrocchi. Nella motivazione della medaglia conferitagli figurano parole assurde, pure queste contestate abbondantemente, come il fatto che la sua uccisione fosse rivolta contro l’Italia, che egli avesse dimostato amor di patria e che avesse tenuto alto il prestigio e l’onore del suo Paese. Gli riconosco solo molto coraggio e grande sangue freddo, oltre che una superiore dignità nel morire alla sua giovane età. Sono ben altri, invece, gli esempi di amor patrio, nel passato, nel presente e, si spera, nel futuro del nostro Paese. E gli eroi non sono solo quelli che rivestono divise militari e che danno la vita dopo averla tolta ad altri, piantiamola una buona volta con questa fola millenaria!

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  • avatar fb scrive:

    Rispondo brevemente anche all’altro commento della Giuli. Un Paese senza dignità è quello che consente di essere guidato da un governo composto da (CENSURA) del genere di quello attuale (CENSURA).
    FB NON HA ANCORA CAPITO CHE NON VOGLIAMO ESSERE QUERELATI PER COLPA DELLA SUA INTEMPERANZA?

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