La Chiesa vuole annettersi anche Springsteen, Dylan e Tom Waits

Pubblicato da Redazione il 14 settembre 2009 in Musica & Spettacolo, religioni |


altan_religione

La risposta soffia nella Bibbia * 

Le Sacre Scritture come pre-testo della canzone americana popolare e d’autore * 


di Luca Miele

 

«Il re ordinò che fossero legati / e gettati nella fornace ardente». Il re di cui si parla è Nabucodonosor, la fornace attende chi non adorerà «l’idolo d’oro». Siamo dinanzi ai versi di una canzone di Johnny Cash, The fourth Man. La fornace ardente a cui allude il testo (fiery furnace), prima di essere un luogo comune del romanzo americano, le cui tracce sono tanto nel melvilliano Moby Dick che nei racconti di Hawthorne, è estrapolata da un brano biblico. Per narrare la sua personale (e sofferta) redenzione, Cash sceglie di interpretare un passo del profeta Daniele. Come è accaduto a Sadrach, Mesach e Abdenego nel passo biblico, Cash sente di avere camminato nelle fiamme e di esserne uscito, soccorso da un misterioso «quarto uomo».

Quello del corpo a corpo con le Sacre Scritture non è solo la cifra poetica del cantante scomparso nel 2003, ma un tòpos ricorrente nella canzone popolare americana. Mediata dal grande patrimonio afroamericano dei gospel, nel quale il cristianesimo ha riversato il suo patrimonio figurale, lessicale e simbolico, la canzone Usa ha attinto a piene mani dal testo biblico, spingendosi in alcuni casi fino alla citazione letterale. Insomma se c’è un pre-testo che percorre l’intero mondo della canzone americana, popolare e d’autore, è proprio la Bibbia. La Bibbia ha fornito immagini, simboli, un intero linguaggio, come si addice a un testo fondativo, ad alcune delle più significative voci americane.

Questa appropriazione è rintracciabile anche in personalità che la critica ha sempre dipinto come distanti dalla fede. Come Woody Guthrie, una delle figure più intense del panorama musicale americano, cantore dei diseredati, delle vittime della Grande depressione, degli esclusi dal sogno americano. Ebbene Guthrie intitola una canzone a Gesù (Jesus Christ), nella quale attinge ai Vangeli con grande attenzione filologica per fare del suo personale Messia un’incarnazione della lotta per la giustizia. Gesù, canta Guthrie, «aveva viaggiato in lungo e largo» (Matteo, 8, 20 e Luca, 9, 58), era un falegname (Marco, 6, 3), venuto «a portare non la pace, ma la spada» (Matteo, 10, 34), il cui insegnamento è di dare tutto ai poveri (Matteo, 19, 21; Marco, 10, 21; Luca, 18, 22).

E la convinzione che «i poveri un giorno erediteranno il mondo», espressa nel brano, trova la sua base scritturale nel Discorso della montagna.

Chi è profondamente debitore del mondo poetico di Guthrie è Bruce Springsteen al quale si deve una riscrittura del personaggio di Tom Joad, protagonista del romanzo Furore di John Steinbeck, già cantato dallo stesso Guthrie. La produzione di Springsteen è disseminata di simboli, motivi e citazioni bibliche, in particolare per dire la salvezza e l’ansia di redenzione. Il tragitto che nella sua ormai trentennale carriera Springsteen fa descrivere ai suoi personaggi è infatti un progressivo abbandonare l’oscurità per approdare in un territorio di luce. Se in un brano giovanile, il cantante attinge all’Esodo e alle immagini del deserto per proclamare la sua fede nella Terra promessa (The promised land), in una canzone della maturità – Across the border – la salvezza è declinata, come ha notato Antonio Spadaro, con le parole del Salmo 23. Ma è soprattutto nei brani di The rising, composti dopo l’11 settembre, che il linguaggio di Springsteen assume coloriture sempre più religiose.

In The rising (il verbo «to rise» significa ascendere, sollevarsi, resuscitare) un pompiere corre verso l’alto, nelle mai nominate Twin Towers. L’uomo risponde alla «croce della sua chiamata». Sale con un macigno sulle spalle, ha perso la sua strada nell’oscurità per quanto è salito, non riesce a vedere nulla davanti a sé e niente alle sue spalle, non sente nulla se non la catena che lo lega. Incrocia facce annerite, occhi che bruciano. Si imbatte in spiriti: sono «sopra e dietro» di sé. Il nominare gli spiriti indica qui la frattura della realtà. Siamo ancora in questa vita? Nell’altra? Sono persone vive? Sono anime? Quello che è certo è che siamo ormai in un’altra dimensione.

Negli attimi che precedono la morte, l’io poetico vede l’immagine «sacra» dei suoi figli danzare in un cielo di luce. L’uomo giunge a trovarsi faccia a faccia con «la luce incandescente del Signore». Il fuoco, che Springsteen nomina quando canta di un «vento infuocato», è lo Spirito. Qui riecheggia la parola biblica: lo Spirito santo è il vento ( Giovanni, 3, 8 ) che avvampa il fuoco, Spirito e fuoco sono una cosa sola (Atti degli apostoli, 2, 2-3).

Nella sua carriera, Springsteen ha incontrato il patrimonio musicale di un altro storico cantore Usa, Pete Seeger, il cui brano Turn! Turn! Turn! è una riscrittura di un passo dell’Ecclesiaste ( 3, 1-8 ).

 L’autore, che più di altri ha contribuito a rivoluzionare il linguaggio non solo musicale del rock, fino a fare esplodere i limiti della forma-canzone, forzando i confini tra poesia e musica, rock e tradizione popolare è Bob Dylan. Ha scritto Alessandro Carrera, «sarebbe troppo poco dire che Dylan legge la Bibbia, cita dalla Bibbia, si fa ispirare dalla Bibbia. Dylan è letteralmente attraversato dalla Bibbia, annega nella Bibbia e con la Bibbia risorge alla superficie. Non c’è quasi allusione oscura nelle sue canzoni che non sia riconducibile a un riferimento biblico». E allora, sul filo del lavoro esegetico compiuto da Carrera, prendiamo in esame uno tra i più celebri brani di Dylan, All along the watchtower.

«C’è troppa confusione/ non riesco a trovare pace», canta Dylan. Ma di una «città della confusione» e di una «torre di vedetta» c’è traccia in Isaia (24, 10 e 21, 5). Mentre dell’ora che si fa tarda e del dovere di stare in guardia, come ricorda ancora Carrera, ci si può riferire a Matteo (24, 42-43). Ancora nel testo di Dylan fanno irruzione uno «sciacallo», l’ululato del vento, l’avvicinarsi di due cavalieri, tutti segni della distruzione che si avvicina. Il riferimento è alla caduta di Babilonia. I rimandi alla Bibbia sono presenti anche in altre composizioni di Dylan. Si pensi ai celebri versi di Blowin’ in the wind nei quali è richiamata l’immagine della colomba (Genesi, 8, 8), o a quelli di Highway 61 revisited nei quali il mancato sacrificio di Isacco (Genesi, 22, 3) si compie sotto la minaccia di essere «deportati» lungo la highway 61.

L’ossessione della morte e della caduta permea un brano di Tom Waits Dirt in the ground nel quale è richiamato Ezechiele 37, 4: «Caino uccise Abele con una pietra / il cielo si squarciò / il tuono risuonò // Potranno queste ossa asciutte rivivere lungo un fiume di carne? / Chiedilo a un re o a uno straccione / la risposta sarà sempre / saremo tutti / polvere nella terra». 

Il «polvere sei e polvere tornerai» (Genesi, 3, 19) riecheggia anche in un brano di Steve Earle, Ashes to ashes, apparso nel controverso album Jerusalem, nel quale è presente anche un’allusione all’episodio della torre di Babele (Genesi, 11, 9): «Faresti bene a tenere a mente / che ogni torre cadrà / non importa quanto forte possa essere / un giorno ogni grande muro si sbriciolerà / ogni idolo cadrà / Polvere alla polvere / cenere alla cenere». In Jerusalem, un presente ingoiato dalla violenza si scioglie nella visione escatologica, quando «il lupo e l’agnello pascoleranno insieme» (Isaia, 65, 25).

(L’Osservatore Romano, 22 ottobre 2008)

Non è la prima volta che un giornalista del Vaticano si applica al rock (abbiamo già pubblicato un articolo dell’Osservatore Romano su Michael Jackson uscito in occasione della sua morte), ma il risultato è sempre frustrante. Come se un redattore di Rockerilla o del Mucchio Selvaggio si dedicasse all’esegesi del testo biblico. Ma che cosa si vuol dimostrare scoprendo l’ovvio, ossia che tante canzoni di Dylan e Springsteen, di Cash e Tom Waits sono infarcite di citazioni tratte dalla Bibbia? Che il rock e il blues si ispirino alla Bibbia, in un Paese dove la Bibbia è (o è stata) lettura domestica e familiare fin dai tempi dei Padri pellegrini è cosa così ovvia che solo i lettori dell’Osservatore Romano forse ignorano. In ogni casa americana c’è una copia del vecchio testamento e persino nei cassetti dei comodini dei motel dove si va per fornicare. Chissà che tante canzoni non siano nate così, nella squallida camera di un hotel dopo aver commesso adulterio o generici atti impuri. Dall’influsso della Bibbia, in un Paese che non perde occasione per appellarsi alle Sacre Scritture, non poteva essere immune il mondo della musica. Ma questa influenza riguarda tutta la letteratura statunitense, specialmente quella della Bible belt, la fascia della Bibbia, cioè gli Stati del Profondo Sud. Lì ci sono fior di capolavori impregnati di simbologia religiosa, senso del peccato, bisogno di espiazione, eccetera. Basti un nome per tutti, quello della grande e tormentata scrittrice cattolica Flannery O’Connor.

E allora, dove vuole andare a pare Miele? Nel solito posto, forse. Cioè che non si può vivere, parlare, scrivere e comporre facendo a meno di Dio. Che è la linea dell’attuale papa: comportatevi tutti, anche voi agnostici, come se credeste. Sì, vabbe’, d’accordo sui dieci comandamenti e sui valori evangelici, ma lasciateci leggere i libri sacri da soli. Non abbiamo bisogno della vostra interpretazione e mediazione. E men che meno dovete tradurci e spiegarci Dylan e Cash, che si spiegano benissimo da soli. A parte il fine ultimo del vostro interesse strumentale per il rock e il folk e il blues, resta solo la vostra  arida erudizione. Come in tanti sermoni orali e scritti di tanti sacerdoti e canonici ed eminenze. Il giorno che saprete esprimervi come Cristo o Robert Zimmerman vi ascolteremo più volentieri. Parola. Di padre David Maria Turoldo ne nasce uno ogni cent’anni.  (is)

* Titolo e sottotitoli originali. 

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:, , , , , ,

8 Commenti

  • avatar jackbacc scrive:

    mi chiamo Alberto,45 anni, operaio, sono nato e vivo a Fidenza. mi interesso di democrazia diretta e ambiente. vi chiedo: siete legati o comunque simpatizzanti di gruppi d’incontro, associazioni, movimenti politici? la domanda vale per la redazione e anche per i lettori. grazie ciao

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar fb scrive:

    Dio, per fortuna o purtroppo, come citava Gaber -che fra l’altro scrisse anche una canzone,nel 1980, sull’argomento, “Io se fossi Dio”- é un prezzemolino che entra e si caccia per ogni dove; persino nel titolo del corrosivo pezzo di Marylin Manson “Antichrist Superstar”. Cantavano 40 anni fa Simon&Garfunkel, in “Mrs. Robinson”: Jesus loves you more than you will know!” E Dalla sospira in “Piazza Grande: “Avrei bisogno di pregare Dio…”. E solo la puritana RAI democristiana aveva censurato “Dio è morto” dei Nomadi\Guccini, mentre, strano a dirsi, fu proprio la Radio Vaticana di allora a mandarla in onda a tutto spiano, a tutta callara, come dicono laggiù. Se Cristo tornasse oggi sulla terra, penso che troverebbe più naturale un suo accostamento al pescatore di De Andrè che non quello ad altri personaggi di istituzioni bacchettone e baciapile che ronzano non intorno agli altari delle chiese, ma soprattutto alle canoniche ed alle sagrestie. Anche Re Davide ballava, cantava e suonava lodi a Dio -dopo aver accoppato Uria, comunque- ed esiste una sezione biblica che si chiama “Cantico dei Cantici”. Ogni tanto, non sapendo più dove andare a parare e a quale appiglio agganciarsi anche Ratzinger, la CEI ed i loro addetti-stampa vanno a pescare un po’ a casaccio nella bisaccia della teologia e dogmatica, un po’ come chi tiene il cartellone, nel gioco della tombola, che rovista nel sacchetto alla ricerca random delle tesserine da 1 a 90. Quello che esce, esce, ‘ndo cojo, cojo. Ad es., che riscoperta della patata lessa e dell’acqua calda è mai quella recentissima del fatto che non basta avere la fede, ma le si devono far seguire i fatti improntati all’amore per il prossimo,alla carità,alla misericordia? Ma lo aveva già detto e ripetuto 2mila anni fa qualcun altro, anche se poi si contano sulle dita di una mano coloro che hanno messo in pratica i suoi precetti, anche cantando, ballando e suonando!

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar Ivano Sartori scrive:

    Gentile Alberto, le posso rispondere solo per quel che mi riguarda. Sono un redattore del sito e non sono legato a nessuna delle organizzazioni che lei cita. Il poco che ho fatto collettivamente, con scopi politici, è avvenuto tanto tempo fa. E poi ancora cinque anni fa, ma è stata un’esperienza brevissima, per quanto educativa. Insieme a qualcun altro faccio questo sito che si regge sull’autosufficienza e tolleranza reciproca. Siamo tutti di centro-sinistra, ma ognuno con un’idea politica propria (non ve ne sono due che combacino). Siamo, per così dire, una federazione di opinioni. Da fuori, qualcuno simpatizza, altri antipatizzano. Non corriamo dietro a nessuno, qualche volta veniamo rincorsi. E non sempre da benintenzionati. Lavoro nell’informazione e, a tempo perso, metto le mie allenate mani a disposizione di questo piccolissimo organo di informazione. Della politica mi interessa l’aspetto etico, che gli insofferenti chiamano moralismo e giustizialismo. Dimostrando così di avere poca dimestichezza e con l’italiano e con la politica che non sia affaristica. Cedo la parola ad altri.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar fb scrive:

    Alberto, quando ero studente universitario, i miei compagi, ma solo di collegio, non nel senso di affiliati al PCI o PSI, mi avevano soprannominato “Cane perduto senza collare”, dato che girava allora un best-seller con titolo simile. Tranne un solo anno di iscrizione al PSI, sono sempre rimasto senza collare ed anche anarchico, ragion per cui sono spesso stato e sono ancora sugli zebedei a tanti,di centro, di sinistra e di destra, che non capiscono come possa una persona vivere priva di etichettatura. Posso anche solo sommessamente aggiungerti, in un orecchio, che, dato il titolo della lettera, non vedo molto la pertinenza e l’attinenza della tua domanda circa l’appartenenza politica dei redattori e dei varii commentatori di Navecorsara? A seconda della loro collocazione, ti saresti allora ritirato o avresti invece iniziato a partecipare ai dibattiti? Cantiamo, che ci passa, non però le nenie gregoriane, meglio magari quelle degregoriane!

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar Guido Giombi scrive:

    Accidenti! L’Osservatore Romano mette le zampette sulla musica americana! Lo fa “citando le citazioni” della Bibbia che autentiche leggende hanno inserito nei testi delle proprie canzoni. Il Woody Guthrie di “This land is Your land”, Johnny “The solitary man” Cash, menestrello del folk americano come e, talvolta più di Bob Dylan e Pete Seeger, il più incazzato di tutti e scontroso come un orso grizzly, ma quante ballate di pace!
    E’ la seconda volta che scoprono l’acqua calda. In un articolo del marzo 2008, sempre sull’Osservatore,
    (http://www.killerinthesun.com/index.php?option=com_content&task=view&id=538&Itemid=54) Stas Gawronski stila una mappa della presunta cattolicità di Bruce Springsteen, “destinato” per forza di cose ad essere cattolico. Francamente insopportabile la lettura per chi, come me, a prescindere dall’agnosticismo, crede nel libero arbitrio e mal digerisce certe annessioni interessate.
    Ma se così deve essere, l’Osservatore Romano si annetta anche il testo di questa canzone del Bruce “Jersey Devil” Springsteen dal titolo “Reno”, contenuta nell’album “Devils & Dust” del 2005:
    Si è levata le calze, le ho tenute sulla mia faccia
    Lei aveva le tue caviglie, mi sono sentito riempito di grazia
    “per duecento dollari dentro normalmente,
    per duecentocinquanta nel culo”, ha detto sorridendo.
    Mi ha slacciato la cintura, si è tirata indietro i capelli e si è seduta di fronte a me sul letto.
    Ha detto: “Tesoro, com’è? Vuoi che vada piano?”
    I miei occhi si sono trascinati fuori dalla finestra, giù nella strada di sotto.
    Ho sentito il mio stomaco stringersi. Il sole ha insanguinato il cielo
    E ha tagliato le persiane dell’albergo. Ho chiuso gli occhi.
    La luce del sole sull’Amatitlan, la luce del sole che scorre attraverso i tuoi i capelli.
    Nella Valle dos Rios, l’odore di qualcosa simile ad un’arancia riempiva l’aria.
    Cavalcavamo con i vaqueros, laggiù in freschi fiumi di verde.
    Ero sicuro che il lavoro e che quel sorriso che usciva sotto il tuo cappello
    era tutto quello di cui avrei avuto bisogno.
    Per una ragione o per un’altra tutto quello di cui avresti bisogno non è mai veramente abbastanza
    Tu ed io, Maria, l’abbiamo imparato che è così.
    Lei mi ha fatto scivolare fuori dalla sua bocca, “Sei pronto” ha detto.
    Si è tolta il reggiseno e le mutandine, si è bagnata un dito, l’ha fatto scivolare dentro di lei,
    e si è trascinata sopra di me sul letto.
    Mi ha versato un altro whisky,
    Ha detto: “Al meglio che tu abbia mai avuto”
    Abbiamo riso ed abbiamo fatto un brindisi.
    Non era il meglio che abbia mai avuto,
    Non ci andava neanche vicino.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

  • avatar fb scrive:

    Editore, ma insomma, son qui tutto un rossore di gote; come si fa a pubblicare certe volgarità, ma insomma, sor Guido! Qualcuno mi dia una mano, dove sono finiti tutte le puritane ed i pudibondi della Nave? Oh, my God, ma che parolacce, che frasi, che espressioni ho dovuto leggere con l’unico occhio -si dice- che ancora mi rimane per decifrare l’alfabeto latino!

    Ti piace questo commento? Thumb up 1 Thumb down 0

  • avatar jackbacc scrive:

    cara Nave Corsara,grazie per le risposte.ho scritto su questa lettera perchè non sono riuscito a farlo in uno spazio più appropriato dato che non sono pratico di computer.la mia domanda su gruppi d’incontro,movimenti politici etc era per capire se nella zona c’era qualcosa del genere,al di fuori dei partiti,interessanti da seguire o da contattare.non era una richiesta di autoetichettatura o altro.vi dico sommessamente che vi seguo con interesse e che i prossimi modesti interventi cercherò di farli con più pertinenza…….però se non c’è un po’ di casino che nave pirata è?

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar Carmen scrive:

    Da un lato scrivi che l’articolo dice delle ovvietà, in quanto è cosa risaputa che la cultura americana sia impregnata di senso biblico, e dall’altro sembreresti voler dire che si tratta di tutt’altro che di ovvietà, quanto piuttosto di una ricostruzione forzosa per andare a parare chissà dove. Mah! A me sembra che tu qui proponga nient’altro che una lettura capziosa dell’articolo, tesa a fare dell’anticlericalismo fine a se stesso. Dove sarebbe il tentativo di “annessione” alla Chiesa? Qui si parla di ispirazione a simbologie e temi biblici. E cosa c’entrano considerazioni come: “non abbiamo bisogno della vostra interpretazione e mediazione”? Se non sei cattolico è chiaro che ritieni di non averne bisogno (questa sì che è un’ovvietà), ma non si capisce perché ti esprimi col “noi”. Voi chi? Stai parlando di un articolo dell’Osservatore Romano, ossia di un giornale rivolto ai cattolici. Qualcuno ti ha forse chiesto di leggere l’Osservatore Romano? Ma se non lo leggo io che sono cattolica! In ogni caso si tratta soltanto dell’articolo di un giornale, non certo di un’enciclica o di un aggiornamento del Catechismo, e mi sembra davvero un’esagerazione il fine ideologico che gli attribuisci, quasi come se fosse una sorta di “discorso al mondo” per convincere di chissà cosa in relazione a quella che presumi essere l’attuale linea della Chiesa, di cui penso che tu sappia molto poco, forse soltanto quello che ascolti dalla vulgata anticlericale in circolazione.
    Ciao

    Carmen, 22 anni, Salerno

    Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 2

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2007-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.