Ahia che male cadere sul cemento!

Dedichiamo questa Amaca di Michele Serra ai nuovi amministratori di Fidenza. Affinché meditino su uno degli scivoloni (quello fatale?) che ha fatto cadere i loro predecessori. Cinque anni di gesso non sono pochi. Un monito.
di Michele Serra
«Sull’Expo di Milano grava la parola “ridimensionamento”. Il piano (sulla carta molto bello) presentato dagli architetti prevede orti, acque, luci, vetri, verde, spazio, cascinali restituiti alla città, ma pochissimo cemento. Essendo il cemento l’unità di misura del Moderno – anche se è un Moderno che puzza di muffa – le autorità preposte si sentono punte nell’orgoglio da quella parola – ridimensionamento – che metterebbe in discussione la grandeur progettuale meneghina. Né l’opposizione, almeno per adesso, mostra di sapersi distinguere: dice anche lei ‘ridimensionamento’, e lo dice come capo d’accusa. Ci sarebbe piuttosto da festeggiare. Di ridimensionarci avremmo bisogno un po’ tutti, chi più chi meno. Ridimensionare ambizioni, presunzioni, impatti, progetti, spese, megalomanie, pretese, apparenze. Fare finalmente di necessità virtù, mettere la museruola agli appetiti insaziabili degli speculatori, concentrarsi sui vuoti piuttosto che sui pieni, godersi gli spazi senza l’ansia di riempirli (horror vacui). Ma forse quella del ridimensionamento è una scommessa troppo moderna per la vecchia Milano. Né il centrodestra, con il leader non ridimensionabile che si ritrova, sembra attrezzato per cogliere la novità». (la Repubblica, 10 settembre 2009)












