Nessuna è più über alles di lei

Pubblicato da Redazione il 22 agosto 2009 in Politica |

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Per il quarto anno consecutivo, la cancelliera tedesca Angela Merkel è risultata prima nella classifica delle donne più potenti del mondo stilata dal magazine americano Forbes. L’unica italiana presente tra le prime cento è Marina Berlusconi, che passa dal 34º al 33º posto. C’è chi il potere se lo conquista e chi lo eredita. 

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14 Commenti

  • avatar a90 scrive:

    I lettori non me ne vogliano; so che probabilmente sbaglio, sono uno sporco razzista -non leghista, però-, ma io i tedeschi non li sopporto, a meno che non esista una distanza di qualche diecina di metri tra loro e me. E’ proprio un’insofferenza di pelle, mi viene come un fastidio epidermico ed intestinale, al solo sentirli abbaiare e ringhiare nella loro lingua; non mi piacciono neppure i loro bimbi biondo-stoppa e le loro ragazzotte slavate, capelli cinerini, occhi gelidi, muso duro. Preferisco loro mille volte certe belle moraccione nostrane di latitudini meridionali, che con un’occhiata languida di loro quegli occhi neri di fuoco, ti raccontano, avvolgendoti in spire roventi, e ti preannunciano poemi erotici estenuanti. Non sopporto i germanici, ad iniziare dagli altoatesini,perchè hanno sempre quell’aria arrogante e superba di popolo, appunto, uber alles, e te lo schiaffano sul muso in ogni modo. Superiori de che, poi? Il ricordo di quanto hanno perpetrato in Europa ai tempi del loro Fuehrer mi impedisce un approccio posoitivo, è più forte di me. Ma perchè Benito, ai tempi, ha potuto concepire un’alleanza con quella gente, nostri nemici giurati e tradizionali da secoli?

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  • avatar elena scrive:

    Il Re ed il Governo Mussolini sono entrati in guerra a fianco della Germania, hanno approvato le leggi razziali facendo finire migliaia di persone nei campi di concentramento. Molti repubblichini della repubblica di Salò fanno ancora politica in Italia, per esser precisi siedono in Parlamento mentre in Germania la vergogna per l’orrore, la barbarie e gli scempi perpetrati la pagano ancora oggi le nuove generazioni dopo 60 anni. Loro non salderanno mai il loro debito con la storia nonostante la divisione in due Stati, il muro e tutto ciò che questo ha comportato. Da noi la Resistenza ha salvato tutti in extremis….ma avendo noi la memoria storica molto breve consentiamo che certe ideologie proliferino e che certe persone siedano in Parlamento. La costituzione vieta l’apologia del fascismo, ma si sa, da noi le regole non vanno rispettate. In Germania invece sì.
    E se anche da noi ci fosse stato un processo come a Norimberga? C’è chi è stato giustiziato dai partigiani ma tutti gli altri che hanno collaborato con i nazisti nelle stragi di cui all’armadio della vergogna? C’è stato solo lo spazio per la vendetta sommaria e i ragazzi oggi studiano la storia sottovalutando il ruolo e le responsabilità che l’Italia ha avuto dal 1939 al 1944, focalizzando l’attenzione sul ruolo dell’Italia Partigiana. Siamo redenti, ma siamo sicuri di meritarcelo? La storia dovrebbe insegnarci a non commettere più gli stessi errori……….Franco, i tedeschi di oggi non sono un tutt’uno con il Fuehrer…..se provi a parlare con loro di politica, di società civile e di giustizia oggi siamo noi ad uscirne con le ossa rotte, perchè anche loro fanno il tuo stesso errore: ci identificano con il nostro Presidente del Consiglio

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  • avatar a90 scrive:

    Hai scritto un’analisi esatta ed acuta, Elena; la Resistenza per noi italiani, cinici ed indifferenti, è stata la comoda candeggina che ci ha lavato la coscienza storica dell’animaccia nera del bieco Ventennio. Poi, il 25 aprile, ogni anno, ritirano fuori dal freezer sempre meno nonnetti ex-partigiani, una bella fanfara con la banda comunale, un discorsetto d’occasione, “Bella ciao!” e poi tutti a casa. A scuola sono rari i prof che parlano dellla Resistenza, presentando entrambe le facce della medaglia, hanno tutti il timore di fare la figura del fascistoide o del veterocomunista. I partigiani hanno giustiziato i pesci piccoli, gli squali sonpo rimasti a nuotare nei vasti oceani della politica e poi sono regolarmente riapparsi, più voraci che mai. Noi ci riempiamo la bocca con l’illusione ipocrita ed autoassolutrice degli “Italianski karasciò”, italiani brava gente, anche in guerra, mentre in Etiopia,in Libia, in Jugoslavia, in Grecia e come guide appenniniche delle SS, ne abbiamo combinate di cotte e di crude. Ma guarda che se noi abbiamo il famoso armadio della vergogna, in Germania, in Alto-Adige, in Austria, fior di criminali se la sono scampata, hanno occupato poi, nel clima della guerra fredda, sia ad Est che ad Ovest, posti-chiave negli uffici statali, in banche, in Parlamento. Nella Germania Est, ne sedevano a iosa nel arlamento; avevano solo cambiato qualche particolare fregio sulla dicvisa da SS e come agenti della Stasi usavano lo stesso abbigliamento di prima. Quanto alla mia repellenza verso i teutonici, Elena, non so che farci, è più forte di me; in tanti, se non tutti, di quegli occhi cerulei glaciali, in quelle grinte dure, in quel loro abbaiare per parlare, come scriveva Primo Levi, rivedo e risento, anche se indirettamente, i loro nonni o genitori del periodo hitleriano. Non riesco nemmeno ad associarmi ai complimenti che mia moglie, le amiche, parenti o conoscenti rivolgono ai loro bimbi, belli, biondi e rosei; non mi attirano nemmeno loro.

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  • avatar Franco Francuti scrive:

    “..I tedeschi di oggi non sono un tutt’uno col Fuehrer…”??
    “..se provi a parlare con loro…”????
    Oh, Elena!! Non stai spiegando il popolo tedesco di oggi a tuo nonno incartapecorito nei vessilli garibaldini! Stai rispondendo ad un vaneggiante, ma dalla capa traboccante di materia grigia (no!Non intendo i capelli! Ma poi ..ce li avrà??), Franco Bifani!
    E allora suonagliele di santa ragione! Diglielo nei denti che si sta burlando, coprendosi suo malgrado di ridicolo, del popolo più evoluto a livello sociale e culturale, di tutta Europa!E che la Merkel ne è la fulgida e sbarluccicante corona!
    Loro sono i redenti, non noi.
    Noi siamo sempre stati presi a spintoni dalla Storia, c’è mancato il sonoro ceffone.
    …Rimango della mia idea comunque: Bifani è un adorabile provocatore e si diverte, come un bambino che al luna park va di giostra in giostra, a rimbalzare da un articolo all’altro della Nave. L’arguzia che mette nei suoi interventi è indice di gradimento alla discussione cui partecipa.
    In sostanza della Merkel, dell’immigrazione e di Salso, non gliene frega na mazza..
    P.s. Sto cercando merchandising di Franco Bifani:T-shirt, deodoranti per auto, tazze… su e-bay non ho trovato nulla. A chi mi devo rivolgere?

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  • avatar elena scrive:

    Pensa allora che ci sono stati tedeschi grandi e diversi come Brecht e Rosa Luxemberg, che hanno usato la stessa lingua abbaiante per lanciare messaggi meravigliosi e prova ad apprezzare il buono che si può trovare ovunque, anche in Germania e anche nei tedeschi.
    Ho condiviso la tavola con austriaci e tedeschi discutendo come faccio virtualmente con te ed il confronto è stato ugualmente piacevole, nonostante la differenza linguistica. Sarà la tavola che avvicina, sarà che dopo un pò il velo gelido cade dagli occhi che solo apparentemente appaiono glaciali mostrando i sentimenti che vengono celati con un pudore leggermente estraneo alla nostra sanguignità mediterranea. Quando gli spiriti si avvicinano cadono le frontiere e non per decreto…….ti auguro di poter incrociare il cammino con qualche teutonico con cui confrontarti come è successo a me e che tu possa vedere tutti i bambini allo stesso modo. Pensa allora che ci sono stati bambini tedeschi forzatamente allevati ed istruiti secondo la volontà dello stato che a 6 o 7 anni si sono scontrati con la dura realtà di un mondo che crollava loro intorno, scoprendo una realtà impossibile da comprendere, tantomeno da approvare. Bambini che hanno perso tutto: famiglia, casa, certezze, affetti così come in tante parti del mondo. Vittime ignare di un mondo governato da pazzi. E magari, passati dal governo di un Hitler a quello di uno Stalin….con la differenza che quello che prima ti veniva insegnato come dovere fondamentale di un cittadino tedesco veniva dagli altri usato per poterti eliminare. Quanti madri tedesche dell’est nel primo dopoguerra hanno avuto paura di non vedere i propri figli tornare da scuola perchè venivano istigati a ripetere come scimmiette ciò che gli era stato insegnato dagli ammaestratori precedenti?
    La storia mi insegna che ci sono fondamentalmente due categorie: i carnefici e le vittime. Entrambe non hanno nazionalità, si trovano ovunque. Nonostante gli orrori commessi dalla belva umana nel passato gli occhi di milioni di vittime, di bambini soldato, di donne e di uomini abusati nel corpo e nell’anima, continuano a guardarci da ogni parte del mondo: in Europa ( la pulizia etnica nella ex Yogoslavia è molto recente), in Africa ( qui l’elenco potremme ahimè essere lunghissimo e dovremmo aprire un capitolo a parte), in Asia, nel medio Oriente, nel Nord e Sud America…….

    Artist: Joan Baez Lyrics

    How many roads must a man walk down
    Before they call him a man
    How many seas must a white dove sail
    Before she sleeps in the sand
    How many times must the cannonballs fly
    Before they are forever banned
    The answer, my friend, is blowing in the wind
    The answer is blowing in the wind

    How many years can a mountain exist
    Before it is washed to the sea
    How many years must some people exist
    Before they’re allowed to be free
    How many times can a man turn his head
    And pretend that he just doesn’t see
    The answer, my friend, is blowing in the wind
    The answer is blowing in the wind

    How many times must a man look up
    Before he can see the sky

    How many years must one man have
    Before he can hear people cry
    How many deaths will it take till he knows
    That too many people have died
    The answer, my friend, is blowing in the wind
    The answer is blowing in the wind

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  • avatar Lucio scrive:

    Piccola precisazione per chi non fosse in grado di riconoscere Bob Dylan se lo vedesse vagare per strada: l’autore di Blowing in the wind è lui. Joan Baez si limitava a cantarla. Splendidamente.

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  • avatar a90 scrive:

    Elena, mi piace quello che scrivi e come lo fai, perchè sei sempre garbata e serena, tranquilla e sicura, mentre io ogni tanto mi esagito, vado sotto o sopra le righe, esplodo ed esondo. Hai perfettamnete ragione in quello che mi rispondi; ci sono stati martiri dell’antinazismo, tra cui Hans e Sophie Scholl, i due fratelli de “La Rosa bianca” e parecchi dissidenti,ma, come citava il libro “I volonterosi carnefici di Hitler”, troppi tedeschi erano collusi con il regime. Come dice in una sua breve lirica appunto Brecht, che io facevo sempre leggere ai miei alunni, “Mio fratello aviatore”, una costante dei teutonici è quella di conquistare terre su terre, dai tempi delle invasioni dell’Impero romano. Ed hanno anche una cupa e truce tendenza alla distruzione di tutto e di tutti. La loro mitologia pagana è unica nel suo genere, prevedendo la caduta degli dèi, la loro morte, senza resurrezione, e la rovina completa del loro Walhalla, lasciando solo intravedere una vaga, fantomatica e fumosa rigenerazione ex-novo del Cosmo. Ciò mi sembra segno e segnale di un pessimismo totale, terribile ed abissale. Non ho incontrato tedeschi a iosa nella mia vita, ma ho notato che con tutti poi, ad un certo punto, ci si incagliava in quella loro convinzione di appartenere ad una razza superiore. Mi ricordo che avevo scritto ad Eva Klotz per la questione del Sud-Tirol, come lo chiamano loro, roba di 20 anni fa o più; era freddamente cortese, nella risposta, ma faceva capire che non intendeva dialogare ulteriormente con un homo mediterraneus. All’Univesità di Klagenfurt, dove studiano italiani, sloveni ed austriaci, questi ultimi fanno gruppo per se stessi; in parecchie case del Sud-tirol, sopra la testiera del letto, non c’è il crocifisso, ma il ritratto di Hitler. Una famiglia di zurighesi, quindi svizzeri tedeschi, al mare, si era informata a quale famiglia appartenessi, prima di lasciarmi fare un giretto con la figlia, pura e casta verginella elvetica. Sempre lì, una famiglia di austriaci aveva con sè il vecchio nonno Alpenschutz, che si piantava su uno sgabello sul bagnasciuga, vestito da capo a piedi, col capello piumato in testa, e non faceva che sparlare e sputare veleno contro gli italiani, essendo rimasto evidentemente ai tempi della Grande Guerra. Si vede che tutti i teutonici antipatici li ho incontrati io, Elena!

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  • avatar a90 scrive:

    Franco Francuti, Maramaldo, Ella uccide un uomo morto! Ma, chino su di Lei, in atteggiamento fraterno e francescano, io La perdono, in articulo mortis. Dio mio, anche Tu perdona a Lui, perchè non sa quel che si fa

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  • avatar elena scrive:

    Hai ragione Lucio, sono stata imprecisa nel copiaincollare il testo che è ovviamente di Bob Dylan……ma a me piace tanto cantata da Joan Baez.
    Franco evidentemente sono stata più fortunata nelle mie frequentazioni teutoniche ma è evidente che non intendo prendere le parti di un popolo intero, non lo faccio nemmeno per gli italiani. Mi piace cogliere il bello ed il buono di tutti coloro che conosco indipendentemente dalla loro nazionalità (e anche se si definiscono sudtirolesi anche gli altoatesini sono italiani…….non lo accetteranno mai ma i loro affini tirolesi che ho testè lasciato pensano che sia molto brutto sputare nel piatto in cui si mangia, soprattutto se ti da tanti vantaggi come ha fatto lo stato Italiano con la Regione Autonoma). In un momento in cui sembrano prevalere posizioni di isolamento sia negli individui che nelle istituzioni io continuo a volermi sentire cittadina del mondo.

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  • avatar elena scrive:

    Franco, ho letto tanto sull’argomento Germania, guerra, olocausto perchè mi ha sempre sconvolto l’anima, sin dalle prime letture di Primo Levi ai tempi delle medie. Sono stata a Mauthausen, ho voluto leggere tutto quello che i sopravvissuti hanno voluto comunicarci. Ho voluto, da cristiana, cercare delle risposte (Il concetto di Dio dopo Aushwitz), da essere umano comprendere come un popolo intero appariva succube di una Dittatura Folle (Il popolo di Hitler, Il Rogo di berlino). Ho parlato con persone che hanno la storia scritta sulla pelle e nell’anima. Che celano con pudore e vergogna la storia del proprio Paese che gli ha tolto l’infanzia, che hanno assistito da bambini a scene di violenza inenarrabile. Che sono stati involontari spettatori di una follia che ha portato all’annientamento generale e non solo fisco di tutto ciò che di umano era. Da questi eventi la concezione di essere umano è cambiata per me. Per questo non credo sia sufficiente la ratio ma fondamentale avere una coscienza che, come diceva Mark Twain, è al di sopra di tutto , degli uomini, delle leggi, dello stato”

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  • avatar giuliana scrive:

    Elena- Secondo me le risposte non sono tanto da cercare in Dio, quanto nella libertà che ogni uomo ha di scegliere tra bene e male. E questa libertà di scelta è una delle caratteristiche del Cristianesimo.
    Noi abbiamo il senso del male fino a quando la vocina della coscienza riesce a farsi sentire, per questo è fondamentale iniziare fin da piccoli a creare, con o senza religione, ma il nostro Cristianesimo aiuta, una netta linea di demarcazione tra quello che si può e quello che non si deve assolutamente fare.
    Sa perché il discorso di coscienza non può più avere valore assoluto come una volta? Sia perchè i laici ad oltranza non lo condividerebbero, sia perché in altre culture tale concetto non esiste assolutamente.

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  • avatar Doctorenry scrive:

    Ad a90:
    ……..”Mi ricordo che avevo scritto ad Eva Klotz per la questione del Sud-Tirol, come lo chiamano loro…..”
    Loro lo chiamano Sud-Tirol perché così si chiama. Siamo noi che gli abbiamo cambiato nome in Alto Adige.
    Tanto per la precisione.

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  • avatar Doctorenry scrive:

    Alpenschutz? Volevi forse dire AlpenJäger?

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  • avatar elena scrive:

    La coscienza per me non dipende dalla religione ma dalla profonda umanità che ogni persona può e deve cercare in sè stesso.
    Infatti anche in nome del Cristianesimo si sono perpetrate le più inumane nefandezze. Non penso che Gesù le avrebbe mai condivise.
    Per un Cristiano c’è un motivo in più per andare alla ricerca di questo: seguire il messaggio e l’esempio di Cristo facendone il proprio messaggio nelle azioni di ogni giorno.
    Ama il prossimo tuo come te stesso anche se di un’altra cultura o religione e soprattutto quando sei convinto che la sua cultura non condivida tale concetto.
    Se vuole valutare solo l’aspetto religioso dell’argomento partiamo da
    Sant’Agostino nelle Confessioni ,che riprende l’idea classica del saggio che si isola per meditare “de ipso” e la trasmetterà a gran parte del pensiero cristiano seguente.
    A cominciare da San Paolo il concetto di coscienza viene assimilato a quello di morale, dei principi che da dentro ci guiderebbero sulla retta via dalla quale deviamo per la nostra debolezza umana innata. L’esame di coscienza” è infatti il metodo suggerito per rintracciare i propri errori morali.
    La coscienza infatti nel pensiero religioso è concepita come sorgente di Verità, riferendosi alla propria coscienza si saprebbe senza dubbio come comportarsi .Gli eventuali errori e deviazioni sono sempre riconducibili alla nostra fallace consizione umana.

    Ma per me la valutazione di coscienza dal solo profilo religioso è oltremodo limitativa.
    Citando Wikipedia, Bewusstsein è una qualità della mente che di solito include altre qualità quali ad esempio la soggettività, la autoconsapevolezza, la conoscenza e la capacità di individuare le relazioni tra sé ed il proprio ambiente circostante.
    Nel linguaggio comune, si intende per coscienza la consapevolezza dell’ambiente circostante e la facoltà di interagire con esso.

    Per me coscienza ed autocoscienza sono fondamentalmente legate. Così come conoscenza ed autoconoscenza.
    Mi rendo conto che il discorso si fa via via sempre più complicato e tortuoso, ritengo perciò meglio interrompermi a questo punto sperando di aver espresso in modo comprensibile la mia visione delle cose.

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