Rimpasto di giunta a Salsomaggiore, Massimo Tedeschi fa i conti con l’oste

Con l’apporto di un ballerino, a Massimo Tedeschi sarà più facile condurre le danze della nuova giunta.
di Doctorenry
Alle prese con un rimpasto ormai indilazionabile ma come tale sempre più dilazionato, dopo aver finalmente incassato a soli nove mesi di distanza dalla insanabile rottura politica con l’assessora Maria Cristina Genesi le dimissioni di costei (non prima però di averne ricevuto il voto favorevole in una delibera di giunta nella quale si autorizza il sindaco a sottoscrivere una lettera di garanzia a favore di alcuni istituti di credito per l’erogazione di un prestito alle Terme di Salso e Tabiano, in pratica dando il via all’ingresso dei privati nella gestione dell’azienda, evento quest’ultimo fortissimamente contestato dal Partito della Rifondazione Comunista e causa della rottura politica tra l’amministrazione Tedeschi e questo partito) l’ossimorico sindaco salsese Massimo Tedeschi giunto in terra termale preceduto dalla fama di gran decisionista ma chiamato nel suo entourage e pure dai suoi avversari politici Maximus Cunctator (dal latino:Massimo il Temporeggiatore ) visto il tempo che passa tra un suo dire e il conseguente fare (a meno che non si parli di viaggetti e gitarelle varie), ha finalmente deciso. Il rimpasto si farà. Entro Ferragosto. Quindi nella settimana entrante. Forse. Visto che il precedente termine ultimo era fissato alla fine di luglio.
Con uno dei suoi classici blitz, il vostro cronista è riuscito a entrare in possesso dei dati salienti delle figure che entreranno nella nuova squadra chiamata ad amministrare la città nei restanti (a Dio piacendo) due anni di governo. Ed a fare quindi piazza pulita delle improbabili illazioni apparse in questi giorni sulla stampa locale cartacea o telematica.
Accantonata in men che non si dica la fantasiosa ipotesi di trasferire oltre Ghiara i due trombati di importazione Paolo Antonini e Andrea Massari (anche per la fiera opposizione del «Brain Trust» del locale circolo La Snavra, che aveva seppellito loro e il loro sponsor sotto una marea di ridicolo citando l’indimenticabile Eliseo Borsi: «Sa vénä sü n’èsan da la bàsä, quand l’é al Pont ad la Gèrä l’é bèlä dvintè Ribò», cioè: se dalla bassa un asino muove in direzione di Salso, all’altezza di Ponte Ghiara si è già trasformato in Ribot), siamo in grado di far giustizia pure degli altri nomi circolati in questi ultimi giorni, soprattutto di quelli degli imprenditori locali d’area Lampadina-Nuove Idee, Adast o Cna che fossero.
Con l’aiuto dei soliti informatori ben annidati e nascosti nei vitali gangli della pubblica amministrazione e supportati dalle ormai arcinote nostre capacità logico deduttive abbiamo individuato con estrema precisione i due nuovi futuri assessori.
Di uno possiamo farvi tranquillamente nome e cognome, essendo personaggio pubblico che paga quindi il doveroso dazio alla trasparenza informativa. Dell’altro tracceremo solo un profilo che permetterà tuttavia ai lettori di individuarlo e nello stesso tempo a noi di non essere querelati per diffamazione.
Prima di passare alla rivelazione vera e propria permetteteci di tenervi un attimo in ansia, facendovi vivere qualche riga di suspense.
Le due new entry per non sconquassare troppo i precari equilibri politico-partitico-frazionistici che ancora tengono in piedi questa macilenta e variegata accozzaglia di sigle che ci si ostina a chiamare maggioranza, devono avere nel proprio palmarès o meglio nella propria ragione sociale un quid che li accomuni ai loro predecessori. Uno, ricordiamolo, appartenente al Partito dei Comunisti Italiani e l’altro al Partito della Rifondazione Comunista.
Essendo ormai merce molto rara nel panorama politico italiano e soprattutto locale personaggi che si richiamano a questi ideali, ormai obsoleti, del XIX e XX secolo [e che nel contempo non provochino soverchi problemi alla politica del coup de theatre e degli annunci sfolgoranti cui ci ha abituati il nostro sindaco e che non producono nessun effetto immediato ma solo conseguenze che si vedranno a distanza di anni, come -se mai si farà- lo sbandierato parco acquatico da 750 mila visitatori annui che vi dovrebbero confluire da strade che o sono poco più di mulattiere carrarecce (vedi Montauro e Marazzuola) o dove (vedi ex statale 359) una mente ottenebrata ha imposto il divieto di sorpasso per tutti i nove chilometri del percorso], si è dovuto rinunciare al sostantivo comunista nel logo del primo assessore. Ivi compare tuttavia il vocabolo alternativo sinistra.
Ci riferiamo ovviamente all’(ex?) verde Matteo Orlandi, che ha recentemente fondato assieme al compagno Alessandro Benvenuti, transfuga da Rifondazione, il neo gruppo consiliare della «Sinistra».
A lui saranno affidate le deleghe per l’Ambiente e per l’Urbanistica. Pigliando cosi i classici tre piccioni con una fava.
* Piccione numero uno: gli si trova un nuovo posto di lavoro, essendo in scadenza di mandato quale presidente del Parco regionale dello Stirone.
* Piccione numero due: si prosegue nella politica degli annunci sfolgoranti, con un (ex?) verde storico all’Ambiente ed all’Urbanistica, caso rarissimo in Italia.
* Piccione numero tre: il sindaco si assicura la collaborazione e la perpetua gratitudine di un fedele soldatino che nei tre anni di mandato finora trascorsi mai gli si è posto di traverso.
Nella ragione sociale, anzi per meglio dire nel cuore stesso del secondo assessore in pectore è incisa invece con la fiamma la parola comunista. Anzi di più. Il simbolo stesso del vecchio Pci: la falce e il martello.
Come vi avevamo preannunciato non faremo il nome di questo fiero ma ancora prestante soldato. tracceremo solo un vago identikit che potrà portarne all’identificazione solo i lettori meno giovani.
Fu consigliere comunale per il Pci negli anni ’80, se non andiamo errati, per diversi mandati amministrativi. Ignoro se abbia aderito o meno alle varie sigle post-comuniste. Sicuramente non aderì al neonato partito democratico.
È in ogni caso sempre rimasto molto legato alla sua città natale, ove conduce da tempo immemorabile un’attività imprenditoriale nel campo della ristorazione a base soprattutto di salumi, tartufi e funghi.
Partecipa ancora attivamente all’associazionismo di categoria, essendo stato di recente nominato ad una carica dirigenziale in ambito Ascom Salso.
La notizia di questa nomina, non ancora ufficialmente confermatami dall’interessato che tuttavia nemmeno smentisce, è asseverata dal continuo pellegrinaggio verso il santuario gastronomico del futuro assessore di una serie di personaggi in auto non solo blu, ma pure di altri colori, quali nero, bianco, metallizzato etc.
Tra di essi abbiamo riconosciuto personaggi molto influenti che si intrattengono in fitto parlottio con l’oste: in maggioranza si tratta di esponenti dello schieramento al governo della città. Alcuni famosi, quali il sindaco stesso, il vicesindaco, svariati assessori e consiglieri comunali. Notata pure la presenza di dirigenti, funzionari e persino semplici maestranze comunali. Assidua anche la presenza di membri dell’opposizione, forse nel tentativo di entrare nelle grazie di quest’uomo notoriamente burbero ma assolutamente incorruttibile.
Anche in questo caso, affidandogli le deleghe al Turismo, Commercio (limitatamente però al settore tartufi, funghi e salumi) e Sport (compreso il bar Sport e il bar dello Sceriffo), il sindaco ha pigliato i classici tre piccioni con una fava.
* Piccione numero uno: un vero comunista in giunta per ammorbidire l’intransigenza del segretario cittadino di Rifondazione che minaccia il voto contrario del suo adepto che dovrebbe subentrare a Matteo Orlandi divenuto assessore.
* Piccione numero due: essendo l’oste membro del direttivo Ascom di Salso, occhio di riguardo da parte dei commercianti alla giunta rimpastata.
* Piccione numero tre:un’altro uomo giusto al posto giusto, ponendo così fine allo scandalo degli architetti nominati assessori alla Cultura e delle insegnanti messe a capo dell’Urbanistica.
Solo adesso mi accorgo però che invece di essere al tavolo di lavoro, dove produco i soliloqui che invio a Nave Corsara o pubblico sul mio blog, mi trovo a letto nella penombra della mia stanza.
Per cui quanto vi ho esposto sopra potrebbe essere solo la conseguenza di una cattiva digestione o di un bicchiere di troppo in questo mio primo giorno di ferie.

«Se mi fanno assessore proprio adesso che comincia la stagione dei funghi, vado giù e li strafulmino».













Casca la giunta casca la terra W il Commissario! ( licenza poetica)
A volte i sogni diventano realtà e gufare non è reato, via i Barbari invasori da Salso !
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Carancini non è ancora pronto. Dicono che stia studiando da Sindaco facendo l’assessore a Fidenza. Ma è solo un mese che fa l’assessore, e pare già pentito!
Lupo Barral mi sembra stracotto. E poi deve ancora rispondere pubblicamente ad alcune domande sul suo ruolino di marcia. Lupo risponderai mai ?
Chi candida il pidielle ?
Franchi ? Gorreri ?
Io sentirei se Berlusconi avesse voglia di prendersi anche questo incarico.
Saluti
Lupo Lupino Lapin
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Lupo lupino lapin, cambia spacciatore .la roba che ti fornisce e’ tossica. Che ci azzeca sto tuo commento col testo dell’articolo? SEI QUELLO CHE CONTINUA A ROMPERE I MARONI SU ALICE NON LO SA CHIEDENDO DI BARRAL?
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c’è qualche cosa che non quadra nell’ipotesi, oste assessore. L’oste non è forse il fido scudiero della ipertricotica ex assessora ed ex consigliera provinciale pd ultimamente arenata sulla battigia dell’isola (che solo a salso non c’è) del pdl? Vuoi vedere che l’alemanno è talmente alla frutta da dover deglutire, e poi farsi fagocitare, da un facocero onnivero di Noceto?
Timeo Danaos et dona ferentes
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