Italia Nostra contro chi vuol cancellare la memoria storica di Fidenza a colpi di ruspa

Casa Panini (a sinistra) in una foto dei primi del Novecento. Via Cavallotti è oggi intitolata a Gramsci.
Martedì 4 agosto alle 18, Italia Nostra sarà davanti all’area dove sorgeva Casa Panini, in via Gramsci a Fidenza, per rievocare l’anniversario della demolizione dell’edificio Liberty. E per annunciare nuove iniziative ai passanti che avranno il tempo e la pazienza per fermarsi a fare quattro chiacchiere. In questo comunicato, la ricostruzione di quello scempio.
Successe tutto molto in fretta. Il 22 luglio di un anno fa l’impresa edile di Enrico Montanari presentò una richiesta di manutenzione per Casa Panini. L’ufficio tecnico l’accolse il 29 luglio.
Il 4 agosto, tra le 8 e le 20 una sorta di dinosauro meccanico rosso, con l’eloquente scritta «Demolition boom» ben visibile sulla benna, morse ripetutamente e tranciò l’edificio fino a lasciare sul terreno due mozziconi della villetta Liberty che, insieme ad altre, faceva da cornice al parco delle Rimembranze fin dai primi anni del Novecento.
Accadde tutto molto in fretta, troppo in fretta: il disbrigo delle pratiche burocratiche (la concessione ottenuta in soli cinque giorni, considerato che due erano festivi, un record imbattuto) e la demolizione. Sì perché nonostante i documenti ufficiali, anche quelli esposti all’esterno del cantiere, parlassero di ristrutturazione dell’edificio alla fine di Casa Panini non sono rimaste che briciole.
Si è svolto tutto in piena regola? Altro che! E allora dove sta lo scandalo? Nella mancanza di prudenza, buon gusto e buon senso, nella proterva determinazione ad agire dell’Ufficio tecnico comunale. Nonostante gli inviti del sindaco Giuseppe Cerri. Nonostante le intimazioni della Soprintendenza.
Se l’autorità comunale e la Soprintendenza sbagliarono a non mettere sotto tutela l’edificio al momento della stesura del Prg, non si può certo dire che non si siano dati da fare quell’infausto giorno del 2008.

Casa Panini la mattina del 4 agosto 2008.
Tra le otto e le nove del 4 agosto, non appena fu informato di quel che stava accadendo, il sovrintendente Luciano Serchia, telefonò ai due responsabili del cantiere, gli architetti Giovanni Rossi e Alberto Gilioli, massimo dirigente dell’ufficio tecnico comunale, pregandoli di sospendere momentaneamente i lavori di abbattimento per raggiungere un accordo che salvaguardasse le ragioni del privato e quelle del pubblico interesse.
In breve, la Soprintendenza si sarebbe accontentata della conservazione dell’aspetto esteriore e della volumetria di Casa Panini lasciando al suo legittimo proprietario la libertà di ristrutturare gli interni come più gli piaceva.

Casa Panini la sera del 4 agosto 2008.
Mentre l’architetto Rossi si mostrò accomodante, il funzionario comunale dichiarò che avrebbe perseguito il suo scopo fino in fondo. E così fu. Constata l’impraticabilità di una soluzione amichevole, La Soprintendenza diede l’avvio alla pratica per l’ordinanza di sospensione dei lavori. La quale arrivò all’ufficio di polizia municipale di Fidenza via fax attorno alle 16 ma fu consegnata al responsabile del cantiere solo attorno alle 17. Cionondimeno i lavori di demolizione cessarono solo attorno alle 20. Come dimostrano diversi testimoni oculari e sequenze fotografiche con la registrazione degli orari. Da qui la decisione del presidio di Fidenza di Italia Nostra di presentare esposto alla Procura della Repubblica.
Per evitare che in un prossimo futuro debbano ripetersi simili scempi, ma soprattutto per invitare le autorità comunali a censire e tutelare il patrimonio artistico, culturale, storico e paesaggistico dell’intero territorio comunale, Italia Nostra sarà presente il 4 agosto sul «luogo del disastro» per parlare con i cittadini che non vogliono perdere la memoria del proprio passato perché lo considerano una guida verso il futuro.
Italia Nostra
Presidio di Fidenza

Quel che resta di casa Panini: un’area di erbacce incolte di incerta destinazione.













Soluzione volendo molto semplice : basta far ricostruire a chi ha demolito pena
l’impossibilità di costruire in futuro in tutto il territorio fidentino…
(La seconda parte di questo commento è stata omessa in quanto avanzava sospetti non provati.
Il che avrebbe potuto procurare querele sia ai responsabili di Nave Corsara che all’accusatore.
(l’editore)
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Ringrazio l’editore per il doveroso intervento e mentre per il futuro cercherò
di usare pensieri più “legali” mi scuso profondamente……….
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Egr. Editore
io ho cercato di capire l’atto censorio nei miei confronto poichè la mia denuncia della corruzzione tra imprenditoria e politica pur essendo cosa arcinota su tutto il territorio nazionale aveva in questo caso un forte richiamo localizzante che avrebbe potuto generare inopportune conseguenze ma debbo altresì chiedere di usare per ragioni di equilibrio e sopratutto di equità lo stesso tipo di intervento in tutti i casi in cui questo blog corre i medesimi rischi come per esempio nel commento in «Tiratore scelto e disabile?» a nikname Pluto ove si denunciano compiacenti medici e uffici comunali nel rilascio di certificati a falsi invalidi e chiaramente riferiti a Salso e Fidenza .
Non Le pare o chiedo troppo??
Con molto rispetto
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Gentile signor Banzi,
la sua osservazione è legittima. La disparità di trattamento è spiegabile con la diversa pericolosità delle due notizie. Dietro Casa Panini stanno appostate due persone precise che hanno già minacciato di sporgere querela nei confronti di un redattore di Nave Corsara, mentre l’accusa rivolta da Pluto a medici e uffici comunali è talmente generica (e qualunquista e probabilmente infondata) da riguardare tutti e nessuno. Chi si sentisse offeso ammetterebbe in un certo senso di poter essere imputato. Insomma, è come se un ministro se la prendesse perché qualcuno ha detto «governo ladro». Cionondimeno, facciamo tesoro del suo consiglio e cercheremo di essere il più possibile imparziali. Grazie
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Con la spada di Damocle meglio…….indietreggiare di un passo
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A proposito di responsabilità, c’è un articolo di Vittorio Sgarbi pubblicato ieri 5 agosto 09 nella sezione Cultura del quotidiano “Il giornale” dal titolo: “Io ho le prove, ignorate da Pasolini, su chi rovina l’Italia”.
Lo si può trovare facilmente cercando vittorio sgarbi con google.
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Articolo come sempre fà Sgarbi da dito indice ciononostante mi stupisce che in esso abbia dimenticato un grande elemento di colpevolezza : la scuola………proprio nei citati ultimi cinquant’anni la scuola italiana ha prodotto in quantità quasi industriale decine di milioni fra diplomati e laureati e come sottolineato proprio nell’articolo i risultati sono davanti agli occhi di tutti e nessuno può negare che mentre un tempo si privilegiava il valore estetico, monumentale, ornamentale , di conservazione e di salvaguardia ambientale oggi sono validi solo convenienza, utili, interessi, speculazioni,collusione, malaffare………….
Ecco perchè c’è anche una grave responsabilità culturale ..!!!!
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Dito indice in che senso? Che c’entra Sgarbi? Mi sono forse perso una puntata?
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Considerando la squisita cortesia e la conocenza approfondita del galateo da parte di Sgarbi, penserei piuttosto ad un dito medio alzato, rivolto a tutto ed a tutti.
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Più che delle forme espressive di Sgarbi dovremmo verificare la veridicità di quel che stà dietro le sue denuncie perchè ho come l’impressione che nel 99,999999 % dei casi si riferiscano a danni e/o disastri ( purtroppo in moltissimi casi irreparabili )
perpretati spesso e volentieri con i nostri soldi e quindi dovremmo mostrare non solo tanto sdegno ma capacità di intervenire e non solo con le dita delle mani ma ………..
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A Fidenza è successo proprio questo, ma è la normalità nel nostro paese. Soldi pubblici e superfici ai cementificatori in cambio di ………. ? Ma che facciamo? Aspettiamo, votiamo e …. paghiamo! Italia Nostra può denunciare abusi ed altro ma per i soldi buttati devono farsi carico i cittadini stessi.
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RELAZIONE DEL PROGETTO “PER NON DIMENTICARE”
di Laura Tussi
Prosegue l’iniziativa dal titolo “Per non dimenticare”, organizzata dall’Istituto Comprensivo Prati di Desio (Monza e Brianza), con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessorato alla Cultura di Nova Milanese. Questo progetto si pone l’ambizioso traguardo di unire tutte le forze democratiche che hanno a cuore i valori dell’antifascismo e della Costituzione, presenti sul territorio, in merito alle tematiche collegate al ricordo, al recupero della memoria storica e alla tutela dei diritti umani. In qualità di Docente presso l’Istituto Comprensivo via Prati Desio (Monza Brianza), ho organizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nova Milanese, l’ARCI, l’ANPI, l’ANED, l’APEI, Emergency, Peacelink, Il Dialogo e la Rete Antifascista Nord Ovest Milano di Bollate, incontri a tema, volti ad approfondire il Progetto Memoria Storica a Nova Milanese, dal titolo “Per non dimenticare” intrapreso, a partire dagli anni ’70, dall’Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.
I primi interventi hanno aperto il dibattito sul pluralismo e il dialogo interreligioso, sulle pari opportunità e i diritti umani, considerati al vaglio della memoria storica e dell’attualità.
Nel primo incontro dal titolo “Pluralismo e dialogo interreligioso. Per non dimenticare”, il sindaco Laura Barzaghi e la giornalista Annalisa Tagliabue hanno introdotto i vari interlocutori e le associazioni partecipanti all’evento con la loro testimonianza. Le tematiche collegate al pluralismo religioso e al dialogo interculturale tra i culti e le fedi, nel diritto alla libertà di culto, sono state affrontate da Laura Tussi, docente, scrittrice e giornalista e dal teologo Brunetto Salvarani, direttore di Cem Mondialità. Gli argomenti affrontati sono stati l’importanza del dialogo tra le differenze soggettive, psicologiche, identitarie nel tessuto sociale e comunitario, dove come sostiene Hermann Hesse, in Narciso e Boccadoro:”la nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e di imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento”. Il confronto tra le religioni in dialogo non viene riconosciuto dalla politica attuale a livello sociale e giuridico e la libertà di culto si prospetta ancora come una lontana utopia, anche se costituisce un diritto umano imprescindibile per ogni persona appartenente a professioni religiose diverse, per una cittadinanza interculturale e una prospettiva di convivenza planetaria.
Nel secondo incontro dal titolo “Diritti umani e pari opportunità. Per non dimenticare”, la scrittrice, massmediologa, vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità, Wanda Montanelli, ha introdotto con un resoconto molto dettagliato, la problematica della violazione dei diritti delle donne e l’importanza del fare memoria della storia passata e dell’attualità in cui la componente femminile è indubbiamente sempre presente.
Il preside dell’Istituto Comprensivo via prati di Desio, Gianni Trezzi, animatore e leggistorie, ha letto alcuni brani tratti dall’ultimo libro di Laura Tussi, dal titolo Memorie e Olocausto. Interessante, partecipato e sentito è stato l’intervento dell’ex partigiano, Presidente dell’ANPI, Bacio Capuzzo, che ha portato una personale testimonianza ed esperienza di guerra durante gli anni del nazifascismo. Importante la testimonianza dell’ANED rappresentata dal ricercatore Giuseppe Valota che ha scritto un trattato sulla deportazione politica degli scioperanti di Sesto San Giovanni in un libro edito dalla Guerini e Associati. Peacelink, associazione che si occupa di temi ambientalisti, di antimilitarismo e non violenza per un futuro sostenibile, è intervenuta nella persona del professor Lorenzo Galbiati che ha testimoniato le nefandezze della situazione politica in cui imperversa il popolo palestinese. La Rete Antifascista Nord Ovest Milano di Bollate ha presentato un resoconto del pericolo incombente a seguito della costituzione di una Skinhouse, (associazione neonazista) insediatasi sul territorio bollatese. Presenti anche i lavoratori della LARES metalli preziosi, che stanno vivendo momenti difficili in seguito alla chiusura dell’azienda, ma che con tenacia continuano a difendere la loro dignità di lavoratori, secondo l’articolo uno della Costituzione Italiana. Presente all’iniziativa è l’associazione Emergency di Monza e Nova Milanese che raccoglie fondi per il funzionamento di centri di primo soccorso per le vittime di guerra in Afganistan e in molti Paesi belligeranti.
La libreria L’Antologia di Nova milanese ha messo in vendita i libri dei vari autori intervenuti in questi incontri.
Il 18 aprile 2010 è stato ospite dell’evento “Per non dimenticare” il maestro Renato Sarti, attore, regista, opinionista e fondatore e direttore del Teatro della Cooperativa di Milano. L’intervento dal titolo “Memoria storica e diritti umani…per non dimenticare”, presso la sala consiliare del comune, si è basato su una riproposizione e rilettura degli eventi del nazifascismo, osservati nel testo teatrale del maestro Sarti, dal titolo “I me ciamava per nome: 44787. Risiera di San Sabba”. Il testo racconta di esperienze di deportazione per motivazioni politiche, con agghiaccianti riferimenti alla tragedia degli eventi a livello individuale e collettivo, nel dramma di ogni singolo personaggio. Sempre per il tema dell’antifascismo e della deportazione, sono stati organizzati degli eventi di testimonianza diretta e indiretta con il presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, di Nova milanese Bacio Capuzzo e il presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati di Sesto San Giovanni, Giuseppe Valota. Gli incontri con i testimoni si sono svolti presso l’Istituto Erasmo da Rotterdam di Bollate e presso l’Istituto Comprensivo Prati di Desio, di fronte alla presenza di centinaia di studenti dei licei e degli istituti superiori del territorio, sempre all’interno del ciclo di eventi “Per non dimenticare”.
Il 23 maggio 2010 si è proposto al pubblico di Nova Milanese il tema “Ecologia e lotte sociali”, utilizzando il titolo di un celebre libro del relatore dell’incontro, il professor Virginio Bettini, docente di analisi e valutazione ambientale presso l’università IUAV di Venezia.
Interessante anche la relazione di Ilaria Merati, Dottore di ricerca in politiche pubbliche del territorio e pianificazione territoriale, che ha proposto una rilettura in termini attuali del caso Seveso, e l’esposizione dell’Associazione Nova Ecologia, attiva a livello territoriale con importanti eventi di tutela ambientalista, per fare fronte al pericolo di emissioni di diossine e furani nell’ambiente da parte di poli e complessi industriali e degli inceneritori, presenti sul territorio a livello locale, globale e planetario.
Durante l’evento è stato letto un comunicato del Presidente dell’Associazione http://www.peacelink.it, Professor Alessandro Marescotti, che sostiene il progetto “Per non dimenticare” e conduce campagne civili di rivendicazione ambientalista a Taranto e in ambito nazionale ed internazionale.
Questo incontro ha voluto divulgare il messaggio dell’importanza e del valore della tutela ambientale a livello di ecosistema planetario, senza scadere in localismi ed in particolarismi di interesse privato e speculativo, individuale e personalistico. Gli eventi del ciclo “Per non dimenticare” vogliono proporre all’attenzione del pubblico delle importanti riflessioni sull’attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani, di cui occorre continuamente fare memoria, ripercorrendo l’analisi del passato storico, per evitare di compiere gli errori della storia, a livello di violazione della dignità delle persone, sotto varie forme e vari aspetti, dall’intolleranza per le diversità, dall’oppressione delle differenze, alla considerazione del dialogo tra le parti e le categorie e tipologie umane, nel rispetto dell’ambiente circostante e dell’ecosistema, per un futuro a misura di persona, in un contesto ecosostenibile e nonviolento, basato sui valori della pace e della valorizzazione delle differenze di ogni genere e tipologia umana, nella libertà di espressione e di pensiero.
Laura Tussi, docente Istituto Comprensivo Prati di Desio (Monza e Brianza)
In questo link sono visibili i video del ciclo di eventi “Per Non Dimenticare”
http://www.youtube.com/lauratussi
http://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=laura+tussi
http://www.lageredeportazione.org
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