Casa Panini non c’è più, ma il Demolitore Capo è sempre al suo posto

Pubblicato da Redazione il 25 luglio 2009 in Fidenza città, Urbanistica |

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Su questa area in via Gramsci, dai primi anni del Novecento fino al 4 agosto 2008, si trovava Casa Panini.

di Mara Meo

«Sono personalmente interessato al tema della memoria storica e mi impegnerò a far sì che venga realizzato un censimento storico dei palazzi e dei monumenti. Non ci dovrà più essere una nuova Villa Panini».

Bisognerebbe essere parecchio prevenuti e alquanto schizzinosi per non apprezzare queste parole pronunciate dal venticinquenne Federico Galvani, neocapogruppo della lista Cantini, e raccolte da un foglio locale.

Dato che noi non siamo né prevenuti né schifiltosi, ben vengano le buone intenzioni del loquace e maggioritario Galvani Junior a quanto pare diverso dal taciturno e minoritario Galvani Senior, il padre che gli scaldò il posto nel precedente mandato. 

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Federico Galvani, 25 anni, capogruppo dei consiglieri eletti nella lista del sindaco Mario Cantini.

Cogliamo l’attimo per ricordare al giovane consigliere che il 4 agosto ricorre il primo anniversario della vergognosa demolizione all’origine dell’«ira funesta» di tanti elettori fidentini «che infiniti addusse lutti agli achei» e un po’ anche ai babbei che la difesero o la presero sottogamba pensando di farla franca.

A un anno dal fattaccio, però c’è ancora qualche responsabile assiso nella sua poltrona a palazzo Porcellini. Dicono sia inamovibile. Ci pare di ricordare che uno dei punti qualificanti del programma di Mario Cantini fosse l’assalto alla dirigenza del comune. A cominciare proprio dall’ufficio tecnico. Sarà il caso che il capogruppo della lista civica ricordi al suo capo l’impegno preso. Sarebbe un bel modo per commemorare lo scempio del 4 agosto 2008.

Fatte le debite recriminazioni (non incriminazioni!), ci restituisce speranza quest’idea della prevenzione, del censimento e della tutela avanzata da Galvani. Quando si comincia? Come? Con chi? 

 

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Casa Panini alla vigilia della demolizione.


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Il passo carraio predisposto dal Comune per il garage della dell’abitazione che avrebbe dovuto sostituire Casa Panini. E poi dicono che il comune non faccia niente per i suoi cittadini. Come direbbe Brecht, sia lode a tanta solerzia.  

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17 Commenti

  • avatar Franco Bifani scrive:

    Per uno di 25 anni, ma fino a dove arriva la sua memoria storica, ammesso che ne possegga una porzione degna di tal nome? Manco si ricorda della caduta del muro di Berlino, della fine delle democrazie proletarie dell’Est Europa, della prima guerra del Golfo, dell’Afghanistan contro l’URSS. Forse potrebbe essere ferratissimo sui varii modelli di X-Box, Playstation, sull’evoluzione dei cellulari, Mp3, I-Pod, dalla seconda metà degli anni ’90 in avanti; forse, 17enne, si rammmenterà la faccenda delle Twin Towers, quien sabe? Io vedo che i giovani del giorno d’oggi sono attivi, quando lo sono, per l’immediato presente puntuale, non fanno progetti per l futuro per più di un anno al massimo, ma di solito per una settimana od un mese, il passato è solo quello di verdura se li rimanda indietro di un numero di anni superiore a tre. …”chè non fa scienza sanza lo ritenere, avere inteso.” E di scienza soprattutto, come ci rimprovera tutta Europa, sono carenti i nostri giovani, complice la scuola, i genitori e tutti coloro che si proclamano educatori e gran dottori accademici.

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  • avatar Federico Galvani scrive:

    Buongiorno;
    cosciente che la fretta non porta a realizzare un obiettivo o, come in questo caso un “sogno”, nel modo migliore possibile (vedi ahimè proprio il caso Villa Panini) mi sto muovendo insieme ad alcuni cittadini che hanno aderito spontaneamente all’iniziativa per redigere il Censimento della Memoria Storica del Borgo.

    Chiaro che sarà un lavoro delicato e minuzioso e che non consentirà margini di errori; l’ attesa dovrà quindi essere proporzionalmente paziente.
    Appena saremo pronti non mancheremo di avvisare la cittadinanza.

    “La speranza cessa di essere felicità quando è accompagnata dall’impazienza”. John Ruskin

    Grazie per l’attenzione,
    Federico Galvani.

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  • avatar canarda scrive:

    Sul Giornale di Sabato 25 Luglio Sandro Bondi si occupa in un suo articolo dal titolo: “Basta cemento, giù le mani da quella villa liberty” di un caso molto simile al nostro.
    Una villa liberty sta per essere abbattuta per lasciar spazio ad un condominio a Morazzone in Lombardia; anche in quel caso nessun vincolo era stato posto sull’ edificio.
    Quello delle ville liberty è evidentemente un problema nazionale.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Finchè c’è Galvani, c’è speranza; ciò non in senso ironico, ma con convinzione. Per cui, per quanto mi concerne e per quello che potrò, sarei onorato di fare parte della schiera del succitato Federico.

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  • avatar giuliana scrive:

    Franco, non essere così pessimista e non sottovalutare la sensibilità di alcuni giovani. Ricordo di aver accompagnato mio figlio ancora ragazzino alla ricerca di un negozio particolare che si trovava nelle vicinanze del duomo. Abbiamo percorso a piedi le stradine intorno, abbiamo apprezzato ogni angolo, ogni pietra, ogni sasso e insieme abbiamo immaginato una vita che forse non è da rimpiangere, ma che aveva una sua poesia. Quando poi abbiamo visitato il duomo e letto la storia di San Donnino, il bambino è rimasto impressionato al punto da esclamare: “Se io fossi un fidentino non smetterei mai di vantarmene, basterebbe questo a rendermi orgoglioso!” Questo giovane, Federico Galvani, va incoraggiato e aiutato con entusiasmo. L’immagine di villa Panini, che la redazione giustamente ripropone, è un’immagine che parla al cuore. Con la demolizione di questo angolo storico, Fidenza ha certamente perso molto più di quanto ha monetizzato con la speculazione.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Distratto e sbadato di natura, con la zucca tra i nembi da bravo intelettuale, o intelletualodie, sfinito dal caldo, solo ora, dopo il rimbrotto della Giuli, mi sono accorto che ho criticato la persona sbagliata, credendo che il giovin signore ritratto nella foto fosse l’autore della demolizione. Galvani, scusami, anche se sono stato imperdonabile! Ma come vedi poi, nel secondo commento, riacquistata per un attimo la lucidità mentale, ti ho lodato e mi sono dichiarato disponibile a darti un contributo per il tuo lodevolissimo progetto. Devo avere avuto un calo di pressione, è successso anche a Sarkozy, che ne combina di cotte e di crude con Carlà e poi gli vengono le crisi ipoglicemiche. Solo che io non ho l’alibi di Carlà, purtroppo! Che penitenza devo fare, Galvani? Sono disposto a tutto, pur di cancellare l’onta di averti criticato

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  • avatar Giorgio B. scrive:

    La penitenza, signor Bifani, è scrivere di meno e stare più attento a quel che si legge. Tutto qui.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Quanto è avvenuto il 4 agosto 2008 non è stato l’atto vandalico più grave nel panorama urbano di Fidenza, ha precedenti illustri: rocca, seminario, palazzo vescovile, rettifica di via Cavour, palazzo Bizzarri in pazza Garibaldi, palazzo Corbellini in via Gramsci, vicolo Antini, altare del Duomo per citarne alcuni. Cosa è successo di nuovo il 4 agosto 2008? La novità è stata la reazione della cittadinanza. In altre parole l’arroganza di assessori e burocrati ha trovato una risposta forte. Per ora solo i primi hanno pagato e sono in attesa di riciclaggio, restano ancora i secondi, ossi duri avvezzi al camuffamento.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Caro Giorgio, a parte che non ti chiami Galvani e quindi non vedo perchè ne devi assumere le difese da avvocato d’ufficio, vedo che ti mancano l’ironia, assolutamente, ed anche parecchia modestia ed umiltà. Quelle, invece, che quando mi accorgo di aver commesso un errore, riesco, anche se mi costa, come a tutti, a tirar fuori, riconoscendo i miei sbagli. Sai, caro Giorgino, dicono che sbagliano anche i preti a dir Messa e forse ha sbagliato anche Dio, qualche tempo fa, nel creare l’uomo non proprio a sua immagine e somiglianza, ma leggermente distorto, deviato ed anomalo. Quanto allo scrivere di più o di meno, non sta a te giudicare, ma solo a me il farlo e all’editore pubblicarmi o meno. Del resto, se non rivolto a Federico, quanto ho diagnosticato sui giovani della sua età e dintorni, è validissimo per molti, parecchi, forse troppi.

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  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    E se ci facessero un bel parcheggio multipiano nell’area della “povera” villa panini?
    L’ho gia’ detto e lo ridico , faceva veramente c……., ed è stata ignorata dai fidentini per anni.

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  • avatar Roberto Faravelli scrive:

    Il signor Ciccio non ha capito o fa finta di non capire che il Bello meritevole di essere preservato non è soltanto il capolavoro indiscusso, che se no a Fidenza ci sarebbe solo il duomo, ma anche l’insieme armonico di un quartiere. Se pensasse anche alla città, oltre che alla sua macchina affamata di parcheggi, Ciccio che probabilmente bello non è né lo ama, si sarebbe accorto che nella zona della demolita casa Panini ci sono altri villini Liberty, testimonianza di un’epoca e di un gusto. Certo lì attorno si è infierito con ignobili condomini, ma non è una ragione buona per continuare lo scempio. E poi, Ciccio caro, non è che le cose degne di stare al mondo le si possa distruggere solo perché non suscitano esclamazioni di ammirato stupore. Probabilmente anche lei, signor Ciccio che osa spacciarsi per bello, non avrà ispirato una statua di Prassitele, però da qui a toglierla di mezzo ce ne corre. C’è solo da sperare che lei non abbia ricoperto incarichi pubblici nella passata amministrazione o, se così è stato, non li debba mai più ricoprire.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Cicciobello, non penso che Villa Panini avesse effetti purgativi e che i fidentini la ignorassero totalmente. Se una cosa non mi va, la debbo dunmque eliminare? I villini liberty non sono proprio di mio gusto, ce ne sono parecchi anche a Salsomaggiore, dove sono nato e dove ho sempre vissuto, ma non vedo perchè li dovrebbero demolire, anche se a pochi salsesi interessano. Se a qualcuno non piacessero le cattedrali in stile romanico, come quella di Fidenza, e se a nessun borghigiano interessase il Duomo, chiameresti allora le ruspe?

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  • avatar puke58 scrive:

    Il BellCiccio NON e’ un Borghigiano del sasso altrimenti certe amenita’ non le scriverebbe.

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  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    Bene. 1) non sono per niente bello, 2)non sono mai stato amministratore, 3)sono borghigiano del sasso (prendetela come autocertificazione).
    Forse ho esagerato,ma la sostanza e’ che il fattaccio di villa panini e’ stato mal gestito, in quanto o si puo’ demolire o non si puo’ demolire. E’ stato uno degli ultimi brutti biglietti da visita della passata amministrazione, e’ una ferita tutt’ora aperta nel cuore dei fidentini, ma comunque si poteva riqualificare e’ stata abbandonata, non diro’ che era brutta se no vi offendete. beh adesso devo andare, vado a caccia di bradipi (sono brutti ) e quindi da abbattere………….

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Cicciobello, vieni ad abbattere anche me, così fai contento Giorgio B., che non sopporta i miei troppo numerosi commenti. Per farlo felice, finchè non mi spari con un fucile da caccia grossa, ho provveduto ad incrementarli.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Villette Liberty e “le altre”.Allarghiamo un po’ il discorso
    Ben venga il censimento di Galvani,cui diciamo sicuramente bravo, per salvare le villette Liberty di Fidenza ,ma di tutte le altre villette unifamigliari con giardino rimaste in città che ne facciamo o meglio che ne faranno?Ho già visto villette con giardino cancellate da costruzioni anche condomini che si mangiano tutto il verde con aumento notevole della volumetria. Vogliamo assistere n silenzio a questo inesorabile destino? Chiaramente il problema è un po’ complicato. La questione dei prossimi anni, credo, con l’avanzare del concetto che non si può più “mangiare altro territorio , affermato da tutti in campagna elettorale, costringerà probabilmente(speriamo) l’attività edilizia a interessarsi dell’esistente. Ma il comune ha bisogno di soldi, di tanti soldi,e per fare i servizi alla persona e per fare la campagna elettorale perchè
    l’aspetto non secondario della questione è che le legislature fatta in partitocrazia sono campagne elettorali i “ progress” (in continuo).Ogni amministrazione di un colore deve dimostrare di essere meglio di un’altra.Questa è l’anomalia che bisogna cambiare e per quanto mi riguarda siamo già in grado di farlo,poi ne parleremo. Mi risulta che fin’ora una delle principali entrate dei comuni sono legate all’edilizia (concessioni,opere di urbanizzazione…..).Mi ricordo una ammissione in tal senso dell’architetto Gilioli (in Agenda 21) e un’altra analoga dell’assessore Varani che in consiglio di quartiere giustificava le “Torri”anche con la necessità di avere soldi per i servizi alla persona. Cioè il fine giustificava il mezzo e qui casca l’asino. Chiaramente i soldi bisognerà andare a prenderli altrove ,ad esempio quanti sono gli appartamenti sfitti che in questi anni di vacche grasse hanno reso un 10% all’anno d’interessi come investimento ?Questo solo per lanciare l’argomento.Saluti

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  • avatar Ivano Sartori scrive:

    Per indurre a più miti consigli tutti coloro che, più in mala che in buona fede, parlano di polemiche montate ad arte e strumentalizzazioni politiche a proposito di Casa Panini, dirò la mia. Non come «opinionista», ma come persona informata dei fatti. Di prima mano.
    Fui io, infatti, poco dopo le 8 del 4 agosto 2008, mentre le ruspe si apprestavano ad attaccare lo stabile, a dare l’allarme telefonando al dottor Luciano Serchia Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio delle province di Parma e Piacenza. Messo sull’avviso, in meno di un’ora, il Soprintendente riuscì a parlare al telefono con i responsabili del cantiere, prima con l’architetto Giovanni Rossi e poi con l’architetto Alberto Gilioli, pregandoli di sospendere i lavori in attesa di una soluzione concertata, adombrata nella conservazione dell’aspetto esteriore dell’edificio e nel rispetto della volumetria a scapito degli interni che avrebbero potuto essere ristrutturati secondo i legittimi desiderata del proprietario. Mentre l’architetto Rossi si dichiarava disponibile a tale soluzione o quantomeno alla trattativa, l’architetto Gilioli dichiarava fin dal principio che avrebbe continuato la demolizione appena iniziata in quanto in regola per attuarla. Insomma, opponeva un netto rifiuto richiamandosi alla lettera dell’autorizzazione. Neppure il sindaco Giuseppe Cerri, stando alle sue dichiarazioni, riusciva a fargli cambiare idea e a stornarlo da tale decisione.
    Considerati inutili gli abboccamenti per una soluzione condivisa del problema, la Sovrintendenza metteva in moto la procedura burocratica per interrompere la demolizione. L’ordine di sospensione dei lavori, giunto via fax al comando di polizia municipale attorno alle 16, fu consegnato ai rappresentati dei demolitori-costruttori attorno alle 17. Qualcuno ha spiegato questo ritardo con la mancata reperibilità dell’imprenditore demolitore Enrico Montanari, in quel momento cautelativamente in vacanza in Sardegna. L’opera di demolizione continuò comunque fino alle 20. Tutto ciò è documentato da foto e testimonianze allegate all’esposto inoltrato da Italia Nostra alla Procura della Repubblica. Chi continua a parlare a vanvera di polemiche montate ad arte e strumentalizzazioni ha la testa bacata dalla politica o è parte in causa in nome della medesima o di interessi privati. Tutta questa storia, dalla scoperta casuale che a Casa Panini erano stati staccati gli allacci dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas fino alla certezza acquisita del suo abbattimento (la stessa mattina del 4 agosto, pochi minuti prima delle 8) e tutto quel che ne è seguito è stata interamente ed autonomamente «gestita» da Italia Nostra senza intrusioni di parte. Quel che hanno fatto e detto in seguito i partiti esula dal controllo e dalla potestà dell’associazione. Se Italia Nostra ha taciuto per tutto il periodo precedente le elezioni comunali è stato per non dare adito a speculazioni di parte. Ma non intendiamo stare in silenzio da qui in avanti e soprattutto ora, a un anno dallo squallido episodio in cui si ritrovano elementi di vandalismo urbanistico pubblico mischiati a speculazione edilizia privata. Perciò il 4 agosto attorno alle 18 ci ritroveremo davanti all’area di Casa Panini: non per celebrare l’anniversario di un giorno nefasto ma per discutere insieme ai cittadini più sensibili al patrimonio storico e culturale di Fidenza come evitare altri scempi. Affinché il primo che passa non possa più dire: sapevano e non hanno fatto nulla.

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