E se le teste d’uovo di Città aperta facessero il nido nel Pd?

Sembra più una leggenda metropolitana, una voce messa in giro ad arte che una notizia vera, però non possiamo ignorarla. Non possiamo permetterci il lusso di perdere uno di quei piccoli scoop che, se fosse fondato, scombussolerebbe l’estate politica fidentina.
A poche ore dalla chiusura delle iscrizioni al Partito democratico, a Fidenza più deludenti che nel resto d’Italia, si vocifera che alcuni leader e militanti di Città aperta ancora traumatizzati dal risultato elettorale si stiano avvicinando al Pd a scopo iscrizione.
Niente di che scandalizzarsi. Anzi. L’unione di uno zoppo e di un cieco potrebbe risolvere lo stato di crisi di entrambi questi partiti. Mentre la formazione di Stefano Gandolfi è rimasta a secco di voti e rischia di esaurire la propria spinta propulsiva nel giro di pochi mesi, ma non è carente di teste pensanti e uomini e donne di buona volontà, al Pd manca la classe dirigente, in parte suicidatasi con la guerra intestina, in parte fatta fuori dallo stratega Vincenzo Bernazzoli.
Le ultime ore di un tesseramento che non sta dando i risultati sperati potrebbe essere l’occasione, anche mediatica, per rilanciare il partito. Corrado Lori e Massimiliano Franzoni, per non citarne che un paio, sono senz’altro politici di intelligenza e credibilità superiori a quelli che hanno diretto il Pd da quando si è costituito. Sarebbe perciò un peccato che simili talenti si buttassero via con attività di piccolo cabotaggio o aspettando una rivincita che anziché tra cinque potrebbe arrivare tra dieci anni o chissà quando e chissà come. Nessuno che tenga al bene della propria città può permettersi un investimento così a lungo termine. C’è bisogno di bravi leader della sinistra qui e ora. È vero, si è letto da qualche parte che le varie componenti del cartello elettorale del centro sinistra, dal Pd a Italia dei valori passando de Rifondazione, continueranno a vedersi e a lavorare insieme per fare un fronte unito e combattivo contro la giunta Cantini. Ma per quanto lo abbiano detto in buona fede e possano fare di tutto per mettere in atto il loro proposito, sappiamo bene come vanno a finire queste cose. Come i governi ombra. Come gli arrivederci tra compagni di classe dopo l’esame di maturità. Quando si dice «teniamoci visti» per non dirsi addio. Quando si progetta di vedersi ogni anno per una cena e invece se ne fa una subito, allo scadere del primo anno, e una cinquant’anni dopo.
Ripetiamo: forse è una voce messa in giro da qualcuno dei due partiti, forse è un auspicio, una sorta di richiesta di aiuto avanzata con sommessa prudenza. Probabilmente siamo stati usati per lanciare un messaggio. Ma ci prestiamo volentieri. Non potevamo astenerci da questo ruolo di messaggeri d’amore.
Noi pensiamo che non ci sia di che vergognarsi in questa idea che avrebbero alcuni di Città aperta di iscriversi al Pd. Se le menti e le energie migliori si sentono di entrare che cosa li trattiene? Una forma di lealismo verso la formazione in cui sono cresciuti? La paura di venire trattati da rinnegati e perdere così degli amici, oltre che dei compagni d’avventura? Non crediamo che leader sperimentati si facciano scoraggiare da simili sentimentalismi.
Quando la campana dell’emergenza suona, non chiederti per chi suona. Suona anche per te. Chi entra è pregato di consegnare la propria bandiera all’ingresso e la gabbana al guardaroba. Si entra alla spicciolata e senza chiedere nulla. Per ricominciare da capo, con umiltà. Solo così si può insegnare ai quei vecchioni degli ex Ds (i due o tre Margherita superstiti non contano nulla) come si fa politica in maniera nuova.
Insomma, sul mercato locale le teste nuove non le ha Rifondazione, non le ha Idv e men che meno il Pd (i presunti giovani sono solo una proiezione dei vecchi). Le ha Città aperta ed è lì che bisogna andarle a comprare. Questa è politica. Tutto il resto è poesia e nostalgia.
(p. f.)













A livello locale come a livello nazionale non vedo un partito, il Pd, alla ricerca di leaders ma degli aspiranti leader alla ricerca del partito che non è detto ci sia ancora. Questa situazione è ben illustrata dal video che vi invito a visionare.
Cordialità
http://www.youtube.com/watch?v=AXjQ-xZEOZU
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Le teste d’uovo di “Città aperta” non hanno risposto deliberatamente ad alcune domande politiche che ho posto loro pubblicamente ed in sede privata. Questo è un fatto. Siccome tali teste d’uovo, in teoria, dovevano essere i meglio fichi del bigoncio per la filosofia politica del movimento cioè “la partecpazione”, la domanda che si pone è: che razza di teste d’uovo ci sono a Fidenza? O sono teste d’uovo proprio perchè non rispondono alle domande? Visto che teste d’uovo che non rispondono alle domande Fidenza è piena che ne direste di una frittatina?
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E’ evidente che la figura di Enrico Montanari ha avuto il merito di coagulare una coalizione che ha avuto più di uno sbandamento. Cosi’ come e’ certo che il coinvolgimento di Citta’ Aperta anche dopo le elezioni e’ stato auspicato dalla stesso Montanari. Le scelte dei singoli sul come contribuire sono come ovvio libere. Quello che e’ certo e’ che CA continuera’ a fare attivita’ politica come movimento anche se, a volte, non all’altezza di quanto auspicato dall’amico Fetonti.
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All’amico Giuseppe vorrei chiedere :a che altezza bisogna essere per rispondere a semplici domande politiche? Non sarà forse perchè ci sono argomenti da evitare per non mettersi in discussione? La “faccenda” sia ben chiaro riguarda i partiti senza distinzione alcuna, con buona pace di tutti. Per capire la politica a livello di sistema occorre sempre individuare gli argomenti ed i comportamenti che sui quali gli opposti o diversi schieramenti sono concordi, confrontare questi con la “democrazia” e lì s’incomincia a capire se c’è “libero mercato” o se invece siamo in presenza di un cartello… Saluti
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