Uccisa come Anna Politkovskaya

Pubblicato da Redazione il 16 luglio 2009 in Politica |

Natalia_Estemirova_

Natalia Estemirova, militante russa, sostenitrice della causa  dei Diritti dell’Uomo, è stata ritrovata morta in Inguscezia, repubblica meridionale della Federazione russa.

Membro dell’ong Memorial, vicina alla giornalista assassinata Anna Politkovskaya, insieme alla quale aveva condotto numerose inchieste, lavorava negli ultimi tempi su dossier estremamente delicati riguardanti la violazione dei diritti in Cecenia. Era stata rapita a Grozny la mattina di mercoledì 15 luglio mentre usciva dalla sua abitazione. 

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3 Commenti

  • avatar sciacallo scrive:

    Tragica “tradizione” russa quella di far fuori personaggi scomodi, noi siamo più fortunati, per dirla con F. De Andrè qui si muore per delle idee ma di morte lenta. Da noi si accontentano di uccidere la verità.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Sciacallo, hai ragione sulla faccenda della tradizione russa; ricordo di aver letto, una volta, il resoconto di viaggio di due mercanti, uno inglese, l’altro tedesco, ai tempi di Ivan IV il Terribile e poi di Boris Godunov. Essi testimoniavano che, già allora, 4 secoli prima del KGB, quando entravi in Russia, eri costantemente tenuto d’occhio da agenti della polizia di allora, fino a che non tornavi a rivarcare i confini della Santa Madre Russia. Quanto alla morte lenta della idee e della verità, hai sempre ragione; ma chi mai, da 5 milioni di anni, nutre ed alimenta la misera pianticell del Vero, in qualsiasi paese ed epoca del pianeta? Guarda che fine ha fatto persino Gesù Cristo, che ha osato esplicitare di essere la Via, la Verità e la Vita!

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Notizie come questa rendono difficile ogni commento senza cadere nella retorica. Si può esprimere indignazione, ma quante volte anche questa parola è stata utilizzata pubblicamente da politici e governi per accontentare l’opinione pubblica e dimenticare?
    Alla fine dell’ottocento il russo Dostojeski già “vedeva” tutto questo preconizzando un’era dominata dal nihilismo. E il secolo scorso e questo secolo lo confermano: il potere, da sempre spietato, ha trovato il suo riferimento filosofico.

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