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Pubblicato da Redazione il 10 luglio 2009 in Elezioni 2009 Fidenza, Fidenza città, Politica |

Montanari fa visita a Cerri

Le due anime del centrosinistra. Il mancato sindaco Enrico Montanari fa visita all’ex sindaco Giuseppe Cerri.

George Clifford dall’aula del consiglio comunale il 9 luglio 2009. 

Per molti e non solo per le matricole, la prima seduta del consiglio comunale che ha inaugurato la nuova era del centrodestra è stata un debutto. Un debutto assoluto per il candidato sindaco, risultato poi sconfitto, Enrico Montanari; un debutto assoluto e in punta di piedi, il suo, nel segno dell’assoluto bon ton, che ha compreso anche una visita di cortesia al tavolo dell’altro candidato sindaco sconfitto, Giuseppe Cerri, solo con se stesso, unico rappresentate supersite della sua lista. Enrico Montanari, che mi aveva lasciato un’ottima impressione in campagna elettorale, mi ha un po’ stupito (positivamente) perché dopo la sconfitta non se l’è squagliata, ma ha deciso di restare al suo posto di consigliere semplice e, per di più, della minoranza.

Un debutto assoluto quale consigliere di minoranza anche per chi ha ricoperto l’incarico di  presidente del consiglio negli ultimi due mandati, cioè Luigi Toscani. Lui, all’inizio della seduta, ha svolto con molta professionalità il suo compito di traghettatore dall’era del centrosinistra a quella del centrodestra, poi ha occupato, anch’egli, la sedia da consigliere di minoranza.

Un debutto assoluto quale neoassessore all’Attuazione del programma e ai rapporti con il consiglio comunale per Carduccio Parizzi. Lui è rimasto in piedi, alle spalle del vicesindaco Stefano Tanzi, per tutta la seduta: aveva forse voglia di cominciare subito a controllare che il programma venisse attuato al più presto possibile, già nella prima seduta del Consiglio? Voleva forse, stando in piedi, avere più libertà per tenere i rapporti con il consiglio intero, così da svolgere i propri compiti con il massimo dello zelo? Nessuno di questi due sono i motivi che hanno costretto in piedi l’assessore: Carduccio è rimasto in piedi semplicemente perché non c’erano più sedie e lui non voleva certo perdere di visibilità, andandosi magari a sedere in un posto qualsiasi.

Un altro che è rimasto sempre in piedi, è stato Capece, il marito della neoassessora alla Cultura eccetera Lina Callegari. Fisico imponente, apparentemente piuttosto guardingo, se avesse avuto un’auricolare infilata nell’orecchio lo si sarebbe potuto scambiare per un bodyguard in servizio permanente effettivo, anche perché, complice il grande affollamento dell’aula, occupava una zona di solito destinata agli assessori oppure ai consiglieri.

Finita la seduta, tutti a prendere l’aperitivo al bar Diana: che cosa vorrà dire?

 Carduccio sempre in piedi

Sempre in piedi. Carduccio Parizzi staziona alle spalle di sindaco e vicesindaco. Per controllare l’attuazione del programma?  

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