Ebbene sì, abbiamo votato come quell’analfabeta di Bertoldo

Pubblicato da Redazione il 4 luglio 2009 in Elezioni 2009 Fidenza, Politica |

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L’ex sindaco Giuseppe Cerri (Pd). 

Se pensiamo che l’esito elettorale di Fidenza sia dipeso dalle mosse dell’ultima ora dei politici in lizza, dalle loro furbizie, dai repentini cambi di casacca, dalle riunioni di corridoio, dagli incontri segreti, dagli scambi di pacchetti di voti, dai do ut des, dai sussurri dei congiurati e dalle grida delle presunte vittime della supposta congiura, dai coltelli puntati alla gola per ricatto e da molte altre azioni segrete che il popolo sospetta e amplifica, allora Cerri è colpevole di tutto. È lui il capro espiatorio da lapidare, l’agnello sacrificale da condurre al supplizio.

Se si è lettori accaniti di Dan Brown e si è usciti eccitati dalla visione di Angeli e demoni è un’interpretazione lecita, la più consona all’effettivo svolgimento dei fatti. Manca solo il Priorato di Sion perché il quadro sia completo.

Ma se restiamo con i piedi per terra e, non ultimo, a Fidenza; se pensiamo che gli elettori siano in grado di guardarsi attorno e giudicare persone e cose nel corso del tempo; se li reputiamo in grado di tirare le somme alla fine di cinque anni di amministrazione dove la collegialità della giunta ha prevalso sull’azione dei singoli e gli arcangeli del Signore Stefano e Paolo con le loro spade infuocate hanno sempre saputo tenere a bada Sergio «Lucifero» Varani, beh allora non possiamo accontentarci del mito e del rito del capro espiatorio. Non possiamo dare per buona una lettura romanzesca di quel che è successo.

Non siamo più pagani né cristiani dei primordi e neppure cattolici tridentini, ma, per non scomodare l’Illuminismo inviso a certi membri della passata giunta che pur si proclamavano aperti, ci sentiamo compagni di strada di quel Bertoldo difficile da accontentare, che non sapeva quale albero scegliere per esservi impiccato.

Siamo in tanti noi Bertoldi, ritenuti idonei a maneggiare il pericoloso lapis copiativo, ad avere fatto (o meno) la croce da analfabeti dopo aver visto la città crescere a dismisura per impinguare le tasche delle solite lobbies affaristico-imprenditoriali mentre i menestrelli di corte cercavano di distrarci con poesiole e altri effimeri lazzi e sollazzi.

Abbiamo fatto (o meno) la croce da analfabeti dopo aver assistito alla cementificazione della campagna, alla riduzione della città a un agglomerato di periferie, all’abbandono del centro storico, all’arroganza distruttiva verso il verde e quel poco di memoria storica che ci rimane.

Che volete farci? Toglierci il diritto di voto? Alfabetizzarci?

La sconfitta, cari sconfitti, non è cominciata il giorno in cui Cerri si impuntò per ricandidarsi e neppure nell’ora in cui strinse il patto del diavolo con il Varani dal piede caprino. La sconfitta è un tessuto le cui maglie sono i mille episodi di indifferenza degli eletti verso gli elettori. La demolizione di Villa Panini e il colpevole ritardo nella revoca del servizio della tumulazione delle salme a una congrega di malfattori sono state le smagliature che hanno permesso di vedere tutte le altre. Si è scoperto allora che l’amministrazione aveva abdicato alla sua funzione pubblica per intraprendere la strada degli affari. Aveva rinunciato ai servizi per mettersi al servizio dei privati. È lì che bisogna indagare. È da lì che deve cominciare l’autocritica, non da un difetto di comunicazione.

Chi si ostina a spiegarci la storica débâcle del centro sinistra come una lotta tra buoni e cattivi, nella quale i secondi avrebbero vinto grazie al tradimento di Giuseppe Cerri, personaggio esecrabile come il Gano di Maganza che tradì il paladino Orlando, si fa beffe della nostra bertoldiana intelligenza e disonora la propria onestà intellettuale. Ma soprattutto non è un gran politico (e neppure una testa fina). È solo un politicante di provincia malato di andreottismo. Perciò è giusto che sia stato messo in disparte. E lì rimanga. Fino a che non si ravveda e non decida di contarcela giusta.

  (i. s.)

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6 Commenti

  • avatar canarda scrive:

    Concordo con l’ articolo; negli anni il PD locale si è trasformato in un comitato d’ affari, che ha perso il contatto con la gente di Fidenza; la sconfitta segna la fine di un sistema di potere che aveva al suo vertice Tedeschi; Cerri e Antonini erano dei semplici comprimari a cui il giocattolo è sfuggito di mano, perchè non riuscivano più a contenere la spinta di quegli imprenditori, che non erano mai sazi di sfruttare il territorio.
    Adesso la festa (di pochi) è finita; ci ritroviamo con il centro devastato, la periferia piena di immobili invenduti, le casse comunali vuote e il povero Cerri che in consiglio verrà evitato da tutti come un appestato.

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  • avatar sciacallo scrive:

    Hai ragione Ivano, io non conosco particolarmente la realtà di Fidenza, ma per quel tanto che vedo attorno a me l’ipocrisia impera. E’ quasi un’ossessione raccontare balle, intorbidire tutto con polveroni continui. L’imperativo è DISTRARRE e impalpabilizzare le cose. Per capirci; pensiamo ai tagli in atto alla scuola pubblica, sono riusciti persino a chiamarla (e farla chiamare)”riforma Gelmini”, sono riusciti a farci discutere di grembiulini si, grembiulini no. Se la sinistra importa il sistema del ribaltamento della verità in uso a Roma e senza gli stessi mezzi (leggi monopolio televisivo) non va da nessuna parte. “se i malandrini sapessero quanto è facile essere onesti sarebbero onesti per malandrineria”.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Sono sostanzialmente d’accordo con l’analisi di Ivano Sartori, ma non scordiamo che più del 55% degli elettori ha votato sinistra o Cerri alla prima tornata. Dopo di che è successo di tutto: rotatorie, platani di via Carducci, 3 milioni di sperperi finanziati da anticipazioni bancarie che hanno vuotato le casse comunali, il coinvolgimento del commissario prefettizio belle beghe elettorali, perché tutto questo? Suicidio o semplicemente assalto al tesoro? propendo per quest’ultima interpretazione: in altre parole quelle azioni che potevano sembrare finalizzate a finanziarie (in termini di consenso ben s’intende) la campagna elettorale della sinistra in realtà erano solo quelle di consolidare le decisioni contenute nel piano finanziario 2009, rendendole indipendenti dal risultato elettorale. Ho analizzato i comportamenti dell’amministrazione dal 4 agosto 2008, e quel che è avvenuto in questi ultimi mesi non è che l’ultimo feroce assalto a quel che restava di una diligenza arrivata al capolinea. In cotanta “miseria” come poteva vincere l’improvvisato candidato andando nei negozi ad accarezzare i bambini per ottenere i favori (elettorali ben s’intende) delle mamme?
    Ambrogio

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  • avatar canarda scrive:

    Penso che Cerri fosse dalla parte della ragione quando si è rifiutato di piegarsi alle richieste di Antonini sul PSC; è passato dalla parte del torto quando si è dimesso senza dare spiegazioni che giustificassero un atto così grave.
    Avrebbe dovuto parlare chiaramente ai cittadini; invece lo scontro con Antonini è rimasto relegato nelle segrete stanze ed è stato facile per il PD farlo passare da colpevole.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Sono d’accordo che Cerri non ha dato spiegazioni sufficienti, senza entrare nel merito,che giustificassero le dimissioni. Però a me risulta che lo scontro con Antonini si sia manifestato sulle candidatura attraverso le primarie, cosa sulla quale, a norma di Statuto P.D., Antonini aveva ragione. Ma chi rispetta la legge ha ragione se la legge è ingiusta cioè non è democratica? Questa è la questione da chiarire.

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  • avatar canarda scrive:

    Sulle ragioni di Antonini permettimi di avanzare qualche dubbio; dopo 5 anni di governo mi sembra logico che il sindaco uscente si ripresenti di fronte agli elettori per essere giudicato, senza che il vice voglia passargli davanti.
    Non mi risulta che Tedeschi, dopo il primo mandato, abbia lasciato il posto al vicesindaco; ma anche qui non ci hanno detto quali accordi erano stati presi sulla questione; quindi gli elettori di sinistra non hanno capito e hanno disertato.
    Sulla faccenda PSC, Cerri voleva rinviare alla successiva amministrazione, mentre Antonini sembra che avesse fretta di concludere.
    Comunque, ormai, è acqua passata.

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