Villa Panini, vandalismo in carta bollata

Pubblicato da Redazione il 25 giugno 2009 in Fidenza città, Speculazione edilizia |

L’avvocato Anna De Rossi, presidente della sezione di Italia Nostra di San Felice sul Panaro (Modena), colpita dalla demolizione di Villa Panini, avvenuta il 4 agosto 2008, lancia un appello ai nuovi amministratori affinché non debbano più ripetersi simili scempi. E siano presi adeguati provvedimenti, aggiungiamo noi di Nave Corsara, per impedire che i responsabili di tali danni alla comunità fidentina ne commettano altri in futuro.

di Anna De Rossi

Quanto accaduto lo scorso mese di agosto a Fidenza ha il valore di una morte annunciata. Abbiamo dovuto assistere, impotenti, all’esecuzione di una vittima del progresso, dello «sviluppo», come spesso amano definirlo, alla quale non è stato concesso nemmeno un secondo grado di giudizio.

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Quel che resta di Villa Panini, in via Gramsci. Quanto a lungo avremo davanti agli occhi questo spettacolo desolante? Perché tanta fretta e tanta furia nell’abbatterla, se ora tutto è fermo?

Le ruspe hanno proceduto all’abbattimento di un elegante villino di inizio Novecento, Palazzo Panini, di sicuro valore storico e pregio architettonico, per far posto non si sa nemmeno a cosa. Proprio così. Autorizzati ad abbattere senza che fosse presentato contestuale progetto per la realizzazione di altra opera. Chissà, magari avranno voluto fare spazio ad un bel giardino…

Fatto sta che, autorizzati, hanno fatto scempio di un altro, l’ennesimo, frammento di memoria urbana.

Palazzo Panini è solo uno dei tanti esempi dell’accanimento con il quale si è infierito su quel patrimonio edilizio storico senza diritto di cittadinanza perché troppo recente per essere evidentemente qualificato come tale.

Eppure una tutela era ed è possibile.

Gli strumenti urbanistici dovrebbero, infatti, individuare attraverso un’accurata opera di censimento tutte le costruzioni del nostro passato, anche recente, e tutelarle. Non si può pensare che siano solo le Soprintendenze, troppo spesso «esautorate» o «dimezzate», a provvedere in tal senso, magari con interventi d’urgenza, corse contro il tempo sollecitate quando ormai l’irreparabile è imminente. La conservazione e la tutela devono essere attuate in primis dagli strumenti urbanistici comunali.

Un appello, allora, dev’essere rivolto a coloro i quali si accingono ad assumere il ruolo di nuovi amministratori di Fidenza affinché venga salvato il patrimonio storico architettonico della città. E ciò, anzitutto, con Programmi di Valorizzazione attenti e rigorosi; quindi con l’adozione dei necessari strumenti, anche di tutela diretta, dei singoli edifici di interesse storico-architettonico, di pregio storico-culturale o testimoniale. Senza dimenticare il rispetto delle aree di pertinenza, per impedirne soffocamento e decontestualizzazione. Formulando norme che fissino modalità d’intervento e di adeguato recupero che impediscano per il futuro altre facili «demolizioni legalizzate».

Demolizioni che si attuano anche attraverso l’omissione, tollerando situazioni di progressivo degrado degli edifici di proprietà dei privati lasciati in stato di abbandono fino alla loro perdita definitiva.

Recupero significa riacquistare alla vita sociale un patrimonio architettonico, quale quello fidentino, straordinario per ricchezza e bellezza, offrendo importanti premesse anche ad un turismo qualificato.

Ma, ancor prima, significa conservare la memoria e la bellezza dei luoghi come elemento di collegamento al passato e traccia di un percorso che porta al futuro di chi verrà e troverà testimonianza anche della nostra presenza.

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Villa Panini pochi giorni prima della demolizione, avvenuta il 4 agosto 2008.

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16 Commenti

  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    sempre dopo ,sempre dopo in italia,poi diciamolo villa panini era orribile.
    comunque attenzione adesso alla pianta che c’e’ dietro il bar” il covo” secondo me che non sono nessuno verra’ tagliata anch’essa, visto che il bar non essendo liberty verra’ probabilmente raso al suolo dalle ruspe rosse(ancora per poco).poi non dite che non ve l’avevo detto…………………..

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  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    pardon,ho appena letto il vs.articolo sui platani della stazione lo sapete gia’ ,cavoli non ho svelato un segreto,comunque qualcuno di italia nostra si puo’ incatenare al bar covo onde evitarne la demolizione sua e delle piante.saluti

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Ma l’edificio Panini, che ora potremmo definire “Largo Panini”, era una Casa, una Villa o un Palazzo? Io ho sempre usato il termine Casa, perché la villa ha il giardino e il palazzo e qualcosa di più garnde, secondo me. Chiedo lumi…

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  • avatar puke58 scrive:

    Il giardino pur piccolo lo aveva ed era considerata Villa …….ma, Alessandro sei ironico?.
    Bella , brutta ….ma che c’entra se dovessimo salvare solo il bello staremo freschi.
    Per chi , come me e’ cresciuto poco distante ,proprio poco, era un’ angolo della citta’ che andava salvato.

    Vederlo distrutto per speculazione edilizia e’ uno scempio………….. io che abbatterei da oggi l’ecomostro.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Nella didascalia sottostante la foto della termination di villa-casa-palazzo -non comunque pollaio o porcilaia- Panini, qualcuno si è giustamente chiesto come mai tanta fretta e furia nell’abbattere l’edificio, quando poi tutto è rimasto fermo, da quasi un anno. Cosa fatta, capo ha! Intanto, si sono detti i demolitori, la buttiamo giù; poi, chi vivrà vedrà. E non passerà molto tempo che sulle rovine di Villa Panini sorgerà qualche orrore post-moderno e post-atomico, opera di qualche architetto o -tetta borgsano\a del sasso, in combutta con sussiegosi ingegneri della banlieue.

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Cicciobello. se ancora non si è incatenato nessuno a quell’albero, mi candido io, purchè qualcuno mi porti, un paio di volte al giorno, almeno un tramezzino, un par di caffè ed una bottiglia di Gatorade o Energade, gusto arancia rossa, per reidratarmi, con ‘sta calura umida che imperversa da settimane.

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    No, no, era una domanda seria. Come ho già avuto modo di scrivere, io Villa Panini non l’ho mai davvero conosciuta: era per me un edificio come tanti altri. Comunque, a vedere l’affetto sincero con cui tanti la ricordano, le devo riconoscere un valore che trascende il giudizio storico. A questo punto posso solo augurarmi che la nuova Villa Panini, almeno dal punto di vista architettonico, non faccia rimpiangere quella vecchia. Ma ho seri dubbi…

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  • avatar Libero Cittadino scrive:

    Ma dai fare della polemica per una villa che a Fidenza non conosceva nessuno non mi sembra proprio il caso…
    Sono sicuro al 100% che se si faceva un sondaggio a Fidenza riguardo a “villa Panini” prima della demolizione..dico nessuno e ripeto nessuno sapeva ne cos’era ne dov’era..
    Ritengo che a Fidenza i veri problemi siano altri e più importanti.
    Saluti
    Libero Cittadino

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  • avatar puke58 scrive:

    Libero o non sei un borghigiano del sasso o hai detto una inesattezza.

    Villa Panini e’ conosciuta benissmo e se pure nn la fosse stata non e’ un buon motivo per abbbatterla.

    Forse gli immigrati nn la conoscevano.

    La prova sta nel fatto che tanta enfasi e’ stata data alla sua distruzione.

    Se a te va bene che sia stata abbattuta , dillo liberamente e non attaccarti ai vetri.

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  • avatar canarda scrive:

    Villa Panini non è stata abbattuta per far posto alla casa di un imprenditore della zona? E allora si proceda, oppure ricostruiamo la villa tale e quale, come hanno fatto a Monaco di Baviera quando hanno riedificato il centro storico dopo la guerra, usando le vecchie planimetrie.
    Già che ci siamo, propongo l’ abbattimento di quell’ orrido edificio in stile stalinista che è Palazzo Pocellini e la ricostruzione al suo posto dell’ antico castello medievale.

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  • avatar Sergei Sedov scrive:

    Vabbè,se tiriamo in ballo tutti gli orrori creati negli ultimi 50 anni,alla fine non ci resta che radere al suolo la città e ricostruirla.
    Mi sono imbattuto solo casualmente in questo bel filmato,ma ne sono uscito con gli occhi gonfi.. http://www.youtube.com/watch?v=0E5vZVJ94A8
    Che bellissima città vivremmo se ne avessimo custodito i suoi tanti tesori

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  • avatar Filetto Voronov scrive:

    Hey, Sedov, mi sa che spacci propaganda elettorale. Lo sanno tutti qui a Borgo che i Giovani del B. del sono i giovani del Pdl in uno dei loro non tanto riusciti travestimenti. Nostalgia canaglia e anche un po’ furbetta. Di’ la verità, pelavi la cipolla.

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  • avatar Woodward & Bernstein scrive:

    Nel filmato dei “minorenni” berlusconiani ci sono alcuni errori di identificazione dei palazzi. Ma lo sanno che alcune di quelle nefandezze o presunte tali sono state compiute da loro amici e amici del loro amico? Vogliono farsi un’idea di distruzione dell’ambiente preesistente? Si facciano invitare a Villa Certosa. O forse ci sono già stati? Magari sulle ginocchia di…

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    Volevo precisare a “canarda” che lo stile di palazzo Porcellini non è stalinista, bensì fascista; sono, anche dal p di v. architettonico, due stili ben diversi, facilmente riconoscibili e distinguibili. A proposito, mi sovviene che la targa con cui si è dedicato il palazzo a Porcellini contiene una castroneria allucinante, solo che ora non mi viene alla mente. Sono vecchietto, la memoria non è più veloce e salda come un tempo…Quialcuno potrebbe controllare e darmi un aiutino?

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  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    rieccomi franco mi sono assentato per alcuni giorni,comincia pure ad incatenarti al covo ed ai suoi platani ,ti serviro’ bevande e cibi adeguati al clima opprimente,ma verso sera un prosecchino e’ meglio di un gatorade non pensi ?

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  • avatar Franco Bifani scrive:

    M’inciucco subito, non vorrei che poi mi scambiassero per un ex-prof di Lettere marocchino in pensione, sbarcato da una carretta del mare della flotta Gelmini; adesso che c’è anche la Lega al governo, non vorrei che qualche rondista adoperasse la bottiglia del Prosecco per usarmi delle base insinuazioni.

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