Salvate il soldato Massari

Pubblicato da Redazione il 23 giugno 2009 in Elezioni 2009 Fidenza, Fidenza città, Politica |

di Mara Meo

Alla fine di ogni guerra civile scatenata da una forza occupante c’è sempre il problema dei profughi e dei collaborazionisti. Chi ha dato una mano agli invasori deve darsela a gambe, nel momento della loro sconfitta, se vuol salvare la pelle e ricominciare da capo altrove.

Massari

In primo piano, Andrea Massari. Sullo sfondo, Cristian Zalaffi.


I francesi dovettero portare con se gli Harki quando se ne andarono dall’Algeria. E gli americani accolsero i montanari Hmong che avevano combattuto al loro fianco in Vietnam e a cui i connazionali avrebbero fatto la festa se non fossero scappati con i marines.

Il generale Vincenzo «Giap» Bernazzoli che ha vinto a Parma ma ha perso la colonia di Fidenza dovrà ora dare ospitalità ai dirigenti e agli ex amministratori del Pd borghigiano vittime della loro ingordigia  e della sua disastrosa strategia.

Mentre «Giap» non avrà difficoltà a riassumere in seno alla giunta provinciale il suo emissario Giancarlo Castellani, come e dove sistemerà gli indocili Andrea Massari, Paolo Antonini e Davide Vanicelli che sì gliene hanno combinate di cotte e di crude ma sono pur sempre capibastone, in mancanza d’altro del circolo Pd del Borgo? Dove sistemerà i più disciplinati e remissivi ascari di Italia dei valori, di Città aperta e di Sinistra per Fidenza che si sono generosamente battuti per lui e per Montanari fino al sacrificio estremo di perdere le loro identità ed esistenze politiche?

E, soprattutto, che cosa ha in serbo per quei due che, assunti per portargli acqua fresca, hanno finito per avvelenargli i pozzi del consenso? Quale sarà il destino dei due pensionati Giuseppe Cerri e Sergio Varani che non paiono intenzionati a imboccare la strada dei giardinetti né a dedicarsi alle gioie dei nipoti? E che farà «Giap» per Cristian Zalaffi? A pensarci bene, questa è un’altra storia. La triste storia di un disperso. Lo hanno visto aggirarsi nella giungla degli sconfitti e sentito ripetere una nenia ossessiva: «Il sessanta per cento… avevamo il sessanta per cento… il sessanta per cento avevamo…». Parlava al passato, il che costituisce un non trascurabile segnale di ravvedimento. Che il generale «Giap» mandi almeno una squadra di soccorritori prima si perdano le sue tracce per sempre.

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