Bernazzoli perde a Salsomaggiore per colpa di Tedeschi
di Doctorenry
E alla fine, come era prevedibile l’ha spuntata lui, Vincenzo Bernazzoli, presidente uscente della Provincia di Parma, riconfermato alla guida dell’amministrazione di piazzale della Pace con il 61 per cento circa dei voti
Il suo sfidante Giampaolo Lavagetto è risultato sconfitto fermandosi al 39 per cento circa.
Abbiamo detto sopra che la riconferma era prevedibile e, da parte mia, prevista per una serie di motivi.
Innanzitutto perché un presidente uscente è naturalmente favorito, a meno che non abbia causato disastri con la sua azione amministrativa, cosa che l’ex sindacalista di Fidenza e Fontanellato non ha fatto; mentre lo sfidante non può che fare promesse. Ed alle promesse ormai quasi più nessuno crede.
Poi in quanto l’elettore medio ha nettamente percepito che l’atletico sfidante Lavagetto è stato sostenuto dai vertici nazionali del partito ma chiaramente osteggiato dalla nomenclatura locale, Luigi Villani in primis, a differenza del presidente uscente, compattamente sostenuto da tutto il suo partito e dagli alleatini.
Ed infine perché sono scesi al fianco di Bernazzoli grossi calibri a livello nazionale (l’ex ministro Pierluigi Bersani ad esempio) e regionale (il governatore Vasco Errani) molto più conosciuti in zona rispetto agli sponsor arrivati a promuovere la candidature dello sfidante quale ad esempio l’onorevole Maurizio Lupi.
E, come amano ripetere gli amici della Snavra, il «Gonzo Pecorume» è particolarmente sensibile alle suggestioni che provengono dall’alto.
Quindi tutti in massa a votare il Bernazza.
A prescindere.
In massa si fa ovviamente per dire, vista l’affluenza che su base provinciale si e’ fermata al 51,25 per cento facendo sì che, come affermato dall’ineffabile Dario Franceschini a proposito del risultato europeo di Berlusconi e del suo partito, Vincenzo Bernazzoli non abbia il consenso della maggioranza dei parmigiani. Ma solo di circa 3 su 10, ossia del 60 per cento sul 50 per cento dei votanti
Ma come al solito quello che a noi interessa è l’analisi locale, salsocentrica, del voto in quanto a differenza di tali altri che amano discettare dei massimi sistemi, guareschianamente ci sentiamo più a nostro agio in quella sorta di Mondo Piccolo rappresentato dalla cittadina termale.
Già ci sentiamo a disagio a volgere lo sguardo sulla circonvicina Fidenza, dove gli elettori erano anche chiamati al ballottaggio per l’elezione del sindaco e dove pure il compagno di partito di Bernazzoli, dopo un estenuante testa a testa, ha pigliato un sonoro sganassone (così imparate a fare i pagliacci, cari cugini….eh eh eh!) per cui ci limitiamo volentieri all’osservazione dei risultati a Salsomaggiore.
E qui iniziano i dispiaceri non solo per il presidente riconfermato Vincenzo Bernazzoli ma pure per tutta la coalizione di centro-sinistra che da tre anni governa con risultati che personalmente riteniamo pessimi, la città termale.
Le percentuali per il rieletto presidente non superano la quota del 48,57 per cento contro il 51,43 per cento dello sfidante.
Cioè in totale e significativa controtendenza con quanto accaduto a livello provinciale.
Il che sta a significare che definitivamente il comune di Salso ha valicato la sottile linea di confine che lo separava dalle regioni dell’Italia settentrionale, entrando a far parte della Padania, o meglio di quel territorio amministrativamente controllato da Lega Nord e Pdl.
La causa?
Riteniamo che, se un candidato quale Giampaolo Lavagetto, privo di particolare appeal per l’elettore salsese medio, politicamente azzoppato dallo scarso entusiasmo dei vertici provinciali del suo stesso partito riesce a fare il pieno dei voti termali la responsabilità non possa che essere ricercata nella bassa qualità dell’azione amministrativa della controparte.
Per essere ancor più chiari,la pessima prova che stanno dando come amministratori a Salsomaggiore il sindaco Massimo Tedeschi con la sua giunta e i partiti che la sostengono, cespugli inclusi, hanno penalizzato fortemente Vincenzo Bernazzoli, causandone l’insuccesso nella nostra città.
Sicuramente di questo terrà conto il riconfermato presidente della Provincia, che, ne siamo certi, entro breve termine riesumerà i suoi passati studi da pedagogista per impartire una bella lezione e una solenne bocciatura a Massimo Tedeschi e ai suoi sostenitori a oltranza. Ma di ciò vi riferiremo naturalmente con puntualità quando quel momento verrà.













Se l’immagine di una citta’ la si vede dalle strade , bhe , allora Salso ha una pessima immagine .
Il miracolo e’ che a Salso ci sia ancora qualcuno che vota PD .
IMHO.
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Ma chi sara’ l’artenativa a Tedeschi ?Sia a destra che a sinistra non vedo a salso il Cantini della situazione.
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Lei ha ragione per le strade e nonostante tutto cerchiamo ancora di tenere la testa alta, ma vi sono molte altre cose da cambiare; comunque è necessario tenere duro anche se speravamo molto in queste elezioni ora invece vedremo se le “promesse” del signor Bernazzoli si avvereranno… qualche persona ha già scritto che non ce li meritiamo gli stanziamenti promessi perchè abbiamo favorito mr. Lavagetto e quindi dobbiamo essere puniti per questo !. Questa la dice lunga sul modo di amministrare la nostra zona Salsese.
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xnoleo- Il Cantini della situazione è un salsese (ritornato dopo la pensione) e si chiama Giovanni Carancini.
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Purtroppo noi salsesi non disponiamo presso l’ospedale di Vaio ne’ di primari ne’ di direttori amministrativi disposti a candidarsi alla guida della citta’.Contiamo pero’ su di un paio di primari all’azienda ospedaliera-universitaria di Parma e pure di qualche professore universitario in altre branche.
Che non possano essere questi i Cantini della situazione?Staremo a vedere
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Quindi, Doctorenry, candidati sindaci part-time? Eppure a Salso stiamo fruendo dell’esperienza amministrativa di dottori specialisti in varie branche anche in questo momento. O si è distratto un attimo e non se n’è accorto?
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