Montanari e Cantini ben rasati in tivù

Pubblicato da Redazione il 19 giugno 2009 in Elezioni 2009 Fidenza, Politica |

di Mara Meo

È credenza diffusa che Richard Nixon sia stato battuto da John F. Kennedy nel famoso dibattito televisivo del 1960 perché non si era tagliato la barba con cura. Il suo aspetto poco raccomandabile gli costò la presidenza degli Stati Uniti. JFK avrebbe vinto il decisivo match grazie al suo volto da idealista ben rasato. In quel caso, le apparenze non mentirono. Bisogna riconoscere a questa voce un fondamento di verità, anche se si sospetta che l’abbiano messa in giro i signori delle tv per diventare quel quinto potere che sono poi diventati. Sia come sia, l’occhio vuole la sua parte e spesso l’abito fa il monaco.

Prese le giuste distanze temporali e fatte le debite proporzioni, ci è venuto in mente questo aneddoto quando ci siamo ci siamo ritrovati per due volte a vedere su una tv locale il faccia a faccia tra Enrico Montanari e Mario Cantini, candidati alla poltrona di sindaco di Fidenza.

ben_kingsley

Ben Kingsley (con qualcosa di Alfredo Peri).

Separati da tre anni quasi giusti, il primo è nato nel 1949, il secondo nel 1952, Enrico e Mario hanno un’aria antica. Il che non depone a loro sfavore. Anzi, rassicurerà gli anzianotti. Entrambi sono cresciuti politicamente negli anni Settanta e di quell’epoca conservano parecchi ricordi, miti e riti comuni. Sono stati militanti del Pci di Berlinguer, con tutto quel che ne segue. Enrico con la base. Mario con la classe dirigente. Il destino, che non è cinico e baro ma solo beffardo, li ha fatti ritrovare nello stesso ospedale. Uno con il camice del neurologo di chiara fama, l’altro nella veste di direttore amministrativo. Se fossero due personaggi disneyani, Montanari sarebbe Pico de Paperis, lo scienziato eccentrico e un po’ svaporato; Cantini una sorta di nostrano Paperon de’ Paperoni, con l’oculata amministrazione del denaro (pubblico) al posto della proverbiale avarizia del riccastro di Paperopoli.

Cantini si è presentato al primo incontro con una giacchetta a righe da suonatore dixieland (peccato che la telecamera non abbia inquadrato la paglietta appesa al chiodo) e l’aria stazzonata del trombettista che ha soffiato nella cornetta tutta la notte. L’onda già bionda gli cavalcava la testa attirando l’attenzione su quel che avrebbe dovuto pietosamente occultare. A che è servito sbeffeggiare Francesco Alberoni e il suo riporto per tutti questi anni se Cantini non ne ha tratto profitto?

Montanari, con i suoi occhialoni da Puffo Quattrocchi, da gufo sapientone, quel suo dire simpaticamente svagato e divagante avrà fatto rizzare i capelli in testa ai collaboratori che amorevolmente lo assistono e lo accompagnano di qui e di là, ivi compreso allo studio di Agorà. Sa di somigliare a Stanlio e ci marcia. Fa leva sul fanciullino rimasto intrappolato in ognuno di noi che abbiamo una certa età e abbiamo visto cose che voi giovani neanche vi immaginate, tipo la Tv dei ragazzi.

Alla loro seconda apparizione televisiva, quella di giovedì 18 giugno, si vede che i consulenti del look di entrambi le parti si erano dati da fare. Ma con esiti incerti.

Cantini ostentava minuscoli occhialini dalle lenti strette e rettangolari attraverso le quali la prima cosa che vedi è la montatura. La volta precedente aveva di sghimbescio la cravatta che gli pendeva dal collo come un cappio allentato, stavolta gli occhialini. Il competitor, per dirla nei termini pacati in uso oggi, indossava una camicia a righine sottili e multicolori che ipnotizzava chiunque fosse tanto sventato da osservarla a lungo.

schwarzenegger

Arnold Schwarzenegger

Quando se ne sono andati hanno fatto il loro ingresso in studio i due candidati alla massima poltrona della Provincia. Giampaolo Lavagetto, lo Schwarzenegger di Felino, con i pettorali che gli ribollivano sotto la camicia  rilucente d’appretto, e Vincenzo Bernazzoli con la sua barbetta alla Ben Kingsley interprete di qualche personaggio mediorientale, magari un mercante libanese.  Due modelli perfetti per una copertina di Class o Style. E allora ci è venuta nostalgia per i nostri due provinciali che se ne erano appena andati, per i loro collettoni esagerati, la chioma traditora e la pronuncia zoppicante. Sapevano di fatto in casa. Sì, rispetto a Bernazzoli, il fidentino arrivato a Parma via Fontanellato, persino il parmigiano Enrico Montanari ci è parso un borghigiano dell’Oriola.

Qualcuno deve aver pensato che se si esporta, si dovrà pur importare.

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:, , , , , , ,

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2009-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.