La San Donnino ha forse perso la testa?

Pubblicato da Redazione il 14 giugno 2009 in Fidenza città, Riceviamo e Pubblichiamo |

San Donnino-fidenza

All’ora di pranzo, oggi, ho visto affissa al portone di casa una notifica phirmata «San Donnino Multiservizi», la quale asseriva che, into mio condominio, qualcuno non aveva rispettato le regole della raccolta differenziata dei rifiuti. Pena una multa, concludeva la notifica.

Mi sono ricordato delle guardie rosse, le micidiali sentinelle della rivoluzione culturale cinese, le quali erano solite far marciare i professori universitari ritenuti antirivoluzionari con cartelli appesi al loro collo, pieni di insulti e di sputi.

La granitica convinzione comunista di appendere alla gogna chi non la pensa come loro si ritorce su civili abitanti di un condominio solo e soltanto perchè uno e solo uno di loro ha disubbidito.

È importante differenziare i rifiuti.

È civile rispettare le regole.

Ma perchè devo pagare una multa per uno che non conosco e non posso controllare?

Le guardie rosse pensavano che, umiliando quei professori, tutta l’università avrebbe capito l’importanza della rivoluzione culturale.

Pagando per un condomino fellone, ubbidisco anch’io ad una sorta di rieducazione civile.

Non ci sto. E prego Enrico Montanari, per il quale voterò, di rivedere quel komunista regolamento. E lo voto dicendogli: è ora di vendere al migliore offerente la San Donnino Multiservizi: via dalle pubbliche spese.

Su Phamiglia Christiana si legge che le imprese che hanno aderito a principi etici sono quelle più difese dal pericolo di fallimenti. Condurre gli affari rispettando ambiente, società e seguendo principi di equità ci si ritrova ad effettuare investimenti oculati, a calcolare i rischi, a produrre reddito, a distribuirlo con continuità.

Vuol dire non fare affari con imprese poco pulite, evitare finanziamenti illeciti e bustarelle, chiedere denaro a banche etiche, pensare ad un investimento che non frutterà ritorni eccezionali subito ma garantirà continuo lavoro, produzione e vendita. In modo sobrio, ma duraturo.

Perchè non vendere la San Donnino Multiservizi ad un gruppo di imprenditori ed imprenditrici etici? Perché, si risponderà, la fornitura di energia è cosa troppo importante per lasciarla a privati. Ma se la cordata etica dimostra di essere etica perchè non può erogare l’energia con criteri altrettanto etici?

In quella impresa, la San Donnino, si fa politica ed in modo che non mi piace.

Oltretutto è anche in parte, seppur infima, mia poiché non mi risulta essere di proprietà diversa da quella del Comune. È nostra.

Da azionista voto per la vendita: sono convinto che se ne ricaverà redditività e regolamenti più equi.

Diciamo basta alla cultura comunista e postcomunista. È più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un comunista sia onesto e altruista. Almeno dopo (ma anche prima) la morte del povero Berlinguer.

A risentirci.

Paolo Sirocchi

Postilla redazionale. A proposito di gogne comuniste, negli anni Ottanta, a Fidenza, ci fu un sindaco comunista che fece affiggere pubblicamente i nomi di chi non aveva votato. Voleva svergognarli. Costui è tornato alla politica, ricordiamocene quando voteremo per la Provincia.

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1 Commento

  • avatar puke58 scrive:

    Caro Paolo non e’ questione di Comunismo o meno e’ , a mio modeso parere, questione di arroganza e presunzione.
    Sono daccordo con te per la soppressione pietosa di suddetta ” Utility”.

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