Malvisi: astro, meteora o assessore?

Pubblicato da Redazione il 14 giugno 2009 in Elezioni 2009 Fidenza |

Una notizia ferale ha allappato le lingue dei portavoce del dottor Enrico Montanari ed è caduta come un fulmine sulle dita dei piedi di Andrea Massari e degli antoniniani irriducibili e ascosi in attesa ai blocchi di partenza.

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Giuseppe Cerri, ex sindaco di Fidenza ed attuale ago della bilancia per il ballottaggio del 21 giugno.

Una notizia secca come un epitaffio: Cerri si apparenterà con Cantini. La sua lista civica, insieme a quelle di centro destra, contro il candidato del Pd al ballottaggio del 21 giugno. La decisione, visto il peso elettorale di Cerri (12,1 per cento) e l’esile linea di demarcazione che divide Cantini da Montanari (una settantina di voti), sa di sentenza capitale, di condanna a morte per quest’ultimo e per le residue speranze del centro-sinistra di restare al governo della città.
Giriamo l’insistente voce che sta facendo il giro della piazza al diretto interessato, cioè all’ex sindaco Giuseppe Cerri che, come al solito, la incassa con un sorriso e ce la rigira con una dichiarazione sibillina: «Non lo escludo». Poi, riferendosi a Cantini e alla sua già numerosa e variopinta famiglia, aggiunge: «Magari preferisce andare da solo». Poi, da perfetto ago della bilancia che non si vuole sbilanciare prima del tempo, accenna a incontri che avrà con entrambi i candidati allo spareggio. Ma gli si legge in volto che, salvo impuntature dei suoi familiari o dei parenti di Cantini, il matrimonio s’ha da fare. Si farà.
Che cosa vuol dire apparentamento? Significa che il 21 giugno ci sarà consegnata una scheda con due raggruppamenti di simboli: da una parte Montanari con i suoi alleati già noti; dall’altra, Cantini con i soliti più Cerri e i suoi. Se l’aritmetica li asseconda e le diaspore, i mal di pancia o altri umori non li azzoppano, i nubendi Cantini e Cerri dovrebbero attestarsi attorno al 55 per cento.
Ma cos’è che ha accelerato l’uscita di Cerri? Pare lo abbia irritato la decisione del Pd, sponsor Montanari, di destinare all’assessorato ai Lavori Pubblici l’astro nascente Davide Malvisi (299 preferenze, secondo in assoluto solo a Luigi Toscani che ne ha raccolte 325).
Mossa da sprovveduti, oltre che prematura. La decisione, ancorché ufficiosa, è risuonata come una provocazione per Cerri, che l’ha interpretata come l’ennesima manovra dei soliti irriducibili antoniniani, l’ultimo ostacolo sulla strada della riappacificazione.
Sospetto più che legittimo, confermato da certe vanterie trapelate da blog vicini al Pd. Un simile pieno di consensi non si spiega con la mera tenacia e la sola faccia tosta elettorale del titolare della Casa del Geometra, ma con un capillare lavoro organizzativo in cui hanno messo mano e testa alcuni senior e spin doctor del Pd, componente ex Ds, tra cui si è distinto il dinamico Andrea Massari.
Malvisi sarebbe dunque un supplente, il collettore dei voti degli antoniniani, latitanti dalla lista elettorale e invisibili alle folle, ma attivissimi sotto traccia. Cerri conferma in qualche modo questa impressione: «Non giudico le sue capacità, ma dietro deve esserci la longa manus di qualcuno, una squadra che l’ha sostenuto».
La conclusione provvisoria e paradossale dell’ennesima puntata della telenovela delle elezioni fidentine è che il giovane Malvisi  rischia grosso nonostante il successo, anzi proprio a causa di quello. Potrebbe essere accantonato in cambio di un alquanto improbabile apparentamento di Cerri con Montanari. Come Isacco potrebbe essere condotto al sacrificio per ricondurre all’obbedienza Pd lo scismatico Cerri. Un prezzo troppo alto, che dovrebbero pagare in tre: Montanari, gli antoniniani e lo stesso Malvisi. Inaccettabile per almeno uno dei soggetti. Indovinate quale. A Malvisi, che ha comunque tanti anni davanti e tante battaglie da combattere, non resta che sperare nella vittoria di Montanari. Se il guaritore chiamato da Parma non ce la fa, la sua triste prospettiva è quella di giacere inutilizzato sui banchi dell’opposizione. Da astro del cielo a meteora il passo è breve.

PS Sia detto per chi non ha dimestichezza con la Bibbia: Isacco non fu poi sacrificato. Fu solo una delle prove cui il Signore era uso sottoporre i suoi prediletti del popolo eletto.

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