Italiani e Olimpiadi

Adolfo Consolini

di Sergio Caroli
Nel dopoguerra uno degli assi nella manica della retorica post-resistenziale (praticata soprattutto da cacciatori di posti e di prebende) è stata la denuncia in permanenza dell’uso che il fascismo aveva fatto dello sport, come arma propagandistica di regime a fini di agitazione nazionalistica (ben me li ricordo i miei libri di storia alle elementari e alle medie). Continua la lettura

Ma il popolo è popolare o populista? La guerra delle etichette

Sabrina Ferilli

du Domenico Starnone
Ricominciamo giocando con qualche aggettivo utile per l’autunno: popolare, populista, impopolare. Le tradizioni popolari sono buone, la sovranità popolare anche. Una base popolare è fondamentale, non solo per i politici ma per cantanti, attori, scrittori, registi, artisti vari, conduttori televisivi. Essere popolari è un piacere, chi lo diventa soffre a rinunciarci. Ma qui già bisogna fare attenzione. La popolarità a tutti i costi è un male. Continua la lettura

La profezia di Bobbio

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di Sergio Caroli
Scriveva tre lustri fa Norberto Bobbio: «Nei regimi democratici come quello italiano in cui la percentuale dei votanti è ancora accettabile (ma va scemando ad ogni elezione), vi sono buone ragioni per credere che vada diminuendo il voto di opinione e vada aumentando il voto di scambio, il voto, per usare la terminologia asettica dei political scientist, orientato verso gli ouptut, o, per usare una terminologia piú cruda, ma forse meno mistificante, clientelare, fondato se pure spesso illusoriamente sul do ut des (sostegno politico in cambio di favori personali)». Questa muscolosa e profetica analisi dell’insigne studioso ha messo a nudo le ragioni della retromarcia del Pd sulla legge elettorale (Italicum). Continua la lettura

Boschi, le riflessioni di un vignettista innamorato

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di Mario Ntatangelo
In questi giorni si è parlato tanto (troppo?) di satira, cosce, Maria Elena Boschi e sessismo. Come ormai sanno anche i muri, io ho un debole per la bella ministra toscana. E sin da tempi non sospetti, cioè quelli dell’abito blu elettrico al giuramento nei saloni del Quirinale. L’ho disegnata innumerevoli volte, ma quasi mai in una vignetta (intesa in senso stretto) politica. Continua la lettura

Marocchino denuncia il fratello estremista e dalla comunità arrivano minacce di morte

FouadFouad l Bamaarouf, operaio in un’azienda in provincia di Padova.

Fouad e Adil Bamaarouf. Due fratelli marocchini, entrambi di Monselice (Padova). Fouad, 43 anni, operaio in un’azienda della zona, nessun conto aperto con la giustizia, ha denunciato Adil, 37 anni, che dopo aver perso il lavoro ha iniziato a inneggiare all’Isis, ha giurato «Farò esplodere Roma» ed è stato espulso dall’Italia con un provvedimento firmato dal ministro Alfano in persona. Eppure, oggi, il condannato (a morte) tra i due è Fouad, quello «pulito». Tradito due volte. Da una fetta della comunità islamica locale, che gliel’ha giurata: «Hai venduto un nostro fratello, la pagherai». E anche dall’Italia, perché da quando la sua storia è diventata di pubblico dominio nessuno vuole più affittargli casa. Continua la lettura

È Mannelli il mandante dei femminicidi

Meb1

 

Non si è ancora rimessa in forze, la plebaglia di Fecciabuk, reduce dal linciaggio di Giuseppe Tassi, il direttore del Quotidiano sportivo che ha osato sfidare l’ipocritamente corretto con il titolo «il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico», che già le tocca una nuova missione. Dare addosso al disegnatore Riccardo Mannelli che ha rappresentato con iperrealismo e senza un filo di grasso la ministra Maria Elena Boschi con le gambe accavallate.Titolo: «Lo stato delle cos(c)e». Continua la lettura