|
colonnino
È
morto l’Abbé Pierre
Stai
tranquillo, quaggiù qualcuno ti ama
 |
| L’Abbé
Pierre in una foto del 2002 |
«Amici
miei, aiuto! Questa notte alle 3 una donna è morta
assiderata. In mano aveva ancora il documento con cui il
giorno prima le era stato notificato lo sfratto». E’ così
che cominciava l'abbé Pierre, il primo febbraio 1954,
lanciando sulle onde di Radio Lussemburgo, un appello per i
senzatetto che doveva diventare il simbolo della sua lotta per
il diritto all’alloggio.
«Una
donna è morta questa notte alle 3 congelata», dice il
giovane prete dallo sguardo ardente su un marciapiede di
boulevard Sebastopol. «Ogni notte, sono più di duemila
rannicchiati sotto il gelo, senza un tetto, senza pane, molti
quasi nudi».
«Di
fronte a tanto orrore… bisogna che questa sera stessa, in
tutte le città di Francia, in ogni quartiere di Parigi, si
appendano dei cartelli sotto una luce nella notte, sulla porta
dei luoghi dove ci siano una coperta, della paglia, una zuppa,
e che sotto il titolo “Centro fraterno di soccorso” si
leggano queste parole: “Tu che soffri, chiunque tu sia,
entra, dormi, mangia riprendi la speranza, qui ti amiamo”.
«Le
previsioni meteorologiche annunciano un mese di gelate
terribili. Fino a che dura l’inverno questi centri devono
rimanere. Davanti ai loro fratelli che muoiono di miseria, una
solo opinione deve esistere tra gli uomini: la volontà di
rendere impossibile che questo duri.
«Ci
occorrono per questa sera, al più tardi domani mattina,
cinquemila coperte, trecento grandi tende, duecento cucine da
campo.
«Grazie
a voi, nessun uomo, nessun bambino, si coricherà questa sera
sull’asfalto o sui Lungosenna di Parigi. Grazie!»
In
risposta a questo appello, il governo approntò in tutta
fretta un piano d’urgenza per la costruzione di 12 mila
alloggi di prima necessità.
Quaranta
anni più tardi, sulle stesse onde di Rtl, è un vecchio dalla
barba bianca, ma dallo sguardo sempre di brace, che domanda
ancora una volta ai francesi di «svegliarsi» e di «fare la
guerra alla miseria». Questa volta se la prende direttamente
con i Comuni: «Eletti, è il tempo di agire perché tutti
abbiano un alloggio (…)
La Francia
deve costruire, ne ha i mezzi».
Verso
la fine del 2006 Les Enfants de Don Quichotte, I Figli di Don
Chisciotte, hanno avuto un’idea geniale che ha messo i
politici con le spalle al muro e li ha costretti a impegnarsi
(elections obbligent):
lungo
la Senna
hanno innalzato lunghe file di tende per l’alloggio dei
senzatetto, gli Sdf (sans
demeure fixe). La battaglia continua, un inverno tardivo
ma minaccioso è alle porte. Il vecchio Abbé si sta certo
gustando una zuppa calda in paradiso. Sapendo che quaggiù
qualcuno lo ama. E lo imita.

|
| Le tende dei
senzatetto lungo le banchine della Senna a Parigi: è
la clamorosa iniziativa dell’associazione Les
Enfants de Don Quichotte. |
Equivoci
«Bisogna
che l’Europa la smetta di dare credito all’idea che la
Russia è una democrazia… Mi sento sollevato dalla partenza
dei signori Chirac, Schröder e Berlusconi». (Garry Kasparov,
ex campione del mondo di scacchi e coordinatore dell’Altra
Russia, da un’intervista su Le
Monde del 25 maggio) |
UN
CONSIGLIO DA AMICO AL NEO CONSIGLIERE ALFREDO PERI
Anche
se è consigliere comunale a Parma e consigliere regionale a
Bologna, oltre che assessore regionale ai Trasporti, si
lasci consigliare. Non si può fare bene tutto, liberi
qualche carica. Da pendolare quotidiano
Fidenza-Milano-Fidenza su littorina regionale, le consiglierei di dimettersi da assessore
ai Trasporti. Scusandosi per il ritardo.
(i.
s.)
|
|
Manhattan
come Fidenza?
«Volevo
che la gente vedesse questa parte di città dopo l’11 settembre, che si accorgesse di quanto è
bella prima che scompaia».
Che
scompaia?
«Sì,
ogni volta che torno a New York scopro che hanno buttato giù
qualcosa per costruire un nuovo edificio».
(Da
un’intervista a Lou Reed, pubblicata dal Corriere della
Sera del 28 marzo).
Stimolato
dalle rapide trasformazioni in corso nella sua città, la
rockstar ha cominciato a fotografarla con un impegno
ripagato da ottimi risultati, come si può vedere nella
mostra «Lou Reed’s New York» alla galleria Arteutopia di
Milano, in via G. G. Mora 5. Aperta fino al 12 maggio.
|
Tutti
i giorni è l’11 settembre
Più
di due milioni di persone muoiono ogni anno a causa del
lavoro. È l’equivalente di un 11 settembre al giorno.
(da
una statistica delle Nazioni Unite)
|
PRIMATI
Beata
la Danimarca
| È
da trent’anni che i danesi sono il popolo più
felice d’Europa. Uno studio compiuto
dall’università di Cambridge su un campione di 20
mila europei lo ha nuovamente confermato. Come al
solito, la Danimarca è tallonata dagli altri Paesi
scandinavi. La Francia arriva solo undicesima su 15.
Portogallo, Italia e Grecia chiudono la classifica.
Giusto per dimostrare che il bel tempo non rende
necessariamente felici. E allora che cosa? «I Paesi
al vertice della scala della felicità», spiega la
responsabile dello studio Luisa Corrado, «sono
quelli in cui si registra il più elevato livello di
fiducia verso il governo, le leggi, e dove è
massima la fiducia reciproca tra i cittadini». Un
altro criterio è la durata del lavoro e la sua
gestione: 39 ore e mezzo la settimana, ma con stop
alle 16, per avere ancora tempo da dedicare alla
famiglia e ai piaceri. |
|
Traditrice
e imbarazzante

|
Lo
ha sussurrato all’orecchio di un amico che non ha
saputo mantenere il segreto: il 6 maggio Sylviane
Agacinski (foto
sopra), moglie delle ex Primo ministro francese
socialista Lionel Jospin, ha votato per Nicolas
Sarkozy, bestia nera della sinistra, avversario
della socialista Segolène Royal nella corsa per la
presidenza della Repubblica.
Filosofa,
docente in Scienze sociali, la signora Jospin ha
firmato un articolo intitolato «Il sesso
presidenziale». Nel quale ha posto una domanda
valida anche per noi quando si parla e straparla di
quote rosa: «Fare della femminilità un argomento
decisivo od opporsi a un candidato con la scusa che
è misogino non è dare un ruolo esorbitante e
illegittimo al sesso in politica?» |
|
|
Dopo
il sogno, l’amaro risveglio
«È
un'indecenza mettere sotto processo una classe dirigente per
una battuta». Ha detto Massimo D’Alema a proposito del
suo «facci sognare». Classe dirigente? Allora ha proprio
ragione il suo amico Nicola Latorre: a D’Alema piace
essere sarcastico |
|
DUBBI
NOTTURNI
Eugenetica
botanica
Ci
avete fatto caso che gli alberi di città sono di salute così
delicata che si ammalano non appena una qualche autorità
municipale ne ordina la visita? Sarà la tremarella per lo
stetoscopio appoggiato sul fusto.
È
accaduto a Fidenza per i tigli di via Costa. Succede a
Salsomaggiore per varie specie arboree del parco Corazza.
Noi, che veniamo a sapere di questi perniciosi stati di
salute dai giornali, ci chiediamo se un albero malato non
meriti di morire in pace, senza il ricorso all’eutanasia.
Possibile che la sua malattia sia sempre contagiosa per i
confratelli che gli stanno attorno? Pensate se dovessero
abbattere tutte le persone malate in circolazione. E avete
mai sentito che abbiano messo altre piante al posto di
quelle soppresse? No, le sostituiscono con una caccola di
cemento. Specie autoctona di salute molto meno cagionevole. |
Pedalare
senza peccare
L’Iran
fabbricherà presto «bici islamiche» che permetteranno
alle donne di nascondere le loro forme mentre praticano la
salutare attività sportiva di pedalare.
Lo
riporta il quotidiano governativo «Iran». Una cabina
trasparente «proteggerà» metà del corpo della ciclista,
un accorgimento che eviterà gli sguardi indiscreti in caso
di colpi di vento. Ma, a giudicare dall’immagine, creerà
un effetto vela che potrebbe provocare spiacevoli cadute.
Sempre in caso di vento.
|
|
L’Unità
d’Italia

|
Il
giovane Joseph Ratzinger nel 1943. |
«La
fede cattolica e la presenza della Chiesa rimangono il
grande fattore unificante di questa nazione». (Joseph
Ratzinger)
Era
dalla seconda guerra mondiale che i tedeschi non dividevano
gli italiani tra buoni e cattivi, tra collaborazionisti e banditen. |
STILE FRANCESE
Il
ministro degli Interni francese Michèle Alliot-Marie (foto
sopra), al dicastero della Difesa nel precedente governo,
ha dato disposizioni severe ai servizi incaricati della sua
protezione. Sulla sua auto ufficiale ha vietato l’uso di
sirena e girofaro, ha proibito che l’autista lampeggi come
un forsennato, ma soprattutto ha voluto che la vettura non sia
blindata e non abbia i vetri scuri. È convinta che simili
comportamenti gettino discredito sui politici.
L’antipolitica la si evita anche così, cominciando dalle
piccole cose. Ma chi glielo dice ai nostri incorreggibili
politici che si fanno scarrozzare sulle auto blu a sirene
spiegate e con gran stridore di gomme. |
|
DONNE
STANCHE
«Il
presidente ci ha chiesto di fare una foto di gruppo.
Nello scatto precedente ero in piedi, mancavano delle
sedie e mi sono seduta sulle sue gambe». Così l’ex
aspirante velina Barbara Pedrotti (foto),
ha spiegato la sua intimità con il Cavaliere nelle
ormai famigerate foto scattate a Villa Certosa.
DONNE
CORAGGIOSE 1
| Si
lancia con il paracadute avvinghiata al suo
istruttore, una volta a terra lo abbraccia e
lo bacia castamente sulla guancia. Il
tribunale islamico di Lal MasJid, la moschea
più radicale di Islamabad, brandendo la foto
del delitto, emette una fatwa accusando la
paracadutista di oscenità e invitandola a
dimettersi. Anche se è accaduto in Francia,
nell’ambito di una campagna per aiutare le
vittime del terremoto dell’ottobre 2005, che
ha provocato 80 mila morti, l’intrepida
paracadutista è Nilofar Bakhtiar (foto)
ministro del Turismo del Pakistan. La
peccatrice ha risposto picche. |
DONNE CORAGGIOSE
2
| Nouria
al-Sbeih (foto), 48 anni, tutta sorrisi ed
eleganza, è il nuovo ministro
dell’Educazione del Kuwait. Ha prestato
giuramento davanti al Parlamento a capo
scoperto. Nonostante le minacciose ingiunzioni
dei fondamentalisti che le volevano imporre di
coprirsi il capo. |
I
CURIOSI DELLE DONNE
| Qual
è la frequenza del suo ciclo mestruale? Qual
è l’ultima volta che è rimasta incinta?
Sono solo un paio delle tante domande intime
contenute nel questionario distribuito
dall’amministrazione statale indiana alle
sue funzionarie. L’iniziativa ha creato
sconcerto tra le organizzazioni femministe e
trambusto in Parlamento. Al ministero della
Sanità si sono difesi spiegando che volevano
solo sapere quali fossero le condizioni
fisiche delle loro dipendenti. È intervenuto
il Primo ministro, il questionario sarà
revisionato, le domande da ficcanaso
eliminate. |
|
|
ALICE
NON LO SA
Un
dubbio mi assilla fin dalla sua nascita: se Alice non
lo sa perché continua a scriverci?
Perché
ci illude di saperlo con le sue newsletter che
il procaccia informatico ci recapita nella notte tra il
lunedì e il martedì? Che continuerò a
cestinare fino a che non cambierà testa e testata ammettendo di
saperlo. Sapere che cosa? Boh!
Un
lettore nottambulo |
|
Sabbie
mobili
Sono
saliti a tremila i soldati americani morti in
Iraq.
|
Ebrei
erranti
A
partire dall’anno 2000, circa diecimila israeliani hanno
cominciato ad acquistare terreni sulla Luna e ora possiedono
qualcosa come il 10 per cento dei 40 milioni di chilometri
quadrati di superficie lunare finora venduti nel mondo. Un
investimento immobiliare che la dice lunga su come si
sentano tranquilli gli israeliani nella propria terra. Che
per qualcuno non è la loro terra. E comunque divenuta tanto
inospitale da far eleggere la Luna a nuova Terra Promessa.
|
|
Nudi
contro lo zoo
A
Bangkok, l’indossatore Patrick Ribbsaeter e la sua
compagna Avi Siwa posano da Adamo ed Eva per
l’associazione People for the Ethical Treatement
of Animals (Peta).
«Ritorno al Paradiso, chiudiamo gli zooo», si
legge sul cartello. Queste foto alimenteranno una
campagna pubblicitaria agli inizi del 2007 nelle
Filippine, in India, in Tailandia e in Svezia. |
IL
RESTO DEI CARLINI
 |
| Lo
stilista Valentino Garavani. |
«Eravamo
a Marrakesh, almeno 25 anni fa. Arrivammo con una grande
Cadillac e si radunò della gente. C’era questo bambino
berbero, avrà avuto quattro anni, che ci stava intorno
tutto il tempo, delizioso. Quasi quasi lo adotto, pensai. Ma
ci furono molte difficoltà, mia madre mi fece una scena
madre. Avrei adorato avere dei figli. Ma considerato quanto
sono ansioso anche solo con i miei cinque cani carlini,
Molly, Maude, Margot, Monty e Milton, meglio così. Quando
parto gli mando il veterinario due volte a settimana e
chiamo in continuazione per sapere come stanno. Sarei stato
un padre infelice».
(Lo
stilista Valentino Garavani in un’intervista pubblicata
dal quotidiano La
Repubblica il 29 giugno 2007). |
LA
TENACIA DEI MOLOSSI
 |
| Giuliano
Molossi, direttore della Gazzetta di Parma. |
Signor
direttore,
Apprezzo
moltissimo i Suoi articoli di fondo perché anch’io la
penso esattamente come Lei e Le assicuro che se cambiasse
idee, ma sono certa di no, senza farmi influenzare dai Suoi
nuovi pensieri, non comprerei più la Gazzetta che leggo da
circa cinquant’anni.
Gian
Carla Domenichini
Parma,
26 giugno
(Dalla
rubrica «Lettere al direttore» della Gazzetta
di Parma) |
La
trappola del conformismo
«Se
un’idea è sostenuta da molti, da troppi, c’è sempre
qualcosa che non va». (Luigi Meneghello) |
| ORRORE
Uccisa
a sassate perché l’onore conta più dell’amore
Doa
Khalil (o Dua, secondo altre trascrizioni), 17 anni, curda
yazida, è stata lapidata a morte in pubblico, il 7 aprile
scorso, a Bashiqa, nei dintorni di Mossul. È stata uccisa a
colpi di pietre da uomini della sua famiglia, davanti a
centinaia di persone, sotto gli occhi della polizia che non ha
fatto nulla per impedire il crimine. Video filmati da telefoni
cellulari circolano su Internet e mostrano tutto l’orrore di
questo assassinio, con giovani fanatici che torturano
l’adolescente picchiandola e colpendola con pietre, tra cui
una di circa dieci chili, fino alla morte. Doa, come numerose
donne e ragazze del Kurdistan iracheno, è stata vittima di un
cosiddetto «delitto d’onore». Il crimine di cui si era
macchiata era quello di essersi innamorata di un giovane arabo
sunnita. |
CRITICA
DELLA RAGIONE
«Qualche
fischio è il sale della democrazia». (Guglielmo Epifani,
segretario nazionale della Cgil) |
DONNE
STANCHE
«Il
presidente ci ha chiesto di fare una foto di gruppo.
Nello scatto precedente ero in piedi, mancavano delle
sedie e mi sono seduta sulle sue gambe». Così l’ex
aspirante velina Barbara Pedrotti (foto),
ha spiegato la sua intimità con il Cavaliere nelle
ormai famigerate foto scattate a Villa Certosa.
DONNE
CORAGGIOSE 1
| Si
lancia con il paracadute avvinghiata al suo
istruttore, una volta a terra lo abbraccia e
lo bacia castamente sulla guancia. Il
tribunale islamico di Lal MasJid, la moschea
più radicale di Islamabad, brandendo la foto
del delitto, emette una fatwa accusando la
paracadutista di oscenità e invitandola a
dimettersi. Anche se è accaduto in Francia,
nell’ambito di una campagna per aiutare le
vittime del terremoto dell’ottobre 2005, che
ha provocato 80 mila morti, l’intrepida
paracadutista è Nilofar Bakhtiar (foto)
ministro del Turismo del Pakistan. La
peccatrice ha risposto picche. |
DONNE CORAGGIOSE
2
| Nouria
al-Sbeih (foto), 48 anni, tutta sorrisi ed
eleganza, è il nuovo ministro
dell’Educazione del Kuwait. Ha prestato
giuramento davanti al Parlamento a capo
scoperto. Nonostante le minacciose ingiunzioni
dei fondamentalisti che le volevano imporre di
coprirsi il capo. |
I
CURIOSI DELLE DONNE
| Qual
è la frequenza del suo ciclo mestruale? Qual
è l’ultima volta che è rimasta incinta?
Sono solo un paio delle tante domande intime
contenute nel questionario distribuito
dall’amministrazione statale indiana alle
sue funzionarie. L’iniziativa ha creato
sconcerto tra le organizzazioni femministe e
trambusto in Parlamento. Al ministero della
Sanità si sono difesi spiegando che volevano
solo sapere quali fossero le condizioni
fisiche delle loro dipendenti. È intervenuto
il Primo ministro, il questionario sarà
revisionato, le domande da ficcanaso
eliminate. |
|
|
Viva
Luigi Meneghello
«Mi
vennero i brividi sentendo l’esordio del primo comizio
dopo la Liberazione: “quando in cielo si accende un
palpito di stelle”. Eh no, mi dissi. Ma allora quello che
abbiamo fatto non è servito proprio a niente». (Luigi
Meneghello, Malo 16 febbraio 1922-Thiene 26 giugno 207,
autore di capolavori come Libera
nos a Malo e I piccoli maestri). |
|
INSABBIATI
Ogni
domenica, dal 15 febbraio 2004, i veterani di Santa Monica
(California) installano sulla spiaggia di Arlington West un
memorial provvisorio in onore dei soldati americani caduti
in Iraq. Dall’inizio della guerra, l’esercito degli
Stati Uniti ha perso circa 3000 uomini.
Parole
sagge
"Il
problema della Chiesa è che non ama le persone di
fatto".

|
| Massimo
Bucchi |
|
I
suoi sogni non sono i nostri
Già
riprovevoli sotto il profilo morale e politico, le esortazioni
telefoniche di Massimo D’Alema sono sconvenienti anche dal
punto di vista lessicale. Una frase del tipo «facci
sognare» (con l’intonazione da stadio che è facile
immaginare) è come l’abusato «evvai». E cioè un indice
di cattive frequentazioni. Un’espressione gergale che sa di
tv del biscione, di giovanilismo liceale e di chiacchiere da
ceto impiegatizio Mediaset. Un idiotismo (occhio proto! il
termine è tecnico, e non vuol dire idiozia) che nessun
forbito discorso di trenta cartelle riuscirà mai a
cancellare. Ma sono anche parole sgorgate dal cuore. E questo
è quel che conta. Purtroppo.
|
|
IMPUNITO
NEL PARADISO DEI DITTATORI
Domenica
10 dicembre 2006, all’età di 91 anni, è morto il
generale Auguste Pinochet, per diciassette anni
dittatore del Cile. L’11 settembre 1973, con il
beneplacito del segretario di Stato americano Henry
Kissinger, aveva organizzato un golpe contro il
governo legittimo di Salvador Allende.
Per
suo ordine sono state assassinate o fatte sparire
almeno 2.279 persone, mentre oltre 27.500 sono state
torturate. I parenti delle vittime che hanno
presentato trecento denunce per violazione dei
diritti dell’uomo non hanno ottenuto giustizia.
I
suoi sostenitori, per nulla impressionati dalle sue
azioni sanguinarie, sono rimasti colpiti solo dalla
sua disonestà. Sui conti segreti aperti da Pinochet
presso la banca Riggs di Washington sono stati
scoperti 27 milioni di dollari mai dichiarati al
fisco. Inoltre, la stampa cilena ha rivelato
l’esistenza di tonnellate d’oro depositate in
diverse banche asiatiche. Le messe di suffragio
costano caro. |
|
Civiltà
scomparse
Giorgio
Armani ha compendiato la figura di Gianfranco Ferré,
collega appena scomparso, in due parole: «Uomo civile».
Civile? Come sarebbe a dire? Forse che altri di quel mondo
sono incivili? Sì, forse voleva dire proprio quello e
sospettiamo anche di sapere a chi si riferiva. Eppure, anche
ai funerali di costoro ci sarà qualcuno che commenterà: «Uomini
civili, persone gentili». Moda, tempio degli dei falsi e
bugiardi.
|
|
Mozzoni,
si
mozzi la lingua
«Se
il problema che abbiamo di fronte è complesso, non si
possono ricercare soluzioni semplicistiche o scorciatoie
solamente coercitive. Al contrario, occorre costruire
politiche che sappiano riportare al centro i soggetti, le
Comunità locali nel loro insieme, che sappiano mettere in
campo offerte adeguate e qualificate, basate sul rispetto,
la condivisione, il supporto e l’accompagnamento,
rifuggendo da qualunque tentazione giudicante e
stigmatizzante». E chi più ne ha più ne metta. Così
scrive Tiziana Mozzoni, assessore alle Politiche sociali e
sanitarie della Provincia di Parma, sulla Gazzetta di Parma
del 26 giugno 2007. Se è così che scrivono
(e parlano) i politici, viva l’antipolitica. |
|
FORZA
SALSO
Leggo
le lettere che arrivano al nostro sito, i contributi, le
richieste di newsletter, la botta e la risposta. Guardo i
mittenti che le accompagnano. Sono in gran parte di salsesi.
La cosa da un lato mi dispiace, dall’altro mi conforta.
C’è ancora capacità di indignarsi, voglia di discutere,
battersi, dare una mano a soli nove chilometri da Fidenza.
Mentre qui, nel Borgo antico, in questa Porto Palos da dove
la nostra caravella corsara è salpata, avverto apatia,
rassegnazione, stanchezza, conformismo, forse persino un
po’ di paura. A Salso, non hanno ancora assaggiato il
bastone duro della speculazione edilizia più proterva che,
insieme alla ricchezza, porta l’arrendevolezza e persino
qualche tornaconto che fodera gli occhi un tempo acuti dei
compagni.
Forza
salsesi, siate con noi, che noi saremo con voi.
(i.
s.) |
|
ROTIMI
ADEBARI
Multiculturale
iperattivo
Fuggito
sette anni fa dalla Nigeria, ha trovato asilo in Irlanda. Oggi, Rotimi Adebari è sindaco di Portiaoise (18
mila abitanti nella contea di Laois). Eletto con sei voti
contro tre, è il primo nero a occupare tale carica. La sua
elezione è stata salutata da una standing
ovation (i tre membri del consiglio municipale che non
hanno votato per lui si sono scusati: «La disciplina di
partito»). Esule per la persecuzione religiosa di cui era
oggetto, Rotimi Adebari, cattolico, quattro figli, si è
rapidamente rivelato una persona intraprendente, accanito
nello sviluppare le relazioni intercomunitarie e
l’integrazione. Conseguito un master a Dublino, si è
impegnato nei campi dei trasporti e dell’educazione. È
anche animatore di una trasmissione radiofonica
sull’integrazione sociale. |
Resta
poco tempo per salvare la Terra
«Il
problema è che ogni giorno che passa si riduce la dose di
tempo a nostra disposizione per cambiare il corso delle cose».
(Al Gore, ex vice di Bill Clinton, premiato con un oscar per
il documentario «Una scomoda verità»)
|
| Allivano
i managel
La
metà degli amministratori delegati sotto i 45 anni delle
maggiori multinazionali a livello mondiale è cinese. Sono i
dati emersi da un’analisi della londinese Cass business
school. Lo studio non ha considerato tutte le aziende cinesi
in forte crescita, dove le principali cariche sono affidate
a giovani. |
|
| SHAKEEL
BHAT
Arrabbiato
di professione
Quasi
nessuno conosce il suo nome, scrive The Times of India, ma sono in molti a conoscere il suo soprannome,
«Rage Boy» (l’Arrabbiato), e la sua faccia, generalmente
fotografata a bocca spalancata, mentre lancia slogan
incendiari. «Il volto del furore islamico», riassume il
grande quotidiano indiano. Questo giovane di 31 anni che vive
a Srinagar, nello Stato indiano del Jammu e Kashmir, ha una
sola occupazione: partecipare a tutto ciò che assomiglia a
una manifestazione dove possa esprimere il suo sostegno
all’islam più radicale. Nelle manifestazioni contro i
disegni danesi su Maometto era in prima fila; contro il
discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, idem; contro Israele,
contro la nomina di Salman Rushdie a baronetto, uguale. Con la
sua barba, i suoi occhi fuori dalle orbite e i suoi gesti
rabbiosi, è una manna per fotografi e cameramen, che hanno
finito per farne se non eroe, almeno un personaggio della
Rete, dove le sue foto circolano numerose. Negli Stati la sua
effige si trova su magliette, tappeti, tazze con il marchio
Rage Boy. Lui stesso, che non ha mai toccato un computer in
tutta la sua vita e ignora Internet, spiega: «se le mie foto
sono diffuse in tutto il mondo, vuol dire che le mie emozioni
sono vere». Un altro che confonde spettacolo e realtà. |
Le
stagioni non sono più quelle di una volta
«Prima
l’inverno impediva alle auto di mettersi in moto. Ora è
l’inverno che stenta a mettersi in moto per colpa delle
auto». (Yves Dauteville)
|
|
Madri
snaturate
«Non
riesco a capire come mai una madre venga mandata così
lontano da casa e dalla figlia», ha detto il
presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad parlando in tv di
Faye Turney (nella foto sopra), l’unica donna dei
quindici marinai britannici catturati il 23 marzo dai
guardiani della rivoluzione. Giusto. Ma è altrettanto
difficile capire le madri che acquistano un biglietto senza
ritorno facendosi esplodere per la causa. |
Parole
al vento
«Dobbiamo
ammettere che gli Stati Uniti non sono né onnipotenti né
onniscienti. Che siamo solo il 6 per cento della popolazione
mondiale. Che non possiamo imporre la nostra volontà al
restante 94 per cento dell’umanità. Che non possiamo
rimediare tutti i torti o superare ogni avversità. Per cui
non può esserci una soluzione americana a tutti i problemi
del mondo». (John Fitzgerald Kennedy, 1961). |
|
Addio,
maestro
Se
ne andato Ingmar Bergman, un idolo dei nostri cineforum
degli anni Sessanta e Settanta, la guida dei nostri tormenti
religiosi e spirituali. Se ne è andato e la tv di stato non
ha neppure proiettato uno dei suoi tanti film, come faceva
nei rimpianti tempi democristiani. Quando l’omaggio ai
grandi che se ne andavano era un obbligo morale e culturale.
La corda della memoria si sta spezzando. |
DEDICATO
A PIERO,
A FAUSTO E A TUTTI GLI ALTRI AVENTI DOVERI
«Le
cose che possono distruggerci sono la politica senza
principi, il piacere senza coscienza, la ricchezza senza
lavoro, la conoscenza senza carattere, gli affari senza
moralità, la scienza senza umanità, la religione senza
sacrificio». (Gandhi) |
|
Che
cos’è una dittatura
Oltre
80 partiti con appena 2,3 milioni di iscritti che dettano
legge su una popolazione di 50 milioni di elettori. Di tutte
le dittature questa è la più odiosa e difficile da
abbattere. È la dittatura italiana. |
SALDI
DI STAGIONE
«La
salita dell’Everest costa 70 mila dollari per ogni gruppo.
Presto proporremo prezzi fuori stagione scontati del 50 per
cento in autunno e del 75 per cento d’inverno». (Prithvi
Subba Gurung, Primo ministro del Nepal, agenzia Reuters, 23
agosto 2007) |
|
Il
vero volto della guerra
 |
| l
sergente Joseph Mosner, 35 anni, ferito nel dicembre
del 2003 a Baghdad. |
Per
rendervi conto degli orrori prodotti ogni giorno dalla
guerra in Iraq, potete consultare il sito www.indicius.it/archivio_
guerra_iraq.htm
alla
voce «Le immagini che gli Stati Uniti non vogliono vediate». |
|
GUAI
A NON FINIRE *
 |
| Angelo
Maria Ripellino (Palermo 1923 - Roma1978) |
Guai
a chi si costruisce il suo mondo da solo.
Devi
associarti a una consorteria
Di
violinisti guerci, di furbi larfari,
di
nani del Veronese, di aiuole militari,
di
impiegati al catasto, di accòliti della Schickería.
E
ballare con loro il verde allegro dello sfacelo,
le
gighe del marciume inorpellato,
inchinarti
dinanzi ai feticci della camorra,
come
Abramo dinanzi al volere del cielo.
Guai
a chi sulla terra è sprovvisto di santi,
guai
a chi resta solo come u re disperato
fra
neri ceffi di lupi digrignati,
(Angelo
Maria Ripellino, Notizie dal diluvio Sinfonietta Lo splendido violino verde, Einaudi
2007)
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titolo redazionale |
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Montezemolo
contro Grillo
| Il
leader di Confindustria polemico con il
comico-blogger. «Non penso che tutti i mali del
Paese sono nella politica». Ben detto! Sono anche
nell’incapacità di maneggiare il congiuntivo. |
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SEGUI
IL CONSIGLIO
«La carta di identità è la nostra tessera
di partito.
I comuni la nostra piazza. Sindaci e assessori i nostri dipendenti.
Vanno controllati. Partecipate
ai consigli comunali. Sono gratis e meglio del
cinema. È
previsto dalla Legge
DLGS n. 267/2000 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Discutete le sedute e
riportate le vostre impressioni nei blog,
nei forum». (Dal blog www.beppegrillo.it)
Noi di Nave Corsara seguiamo il consiglio comunale da tre
anni e da tre anni ve lo raccontiamo. |
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UN
BACIO ETERNO
È
uno dei baci più famosi della storia del cinema. Se lo
scambiarono Burt Lancaster e Deborah Kerr nel film di Fred Zinnemann «Da
qui all’eternità» (1953). Ammalata da tempo del morbo di
Parkinson, l’attrice inglese è morta il 16 ottobre
all’età di 86 anni. Un bacio.
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QUEI
BRAVI RAGAZZI
DI VERONA
(Loro
non bruciano le bandiere,
ammazzano i coetanei)

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Raffaele
Delle Donne, 19 anni, detto «Raffa». |

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Guglielmo
Corsi, 19 anni, di professione metalmeccanico. |

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Andrea
Vesentini, 20 anni, promoter finanziario. |

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Di
lui si conosce solo il nomignolo: «Peri». |
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Quest’altro
è noto come «Tarabuio». |
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MADE
IN CHINA
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«Adoro
la Giornata della Terra… Abbiamo fabbricato 3,5 milioni di
magliette Giornata della Terra; 10,95 milioni di autoadesivi
Giornata della Terra; 9,8 miliardi di carte Giornata della
Terra…».
Il
22 aprile scorso, per la trentasettesima volta, si è
celebrata la Giornata della Terra (Earth Day). Fu proclamata
il 22 aprile 1970 dal senatore americano Gaylord Nelson per
incoraggiare gli studenti a mettere in piedi progetti di
sensibilizzazione sull’ambiente nelle loro comunità.
(Illustrazione
di Tab) |
Pechino
2008,
la fantasia al potere
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