colonnino

È morto l’Abbé Pierre

Stai tranquillo, quaggiù qualcuno ti ama

 

L’Abbé Pierre in una foto del 2002

«Amici miei, aiuto! Questa notte alle 3 una donna è morta assiderata. In mano aveva ancora il documento con cui il giorno prima le era stato notificato lo sfratto». E’ così che cominciava l'abbé Pierre, il primo febbraio 1954, lanciando sulle onde di Radio Lussemburgo, un appello per i senzatetto che doveva diventare il simbolo della sua lotta per il diritto all’alloggio.

«Una donna è morta questa notte alle 3 congelata», dice il giovane prete dallo sguardo ardente su un marciapiede di boulevard Sebastopol. «Ogni notte, sono più di duemila rannicchiati sotto il gelo, senza un tetto, senza pane, molti quasi nudi».

«Di fronte a tanto orrore… bisogna che questa sera stessa, in tutte le città di Francia, in ogni quartiere di Parigi, si appendano dei cartelli sotto una luce nella notte, sulla porta dei luoghi dove ci siano una coperta, della paglia, una zuppa, e che sotto il titolo “Centro fraterno di soccorso” si leggano queste parole: “Tu che soffri, chiunque tu sia, entra, dormi, mangia riprendi la speranza, qui ti amiamo”.

«Le previsioni meteorologiche annunciano un mese di gelate terribili. Fino a che dura l’inverno questi centri devono rimanere. Davanti ai loro fratelli che muoiono di miseria, una solo opinione deve esistere tra gli uomini: la volontà di rendere impossibile che questo duri.

«Ci occorrono per questa sera, al più tardi domani mattina, cinquemila coperte, trecento grandi tende, duecento cucine da campo.

«Grazie a voi, nessun uomo, nessun bambino, si coricherà questa sera sull’asfalto o sui Lungosenna di Parigi. Grazie!»

In risposta a questo appello, il governo approntò in tutta fretta un piano d’urgenza per la costruzione di 12 mila alloggi di prima necessità.

Quaranta anni più tardi, sulle stesse onde di Rtl, è un vecchio dalla barba bianca, ma dallo sguardo sempre di brace, che domanda ancora una volta ai francesi di «svegliarsi» e di «fare la guerra alla miseria». Questa volta se la prende direttamente con i Comuni: «Eletti, è il tempo di agire perché tutti abbiano un alloggio (…) La Francia deve costruire, ne ha i mezzi».

Verso la fine del 2006 Les Enfants de Don Quichotte, I Figli di Don Chisciotte, hanno avuto un’idea geniale che ha messo i politici con le spalle al muro e li ha costretti a impegnarsi (elections obbligent): lungo la Senna hanno innalzato lunghe file di tende per l’alloggio dei senzatetto, gli Sdf (sans demeure fixe). La battaglia continua, un inverno tardivo ma minaccioso è alle porte. Il vecchio Abbé si sta certo gustando una zuppa calda in paradiso. Sapendo che quaggiù qualcuno lo ama. E lo imita.

Le tende dei senzatetto lungo le banchine della Senna a Parigi: è la  clamorosa iniziativa dell’associazione Les Enfants de Don Quichotte. 

Equivoci

«Bisogna che l’Europa la smetta di dare credito all’idea che la Russia è una democrazia… Mi sento sollevato dalla partenza dei signori Chirac, Schröder e Berlusconi». (Garry Kasparov, ex campione del mondo di scacchi e coordinatore dell’Altra Russia, da un’intervista su Le Monde del 25 maggio)

UN CONSIGLIO DA AMICO AL NEO CONSIGLIERE ALFREDO PERI

Anche se è consigliere comunale a Parma e consigliere regionale a Bologna, oltre che assessore regionale ai Trasporti, si lasci consigliare. Non si può fare bene tutto, liberi qualche carica. Da pendolare quotidiano Fidenza-Milano-Fidenza su littorina  regionale, le consiglierei di dimettersi da assessore ai Trasporti. Scusandosi per il ritardo.

(i. s.)

 

Manhattan come Fidenza?

«Volevo che la gente vedesse questa parte di città  dopo l’11 settembre, che si accorgesse di quanto è bella prima che scompaia».

Che scompaia?

«Sì, ogni volta che torno a New York scopro che hanno buttato giù qualcosa per costruire un nuovo edificio». 

(Da un’intervista a Lou Reed, pubblicata dal Corriere della Sera del 28 marzo).

Stimolato dalle rapide trasformazioni in corso nella sua città, la rockstar ha cominciato a fotografarla con un impegno ripagato da ottimi risultati, come si può vedere nella mostra «Lou Reed’s New York» alla galleria Arteutopia di Milano, in via G. G. Mora 5. Aperta fino al 12 maggio. 

 

Tutti i giorni è l’11 settembre

Più di due milioni di persone muoiono ogni anno a causa del lavoro. È l’equivalente di un 11 settembre al giorno.

(da una statistica delle Nazioni Unite)

 

 

PRIMATI

Beata la Danimarca

È da trent’anni che i danesi sono il popolo più felice d’Europa. Uno studio compiuto dall’università di Cambridge su un campione di 20 mila europei lo ha nuovamente confermato. Come al solito, la Danimarca è tallonata dagli altri Paesi scandinavi. La Francia arriva solo undicesima su 15. Portogallo, Italia e Grecia chiudono la classifica. Giusto per  dimostrare che il bel tempo non rende necessariamente felici. E allora che cosa? «I Paesi al vertice della scala della felicità», spiega la responsabile dello studio Luisa Corrado, «sono quelli in cui si registra il più elevato livello di fiducia verso il governo, le leggi, e dove è massima la fiducia reciproca tra i cittadini». Un altro criterio è la durata del lavoro e la sua gestione: 39 ore e mezzo la settimana, ma con stop alle 16, per avere ancora tempo da dedicare alla famiglia e ai piaceri. 

Traditrice e imbarazzante

Lo ha sussurrato all’orecchio di un amico che non ha saputo mantenere il segreto: il 6 maggio Sylviane Agacinski (foto sopra), moglie delle ex Primo ministro francese socialista Lionel Jospin, ha votato per Nicolas Sarkozy, bestia nera della sinistra, avversario della socialista Segolène Royal nella corsa per la presidenza della Repubblica.

Filosofa, docente in Scienze sociali, la signora Jospin ha firmato un articolo intitolato «Il sesso presidenziale». Nel quale ha posto una domanda valida anche per noi quando si parla e straparla di quote rosa: «Fare della femminilità un argomento decisivo od opporsi a un candidato con la scusa che è misogino non è dare un ruolo esorbitante e illegittimo al sesso in politica?»

Dopo il sogno, l’amaro risveglio

«È un'indecenza mettere sotto processo una classe dirigente per una battuta». Ha detto Massimo D’Alema a proposito del suo «facci sognare». Classe dirigente? Allora ha proprio ragione il suo amico Nicola Latorre: a D’Alema piace essere sarcastico

DUBBI NOTTURNI

 Eugenetica botanica 

Ci avete fatto caso che gli alberi di città sono di salute così delicata che si ammalano non appena una qualche autorità municipale ne ordina la visita? Sarà la tremarella per lo stetoscopio appoggiato sul fusto.

È accaduto a Fidenza per i tigli di via Costa. Succede a Salsomaggiore per varie specie arboree del parco Corazza. Noi, che veniamo a sapere di questi perniciosi stati di salute dai giornali, ci chiediamo se un albero malato non meriti di morire in pace, senza il ricorso all’eutanasia. Possibile che la sua malattia sia sempre contagiosa per i confratelli che gli stanno attorno? Pensate se dovessero abbattere tutte le persone malate in circolazione. E avete mai sentito che abbiano messo altre piante al posto di quelle soppresse? No, le sostituiscono con una caccola di cemento. Specie autoctona di salute molto meno cagionevole.

Pedalare senza peccare

L’Iran fabbricherà presto «bici islamiche» che permetteranno alle donne di nascondere le loro forme mentre praticano la salutare attività sportiva di pedalare.

Lo riporta il quotidiano governativo «Iran». Una cabina trasparente «proteggerà» metà del corpo della ciclista, un accorgimento che eviterà gli sguardi indiscreti in caso di colpi di vento. Ma, a giudicare dall’immagine, creerà un effetto vela che potrebbe provocare spiacevoli cadute. Sempre in caso di vento.

L’Unità d’Italia

Il giovane Joseph Ratzinger nel 1943.

«La fede cattolica e la presenza della Chiesa rimangono il grande fattore unificante di questa nazione». (Joseph Ratzinger)

Era dalla seconda guerra mondiale che i tedeschi non dividevano gli italiani tra buoni e cattivi, tra collaborazionisti e banditen.  

STILE FRANCESE

Il ministro degli Interni francese Michèle Alliot-Marie (foto sopra), al dicastero della Difesa nel precedente governo, ha dato disposizioni severe ai servizi incaricati della sua protezione. Sulla sua auto ufficiale ha vietato l’uso di sirena e girofaro, ha proibito che l’autista lampeggi come un forsennato, ma soprattutto ha voluto che la vettura non sia blindata e non abbia i vetri scuri. È convinta che simili comportamenti gettino discredito sui politici. L’antipolitica la si evita anche così, cominciando dalle piccole cose. Ma chi glielo dice ai nostri incorreggibili politici che si fanno scarrozzare sulle auto blu a sirene spiegate e con gran stridore di gomme. 

 

DONNE STANCHE

«Il presidente ci ha chiesto di fare una foto di gruppo. Nello scatto precedente ero in piedi, mancavano delle sedie e mi sono seduta sulle sue gambe». Così l’ex aspirante velina Barbara Pedrotti (foto), ha spiegato la sua intimità con il Cavaliere nelle ormai famigerate foto scattate a Villa Certosa.

DONNE CORAGGIOSE 1

Si lancia con il paracadute avvinghiata al suo istruttore, una volta a terra lo abbraccia e lo bacia castamente sulla guancia. Il tribunale islamico di Lal MasJid, la moschea più radicale di Islamabad, brandendo la foto del delitto, emette una fatwa accusando la paracadutista di oscenità e invitandola a dimettersi. Anche se è accaduto in Francia, nell’ambito di una campagna per aiutare le vittime del terremoto dell’ottobre 2005, che ha provocato 80 mila morti, l’intrepida paracadutista è Nilofar Bakhtiar (foto) ministro del Turismo del Pakistan. La peccatrice ha risposto picche.

 

DONNE CORAGGIOSE 2

Nouria al-Sbeih (foto), 48 anni, tutta sorrisi ed eleganza, è il nuovo ministro dell’Educazione del Kuwait. Ha prestato giuramento davanti al Parlamento a capo scoperto. Nonostante le minacciose ingiunzioni dei fondamentalisti che le volevano imporre di coprirsi il capo.

I CURIOSI DELLE DONNE

Qual è la frequenza del suo ciclo mestruale? Qual è l’ultima volta che è rimasta incinta? Sono solo un paio delle tante domande intime contenute nel questionario distribuito dall’amministrazione statale indiana alle sue funzionarie. L’iniziativa ha creato sconcerto tra le organizzazioni femministe e trambusto in Parlamento. Al ministero della Sanità si sono difesi spiegando che volevano solo sapere quali fossero le condizioni fisiche delle loro dipendenti. È intervenuto il Primo ministro, il questionario sarà revisionato, le domande da ficcanaso eliminate.

 

ALICE NON LO SA

 Un dubbio mi assilla fin dalla sua nascita: se Alice non lo sa perché continua a scriverci? 

Perché ci illude di saperlo con le sue newsletter che il procaccia informatico ci recapita nella notte tra il lunedì e il martedì? Che continuerò a cestinare fino a che non cambierà testa e testata  ammettendo di saperlo. Sapere che cosa? Boh! 
Un lettore nottambulo

Sabbie mobili

Sono saliti a tremila  i soldati americani morti in  Iraq.

 

Ebrei erranti

A partire dall’anno 2000, circa diecimila israeliani hanno cominciato ad acquistare terreni sulla Luna e ora possiedono qualcosa come il 10 per cento dei 40 milioni di chilometri quadrati di superficie lunare finora venduti nel mondo. Un investimento immobiliare che la dice lunga su come si sentano tranquilli gli israeliani nella propria terra. Che per qualcuno non è la loro terra. E comunque divenuta tanto inospitale da far eleggere la Luna a nuova Terra Promessa.

Nudi contro lo zoo

A Bangkok, l’indossatore Patrick Ribbsaeter e la sua compagna Avi Siwa posano da Adamo ed Eva per l’associazione People for the Ethical Treatement  of Animals (Peta). «Ritorno al Paradiso, chiudiamo gli zooo», si legge sul cartello. Queste foto alimenteranno una campagna pubblicitaria agli inizi del 2007 nelle Filippine, in India, in Tailandia e in Svezia. 

IL RESTO DEI CARLINI 

Lo stilista Valentino Garavani.

 «Eravamo a Marrakesh, almeno 25 anni fa. Arrivammo con una grande Cadillac e si radunò della gente. C’era questo bambino berbero, avrà avuto quattro anni, che ci stava intorno tutto il tempo, delizioso. Quasi quasi lo adotto, pensai. Ma ci furono molte difficoltà, mia madre mi fece una scena madre. Avrei adorato avere dei figli. Ma considerato quanto sono ansioso anche solo con i miei cinque cani carlini, Molly, Maude, Margot, Monty e Milton, meglio così. Quando parto gli mando il veterinario due volte a settimana e chiamo in continuazione per sapere come stanno. Sarei stato un padre infelice». 

(Lo stilista Valentino Garavani in un’intervista pubblicata dal quotidiano La Repubblica il 29 giugno 2007).

LA TENACIA DEI MOLOSSI 

Giuliano Molossi, direttore della Gazzetta di Parma. 

Signor direttore,

Apprezzo moltissimo i Suoi articoli di fondo perché anch’io la penso esattamente come Lei e Le assicuro che se cambiasse idee, ma sono certa di no, senza farmi influenzare dai Suoi nuovi pensieri, non comprerei più la Gazzetta che leggo da circa cinquant’anni.

 Gian Carla Domenichini 

Parma, 26 giugno

 (Dalla rubrica «Lettere al direttore» della Gazzetta di Parma)

La trappola del conformismo

«Se un’idea è sostenuta da molti, da troppi, c’è sempre qualcosa che non va». (Luigi Meneghello)

ORRORE

Uccisa a sassate perché l’onore conta più dell’amore

 

Doa Khalil (o Dua, secondo altre trascrizioni), 17 anni, curda yazida, è stata lapidata a morte in pubblico, il 7 aprile scorso, a Bashiqa, nei dintorni di Mossul. È stata uccisa a colpi di pietre da uomini della sua famiglia, davanti a centinaia di persone, sotto gli occhi della polizia che non ha fatto nulla per impedire il crimine. Video filmati da telefoni cellulari circolano su Internet e mostrano tutto l’orrore di questo assassinio, con giovani fanatici che torturano l’adolescente picchiandola e colpendola con pietre, tra cui una di circa dieci chili, fino alla morte. Doa, come numerose donne e ragazze del Kurdistan iracheno, è stata vittima di un cosiddetto «delitto d’onore». Il crimine di cui si era macchiata era quello di essersi innamorata di un giovane arabo sunnita. 

CRITICA DELLA RAGIONE

«Qualche fischio è il sale della democrazia». (Guglielmo Epifani, segretario nazionale della Cgil)

 

DONNE STANCHE

«Il presidente ci ha chiesto di fare una foto di gruppo. Nello scatto precedente ero in piedi, mancavano delle sedie e mi sono seduta sulle sue gambe». Così l’ex aspirante velina Barbara Pedrotti (foto), ha spiegato la sua intimità con il Cavaliere nelle ormai famigerate foto scattate a Villa Certosa.

DONNE CORAGGIOSE 1

Si lancia con il paracadute avvinghiata al suo istruttore, una volta a terra lo abbraccia e lo bacia castamente sulla guancia. Il tribunale islamico di Lal MasJid, la moschea più radicale di Islamabad, brandendo la foto del delitto, emette una fatwa accusando la paracadutista di oscenità e invitandola a dimettersi. Anche se è accaduto in Francia, nell’ambito di una campagna per aiutare le vittime del terremoto dell’ottobre 2005, che ha provocato 80 mila morti, l’intrepida paracadutista è Nilofar Bakhtiar (foto) ministro del Turismo del Pakistan. La peccatrice ha risposto picche.

 

DONNE CORAGGIOSE 2

Nouria al-Sbeih (foto), 48 anni, tutta sorrisi ed eleganza, è il nuovo ministro dell’Educazione del Kuwait. Ha prestato giuramento davanti al Parlamento a capo scoperto. Nonostante le minacciose ingiunzioni dei fondamentalisti che le volevano imporre di coprirsi il capo.

I CURIOSI DELLE DONNE

Qual è la frequenza del suo ciclo mestruale? Qual è l’ultima volta che è rimasta incinta? Sono solo un paio delle tante domande intime contenute nel questionario distribuito dall’amministrazione statale indiana alle sue funzionarie. L’iniziativa ha creato sconcerto tra le organizzazioni femministe e trambusto in Parlamento. Al ministero della Sanità si sono difesi spiegando che volevano solo sapere quali fossero le condizioni fisiche delle loro dipendenti. È intervenuto il Primo ministro, il questionario sarà revisionato, le domande da ficcanaso eliminate.

Viva Luigi Meneghello

«Mi vennero i brividi sentendo l’esordio del primo comizio dopo la Liberazione: “quando in cielo si accende un palpito di stelle”. Eh no, mi dissi. Ma allora quello che abbiamo fatto non è servito proprio a niente». (Luigi Meneghello, Malo 16 febbraio 1922-Thiene 26 giugno 207, autore di capolavori come Libera nos a Malo e I piccoli maestri).

INSABBIATI

Ogni domenica, dal 15 febbraio 2004, i veterani di Santa Monica (California) installano sulla spiaggia di Arlington West un memorial provvisorio in onore dei soldati americani caduti in Iraq. Dall’inizio della guerra, l’esercito degli Stati Uniti ha perso circa 3000 uomini.

Parole sagge

"Il problema della Chiesa è che non ama le persone di fatto".

     Massimo Bucchi

I suoi sogni non sono i nostri

Già riprovevoli sotto il profilo morale e politico, le esortazioni telefoniche di Massimo D’Alema sono sconvenienti anche dal punto di vista lessicale.  Una frase del tipo «facci sognare» (con l’intonazione da stadio che è facile immaginare) è come l’abusato «evvai». E cioè un indice di cattive frequentazioni. Un’espressione gergale che sa di tv del biscione, di giovanilismo liceale e di chiacchiere da ceto impiegatizio Mediaset. Un idiotismo (occhio proto! il termine è tecnico, e non vuol dire idiozia) che nessun forbito discorso di trenta cartelle riuscirà mai a cancellare. Ma sono anche parole sgorgate dal cuore. E questo è quel che conta. Purtroppo. 

IMPUNITO NEL PARADISO DEI DITTATORI

Domenica 10 dicembre 2006, all’età di 91 anni, è morto il generale Auguste Pinochet, per diciassette anni dittatore del Cile. L’11 settembre 1973, con il beneplacito del segretario di Stato americano Henry Kissinger, aveva organizzato un golpe contro il governo legittimo di Salvador Allende. 

Per suo ordine sono state assassinate o fatte sparire almeno 2.279 persone, mentre oltre 27.500 sono state torturate. I parenti delle vittime che hanno presentato trecento denunce per violazione dei diritti dell’uomo non hanno ottenuto giustizia.

I suoi sostenitori, per nulla impressionati dalle sue azioni sanguinarie, sono rimasti colpiti solo dalla sua disonestà. Sui conti segreti aperti da Pinochet presso la banca Riggs di Washington sono stati scoperti 27 milioni di dollari mai dichiarati al fisco. Inoltre, la stampa cilena ha rivelato l’esistenza di tonnellate d’oro depositate in diverse banche asiatiche. Le messe di suffragio costano caro.

Civiltà scomparse

Giorgio Armani ha compendiato la figura di Gianfranco Ferré, collega appena scomparso, in due parole: «Uomo civile». Civile? Come sarebbe a dire? Forse che altri di quel mondo sono incivili? Sì, forse voleva dire proprio quello e sospettiamo anche di sapere a chi si riferiva. Eppure, anche ai funerali di costoro ci sarà qualcuno che commenterà: «Uomini civili, persone gentili». Moda, tempio degli dei falsi e bugiardi.  

Mozzoni, si mozzi la lingua

«Se il problema che abbiamo di fronte è complesso, non si possono ricercare soluzioni semplicistiche o scorciatoie solamente coercitive. Al contrario, occorre costruire politiche che sappiano riportare al centro i soggetti, le Comunità locali nel loro insieme, che sappiano mettere in campo offerte adeguate e qualificate, basate sul rispetto, la condivisione, il supporto e l’accompagnamento, rifuggendo da qualunque tentazione giudicante e stigmatizzante». E chi più ne ha più ne metta. Così scrive Tiziana Mozzoni, assessore alle Politiche sociali e sanitarie della Provincia di Parma, sulla Gazzetta di Parma del 26 giugno 2007. Se è così che scrivono (e parlano) i politici, viva l’antipolitica.

FORZA SALSO

Leggo le lettere che arrivano al nostro sito, i contributi, le richieste di newsletter, la botta e la risposta. Guardo i mittenti che le accompagnano. Sono in gran parte di salsesi. La cosa da un lato mi dispiace, dall’altro mi conforta. C’è ancora capacità di indignarsi, voglia di discutere, battersi, dare una mano a soli nove chilometri da Fidenza. Mentre qui, nel Borgo antico, in questa Porto Palos da dove la nostra caravella corsara è salpata, avverto apatia, rassegnazione, stanchezza, conformismo, forse persino un po’ di paura. A Salso, non hanno ancora assaggiato il bastone duro della speculazione edilizia più proterva che, insieme alla ricchezza, porta l’arrendevolezza e persino qualche tornaconto che fodera gli occhi un tempo acuti dei compagni.

Forza salsesi, siate con noi, che noi saremo con voi. 

(i. s.)

ROTIMI ADEBARI

Multiculturale iperattivo

Fuggito sette anni fa dalla Nigeria, ha trovato asilo in Irlanda. Oggi, Rotimi Adebari è sindaco di Portiaoise (18 mila abitanti nella contea di Laois). Eletto con sei voti contro tre, è il primo nero a occupare tale carica. La sua elezione è stata salutata da una standing ovation (i tre membri del consiglio municipale che non hanno votato per lui si sono scusati: «La disciplina di partito»). Esule per la persecuzione religiosa di cui era oggetto, Rotimi Adebari, cattolico, quattro figli, si è rapidamente rivelato una persona intraprendente, accanito nello sviluppare le relazioni intercomunitarie e l’integrazione. Conseguito un master a Dublino, si è impegnato nei campi dei trasporti e dell’educazione. È anche animatore di una trasmissione radiofonica sull’integrazione sociale.

Resta poco tempo per salvare la Terra

«Il problema è che ogni giorno che passa si riduce la dose di tempo a nostra disposizione per cambiare il corso delle cose». (Al Gore, ex vice di Bill Clinton, premiato con un oscar per il documentario «Una scomoda verità»)

Allivano i managel

La metà degli amministratori delegati sotto i 45 anni delle maggiori multinazionali a livello mondiale è cinese. Sono i dati emersi da un’analisi della londinese Cass business school. Lo studio non ha considerato tutte le aziende cinesi in forte crescita, dove le principali cariche sono affidate a giovani. 

SHAKEEL BHAT

Arrabbiato di professione

Quasi nessuno conosce il suo nome, scrive The Times of India, ma sono in molti a conoscere il suo soprannome, «Rage Boy» (l’Arrabbiato), e la sua faccia, generalmente fotografata a bocca spalancata, mentre lancia slogan incendiari. «Il volto del furore islamico», riassume il grande quotidiano indiano. Questo giovane di 31 anni che vive a Srinagar, nello Stato indiano del Jammu e Kashmir, ha una sola occupazione: partecipare a tutto ciò che assomiglia a una manifestazione dove possa esprimere il suo sostegno all’islam più radicale. Nelle manifestazioni contro i disegni danesi su Maometto era in prima fila; contro il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, idem; contro Israele, contro la nomina di Salman Rushdie a baronetto, uguale. Con la sua barba, i suoi occhi fuori dalle orbite e i suoi gesti rabbiosi, è una manna per fotografi e cameramen, che hanno finito per farne se non eroe, almeno un personaggio della Rete, dove le sue foto circolano numerose. Negli Stati la sua effige si trova su magliette, tappeti, tazze con il marchio Rage Boy. Lui stesso, che non ha mai toccato un computer in tutta la sua vita e ignora Internet, spiega: «se le mie foto sono diffuse in tutto il mondo, vuol dire che le mie emozioni sono vere». Un altro che confonde spettacolo e realtà.

Le stagioni non sono più quelle di una volta

«Prima l’inverno impediva alle auto di mettersi in moto. Ora è l’inverno che stenta a mettersi in moto per colpa delle auto». (Yves Dauteville)

 

Madri snaturate

«Non riesco a capire come mai una madre venga mandata così lontano da casa e dalla figlia», ha detto il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad parlando in tv di Faye Turney (nella foto sopra), l’unica donna dei quindici marinai britannici catturati il 23 marzo dai guardiani della rivoluzione. Giusto. Ma è altrettanto difficile capire le madri che acquistano un biglietto senza ritorno facendosi esplodere per la causa.  

 

Parole al vento

«Dobbiamo ammettere che gli Stati Uniti non sono né onnipotenti né onniscienti. Che siamo solo il 6 per cento della popolazione mondiale. Che non possiamo imporre la nostra volontà al restante 94 per cento dell’umanità. Che non possiamo rimediare tutti i torti o superare ogni avversità. Per cui non può esserci una soluzione americana a tutti i problemi del mondo». (John Fitzgerald Kennedy, 1961). 

Addio, maestro

Se ne andato Ingmar Bergman, un idolo dei nostri cineforum degli anni Sessanta e Settanta, la guida dei nostri tormenti religiosi e spirituali. Se ne è andato e la tv di stato non ha neppure proiettato uno dei suoi tanti film, come faceva nei rimpianti tempi democristiani. Quando l’omaggio ai grandi che se ne andavano era un obbligo morale e culturale. La corda della memoria si sta spezzando. 

DEDICATO A PIERO, 
A FAUSTO E A TUTTI GLI ALTRI AVENTI DOVERI

«Le cose che possono distruggerci sono la politica senza principi, il piacere senza coscienza, la ricchezza senza lavoro, la conoscenza senza carattere, gli affari senza moralità, la scienza senza umanità, la religione senza sacrificio».  (Gandhi)

Che cos’è una dittatura

Oltre 80 partiti con appena 2,3 milioni di iscritti che dettano legge su una popolazione di 50 milioni di elettori. Di tutte le dittature questa è la più odiosa e difficile da abbattere. È la dittatura italiana.

 

SALDI DI STAGIONE

«La salita dell’Everest costa 70 mila dollari per ogni gruppo. Presto proporremo prezzi fuori stagione scontati del 50 per cento in autunno e del 75 per cento d’inverno». (Prithvi Subba Gurung, Primo ministro del Nepal, agenzia Reuters, 23 agosto 2007)

Il vero volto della guerra 

l sergente Joseph Mosner, 35 anni, ferito nel dicembre del 2003 a Baghdad. 
 

Per rendervi conto degli orrori prodotti ogni giorno dalla guerra in Iraq, potete consultare il sito www.indicius.it/archivio_
guerra_iraq.htm
 

alla voce «Le immagini che gli Stati Uniti non vogliono vediate».

GUAI A NON FINIRE *

Angelo Maria Ripellino (Palermo 1923 - Roma1978)

Guai a chi si costruisce il suo mondo da solo.

Devi associarti a una consorteria

Di violinisti guerci, di furbi larfari,

di nani del Veronese, di aiuole militari,

di impiegati al catasto, di accòliti della Schickería.

E ballare con loro il verde allegro dello sfacelo,

le gighe del marciume inorpellato,

inchinarti dinanzi ai feticci della camorra,

come Abramo dinanzi al volere del cielo.

Guai a chi sulla terra è sprovvisto di santi,

guai a chi resta solo come u re disperato

fra neri ceffi di lupi digrignati, 

 

(Angelo Maria Ripellino, Notizie dal diluvio Sinfonietta Lo splendido violino verde, Einaudi 2007)

* titolo redazionale

Montezemolo contro Grillo

Il leader di Confindustria polemico con il comico-blogger. «Non penso che tutti i mali del Paese sono nella politica». Ben detto! Sono anche nell’incapacità di maneggiare il congiuntivo.

 

SEGUI IL CONSIGLIO 

«La carta di identità è la nostra tessera di partito. 
I comuni la nostra piazza. Sindaci e assessori i nostri dipendenti. Vanno controllati. Partecipate ai consigli comunali. Sono gratis e meglio del cinema. È previsto dalla Legge DLGS n. 267/2000 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Discutete le sedute e riportate le vostre impressioni nei blog, nei forum». (Dal blog www.beppegrillo.it) Noi di Nave Corsara seguiamo il consiglio comunale da tre anni  e da tre anni ve lo raccontiamo.

UN BACIO ETERNO

È uno dei baci più famosi della storia del cinema. Se lo scambiarono Burt Lancaster e Deborah Kerr nel film di Fred Zinnemann «Da qui all’eternità» (1953). Ammalata da tempo del morbo di Parkinson, l’attrice inglese è morta il 16 ottobre all’età di 86 anni. Un bacio.

QUEI BRAVI RAGAZZI 
DI VERONA

(Loro non bruciano le bandiere, 
ammazzano i coetanei)
 

Raffaele Delle Donne, 19 anni, detto «Raffa».

 

Guglielmo Corsi, 19 anni, di professione metalmeccanico.

 

Andrea Vesentini, 20 anni, promoter finanziario.

 

Di lui si conosce solo il nomignolo: «Peri».

 

Quest’altro è noto come «Tarabuio».

MADE IN CHINA

«Adoro la Giornata della Terra… Abbiamo fabbricato 3,5 milioni di magliette Giornata della Terra; 10,95 milioni di autoadesivi Giornata della Terra; 9,8 miliardi di carte Giornata della Terra…».   

Il 22 aprile scorso, per la trentasettesima volta, si è celebrata la Giornata della Terra (Earth Day). Fu proclamata il 22 aprile 1970 dal senatore americano Gaylord Nelson per incoraggiare gli studenti a mettere in piedi progetti di sensibilizzazione sull’ambiente nelle loro comunità.  

(Illustrazione di Tab)

Pechino 2008,
la fantasia al potere

 

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