Il Partito Democratico è un partito cui ci si può iscrivere senza tanti complimenti.
Quando mi sono presentato per il voto della fondazione, nessuno mi ha salutato ma si sapeva che, per un certo periodo, avevo votato Forza Italia. Eh sì, i socialisti, molti/e socialisti/e, all’indomani del 1994, votarono Berlusconi poiché il Pci aveva affondato con un colpo di stato la Dc e il Psi.
Sia beninteso, riporterei la salma di Bettino Craxi in Italia, dopo accordi con la famiglia e con la Tunisia perché, per me, non è mai stato un latitante bensì un olocausto ai poteri forti che, in quel momento, avevano deciso altre vie e altri protettori. Nessuno si è impegnato per riportarlo in aula di tribunale, nemmeno Di Pietro.
Ma di questo riparleremo.
Sia beninteso, non mi pento e non rinnego di aver votato Forza Italia.
Voglio solo che chi come me ha compiuto quel gesto ci ripensi ed entri nel Pd.
Mancano da 4 a 6 milioni di voti al Pd per stare in sella al governo: Psi + Psdi hanno sempre rappresentato quella differenza.
Non paga il risentimento, ti blocca, è una Medusa dallo sguardo pietrificante. Meglio il serpente che ti insinua il dubbio, cioè ti invita a ragionare e prendere consapevolezza di te.
Ricordiamoci che Eva passa la mela ad Adamo dopo che l’ha assaggiata: conosceva già il bene ed il male e propone ad Adamo di condividere con lei l’esperienza. Evidentemente, per lei, donna, ne valeva la pena.
Concita de Gregorio, nel suo blog, ammette che il ripensamento è gesto onorevole ed è degno di lode cercare di immedesimarsi in chi non la pensa come te. Capire l’altro, ragionare sulle sue ragioni.
Dopo tutto, mantiene il cervello in allenamento.
Sono convinto che uno sbaglio, la consapevolezza di aver sbagliato, ti porti ad essere superiore a chi non ha mai sbagliato.
Mi sento più vicino a colui o colei che studiava ore ed ore in più per arrivare allo stesso risultato dei talentuosi e talentuose che impiegavano un’ora: il popolo dei meritevoli ed il popolo dei capaci. Io mi sento a casa coi primi, perché, per lo meno, hanno sofferto e sanno dare un valore concreto al sacrificio: sono combattenti indefessi. Ed intelligenti poiché riconoscono di essere un gradino sotto al talento.
Dubito sempre di chi non ha mai sbagliato, di chi non ha mai faticato poiché intelligentissimo: non ha esperienza, non la può avere. Non può aspirare a gustare il sapore della vita.
Non ho nulla da spartire con il partito azzurro, né ricordi né sentimenti né battaglie comuni.
La mia casa, parole un po’ roboanti, rimane la sinistra intesa come movimento operaio, movimento studentesco, litigate e grandi speranze.
Anche il movimento delle donne fa parte della sinistra ma lo guardo con molto sospetto in quanto è diventato insolente e presuntuoso negli ultimi tempi.
Ma di questo riparleremo.
Le persone tenaci mi piacciono, le persone che ti dicono: «Sai che non sono più sicuro/a di quello che ho sempre pensato?» e riprendono, nonostante tutto, a meditare. E ti coinvolgono, in un qualche modo.
Emanuele Macaluso scrive un libretto «Al capolinea» per spiegare perché lui non entra nel Pd. Vi ho trovato molte mie riflessioni ma preferisco iscrivermi: il sapore goloso di poter dire la tua, anche direttamente al dirigente (che più tardi, statene certi, ti disprezzerà).
Stamattina ho passato ore a leggere su Giovanni Bazoli, l’avvocato e banchiere presidente del gruppo di vigilanza del gruppo Intesa-San Paolo. Geronzi, invece, che fu patron di Capitalia, è implicato nel crash di Parmalat, di Cirio ed in altri inquietanti dossier. Come dire, Berlinguer e Craxi.
Bazoli vuol fare del suo gruppo un ente bancario al servizio del Paese (sic!), Geronzi pare si facesse gli affari suoi. Ed ecco allora Il Foglio, quotidiano di Giuliano Ferrara che parla di una foto ritraente D’Alema e Bazoli che parlano accanto a due tazzine di caffè. Potevano parlare di vela ma non ne sono convinto. Anche Il Foglio non lo è e cita che si parlava di strategie bancarie. Leggi qui e rileggi là, ecco che Eugenio Scalfari (La Repubblica) riporta di un incontro avuto nottetempo con Corrado Passera, l’ amministratore delegato di Intesa-San Paolo. Si parla di Cai, Alitalia ed Air France. Scalfari, condottiero delle armate anti Bettino, tesse lodi a Passera e Bazoli. Ma Passera non è addentro Cai per ciò che riguarda l’apporto delle banche? Ma Cai non è sempre stata incoraggiata da Berlusconi? E dietro Passera non c’è Bazoli?
Ma se fate vedere quella foto con D’Alema e Bazoli a Fassino e Scalfari, essi (ne sono più che sicuro) vi risponderanno che è naturale che un uomo politico intrattenga rapporti col potere bancario. Peccato però che la foto ritraente Craxi mentre aspira dalla sigaretta e Berlusconi sorridente vicino a lui sia stata sempre sbandierata come la satrapia dei poteri forti italiani.
Bazoli è un potere forte, Passera pure: devono essere pensati come buoni poteri? O c’è scambio di favori? Banche vicine alla sinistra, potete entrare nell’affare Alitalia mentre io batosto Epifani?
Anche con questi dubbi entro nel Pd. Perché? Perché sono un centralista democratico.
Sul serio.
A risentirci.
Paolo Sirocchi
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